ArsTannery Magazine

S.C. Costruzioni Meccaniche presenta la linea HOTMIX

S.C. Costruzioni Meccaniche progetta, costruisce ed installa impianti ed attrezzature ausiliarie per diversi settori industriali, in particolar modo macchine per conceria e impianti di depurazione. Tra gli impianti di punta si distingue la linea Hotmix: impianti concepiti per ottimizzare la miscelazione (e pure il dosaggio) di numerose sostanze chimiche quali fluidi più o meno viscosi, polveri di varia granulometria da diluire nei liquidi, paste variamente consistenti. Sono costituiti da un serbatoio all’interno del quale vengono immessi gli ingredienti, che poi opportunamente agitati e riscaldati si omogeneizzano e generano la miscela voluta.
Sono possibili numerose configurazioni a partire da un semplice contenitore a caricamento manuale fino ad un impianto completamente automatizzato gestibile tramite PLC.

Queste le caratteristiche principali degli impianti Hotmix:
– La gamma dimensionale va da un volume minimo di 500 litri fino al più grande con volume di 12000 litri.

– Si può avere il serbatoio a terra oppure appoggiato su soppalco calpestabile; questa seconda soluzione facilita le operazioni di scarico della miscela ottenuta, senza l’ausilio di pompe di sollevamento.

– Il serbatoio può essere appoggiato su celle di carico, per il controllo dei pesi in tempo reale.

– Per velocizzare e facilitare la miscelazione, il serbatoio di contenimento può essere riscaldato sia tramite energia elettrica, sia con fluidi caldi a seconda dell’esigenza del cliente.

– È possibile dotare l’impianto di bocche di aspirazione per le esalazioni/fumi prodotti e di un apposito abbattitore esterno secondo la normativa vigente.

– All’interno del serbatoio, il dispositivo rotante detto “agitatore” può essere a pale variamente sagomate, oppure ad “ancora” con raschiatori sul fondo e sulla parete laterale.

– L’adduzione degli ingredienti può essere manuale oppure tramite tubazioni con valvole di intercettazione servocomandate elettricamente o pneumaticamente. A monte sono installate pompe elettriche e/o pneumatiche che prelevano le sostanze dai sili di deposito e le spingono all’impianto di miscelazione.

– La configurazione più evoluta con celle di carico, adduzione ingredienti tramite tubazioni, con valvole di intercettazione e pompe di alimentazione rendono possibile l’automazione completa di tutto il processo, liberando completamente gli operatori dai rischi derivanti dalla manipolazione di sostanze chimiche.

– Allestimento dell’impianto anche in ambienti soggetti a normativa ATEX.

– S.C. Costruzioni Meccaniche costruisce anche sili in acciaio inox AISI 304 o AISI 316 per lo stoccaggio di prodotti chimici, nelle forme e dimensioni richieste dal cliente.

– S.C. può fornire e installare presso il cliente l’impianto completo di tubazioni, le apparecchiature elettriche e il software necessario per la gestione di tutto il ciclo di miscelazione.

Impianti di miscelazione riscaldati Hotmix

JBS investe 9 milioni per la tracciabilità in Pará

In occasione della COP 28 di Dubai, lo scorso dicembre, JBS ha annunciato un investimento di 9 milioni di dollari per sostenere la tracciabilità della catena di approvvigionamento del bestiame in Pará, uno stato nel Nord del Brasile che comprende una grande fetta della fitta e rigogliosa Foresta Amazzonica. L’impegno del colosso brasiliano della carne si concentra sul miglioramento dei mezzi di sussistenza degli agricoltori e delle comunità locali e sull’eliminazione delle cause economiche della deforestazione.

Oggi compiamo un passo importante collaborando con fondi privati per lanciare questa iniziativa, con l’obiettivo di avere il 100% del bestiame dello Stato etichettato per la tracciabilità individuale dalla nascita alla macellazione entro il 2026. Ciò garantisce, da un lato, l’integrità e la trasparenza della catena produttiva della regione. Inoltre, è necessario sostenere i produttori, consentendo loro di accedere ai benefici che la tracciabilità offre, aprendo i mercati

Helder Barbalho, governatore del Pará

Ha dichiarato a Dubai il governatore del Pará, Helder Barbalho, in occasione della COP 28.

Per accelerare l’adozione del Piano Pará, JBS investirà 9 milioni di dollari nei prossimi tre anni per aiutare i piccoli proprietari a compensare il costo delle etichette di identificazione degli animali e fornire assistenza tecnica per aiutare i produttori a guadagnarsi da vivere in Amazzonia senza disboscare altre foreste.

