Arsutoria Magazine

OEKO-TEX® rafforza l’impegno per la biodiversità

OEKO-TEX® sta intensificando i propri sforzi per salvaguardare la biodiversità. Nell’ambito di questo impegno, OEKO-TEX® sta collaborando con l’organizzazione ambientalista Global Nature Fund al progetto “Businesses for Biological Diversity” (Imprese per la biodiversità). Insieme, OEKO-TEX® e Global Nature Fund hanno analizzato gli aspetti della biodiversità a livello di produzione e sviluppato criteri specifici per la certificazione OEKO-TEX® STeP.

“Gli ecosistemi sani sono una base fondamentale per una produzione tessile e conciaria responsabile dal punto di vista ambientale e sostenibile. Sono essenziali per la stabilità economica e il successo a lungo termine”, afferma Carolin Franitza, Stakeholder Manager di OEKO-TEX®. “La nostra partnership mira a sensibilizzare il settore sulla biodiversità e a fornire una guida pratica”.

Nell’ambito del progetto “Engaging German Companies for Biodiversiy – UBi”, il Global Nature Fund, in collaborazione con la Fondazione del Lago di Costanza, ha rivisto gli standard e le certificazioni rilevanti nel settore tessile e dell’abbigliamento per valutare in che misura includono requisiti efficaci per la protezione della biodiversità. I risultati sono stati discussi in forum di esperti con organismi di normazione, aziende tessili e altri specialisti, portando a raccomandazioni congiunte su come integrare meglio la biodiversità in futuro.

Per quanto riguarda OEKO-TEX® STeP, nell’ambito della revisione annuale, OEKO-TEX®, in collaborazione con il Global Nature Fund, ha aggiornato i requisiti sulla base di queste conoscenze. Le norme riviste sono entrate in vigore nel settembre 2025.

Partendo da queste solide basi, i criteri OEKO-TEX® STeP sono stati ampliati per porre maggiore enfasi sulla biodiversità. Lo standard aggiornato sottolinea l’approvvigionamento sostenibile delle materie prime e la protezione degli habitat naturali, affrontando anche le pratiche che contribuiscono alla perdita di biodiversità. D’ora in poi, i siti di produzione certificati OEKO-TEX® STeP saranno tenuti ad attuare piani di gestione della biodiversità, fissare obiettivi specifici e fornire relazioni periodiche.

Con l’ampliamento dei criteri OEKO-TEX® STeP, OEKO-TEX® si impegna a rendere la biodiversità parte integrante della produzione sostenibile.

Innovazione e circolarità

Alessandro Bruni, autore del libro ‘I 4 pilastri per le aziende BtoB’ e special guest della tavola rotonda organizzata da UNIC a Lineapelle di settembre, ha affermato che oggi più che mai le aziende devono puntare a diventare dei brand, perché questa trasformazione consente loro di essere più forti sul fronte della competitività e, al contempo, di essere meno esposte al rischio di essere sostituite sul mercato da altre aziende. Un esempio è Apple, che negli ultimi anni si è potuta ‘permettere’ di fare delle migliorie ai propri prodotti più che delle reali innovazioni, seppur mantenendo salda la fidelizzazione da parte dei consumatori, perché da semplice ‘maker’ ha saputo trasformarsi in ‘brand’. Bruni  ha anche sottolineato che oggi la leadership sul mercato di un brand passa inevitabilmente attraverso la sostenibilità, intesa oramai non come un semplice trend  e neppure come una pura questione di eticità, ma piuttosto come una necessità per tutte le aziende, perché lo sviluppo strategico, nel prossimo futuro, sarà organizzato attorno alla sostenibilità intesa come circolarità e upcycling.

