ArsTannery Magazine

TODESCO, venite a vedere come funziona il sistema Purple

Asciugare le pelli è una delle fasi più energivore del processo di rifinizione ed incide pesantemente sul calcolo della Carbon Footprint del processo di lavorazione. Ora la tecnologia corre in aiuto. Al Simac Tanning Tech 2023, lo scorso settembre a Milano, Todesco e GSC Group hanno presentato una nuova tecnologia frutto di un progetto triennale nato nel corso del 2020 che si chiama Purple. “L’idea nasce e prende forma nell’immediato post-pandemia, in un periodo in cui i costi dell’energia e del gas sono cresciuti a dismisura” spiega Paolo Todesco. Purple è una tecnologia innovativa, coperta da brevetto internazionale, che consente di ridurre il consumo di energia durante l’asciugatura della pelle dopo i processi di rimonta e fissaggio.

Come funziona?

“L’unità Purple UV – spiega il manager – è una stazione situata alla fine del tunnel di asciugatura che consente di eliminare la temperatura quale catalizzatore nelle reazioni chimiche: il catalizzante è costituito dalla luce ultravioletta, e questo permette di mantenere la temperatura della pelle inferiore ai 40°”.

Il primo sistema industrializzato è stato installato presso l’area R&D della Todesco, situata a Creazzo (Vicenza), e funziona a velocità di lavoro standard >12 m/min. Secondo i dati raccolti dall’azienda, il sistema Purple garantisce un risparmio energetico fino al 66% rispetto a un tunnel a vapore e al 73% rispetto a un tunnel a infrarossi. Le emissioni sono ridotte del 57% rispetto all’asciugatura alimentata a vapore e del 75% rispetto agli infrarossi.

“Il piano iniziale è quello di concentrarsi sui clienti che lavorano per l’automotive per poi, col tempo, estenderne l’utilizzo anche ai settori dell’arredamento, pelletteria e calzatura” riferisce Todesco.

Lo sviluppo del sistema Purple ha visto la collaborazione dell’industria chimica GSC Group, che ha sede a soli 10 km dallo stabilimento Todesco nel distretto conciario di Arzignano. La collaborazione ha portato ad una situazione “win-win” e ha visto come risultato la creazione di un pacchetto di prodotti specifico per l’impiego della tecnologia UV, a bassissimo contenuto di VOC, e con prestazioni in linea con tutti gli standard OEM e normativi.

Syn-bios, alleanza strategica per l’india e mercati limitrofi

Syn-Bios SpA, azienda leader nel settore chimico conciario, ha stipulato un accordo strategico per rafforzare la propria presenza sul territorio al fine di sviluppare ulteriormente quei mercati esteri dal significativo potenziale di crescita.

Pidilite Industries, tra le prime società asiatiche del settore e pioniera dell’industria chimica indiana, ha la propria sede principale a Mumbai ed è uno dei colossi dell’economia indiana grazie a un fatturato annuo di circa 1,5 miliardi di euro.

La partnership esclusiva prevede che Pidilite Industries rappresenti in ambito conciario solamente i prodotti a marchio Syn-Bios – oltre che quelli di propria fabbricazione – e che ne gestisca inoltre la distribuzione nei mercati concordati attraverso i propri canali consolidati; Syn-Bios, d’altra parte, dovrà passare tramite i canali Pidilite per vendere nei Paesi selezionati.

L’obiettivo delle due aziende è quello di stabilire nuovi parametri di riferimento nel settore ed alzare sempre più l’asticella in termini di qualità, oltre che offrire prodotti sicuri e di eccellenza che siano anche sostenibili. G

razie agli sforzi continui in ambito di ricerca e sviluppo, Syn-Bios è stata tra le prime aziende al mondo a ottenere il Livello 3 della certificazione ZDHC, aspetto che ha sicuramente influito nella scelta del colosso indiano che, alla ricerca della migliore qualità nel segmento chimico conciario, per prima si è avvicinata all’azienda italiana.