L’annuncio del governo del Pará rappresenta una svolta nella lotta alla deforestazione. JBS offre il suo pieno e inequivocabile sostegno a questo sforzo, poiché riteniamo che la piena tracciabilità con il sostegno del governo sia fondamentale per eliminare la deforestazione. Riconoscendo che uno dei maggiori fattori di deforestazione è la mancanza di opportunità economiche per i produttori locali, JBS ha già iniziato a fornire assistenza finanziaria e competenze tecniche ai produttori per etichettare e tracciare il bestiame a Marabá, assicurando che i servizi di estensione siano disponibili per i produttori in tutto lo stato attraverso quattro uffici verdi JBS

Gilberto Tomazoni, amministratore delegato di JBS Global

Lo scorso novembre JBS ha avviato con successo un progetto pilota di identificazione individuale degli animali, primo nel suo genere, in collaborazione con Allflex e partner ONG presso la struttura Friboi di Marabá, nello Stato del Pará. L’obiettivo è estendere il progetto pilota a tutti gli allevamenti che riforniscono direttamente la struttura di Marabá. L’azienda sosterrà altri partner del progetto e il governo statale nell’avvio di prove negli allevamenti di vacche da latte, per consentire la completa tracciabilità dei bovini fin dalla nascita.

Silvateam S.p.A. e wet-green GmbH si uniscono per diventare il benchmark nelle tecnologie di concia al naturale

Lo scorso 16 febbraio Silvateam S.p.A., leader mondiale nella produzione di tannini vegetali, ha annunciato di essere il nuovo proprietario di maggioranza di wet-Green GmbH, pioniere della tecnologia brevettata wet-green® per Olivenleder®, dopo l’acquisizione dell’azienda da MB-Holding GmbH. Questa alleanza strategica sarà la “Stella Polare” per le innovazioni sostenibili nell’industria conciaria.


Silvateam S.p.A., con oltre 170 anni di esperienza nella produzione di tannini e all’avanguardia nell’innovazione con il marchio Ecotan®, e wet-green GmbH, un’azienda rivoluzionaria nelle soluzioni di concia ecocompatibili, stabiliscono così un nuovo standard nella manifattura della pelle.

Questa partnership manda un segnale chiaro all’industria: il futuro risiede nelle soluzioni sostenibili e di origine vegetale. Le competenze di Silvateam nella gestione della supply chain e nell’estrazione di tannini vegetali consentiranno di ottimizzare la produzione degli agenti concianti a marchio Olivenleder®, garantendo la scalabilità del sistema a livello industriale. Olivenleder®, nota per il suo agente conciante 100% bio-based wet-green® OBE, rappresenta l’apice della tecnologia di concia sostenibile e si integra perfettamente con la gamma Ecotan® biocircolare di Silvateam.
La pelle Olivenleder® è considerata un cambiamento radicale nel mondo wet-green, grazie al suo prodotto pre-conciante a base di estratto d’ulivo che, per la prima volta nella storia dell’industria conciaria, permette di produrre un pellame simil-nappa al vegetale, morbido e veloce da produrre. Questa svolta è il risultato di esperienze collaudate nel tempo e di costante innovazione, che premia gli sforzi delle due aziende per un’azione eco-consapevole a tutela dell’ambiente.
Questa collaborazione strategica porta un vantaggio significativo sul mercato: l’uso integrato di Ecotan® e Olivenleder® consentirà ai brand di rafforzare la propria impronta ambientale utilizzando entrambi i labels, assicurando così il più alto standard esistente nel segmento delle pelli sostenibili. Questa integrazione di tecnologie e certificazioni sottolinea l’impegno dei partner nello stabilire i nuovi punti di riferimento per la responsabilità ambientale e le best practices nell’industria conciaria.
Antonio Battaglia, Direttore della Business Unit Leather di Silvateam, dichiara: “Questa partnership rappresenta un punto di svolta per l’intera industria. Stiamo stabilendo nuovi standard e dimostrando che le tecnologie di concia sostenibili sono realizzabili, e soprattutto l’unica via da seguire. Olivenleder®, insieme alla gamma completa di prodotti wet-end di Silvateam, permette di ottenere una capacità di innovazione senza precedenti nella tecnologia della pelle green”.