Un esempio tangibile di azienda che si è trasformata in brand e che incarna un’effettiva applicazione di sostenibilità biocircolare nella filiera pelle è senza dubbio ECOTAN, brand creato nel 2021 da Silvateam, leader mondiale nella produzione di tannini naturali. Le formulazioni Ecotan partono dalla natura utilizzando tannini vegetali estratti utilizzando risorse provenienti da fonti sostenibili: i tannini sono combinati con polimeri biocircolari sintetici innocui per dar vita a pelli che eguagliano gli standard prestazionali fissati dalla concia al cromo e al glutaraldeide, evitando al contempo l’uso di ingredienti pericolosi. Il risultato è un sistema di concia sicuro, ecologico e pulito.

“Silvateam ha sede nel mezzo alle foreste piemontesi, in mezzo alla natura, ed è da qui che estraiamo il tannino ottenuto dal legno di castagno – racconta Alessandra Taccon, BU Leather Sustainable Technologies Business Director di Silvateam -. Ad un certo punto della nostra storia ci siamo chiesti come potevamo rivisitare la pelle per dare il giusto appeal a questo materiale per le nuove generazioni. Con Ecotan ci siamo posti la sfida di un nuovo modello di business con la pelle biocircolare, creando una nuova filiera, e dando alla pelle tutta l’identità, la naturalità, il pregio e la performance che essa merita. Il nostro è un ‘work in progress’ per un ‘next generation material’ che ha le caratteristiche del riciclo e della circolarità”.

“Con Ecotan – afferma Taccon – la nostra Casa Madre Silvateam, che è un’azienda chimica, è scesa a valle per dialogare con aziende come Ferrari o il Gruppo Kering e lavorare in modo circolare. Le lezioni che stiamo imparando sono tante: fare innovazione spesso trova l’industria impreparata, noi abbiamo spinto un progetto circolare quando tutto il mondo della pelle parlava solo di cromo, e in questo cammino l’evoluzione normativa ci ha senza dubbio aiutato”.

L’evoluzione – prosegue Taccon – è stata anche organizzativa, perché i tecnici che prima si confrontavano solo con i reparti tecnici, oggi parlano direttamente con le aziende a valle e tutti gli attori della filiera sono più orientati al mercato, nonché alla promozione di una cultura della circolarità e della sostenibilità presso tutti gli stakeholders, che sono anche le associazioni che si occupano di sostenibilità , UNIC ecc.

Ma qual è l’ostacolo operativo più significativo  all’integrazione di un nuovo materiale più sostenibile in una catena di fornitura globale e complessa? Secondo Paolo Bruno, Strategic Advisor di Garsport, azienda specializzata nella calzatura da trekking e lavoro che ha integrato Ecotan all’interno della propria produzione: “Il primo blocco operativo che abbiamo dovuto affrontare – afferma Bruno – è stata la ‘continuità qualitativa’ in termini di performance ed estetica. Bisogna poi considerare la scalabilità, cioè la difficoltà di attingere ai quantitativi richiesti a livello globale. Ma questi sono stati proprio i blocchi che Ecotan ha saputo superare nella sua evoluzione lavorando fianco a fianco con l’ufficio prodotto e design”.

Secondo Nicola Gianesin, Founder di GCP Srl, tutte le aziende che vogliono crescere puntando sull’innovazione devono cercare di applicare al proprio interno il cosiddetto ‘pensiero snello’, che parte anche dall’eliminazione dell’informazione inutile e dalla necessità di concentrarsi, ad esempio, sul dialogo con il cliente, per capire che cosa ritiene davvero importante a livello di innovazione. altro elemento importante da considerare soprattutto nel caso delle PMI è la consapevolezza di sé e delle proprie forza, che porta ad esempio nel ricercare nell’aggregazione il canale per condividere l’innovazione e creare qualcosa di nuovo e importante per il cliente finale.

Gustavo Adrian Defeo, Scientific Diretor di CTC Ars Tinctoria, ha sottolineato come spesso, quando si fa innovazione come nel caso di Ecotan, il consumatore fa fatica a comprendere il valore innovativo che un pellame contiene e il ‘greenwashin’ sicuramente danneggia ulteriormente questa consapevolezza delle reali innovazioni e benefici che un nuovo materiale porta con sé. Tuttavia, ha affermato Defeo, in questo senso le nuove normative ci aiuteranno in futuro a trasmette al consumatore il concetto di sostenibilità creando dei parametri condivisi da tutte le aziende e che permettono risultati misurabili e oggettivi.