Dopo Londra e New York, Lineapelle arriva a Milano

L’agenda 2024 di Lineapelle si è aperta con due importanti appuntamenti che come ormai d’abitudine anticipano la grande manifestazione dedicata a pelli, materiali e componenti che si tiene a Milano in febbraio.

Il primo evento si è svolto il 23 gennaio presso l’Ham Yard Hotel: qui ‘Lineapelle London’ ha messo in campo 43 espositori (23 italiani, 20 esteri) richiamando un target di visitatori molto specifico composto da giovani stilisti, start up specializzate in accessori moda e brand alla ricerca di soluzioni e materiali smart e immaginifici.

Il secondo step è stato ‘Lineapelle New York’, andato in scena il 31 gennaio e il 1° febbraio presso il Metropolitan Pavilion di Manhattan con 111 espositori, di cui 50 italiani. Un evento che ha registrato una buona affluenza di operatori interessati alle ultime novità del settore.

Con questi presupposti si arriverà al momento clou diLineapelle 103, programmata a Fiera Milano Rho dal 20 al 22 febbraio, che ospiterà circa 1.150 espositori, in linea con l’edizione di febbraio 2023, provenienti da 41 Paesi. La manifestazione si presenta come una vera piattaforma creativa, commerciale e culturale che proporrà un articolato elenco di contenuti e si svolgerà in parziale concomitanza con le fiere della galassia di Confindustria Moda, in programma dal 18 al 21 febbraio: Micam (calzatura), Mipel (pelletteria), TheOneMilano (abbigliamento).

Hong Kong, tutto pronto per il ritorno di APLF 2024

Finalmente, dopo cinque anni, la fiera della pelle asiatica farà il suo tanto atteso ritorno ad Hong Kong, dal 19 al 21 marzo 2024.

Dopo le esperienze di Dubai e Bangkok, positive ma indubbiamente diverse per rilevanza e raggio d’azione, la più importante piattaforma asiatica per l’industria della pelle, può tornare nella sua sede naturale presso l’Hong Kong Convention & Exhibition Centre (HKCEC).

Un ritorno che naturalmente implica un crescendo di aspettative da parte del mercato internazionale con la domanda cruciale che ogni operatore si sta ponendo: riuscirà la manifestazione cinese e ritrovare lo slancio e la capacità di attrazione internazionale che possedeva prima della pandemia?

I segnali positivi non mancano e tutto il settore pelle auspica che sia così perché è indubbiamente utile poter contare su una piattaforma fieristica qualificata e riconosciuta in un’area geografica tanto importante. Le premesse della vigilia sono sicuramente incoraggianti. L’evento del prossimo marzo ha ricevuto conferma di partecipazione da oltre 20 associazioni mondiali e da più di 800 espositori.

Come in passato sono previste collettive nazionali dai seguenti Paesi: Brasile, Cina, Francia, Germania, India, Italia, Giappone, Corea, Pakistan Spagna Taiwan, Cina, Thailandia, Turchia, Regno Unito, USA.

La partecipazione italiana si annuncia nutrita con la tradizionale collettiva di concerie (guidata da UNIC) e quella dei produttori di macchine per conceria (ASSOMAC) che aggregano anche i produttori di ausiliari chimici.

Altri gruppi nazionali consistenti, oltre a quello cinese, sono rappresentati da brasiliani, spagnoli, francesi, turchi, pakistani, indiani e americani.

A fianco della sezione Leather, la manifestazione ospiterà come sempre l’area Materials+ (materiali e componenti) e Fashion Access (calzature e pelletteria).

Come sempre, infine, un denso programma di conferenze, seminari e tendenze moda completeranno l’offerta dell’evento.