Ecotan®, noto per la sua ridotta impronta ambientale e l’eccellenza qualitativa, offre una gamma di sistemi di concia ecocompatibili, che include una concia vegetale dalle alte prestazioni tecniche e una concia wet-white senza cromo e glutaraldeide. Ecotan® è la prima tecnologia di concia biocircolare, 100% metal free, che permette di realizzare una pelle riciclabile, in armonia con l’uomo e ispirata alla natura. wet-green® OBE, soddisfacendo i requisiti per una pelle biocircolare, integra perfettamente la tecnologia Ecotan®, stabilendo insieme un nuovo orizzonte per l’industria della pelle.
Con questa partnership, Silvateam S.p.A. e wet-green GmbH fissano un nuovo benchmark che combina la sostenibilità con l’innovazione. Rappresenta un chiaro impegno verso un futuro più ecosostenibile e responsabile nella produzione della pelle.

GEA GOMMA: i ‘maestri’ della ‘sole crepe’

Quella di GEA GOMMA SRL è una storia di famiglia, ma anche una storia di impegno nel ricercare la qualità attingendo dal patrimonio naturale. L’azienda nasce, infatti, a Vigevano nel 1952, per intuizione di Giuseppe Bonomi, che comprende le potenzialità della gomma naturale per la produzione calzaturiera. È così che ben presto GEA GOMMA diventa leader a livello europeo nel settore della produzione di para naturale per calzature., attività che viene oggi portata avanti con impegno e successo dai figli del fondatore: Daniela Bonomi, affiancata dai tre figli, William, Paola e Stefano Grivel.

Il complesso produttivo che vediamo oggi è il risultato dell’ampliamento avvenuto nel 1969, con il trasferimento dell’attività a Castello d’Agogna. Nei capannoni industriali, che occupano un’area di circa 14mila metri quadri, si svolge l’intero processo di lavorazione della gomma naturale, conosciuta internazionalmente con il nome “sole crepe”. Il processo di fabbricazione delle lastre in gomma per suole rispetta un disciplinare rigoroso e preciso, che punta a garantire la massima qualità del prodotto e il totale rispetto dell’ambiente.

La particolare lavorazione a cui viene sottoposta la gomma naturale per calzature è tecnologicamente innovativa, il che rende GEA GOMMA uno dei marchi di spicco nel settore accessori per calzature.

Il processo di fabbricazione della para naturale è ecologico e non inquinante, consistendo nella lavorazione della gomma greggia naturale ottenuta dal lattice della pianta Hevea Brasiliensis. Il lattice viene acquistato dalle piantagioni del Sud-Est Asiatico, produttrici della miglior qualità di caucciù, e mediante mulini, mescolatori e calandre, il greggio viene trasformato in lastre di diverso spessore e colore. Da questo procedimento, oltre ad ottenere suole per scarpe di ottima qualità, deriva una gomma non trattata chimicamente e capace di mantenere inalterate le proprie caratteristiche. Questo procedimento, inoltre, ha l’ulteriore valore aggiunto di non produrre fumi, vapori, polveri, e scorie inquinanti per l’ambiente. Ogni residuo di lavorazione, inoltre, può essere riutilizzato nel ciclo produttivo.


FLYTECH SOLES: creare il futuro delle calzature tra tradizione e innovazione

Fondata nel 1998 con il nome di FLYTECH SOLES P&T, ma con radici lontane nell’industria calzaturiera che risalgono al 1927, oggi FLYTECH SOLES è rinomata per la produzione di suole per calzature in TR (gomma termoplastica), EVA (etilene-acetato di vinile), TPU (poliuretano termoplastico), PU (poliuretano) e per una serie di soluzioni artigianali, che fondono l’arte delle suole tradizionali con le moderne conquiste tecnologiche.

Ricordiamo infatti che FLYTECH SOLES è stata la prima azienda in Polonia a iniziare la produzione di suole in EVA: un’iniziativa pionieristica che ha sottolineato la leadership dell’azienda nell’adozione di pratiche e tecnologie all’avanguardia nel settore.

Situata in posizione strategica nell’Europa centrale, FLYTECH SOLES ha fatto tesoro della sua posizione geografica per soddisfare efficacemente le esigenze dei mercati dell’Europa orientale e centrale. Una posizione privilegiata, che migliora la distribuzione e la logistica, consentendo di soddisfare in modo efficiente le diverse esigenze della sua vasta clientela. Inoltre, con un focus strategico sull’Europa occidentale, FLYTECH SOLES è determinata a espandere la propria influenza e presenza in questi mercati chiave.

Dagli inizi come azienda calzaturiera a conduzione familiare all’evoluzione in produttore leader di suole per calzature, FLYTECH ha già al suo attivo molti milioni di paia di suole e la collaborazione con marchi europei leader del settore calzaturiero, con una costante dedizione all’eccellenza.

Con radici profondamente radicate nell’industria calzaturiera e un occhio costantemente rivolto all’orizzonte delle tendenze tecnologiche e di mercato, FLYTECH SOLES non si limita a tenere il passo con l’industria, ma plasma attivamente il futuro delle calzature, rafforzando la propria leadership.