Le difficoltà nel far comprendere al consumatore finale il reale valore di un nuovo materiale altamente innovativo e sostenibile sono state condivise anche da Francesco Sapienza, Sustainable Materials and Data Manager del Gruppo Kering: “l’innovazione è per definizione qualcosa di complesso e difficile da comunicare al consumatore. Per esempio, spesso il consumatore non sa neppure che nella concia si usa il cromo e che questo ha delle conseguenza sull’ambiente, ed è molto difficile spiegare innovazioni prettamente tecniche con un linguaggio semplice. Questa è,a mio parere, la vera sfida: tradurre un concetto complicato con parole semplici e capaci di creare interesse nel consumatore”.

Parlando di prodotti innovativi non si può, infine, non affrontare il problema dei costi, perché spesso i prodotti innovativi risultano più costosi di quelli tradizionali: come far accettare, quindi, questi costi al consumatore? Alessandra Taccon è partita da un assunto di base: l’innovazione va vista con lenti nuove. “Se continuiamo a guardare all’innovazione con le lenti vecchie è inevitabile che si pone al centro dell’attenzione il prezzo iniziale di una nuova tecnologia. L’approccio corretto deve invece essere circolare anche in questo senso, perché la circolarità è anche nei modi in cui analizziamo i costi di una filiera che poi deve creare risorse e non, come è avvenuto nel passato, consumare le risorse. Noi dobbiamo valorizzare il concetto di circolarità e considerare che anche il fine vita di un prodotto ha un costo economico che va conteggiato”.


Rino Mastrotto e la collezione Radura

In occasione di Lineapelle lo scorso settembre, Rino Mastrotto ha presentato la collezione AW 2026-2027 Radura: uno spazio aperto, un luogo di incontro e condivisione. Radura nasce come concept immersivo che riunisce, all’interno di un unico stand, tutte le eccellenze del Gruppo in un racconto sensoriale tra estetica, innovazione e tradizione.

Protagoniste sono state le pelli delle concerie del gruppo, accanto ai tessuti pregiati di Oreste Marianie a una selezione di articoli impreziositi da Morelab,specializzata in lavorazioni innovative su pelli e tessuti, e di accessori per pelletteria – nastri e componenti – realizzati da Mapel. Un’area speciale è stata dedicata al mondo arredo, con le pregiate pelli di Rino Mastrotto e i tessuti di JacqArt, la nuova realtà nata lo scorso luglio dall’incontro tra la storica expertise del Gruppo Marzotto e quella di Rino Mastrotto.

“Siamo orgogliosi di presentare a Lineapelle, con la nuova collezione “Radura”, tutte insieme le eccellenze che contraddistinguono il nostro Gruppo”  – ha affermato Matteo Mastrotto, Ceo di Rino Mastrotto .

“Da HEARTH, la pelle che fa risparmiare 38 litri d’acqua per m2 di pelle e riduce l’uti lizzo di prodotti chimici e le emissioni di CO2, all’ingresso di Prada Group nel capitale sino alla nuova società JacqArt nata da un accordo con Gruppo Marzotto, il 2025 ha segnato passaggi fondamentali sulla strada della crescita e del completamento dell’offerta luxury del Gruppo” – ha concluso il Ceo.

Matteo Mastrotto, Ceo of Rino Mastrotto


Dall’11 al 13 febbraio 2026 torna LINEAPELLE con la preview SS27

L’evento fieristico di riferimento per la manifattura globale del lusso, della moda e del design ha messo a segno un totale di 21.433 operatori professionali nell’edizione del 23-25 settembre 2025 dedicata alle anticipazioni invernali 26/27, segnando un leggero e inevitabile calo rispetto al passato, vista la negatività della congiuntura e l’influenza di tante criticità esterne all’industria stessa della moda. Gli operatori presenti in fiera sono arrivati per il 59% dall’Italia e per il restante 41% da 109 Paesi, in rappresentanza di oltre 7.000 aziende della filiera.