BARNINI, il futuro della rifinizione è nell’automazione

Attiva sin dal 1965 la Barnini srl è un importante punto di riferimento mondiale nella progettazione e costruzione di impianti per la verniciatura delle pelli, cui nel tempo si sono aggiunte le presse per la stiratura e stampatura del pellame attraverso il marchio Mostardini acquisito molti anni fa. Il ramo di attività più recente è quello della robotica, sviluppato attraverso la divisione BRS ‘Barnini Robot System’. Di questo e altro ancora abbiamo parlato a fine gennaio con i fratelli Matteo e Lorenzo Simoni, i due giovani manager alla guida dell’azienda meccanica di Castelfranco di Sotto (Pisa) che ha fatto dell’investimento in Ricerca e Sviluppo il proprio punto di forza, puntando ad offrire ai propri clienti soluzioni tagliate su misura ed in grado di ottimizzare lo svolgimento dei processi di lavorazione della pelle.

Avete presentato i vostri primi robot al Tanning Tech 2022 suscitando grande interesse fra le concerie. Da allora avete fatto molta strada…

“Siamo stati i primi a riuscire a far svolgere a dei robot l’operazione di carico pelli sulle macchine, indubbiamente un’operazione ripetitiva e gravosa per i lavoratori. A questo progetto abbiamo lavorato tantissimo, come provano i diversi brevetti che abbiamo depositato, e oggi siamo molto soddisfatti dei risultati fin qui ottenuti, sia tecnologici che commerciali”.

Quali problematiche avete incontrato?

“Il primo prototipo è nato nel nostro laboratorio di Ricerca e Sviluppo per pelli intere per automotive. Con l’esperienza maturata sul primo robot abbiamo potuto soddisfare ulteriori esigenze dettate dal tipo di pelle, dalla morbidezza della pelle e dallo spazio a disposizione. Ad oggi siamo in grado di poter manipolare al meglio i vari tipi di pellame sia su cavalletto che su pianale. La divisione BRS ha inoltre realizzato una linea di spruzzatura robotizzata denominata ART per la verniciatura di pannelli di pelle per il pronto moda. Questo sistema permette rifiniture non possibili su impianti di spruzzatura tradizionali”.

Che tipo di concerie sono interessate ad inserire i robot nel ciclo di lavorazione?

“C’è moltissimo interesse sul mercato, soprattutto da parte delle concerie che producono pelli per automotive dove normalmente si fanno grandi produzioni. I robot utilizzati per caricare le pelli sugli impianti per automotive permettono di liberare due persone a macchina per turno, offrendo dunque un importante risparmio di manodopera. Per tutto il 2023 abbiamo lavorato in esclusiva per la conceria Pasubio che ha chiesto di assorbire tutta la produzione possibile e dove abbiamo fatto tantissima esperienza. Ora ci apriamo al mercato”.

Passando agli impianti di rifinizione, cosa c’è di nuovo?

“Abbiamo installato un nuovo, grande impianto di spruzzatura nel nostro laboratorio interno. Una linea completamente automatica provvista ovviamente di robot per il carico delle pelli, di un sistema di dosaggio automatico del prodotto, di un tunnel di essiccazione a infrarossi con sistema di pulizia corde in continuo, ed infine di un impilatore automatico. Si tratta di una linea che non necessita di personale per funzionare, se non per programmare e impostare il lavoro. Accanto a questo impianto, presto installeremo una grande novità di cui parleremo più avanti”.

Dal vostro punto di vista quali sono le sfide ancora da vincere?

“Da parte nostra puntiamo a sviluppare ulteriormente l’automazione. Fondamentale è tenere sotto controllo tutti i parametri di lavorazione in modo da garantire risultati ripetibili. Al contempo restiamo sempre in ascolto perché un altro tema fondamentale è la customizzazione degli impianti: ogni conceria ha le sue esigenze peculiari in funzione del tipo di prodotto”.

Come è andato il 2023 e come si prospetta il nuovo anno?

“Il 2023 è andato bene: abbiamo registrato una crescita del 15% rispetto al 2022 e un 50% in più rispetto al 2021 ed abbiamo ordini che ci coprono per buona parte di quest’anno. Ma non mancano le preoccupazioni per il futuro, perché la produzione nei principali distretti italiani è rallentata negli ultimi mesi e c’è grande incertezza rispetto all’andamento del mercato internazionale”.