MGT Ecoline: una tecnologia esclusiva per il riciclaggio del PU

Nell’ottica di una produzione sempre più sostenibile e attenta all’ambiente, in occasione della A+A 2023, l’italiana Main Group ha presentato al mercato MGT Ecoline, una nuova tecnologia che permette di recuperare e reintrodurre nel ciclo produttivodella calzatura gli scarti di poliuretano.

“Fino a pochi anni fa non era possibile riciclare questo materiale – ci spiega Davide Silvestrin, responsabile tecnico dell’azienda tecnologica veneta – Main Group ha trovato il modo di trattarlo per poterlo reimmettere nel circuito produttivo ottenendo un beneficio ambientale ed economico”.

Con un nuovo sistema periferico, che va ad aggiungersi alle macchine Main Group, è ora possibile recuperare gli scarti di produzione del poliuretano che fino ad oggi non potevano essere reintrodotti nel processo e dovevano essere gettati via: uno spreco di materiale che impatta sia dal punto di vista ambientale che da quello economico. Quanto alla qualità, le suole realizzate in poliuretano riciclato non hanno nulla di diverso da quelle realizzate con materiale vergine dal punto di vista delle caratteristiche fisico-meccaniche e quindi delle performance tecniche.

Grazie alle nuove tecnologie, negli ultimi anni Main Group ha reso possibile il recupero e il riutilizzo di tanti materiali utilizzati per la produzione delle suole per calzature come il Pvc, l’Eva e la gomma, cui ora si aggiunge il poliuretano, aggiungendo un asset strategico all’interno del mercato dedicato ai macchinari per le calzature.

Più che sicura la suola ultraleggera di FINPROJECT

Il gruppo industriale Finproject è specializzato nella produzione di materiali ultraleggeri per suole destinate ai più importanti brand del mercato calzaturiero. Da alcuni anni è entrato anche nel comparto delle calzature da lavoro con una versione della sua famosa (soprattutto nel mondo del fashion) suola XL EXTRALIGHT® sviluppando alcuni importanti progetti con importanti marchi italiani e stranieri leader nella scarpa di sicurezza. Al centro dell’attenzione un materiale molto diffuso nel settore della calzatura urbana come l’Eva, di cui si apprezza l’estrema leggerezza, ma che fino a poco tempo fa non veniva considerata sufficientemente resistente per il mondo della sicurezza. A cambiare la prospettiva è stata proprio Finproject che, grazie alla sua enorme esperienza con questo ‘ingredient’, ha trovato il modo di sviluppare una nuova categoria di materiali e prodotti con i requisiti tecnici più che adeguati alle richieste di una scarpa da lavoro.

“Le suole per calzature XL EXTRALIGHT®, rispetto ad altre di pari proprietà meccaniche, risultano più confortevoli, leggere, resistenti e performanti – spiegano da Finproject -. Con un peso di circa 3 volte inferiore a quello di altri materiali XL EXTRALIGHT® è leggero, flessibile e resistente, ed anche un naturale shock absorber per un comfort senza stress per piedi e schiena”.

In conformità alle norme europee sulle calzature di sicurezza, di protezione e da lavoro per uso professionale (DIN EN ISO 20345,20346, 20347), Finproject ha sviluppato infatti XL EXTRALIGHT® INDUSTRIAL PLUS, un materiale flessibile e resistente unico nel suo genere che garantisce la perfetta tenuta della calzatura nelle condizioni ambientali e di lavoro più difficili: resiste agli olii, può essere antistatico o elettrostatico a seconda delle esigenze del cliente, antiscivolo, garantisce un’ottima aderenza e compression set. Il risultato? Scarpe antinfortunistiche leggere e confortevoli.

Le suole Michelin trainano l’evoluzione estetica delle scarpe da lavoro

Negli ultimi anni il mondo della calzatura da lavoro ha subito la più importante trasformazione estetica del settore. Oggi, queste scarpe prendono ispirazione nel look e nei colori dalle sneakers, dalle scarpe da running dal comparto outdoor portando nei padiglioni della fiera tedesca un arcobaleno di colori.

I colori catturano l’occhio ma la vera differenza di queste collezioni è data dall’innovazione e dalle tecnologie dei materiali utilizzati per le tomaie e le suole.

Caratteristiche che ritroviamo nelle nuove collezioni proposte da Amblers, Royer, Solid Gear e Swolx con le suole Michelin sviluppate da JV International, licenziatario mondiale per la progettazione, produzione e distribuzione delle suole Michelin. Una sfida e uno stimolo continuo quello di andare incontro alle specifiche necessità dei lavoratori. L’attenzione posta nella progettazione di suole che possano fornire caratteristiche importanti per la sicurezza quotidiana sul posto di lavoro, come una presa salda sui terreni più scivolosi quando si è a contatto con sostanze chimiche e oleose.