Sul fronte degli espositori, sono state 1.150 le aziende protagoniste di LINEAPELLE 106, che hanno presentato le novità moda per la stagione Autunno/Inverno 2026/202, accanto ad un ricco programma di dibattiti e approfondimenti.

 “Tre giorni soddisfacenti, come ha sottolineato la maggior parte dei nostri espositori e nonostante una realisticamente attesa riduzione dei visitatori in fiera – ha affermato Gianni Russo, presidente di Lineapelle. Nel contesto di un mercato che continua a rimanere in una condizione di forte criticità, LINEAPELLE ha dimostrato di avere la capacità e la forza per porsi come un luogo di confronto indispensabile per intercettare, discutere ed evolvere tutti i possibili nuovi input e paradigmi produttivi e commerciali che possono dare vita a una stagione di rilancio e che stanno trasformando in modo. Così è stato, grazie anche al rafforzamento dell’alleanza strategica con la tecnologia di Simac Tanning Tech, fiera con la quale LINEAPELLE ha siglato un accordo che proietta i due saloni in una dimensione di condivisione progettuale che non ha paragoni nel panorama della filiera per visione innovativa e progettualità internazionale”.

La sinergia tra Simac Tanning Tech e Lineapelle, tra tecnologia e materiali, rappresenta un modello virtuoso per l’intero Made in Italy. Lavorare insieme ci permette di rafforzare la nostra leadership e di guardare al futuro con fiducia, promuovendo una visione di sistema filiera che va oltre la filiera e i singoli mercati” – ha aggiunto Mauro Bergozza, presidente di Simac Tanning Tech.

Lineapelle si è dimostrato un evento solido, dinamico e fonte di grande creatività. Nella sua veste di laboratorio di idee e futuro, ha coinvolto e stimolato la propria community attraverso una serie di progetti e dibattiti, a partire dai sempre molto frequentati workshop di In The Making per arrivare agli appuntamenti con AIMateriality e Lineapelle On The Road, iniziative di approfondimento a 360 gradi sull’impatto degli strumenti di Intelligenza Artificiale in ambito fashion. A questo proposito, è stata presentata LENA, la prima assistente virtuale di Lineapelle, sviluppata in collaborazione con Ingenium – Made in Italy Innovation Platform. Particolare interesse ha suscitato il talk dedicato al rapporto tra sport e moda, al quale ha partecipato la campionessa di sci Deborah Compagnoni, ambassador delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invenalidi Milano-Cortina 2026. Grande affluenza anche per il ciclo di seminari di approfondimento scientifico e normativo che hanno analizzato le ultime evoluzioni delle principali sfide e criticità che sta affrontando l’industria della pelle e la sua filiera.

L’appuntamento con la prossima edizione dedicata alla stagione Primavera-Estate 2027 si svolgerà dall’11 al 13 febbraio 2026, ancora nei padiglioni padiglioni 1-3, 2-4 e 5-7 a causa della concomitante presenza Fiera Milano Rho di alcune gare delle Olimpiadi Invernali 2026 di Cortina-Milano.


Sostenibilità, norme e innovazione: una visione per la filiera dell’accessorio metallico

Ester Falletta

L’accessorio metallico è il laccio invisibile che lega tecnologia, estetica e sostenibilità nel mondo della moda. Eppure, fino a pochi anni fa, questa parte essenziale della filiera era priva di una voce tecnica riconosciuta ai tavoli internazionali. È proprio da questa consapevolezza che, nel 2022, è nato il Consorzio Physis, realtà che oggi rappresenta un punto di riferimento per il settore grazie a un approccio scientifico, coordinato e aperto alla collaborazione.
Ne parliamo con Ester Falletta, Direttrice Tecnica del Consorzio, impegnata nel promuovere progetti di normazione, sostenibilità e innovazione che stanno contribuendo a ridefinire gli standard globali del comparto.