GSC GROUP presenta la concia sostenibile OMW

Cresce l’interesse del mercato automotive verso la tecnologia OMW (Olive Mill Wastewater) che sfrutta il potere conciante delleacque di vegetazione olearie, un sottoprodotto di scarto della spremitura delle olive.

“La concia basata sulla tecnologia OMW, tutelata da brevetto internazionale, è completamente metal-free e consente di ottenere pelli per interni d’auto che offrono prestazioni paragonabili a quelle che si ottengono dalle conce tradizionali. Rappresenta quindi una perfetta alternativa ecosostenibile, senza compromessi in termini di qualità, prestazioni o aspetto della pelle finita”

La logica alla base del progetto che ha portato GSC Group allo sviluppo di una linea di prodotti ad hoc è quella del riutilizzo di sottoprodotti dell’industria agroalimentare che altrimenti andrebbero smaltiti nei depuratori. Le acque di vegetazione olearie, nella fattispecie, pur essendo esenti da agenti patogeni, metalli pesanti e virus, sono dannose per l’ambiente a causa degli elevati livelli di acidità e del loro potere anti-microbico e fitotossico. Eppure sono proprio queste caratteristiche a renderle interessanti per l’industria conciaria che peraltro, utilizzando scarti di un altro settore industriale, in questo modo realizza un perfetto esempio di economia circolare.

“Crediamo che la trasparenza delle informazioni sia fondamentale per la costruzione di fiducia e rapporti duraturi; quindi, abbiamo creato una sezione dedicata alle domande frequenti (FAQ) sulla tecnologia OMW sul nostro sito web. Questa sezione fornisce risposte esaustive e dettagliate alle domande più comuni che ci vengono poste”.

https://www.gscgroup.it/faq

La magia del cinema nel calendario Dermacolor 2024

Tutta la magia del cinema nel calendario 2024 di Dermacolor. The Cal 2024è un omaggio ai cult movie internazionali, dove la caratteristica “mucca in pelle”, simbolo del brand chimico conciario toscano, è protagonista di alcuni tra i più conosciuti manifesti del cinema internazionale, come Kill Bill, Titanic, Ritorno al futuro, Harry Potter e Star Wars.

12 tavole create dall’artista Noemi Vignozzi che ha utilizzato la nuova tecnica dell’illustrazione digitale. Una scelta innovativa che rispecchia il progetto “Unleash your creativity”, nato nel 2020 per comunicare la capacità di Dermacolor di concretizzare le idee e le richieste delle concerie grazie al proprio personale tecnico specializzato, ai laboratori di ricerca e di analisi e a tutta la propria struttura che lavora sempre in linea con le regole sulla sostenibilità ambientale e sulla sicurezza sul lavoro.

La mostra “Unleash your creativity – The Cal 2024”è stata allestita nella sala riunioni della nuova sede Dermacolor dove è possibile ammirare da vicino le 12 installazioni del calendario.

Stahl amplia il portafoglio prodotti certificati ZDHC Livello 3

Stahl, azienda tedesca leader mondiale nei rivestimenti e trattamenti speciali per substrati flessibili, molto impegnata anche nel settore della chimica conciaria, ha ottenuto la certificazione Zero Discharge of Hazardous Chemicals (ZDHC) MRSL 3.1 Gateway per 2.151 prodotti del suo portafoglio. Questo risultato sottolinea il costante impegno di Stahl nella missione ZDHC di raggiungere i più alti standard di gestione sostenibile delle sostanze chimiche.

La certificazione ZDHC consente alle aziende che operano nelle catene di valore delle calzature, dell’abbigliamento e degli accessori di dimostrare il loro impegno per una gestione responsabile delle sostanze chimiche, con l’obiettivo finale di azzerare lo scarico di sostanze chimiche pericolose. La certificazione di livello 3 rappresenta il massimo livello di conformità al programma di certificazione ZDHC. Per ottenere questo risultato, i prodotti chimici formulati e le materie prime di Stahl sono stati verificati e testati da Eurofins | Chem-MAP® rispetto all’ultima Manufacturing Restricted Substances List (MRSL 3.1) di ZDHC. Il programma Chem-MAP® è stato utilizzato anche per verificare i processi di gestione e gestione delle sostanze chimiche in tre siti produttivi di Stahl.