Le suole Michelin garantiscono sempre un elevato livello di sicurezza, sia negli ambienti chiusi come i magazzini o le officine, che nei cantieri all’aperto. Il tutto offrendo il massimo comfort. Ridurre i rischi di incidenti sul posto di lavoro è una priorità per JV International e anche per tale ragione sempre più aziende scelgono la qualità e sicurezza delle suole Michelin per le proprie calzature.

TODESCO, venite a vedere come funziona il sistema Purple

Asciugare le pelli è una delle fasi più energivore del processo di rifinizione ed incide pesantemente sul calcolo della Carbon Footprint del processo di lavorazione. Ora la tecnologia corre in aiuto. Al Simac Tanning Tech 2023, lo scorso settembre a Milano, Todesco e GSC Group hanno presentato una nuova tecnologia frutto di un progetto triennale nato nel corso del 2020 che si chiama Purple. “L’idea nasce e prende forma nell’immediato post-pandemia, in un periodo in cui i costi dell’energia e del gas sono cresciuti a dismisura” spiega Paolo Todesco. Purple è una tecnologia innovativa, coperta da brevetto internazionale, che consente di ridurre il consumo di energia durante l’asciugatura della pelle dopo i processi di rimonta e fissaggio.

Come funziona?

“L’unità Purple UV – spiega il manager – è una stazione situata alla fine del tunnel di asciugatura che consente di eliminare la temperatura quale catalizzatore nelle reazioni chimiche: il catalizzante è costituito dalla luce ultravioletta, e questo permette di mantenere la temperatura della pelle inferiore ai 40°”.

Il primo sistema industrializzato è stato installato presso l’area R&D della Todesco, situata a Creazzo (Vicenza), e funziona a velocità di lavoro standard >12 m/min. Secondo i dati raccolti dall’azienda, il sistema Purple garantisce un risparmio energetico fino al 66% rispetto a un tunnel a vapore e al 73% rispetto a un tunnel a infrarossi. Le emissioni sono ridotte del 57% rispetto all’asciugatura alimentata a vapore e del 75% rispetto agli infrarossi.

“Il piano iniziale è quello di concentrarsi sui clienti che lavorano per l’automotive per poi, col tempo, estenderne l’utilizzo anche ai settori dell’arredamento, pelletteria e calzatura” riferisce Todesco.

Lo sviluppo del sistema Purple ha visto la collaborazione dell’industria chimica GSC Group, che ha sede a soli 10 km dallo stabilimento Todesco nel distretto conciario di Arzignano. La collaborazione ha portato ad una situazione “win-win” e ha visto come risultato la creazione di un pacchetto di prodotti specifico per l’impiego della tecnologia UV, a bassissimo contenuto di VOC, e con prestazioni in linea con tutti gli standard OEM e normativi.

Syn-bios, alleanza strategica per l’india e mercati limitrofi

Syn-Bios SpA, azienda leader nel settore chimico conciario, ha stipulato un accordo strategico per rafforzare la propria presenza sul territorio al fine di sviluppare ulteriormente quei mercati esteri dal significativo potenziale di crescita.

Pidilite Industries, tra le prime società asiatiche del settore e pioniera dell’industria chimica indiana, ha la propria sede principale a Mumbai ed è uno dei colossi dell’economia indiana grazie a un fatturato annuo di circa 1,5 miliardi di euro.

La partnership esclusiva prevede che Pidilite Industries rappresenti in ambito conciario solamente i prodotti a marchio Syn-Bios – oltre che quelli di propria fabbricazione – e che ne gestisca inoltre la distribuzione nei mercati concordati attraverso i propri canali consolidati; Syn-Bios, d’altra parte, dovrà passare tramite i canali Pidilite per vendere nei Paesi selezionati.

L’obiettivo delle due aziende è quello di stabilire nuovi parametri di riferimento nel settore ed alzare sempre più l’asticella in termini di qualità, oltre che offrire prodotti sicuri e di eccellenza che siano anche sostenibili. G

razie agli sforzi continui in ambito di ricerca e sviluppo, Syn-Bios è stata tra le prime aziende al mondo a ottenere il Livello 3 della certificazione ZDHC, aspetto che ha sicuramente influito nella scelta del colosso indiano che, alla ricerca della migliore qualità nel segmento chimico conciario, per prima si è avvicinata all’azienda italiana.