 

Il Consorzio Physis è una realtà giovane ma già molto attiva. Qual è la sua origine e quali obiettivi si è posta fin dall’inizio?

«Il Consorzio è nato poco più di due anni fa, con l’obiettivo di creare un’alleanza solida tra le aziende della filiera dell’accessorio metallico per la moda e il lusso. L’idea è stata quella di ripensare il concetto stesso di filiera: non solo chi produce il componente finito, ma anche chi tratta le materie prime, chi sviluppa gli impianti, i software, le soluzioni digitali di supporto. In un settore così complesso, solo un approccio sistemico permette di innovare davvero

 

In pochi anni siete riusciti a farvi riconoscere come interlocutori tecnici ai tavoli internazionali. Che cosa vi ha spinto a intraprendere questo percorso?

«Tutto è partito da una constatazione: la mancanza di rappresentanza dell’accessorio metallico nelle sedi dove si scrivono le regole. Non eravamo presenti nei gruppi ISO, né nei comitati europei che definiscono gli standard ESG e di rendicontazione. Questo creava difficoltà concrete per le imprese, che si trovavano ad applicare norme pensate per altri settori, come la gioielleria o l’automotive.
Oggi, invece, partecipiamo direttamente alla definizione delle norme, dalle terminologie tecniche fino agli schemi di certificazione per la sostenibilità e la tracciabilità dei metalli preziosi.»

 

Uno dei risultati più rilevanti è la nascita del gruppo ISO dedicato ai test di corrosione per gli accessori metallici. Ci spiega di cosa si tratta?

«È stato un passo fondamentale. Fino a oggi non esistevano norme tecniche specifiche per valutare la durabilità e la qualità degli accessori metallici. Si usavano protocolli presi in prestito da altri settori – automotive oppure orologeria – con evidenti limiti di applicabilità.
A gennaio 2025 è nato il gruppo di lavoro WG5 – “Resistance testing”, che sta sviluppando i primi standard internazionali per i test di corrosione. Il primo riguarderà l’interazione tra accessori metallici e pellame, seguito poi da resistenza al sudore artificiale, resistenza all’abrasione, resistenza ad atmosfere corrosive e test di caduta. Si tratta di una svolta tecnica che offrirà finalmente criteri univoci di qualità per un comparto strategico del made in Italy.»

 

Parallelamente, il Consorzio è impegnato anche nella revisione dei criteri di sostenibilità. Qual è il vostro ruolo nei comitati europei?

«Siamo coinvolti nei lavori di EFRAG, il comitato che definisce le regole europee per la rendicontazione di sostenibilità. Qui mancava completamente la voce dell’accessorio metallico.

Abbiamo portato all’attenzione del gruppo tecnico l’importanza di includere la nostra filiera, perché standard non calibrati rischiano di penalizzare le PMI, che rappresentano la grande maggioranza del comparto. Il nostro contributo è servito a rendere le regole più concrete e applicabili, introducendo linee guida pratiche e casi d’uso reali.»

 

State lavorando anche con ZDHC per sviluppare la MRSL dedicata al metallo. Perché è un passaggio così importante?

«Perché mancava completamente una lista di sostanze chimiche vietate o limitate (MRSL) pensata per gli accessori metallici galvanizzati. Le aziende usavano elenchi presi da altri settori – come quello della pelle – con risultati spesso inadeguati.
Con ZDHC abbiamo avviato la redazione della sezione “metalli” della nuova MRSL, coinvolgendo formulatori chimici, produttori e brand. È un progetto complesso ma necessario, perché definisce finalmente criteri specifici per la nostra filiera. Contiamo di presentare la prima bozza entro fine 2025: sarà uno strumento operativo che permetterà alle aziende di lavorare in modo più sicuro e trasparente.»