“Quest’ultima espansione del nostro portafoglio di prodotti conformi a ZDHC è un’altra pietra miliare nel nostro percorso verso una gestione sostenibile delle sostanze chimiche. Continueremo a lavorare instancabilmente con i nostri partner della supply chain per realizzare la visione ZDHC: un mondo in cui una chimica migliore contribuisce alla protezione della vita, della terra e dell’acqua”.

Michael Costello, Group Director Environmental, Social & Governance di Stahl

IPR, un percorso virtuoso e concreto verso il sostenibile

Le Linee Guida UNI/PdR 134:2022 segnano un punto di svolta per le piccole e medie imprese (PMI) nel campo della sostenibilità. Con l’introduzione di un sistema di rating da 1 a 5, queste linee guida offrono alle PMI uno strumento pratico per valutare il loro impegno verso la sostenibilità, spaziando da “Insufficiente” a “Eccellente”.

Un caso emblematico è rappresentato da IPR S.p.A., che ha ottenuto un rating di 4, a conferma di un impegno profondo e di strategie ben definite per una gestione sostenibile. Questo risultato non solo riflette la serietà dell’approccio di IPR S.p.A., ma stimola anche l’intera filiera ad adottare pratiche più sostenibili. Questo approccio migliora l’immagine e la competitività delle PMI oltre a contribuire a un impatto positivo più ampio sulla società e sull’ambiente. Il successo di IPR S.p.A. dimostra come l’impegno nella sostenibilità possa generare benefici tangibili, evidenziando il ruolo centrale delle PMI nel promuovere un futuro più responsabile e sostenibile.

Maggiori informazioni a questo link

Apego, una lunga storia che si traduce in esperienza

Quasi 60 anni di storia nel mondo degli stampi per calzatura, questo il ragguardevole bagaglio di esperienza che Apego mette a disposizione del mercato.

Fondata nel 1966 da Angelo Montagna (ancora attivo in azienda nonostante abbia da poco compiuto 90 anni) e da altri due soci, Apego è divenuta, all’inizio dell’ultimo decennio del secolo scorso, interamente di proprietà della famiglia Montagna.

Punto di riferimento nel settore high tech degli stampi per calzature, da molti anni annovera fra i propri clienti le più importanti aziende nazionali e internazionali. Apego trova casa a Cilavegna (in provincia di Pavia), si inserisce con successo nella realtà vigevanese e si specializza fin da subito nel settore calzature, realizzando stampi in acciaio e alluminio per gomma a compressione.

Gli anni ‘70 definiscono il carattere della società che punta sulla specializzazione, attraverso l’utilizzo di macchinari di precisione, e sullo sviluppo del mercato estero. In quel periodo Apego inizia a farsi strada nel settore lavorando con materiali quali PVC e TR, che permettono di modellare forme più complesse con l’ausilio di tecniche innovative e grazie a macchinari per l’elettroformatura che consentono di realizzare finiture per l’epoca impensabili.

Oggi, oltre alla famiglia Montagna, in azienda sono impiegate circa quaranta persone. Collaboratori altamente qualificati e tecnologie avanzate rappresentano il perfetto sodalizio per interagire con i clienti durante tutte le fasi di lavorazione dello stampo, dallo sviluppo del progetto alla realizzazione, e di fornire un servizio completo: consulenza, progettazione CAD/CAM, prototipazione rapida, lavorazione con macchine CNC e collaudo stampi.

Apego, oggi, esporta l’85% circa della produzione in oltre 30 Paesi. Principalmente Europa, nord, centro e sud America, Asia e Pacifico. Dispone di un’agenda clienti fidelizzata grazie a una filosofia aziendale che predica l’attenzione scrupolosa a ogni singolo dettaglio.