 

Molte aziende lamentano la proliferazione di certificazioni e audit. Voi chiedete una maggiore armonizzazione degli schemi esistenti. In che senso?

«Oggi le imprese si trovano a gestire audit e certificazioni sovrapposte, spesso sugli stessi requisiti. È un dispendio enorme di tempo e risorse, anche per i brand. Noi stiamo lavorando per favorire l’armonizzazione tra i vari schemi – ambiente, salute e sicurezza, responsabilità sociale e molti in modo da evitare duplicazioni e riconoscere la validità dei controlli già effettuati. L’obiettivo è semplice: rendere la sostenibilità misurabile, ma anche accessibile. Non possiamo chiedere alle PMI di trasformarsi in “aziende che fanno audit e basta”.»

 

Guardando avanti, su quali priorità state concentrando gli sforzi del Consorzio Physis?

«Le nostre linee guida sono tre:

Consolidare la cultura della sostenibilità tecnica, accompagnando le imprese nell’adeguamento alle nuove normative europee;
Promuovere progetti condivisi di innovazione, come quelli su eco-design e nuovi materiali;
Semplificare e armonizzare gli strumenti di certificazione, per alleggerire il carico burocratico e valorizzare la qualità reale delle aziende.

Il Consorzio continuerà a lavorare come soggetto super partes, aperto a tutte le imprese della filiera, anche non consorziate. La nostra missione è fare sistema: costruire una base tecnica comune che renda il settore più competitivo, sostenibile e credibile a livello internazionale.»

YKK reinventa la cerniera lampo con AiryString

Da oltre un secolo la cerniera lampo è rimasta uguale a se stessa: due file di denti, una linguetta e un nastro di tessuto. Poi è arrivata YKK. Con AiryString, l’azienda giapponese che produce metà delle cerniere del mondo ha eliminato il superfluo, togliendo proprio quel nastro che sembrava indispensabile. Il risultato è una cerniera senza nastro, più leggera, sottile e morbida, capace di fondersi nel tessuto invece di sovrapporsi.

La svolta non è estetica, ma ingegneristica. Per compensare la perdita di struttura data dal nastro, YKK ha riprogettato denti, processo produttivo e macchinari, sviluppando con Juki Corp. una macchina da cucire dedicata. Questo sistema consente di fissare direttamente la cerniera al capo, semplificando la produzione e migliorando la resa finale.

Rispetto a una cerniera Vislon® No.5, AiryString è più leggera, ha minore attrito e offre uno scorrimento più fluido. I test condotti su sette diversi tessuti mostrano una maggiore morbidezza e una sensazione tattile più uniforme. Nei capi tecnici o sportivi, come quelli di Descente Japan o The North Face, la differenza si traduce in un comfort dinamico.

Sul piano produttivo, la riduzione di materiali e passaggi di cucitura comporta minore consumo di fibre, coloranti e acqua, con un impatto ambientale inferiore. Una cerniera invisibile, ma tangibile nel risultato: più leggera, più flessibile, più coerente con l’evoluzione dei materiali contemporanei.
E soprattutto, coerente con il motto YKK: Small parts. Big difference.

Cirql® amplia l’orizzonte dei materiali circolari con la nuova intersuola Zero36™

Nel mondo delle suole, l’innovazione corre leggera: meno impatto, più sostanza. Cirql®, marchio specializzato in materiali sostenibili per l’industria calzaturiera, presenta Zero36™, la nuova schiuma per intersuola che amplia la famiglia “Zero” e offre un’alternativa concreta all’EVA tradizionale.

Prodotta a Ho Chi Minh City, la Zero36 nasce da un processo di supercritical foaming brevettato e completamente privo di sostanze chimiche, capace di generare una struttura microcellulare uniforme e resistente. Il risultato è una schiuma leggera, elastica e durevole, composta per il 36% da materiali bio-based e completamente biodegradabile tramite compostaggio industriale al termine del ciclo di vita.

“Le aziende hanno bisogno di soluzioni che uniscano comfort, performance e trasparenza lungo la catena di fornitura”, spiega Matt Thwaites, Vicepresidente e General Manager di Cirql®. “Con Zero36 vogliamo rendere semplice per i brand costruire un’industria a basso impatto e davvero circolare.”

Il nuovo materiale si affianca a rTPU50 – materiale brevettato composto per il 50% da TPU riciclato post-industriale certificato GRS e prodotto utilizzando un processo di foaming supercritico privo di sostanze chimiche – e completa una gamma che oggi comprende componenti compostabili, biodegradabili o completamente riciclabili. Tutte le tecnologie Cirql® sono testate da enti terzi e protette da oltre 25 brevetti internazionali.

La missione è chiara: tenere le scarpe lontane dalle discariche e offrire al mercato opzioni sostenibili, scalabili e verificabili.

Vignola Nobile inaugura il primo Self Showroom della concia

Un nuovo modo di vivere la tradizione conciaria italiana: Vignola Nobile SpA ha appena inaugurato il primo Self Showroom dedicato alle pelli d’agnello di altissima qualità, nel cuore del distretto conciario toscano, in via del Bosco 99. “Un modo per avvicinarsi ai più importanti brand del lusso, rafforzando quel filo che unisce Campania e Toscana” spiegano dall’azienda.

Protagonista di questo spazio innovativo è NOBot, un robot intelligente che guiderà i visitatori alla scoperta delle collezioni. Grazie a un collegamento diretto in telepresenza con la sede principale di Solofra (AV), i clienti potranno ricevere assistenza in tempo reale e vivere un’esperienza nuova: moderna, efficiente e sempre disponibile.

Lo showroom pensato con un approccio totalmente eco-friendly entra a far parte della LEATHER CER, e sarà aperto tutti i giorni, 24 ore su 24, per consentire a clienti e partner commerciali di entrare, esplorare e attingere alle pelli d’interesse, in completa autonomia.

Con NOBot, Vignola Nobile introduce nel settore un modello di relazione completamente nuovo, dove la tecnologia non sostituisce le persone, ma le affianca, rendendo il contatto con l’azienda più semplice, immediato e accessibile in ogni momento.

“Abbiamo voluto creare un luogo dove innovazione e tradizione si incontrano davvero,” racconta Nobile di Vignola Nobile SpA. “Lo showroom e NOBot rappresentano la nostra idea di futuro: uno spazio aperto, accogliente e intelligente, dove i clienti possano sentirsi sempre accompagnati, anche quando non ci siamo fisicamente”.

Stahl estende la certificazione Living Wage fino al 2027

Stahl, leader mondiale nei rivestimenti speciali per materiali flessibili, è orgogliosa di annunciare l’estensione della sua certificazione Living Wage per altri due anni, fino al 2027. Questo rinnovato riconoscimento da parte del Fair Wage Network riafferma il costante impegno di Stahl per un’equa retribuzione e il benessere dei dipendenti in tutte le sue attività globali.

La certificazione garantisce che tutti i quasi 2.000 dipendenti di Stahl in tutto il mondo ricevano un salario superiore ai minimi di legge, consentendo loro di soddisfare bisogni essenziali come alloggio, cibo, assistenza sanitaria e istruzione, consentendo al contempo risparmi e una partecipazione significativa alla società. Stahl considera questo non solo un pilastro di pratiche aziendali responsabili, ma anche un investimento vitale per il benessere della propria forza lavoro e delle comunità in cui opera.

La certificazione rinnovata riflette il continuo impegno di Stahl nel mantenere un ambiente di lavoro equo e solidale. L’azienda sostiene il principio secondo cui ogni dipendente dovrebbe guadagnare abbastanza da garantire dignità e stabilità finanziaria. Un’equa retribuzione è considerata essenziale per promuovere una cultura aziendale basata su fiducia, inclusione e benessere; valori profondamente radicati in Stahl.

La certificazione Living Wage è stata assegnata per la prima volta a Stahl nel 2024. Un traguardo importante: ora la certificazione include anche Weilburger Graphics GmbH, l’azienda tedesca specializzata in rivestimenti per imballaggi acquisita da Stahl nello stesso anno.

“In Stahl, crediamo che una retribuzione equa sia fondamentale per creare un ambiente di lavoro diversificato e inclusivo in cui tutti possano prosperare”, ha aggiunto Michele Taraschi, Direttore Risorse Umane del Gruppo Stahl. “Quando le persone sanno che il loro lavoro è apprezzato e che il loro benessere è prioritario, liberano il loro potenziale, sia a livello professionale che personale. Il rinnovo della nostra certificazione Living Wage dimostra il nostro impegno a trattare ogni dipendente in tutto il mondo con dignità e rispetto”.

La certificazione Living Wage è strettamente in linea con la più ampia strategia ESG di Stahl, che si basa su tre priorità: ridurre le emissioni di carbonio, promuovere il benessere dei dipendenti e promuovere diversità, equità e inclusione. Impegnandosi per salari equi in tutto il mondo, Stahl sottolinea il suo ruolo nella costruzione di un futuro sostenibile ed equo, in cui il successo si misura non solo in base ai risultati aziendali, ma anche nell’impatto positivo sulla vita delle persone.

La certificazione Living Wage è stata assegnata per la prima volta a Stahl nel 2024. Un traguardo importante: ora la certificazione include anche Weilburger Graphics GmbH, l’azienda tedesca specializzata in rivestimenti per imballaggi acquisita da Stahl nello stesso anno.

“In Stahl, crediamo che una retribuzione equa sia fondamentale per creare un ambiente di lavoro diversificato e inclusivo in cui tutti possano prosperare”, ha aggiunto Michele Taraschi, Direttore Risorse Umane del Gruppo Stahl. “Quando le persone sanno che il loro lavoro è apprezzato e che il loro benessere è prioritario, liberano il loro potenziale, sia a livello professionale che personale. Il rinnovo della nostra certificazione Living Wage dimostra il nostro impegno a trattare ogni dipendente in tutto il mondo con dignità e rispetto”.

La certificazione Living Wage è strettamente in linea con la più ampia strategia ESG di Stahl, che si basa su tre priorità: ridurre le emissioni di carbonio, promuovere il benessere dei dipendenti e promuovere diversità, equità e inclusione. Impegnandosi per salari equi in tutto il mondo, Stahl sottolinea il suo ruolo nella costruzione di un futuro sostenibile ed equo, in cui il successo si misura non solo in base ai risultati aziendali, ma anche nell’impatto positivo sulla vita delle persone.

VIDEO: Analisi tendenze sfilate donna P/E 2026

La stagione Primavera Estate 2026 si articola in tre visioni distintive.

Fendi esprime una leggerezza strutturata dove il colore emerge da dettagli artigianali: intrecci geometrici, manici di perle e texture tridimensionali dialogano con rossi intensi, turchesi e rosa bubblegum.

Louis Vuitton reinterpreta l’eredità della Maison tra marmi parigini e riflessi dorati: mini-trunk e doctor bag si alternano a forme destrutturate, mentre la palette alterna toni minerali ad accenti di rosa antico, ocra e malva.

Etro propone una poesia materica con superfici lavorate a rilievo, paisley e ricami che evocano un viaggio interiore, tra ambra, verde giada e dettagli metallici.


Protagonisti della stagione sono tre colori: Powder Pink, un rosa cipria moderno che bilancia energia e sobrietà; Urban Olive, verde sofisticato tra eleganza militare e mineralità; Electric Blue, un blu magnetico che conquista con presenza e chiarezza. Infine, il camoscio si impone come materiale essenziale, con proporzioni oversize e finiture couture nei toni caldi di camel e moka.

La nostra Trend Analyst Maria Cristina Rossi ci guida alla scoperta delle principali tendenze viste sulle passerelle: