Arsutoria Studio

MITA e Assopellettieri – Alliance: dal Kenya all’Italia per formare gli artigiani di domani

È entrato nella sua fase conclusiva il primo progetto internazionale di partnership strategica tra Assopellettieri e MITA Academy, nato per promuovere l’eccellenza artigiana e la formazione specialistica nel settore della pelletteria. Dopo la formazione a Nairobi, che ha coinvolto 38 giovani aspiranti artigiani, i tre studenti più meritevoli sono arrivati in Italia per svolgere uno stage di tre settimane, fino alla fine di aprile, nel distretto pellettiero toscano.

Ideato da Assopellettieri e gestito sul piano tecnico e didattico da MITA, il percorso si è svolto tra agosto e dicembre 2025 presso l’Istituto Tecnico Salesiano” Don Bosco Boys Town” a Nairobi, coinvolgendo 38 partecipanti in 13 moduli formativi coprendo tutte le fasi del processo di sviluppo e produzione della pelletteria: dal disegno al taglio, dalla scarnitura alla colorazione fino al controllo qualità. Fondamentale per la buona riuscita del progetto è stato il contributo di Vivienne Westwood, che dal 2010 collabora con Ethical Fashion Initiative in Kenya per la costruzione e sviluppo di una filiera etica per la produzione di accessori, coinvolgendo oltre 2.600 artigiani.Come previsto fin dal lancio dell’iniziativa, il percorso non si ferma alla formazione in loco, ma approfìda in Toscana, dove i tre studenti più meritevoli hanno svolto uno stage formativo presso due realtà associate ad Assopellettieri caratterizzate da un approccio altamente artigianale e da un processo produttivo completo: Tamerice e Sapaf.  “Con questa iniziativa vogliamo ribadire che la formazione è il cuore pulsante del futuro della pelletteria italiana – afferma Claudia Sequi, Presidente di Assopellettieri. Trasmettere competenze significa garantire continuità, ma anche innovazione e inclusione. L’esperienza in Kenya dimostra come il know-how italiano possa dialogare con nuovi contesti, arricchendosi e generando opportunità concrete di sviluppo sostenibile”.

 “L’esperienza in Kenya rappresenta un modello innovativo e di grande valore”, commenta Riccardo Braccialini, Consigliere e Past President di Assopellettieri. “Abbiamo trasferito competenze a giovani fortemente motivati e ora siamo pronti per il passo successivo. Questi stage sono un vero ponte tra culture e un investimento sul futuro della pelletteria come motore di sviluppo sostenibile”.

Ecco i delegati AICC nel Comitato Esecutivo IULTCS

In occasione del Consiglio Direttivo AICC dello scorso 2 Aprile sono state effettuate anche le nomine dei Delegati AICC nel Comitato Esecutivo IULTCS e dei rappresentanti nelle Commissioni IULTCS.

Di seguito i nominativi delle cariche assegnate.

Delegati AICC nel Comitato Esecutivo IULTCS
Franca Nuti
Alberto Cattazzo
Damiano Cracco
Riccardo Girolami

Commissioni AICC presso IULTCS
Responsabile – Riccardo Girolami

Delegati AICC alle Commissioni Internazionali IULTCS


Commissione Normazione Prove Chimiche IUC-ISO
Tiziana Gambicorti, Massimo De Santis, Gustavo Adrian Defeo, Riccardo Girolami, Francesco Troisi, Riccardo Pasquale, Leonardo Brandolini, Angelo Cascino


Commissione Normazione Prove Fisiche IUP-ISO
Gustavo Adrian Defeo, Cristina Satolli, Massimo De Santis, Riccardo Girolami, Francesco Troisi, Angelo Cascino


Commissione Normazione Prove Solidità IUF-ISO
Gustavo Adrian Defeo, Cristina Satolli, Massimo De Santis, Riccardo Girolami, Francesco Troisi, Angelo Cascino


Commissione Ambiente IUE
Daniele Bacchi, Franca Nuti, Daniela Caracciolo, Alberto Cattazzo, Gualtiero Mori, Leonardo Brandolini, Tiziana Gambicorti, Alfredo Guerra, Sara Casalini


Commissione Comunicazione IUL
Giancarlo Lovato


Commissione Formazione IUT
Damiano Cracco


Commissione Ricerca IUR
Gaetano Maffei, Leonardo Brandolini, Riccardo Pasquale


Commissione Ricerca IUS
Daniele Bacchi, Tiziana Gambicorti, Franca Nuti, Leonardo Brandolini, Alfredo Guerra, Sara Casalini


Si ricorda inoltre che, per il loro ruolo, fanno parte di diritto del Comitato Esecutivo IULTCS anche i seguenti soci AICC:

Giancarlo Lovato, in qualità di vicePresidente IULTCS e ISO IULTCS IUN Committee Manager
Tiziana Gambicorti, in qualità di ISO IULTCS IUC Chairman
Gustavo Defeo, in qualità di ISO IULTCS IUP/IUF Chairman
Daniele Bacchi, in qualità di IULTCS IUE Chairman

MinervaHub, la forza di una filiera integrata al servizio dell’alto di gamma

15 giugno 2023. La holding San Quirico S.p.A. della famiglia Garrone di Genova chiude l’acquisizione del 75% di MinervaHub S.p.A. per circa 550 milioni di euro. I Garrone li conosce chi lavora nell’energia: sono quelli di ERG, il gruppo che possiede parchi eolici da Crotone fino all’Estonia, che trasforma il vento in megawatt. Adesso, oltre al vento, possiedono catene in ottone per borse di lusso, macchinari a iniezione per suole tecniche, e una conceria di pelli di coccodrillo a Pisa. Il salto sembra brusco. In realtà, non così tanto.

Le famiglie industriali di lungo corso sanno che i buoni investimenti sono quelli in qualità autentica che abita nelle competenze difficili da replicare, costruite in decenni di successi, errori e aggiustamenti. È esattamente quello che ha convinto San Quirico a scommettere su MinervaHub — non l’appeal del lusso in senso astratto, ma la concretezza delle specializzazioni che il gruppo stava aggregando. MinervaHub già nel 2023 era qualcosa di raro. Quello che è a febbraio 2026, visitandone lo stand a Lineapelle, è difficilmente classificabile, è oltre il peculiare.

Lo stand MinervaHub a Lineapelle di febbraio 2026

 

UN ECOSISTEMA

Rho Fiera, febbraio 2026. Collettiva MinervaHub, Lineapelle edizione 107. Lo stand non assomiglia a quello di un gruppo industriale. Ricorda un laboratorio aperto, dove ogni angolo racconta una tecnologia diversa. Qualcuno tiene in mano un campione di tomaia e lo flette come se fosse pelle. «Questo è poliuretano compatto colato su stampo e, ecco la novità, bicolore. Si riescono a produrre spessori molto bassi, sotto il millimetro, conservando flessibilità. Sull’iniezione standard questi risultati non si possono ottenere.»

È la Business Unit Non Metal Accessories in azione. Il campione circola tra le mani mentre spiegano che è prodotto con la tecnica CTT da Interlinea2 — unica realtà in Italia, ad applicare questa lavorazione. Il processo è semplice da descrivere, complicato da replicare: si cola il materiale in uno stampo aperto su macchina rotativa, si racla l’eccesso, si applica il tessuto e si pressa. Tutto automatizzato tranne il caricamento del tessuto. Il risultato: geometrie incredibili (il richiamo a un ricamo in pizzo, per esempio), morbidezza, effetti bicolore, spessori che la concorrenza cinese — che fa cose simili con manodopera manuale — non riesce a garantire con la stessa ripetibilità.

Questo è il primo insight che Lineapelle consegna sul gruppo: MinervaHub non compete sull’artigianalità. Compete sull’organizzazione dell’artigianalità.

 

21 AZIENDE, 5 BUSINESS UNIT, UNA FILIERA COPERTA

Nato nel 2022 dalla fusione tra Ambria Holding — la piattaforma costruita da Matteo Marzotto, ex presidente di Valentino — e XPP Seven (Xenon Private Equity), il gruppo MinervaHub conta oggi 21 aziende distribuite nei principali distretti manifatturieri italiani, con un paio di filiali all’estero, oltre 1.400 dipendenti e ricavi superiori a 227 milioni di euro. I clienti superano le 1.500 aziende, con una lista che include Dior, Gucci, Valentino, Tod’s, Dolce & Gabbana. Guidato dal presidente Marzotto e dall’AD Alessandro Corsi — ex CFO di Salvatore Ferragamo — il gruppo è organizzato in cinque Business Unit.

 

La prima è ORNAMENTS: ricamo, trapuntatura, applicazioni decorative. Include Jato 1991, tra le più prestigiose case di ricamo a mano al mondo, con archivio di oltre 6.000 pezzi e un laboratorio da 200 persone in India che combina manualità tradizionale e know-how creativo italiano. Poi Quake, a Rossano Veneto, che si occupa di ricamo e foratura programmata a macchina — stesso principio del ricamo, ma invece del filo usa una punta, generando pattern su pelle e tessuto con una precisione di disegno che il laser fatica a pareggiare. Trapuntatura Belpunto, Treviso, con linee a rotolo e a piazzato, materiali certificati GRS (Global Recycled Standard), il 70% della produzione in India. Infine (anche se ci sarebbero altre aziende da citare per questa business unit), Goretti che rappresenta l’avanguardia nelle applicazioni e accessori per il settore delle applicazioni e degli accessori per pelletteria, calzature e abbigliamento. L’azienda si distingue per un approccio altamente personalizzato, che combina artigianalità e tecnologia evoluta.

 

La seconda Business Unit è METAL ACCESSORIES. Il pezzo forte è MH Metal — nata dalla fusione di Zeta Catene e Galvanica Formelli, entrambe di Arezzo, entrambe tra i soci fondatori del gruppo — con un catalogo di oltre 2.000 tipologie di catene in ottone e argento. A fianco, Koverlux di Bergamo, l’unica realtà al mondo in grado di applicare finiture multiple su un singolo pezzo metallico. E poi Oroplac, storica galvanica di Scandicci vicina ai brand del gruppo Kering, ed Elettrogalvanica Settimi di Pollenza (Macerata), con oltre quarant’anni di esperienza nei trattamenti di precisione su piccole parti metalliche.

 

NON METAL ACCESSORIES è la terza, e forse la più ricca a livello tecnologico. SP Plast Creating, a Fermo, vanta quasi cinquanta macchine per lo stampaggio a iniezione, la microiniezione passante, la retroiniezione, la stampa digitale. Leader nella trasformazione di materie in plastica e gomma termoplastica. Gruppo Meccaniche Luciani, a Corridonia, è partita come stampista e oggi integra prototipazione rapida 3D, manifattura additiva, produzione EVA e — tramite una partnership con DAMI — la produzione di DL FOAM, uno dei primi Super Critical Foam europei. Interlinea2, ad Altivole in Treviso, fa stampaggio di materie plastiche, sovrainiezione di termoplastici su pelle e tessuti, microiniezione di etichette, termoformatura. A chiudere New and Best, di Barletta, specializzata nello stampaggio su diverse tipologie di materiali, come tessuto, pelle e materiali sintetici combina competenze, approccio creativo e una costante evoluzione tecnologica per offrire processi avanzati nei settori di pelletteria, calzature (anche safety), abbigliamento e accessori di alta gamma.

 

Poi c’è PRECIOUS LEATHER di cui fa parte la conceria Zuma Pelli Pregiate, 6.500 metri quadri a Pisa, specializzata in pelli esotiche certificate CITES: alligatore, coccodrillo, pitone, lucertola. Collegata ad Audasit in Texas, che alleva alligatori con certificazione ICFA e standard cruelty-free. Una filiera verticale dalla bestia alla borsa, con tracciabilità totale. Il tipo di garanzia che Kering e LVMH inseguono nei loro fornitori da anni e raramente trovano completa.

INTERLINEA2
DEADEMA
MABEL
JATO 1991
LTM
NEW AND BEST
SP PLAST CREATING
SP PLAST CREATING
SP PLAST CREATING
TRAPUNTATURA BELPUNTO
TRAPUNTATURA BELPUNTO
ZETA CATENE


 

IL CAMPIONARIO DI GRUPPO E IL PARADOSSO DELLA SCALA

A Lineapelle, uno degli angoli più istruttivi dell’area coperta da MinervaHub ci è sembrato quello che il gruppo chiama informalmente il ‘campionario‘: scarpe e accessori costruiti mettendo insieme le lavorazioni di sei-sette aziende diverse del perimetro. Suola di Luciani, tomaia di Interlinea, catene di MH Metal, ricamo di Jato 1991, applicazioni di Goretti, tacco con spina LTM — che produce inserti metallici per tacchi alti da donna e che per ora è l’unica a popolare la business unit LADY SHOES COMPONENTS. Non sono prodotti ‘in vendita’. Sono dimostrazioni di coabitazione industriale.

Un buyer abituato a coordinare sei fornitori separati per arrivare allo stesso risultato li guarda con un’attenzione che non è stupore estetico. È calcolo. Un interlocutore unico per componenti che attraversano tipologie di lavorazione radicalmente diverse — dalla galvanica alla suola espansa, dal ricamo a mano alla plastica iniettata — significa meno email, meno campionature parallele, meno rischio di disallineamento qualitativo tra consegne successive.

Qui emerge il paradosso su cui MinervaHub ha costruito il successo: più diventa grande, più ha senso per chi vuole produrre/comprare piccolo e bene.

Il lusso mondiale sta contraendo la base fornitori. I brand cercano partner che garantiscano tracciabilità, volumi e compliance in un colpo solo. La piccola PMI italiana — bravissima nel proprio campo specifico, spesso unica — fa fatica non per mancanza di competenze, ma per mancanza di struttura. MinervaHub risponde esattamente a questo problema. Lo fa, però, senza assimilare le aziende acquisite. I fondatori reinvestono circa il 20% nel gruppo, restano operativi, restano proprietari di una quota. Non è acquisto e pensione. È acquisto e coinvestimento. Si spiega così la qualità delle persone che animano lo stand: non hanno la postura del dipendente di una multinazionale, ma quella dell’imprenditore che sa di poter fare cose che prima non si poteva permettere.

LTM
ARTE-LIER
DEADEMA
GORETTI
GRUPPO MECCANICHE LUCIANI


 

LA DOMANDA ONESTA

C’è però una domanda che rimane in sospeso, e che merita risposta: tenere insieme 21 realtà con culture aziendali diverse, in otto regioni italiane e due stati esteri, su cinque settori tecnologici distinti, è davvero fattibile senza perdere per strada quello che le rendeva uniche?

La risposta non può che essere articolata. Il modello teorico regge. La governance anche. I numeri reggono. Ma i modelli di aggregazione che funzionano sulla carta si inceppano spesso nei dettagli operativi — nelle priorità di campionatura che si sovrappongono, nei clienti condivisi che creano attrito interno, nella tentazione di standardizzare ciò che dovrebbe restare peculiare. Non è un rischio teorico. È la malattia professionale di tutti i gruppi industriali.

MinervaHub lo sa. Ed è proprio l’area occupata a Lineapelle a ricordarci che il prodotto dell’ecosistema vale più della somma delle parti. L’impressione, visitando con attenzione l’area, è che funzioni, e funzioni molto bene.

 

IL MILLIMETRO CHE CONTA

Torniamo al campione di tomaia che ci è stato consegnato all’inizio della visita. Sotto il millimetro di spessore. Morbido come pelle, prodotto in un processo automatizzato che altrove non sanno replicare. Non è la tecnologia a fare la differenza, in questo caso. È l’idea che qualcuno ha avuto di costruire intorno a quella tecnologia un sistema capace di portarla al mercato in modo affidabile, scalabile, tracciabile. Questo è MinervaHub, nella sostanza: non un conglomerato che aggrega per dimensione, ma una piattaforma che aggrega per senso. Il lusso non ha bisogno di fornitori più grandi. Ha bisogno di fornitori più attenti e coerenti. I Garrone di Genova — quelli del vento — lo hanno capito fin da subito.


IL CAMPIONARIO DI GRUPPO
MinervaHub è un progetto corale che mette al centro integrazione, sperimentazione e dialogo tra competenze. A Lineapelle di febbraio 2026 si è presentata con un racconto costituito da nuove tecniche, lavorazioni innovative e visioni condivise, capace di valorizzare le diverse business unit e le singole aziende del gruppo. Un racconto che si è snodato attorno a tre temi principali, concepiti come territori di ricerca e contaminazione.

Il primo tema è dedicato al mondo sportivo, con un’ispirazione che guarda alle geometrie del basket: linee decise, volumi netti e superfici strutturate.

Il secondo tema si apre invece al mondo marino e a tutto ciò che è organico. Le forme si fanno più morbide e naturali, traendo ispirazione dalla madreperla, dalle sue irregolarità e dai suoi riflessi.

Il terzo tema guarda agli anni Trenta italiani, evocando l’immaginario dell’estate raccontata da Viviani, artista toscano, e le geometrie di un periodo storico che ha profondamente segnato la Versilia e la tradizione degli artigiani toscani.



TUTTE LE AZIENDE MINERVAHUB
Audasit Inc. (USA), Conceria Zuma Pelli Pregiate (Pisa), Deadema (Forlì-Cesena), Elettrogalvanica Settimi (Macerata), Goretti (Ancona), Gruppo Meccaniche Luciani (Macerata), Interlinea2 (Treviso), ITTTAI (Treviso), Jato 1991 (Bologna), Jato Garments (India), Koverlux (Bergamo), MA.GUI. (Arezzo), MH Metal (ex Galvanica Formelli e Zeta Catene (Arezzo), LTM (Forlì-Cesena), New and Best (Barletta), Oroplac (Firenze), Quake (Vicenza), Sagiwa (Treviso), Sp Plast Creating (Fermo), Teknomabel (Bergamo), Trapuntatura Belpunto (Treviso).


 

Guarda il video che illustra il Campionario di Gruppoproposto da MinervaHub a Lineapelle:

Da TFL i colori dell’Autunno Inverno 2027-28

TFL ha pubblicato il nuovo catalogo Autunno Inverno 2027-28, presentando le ultime tendenze colore per l’abbigliamento in pelle, le calzature, gli accessori e per il settore dell’arredamento.

Le tendenze sono suddivise in “Wearing” e “Living”.
“Wearing” comprende ispirazioni e tendenze colore per capi di abbigliamento, calzature e accessori.
La sezione “Living” presenta tutti i colori che decoreranno i design d’interni della stagione.

Nella sezione “Wearing”, i nubuck e le stampe rettile sono arricchiti da tonalità vibranti, profonde e  traslucide, che spaziano dai caldi toni borgogna e vino fino a eleganti blu, preziosi verdi smeraldo e viola  futuristici.

Nella sezione “Living”, le pelli nappa e le pelli spesse con microstampe accolgono effetti cromatici saturi, espressi attraverso avvolgenti tonalità caramello, neutri raffinati come il tortora e note più esotiche ispirate ai colori della terra e delle spezie.

Le TFL Colour Trends Autunno Inverno 2027-28 sono un invito a esplorare emozioni tattili e visive attraverso il colore, combinando innovazione, comfort e stile.

Per maggiori dettagli, visitate www.tfl.com.

Vibram e Gheller uniscono le forze per la sicurezza in parete

Nuova partnership strategica per Vibram nel settore Work&Safety. Il leader mondiale delle suole in gomma ha annunciato l’avvio di una collaborazione con Gheller, azienda veneta specializzata nella messa in sicurezza di pareti e pendii rocciosi, attiva su tutto il territorio nazionale.

Annalaura Gatto e Davide Gheller

«Il nostro core business è il consolidamento delle pareti rocciose – ci spiega Davide Gheller, figlio del fondatore Attilio, appassionato di speleologia e alpinismo che ha creato l’attività più di trent’anni fa –. Oggi possiamo contare su oltre 100 rocciatori, provenienti in gran parte dal mondo dello sport e dell’outdoor, tra cui anche guide alpine e geologi, che lavorano quotidianamente sospesi in parete. Si tratta di contesti estremamente impegnativi, dove i dispositivi di protezione, a partire dalle calzature, sono letteralmente vitali per garantire la sicurezza».
Tra gli interventi realizzati nel corso del tempo dagli esperti Gheller figurano luoghi iconici come la Via dell’Amore alle Cinque Terre, alcune aree delle Dolomiti e l’isola di Capri. I cantieri più “normali” riguardano la messa in sicurezza di autostrade, gallerie e pendii rocciosi di tutti i tipi.
Per Vibram, la ricerca di partner nel mondo dell’antinfortunistica rappresenta da sempre una leva strategica, con risultati consolidati. «Per noi è fondamentale coinvolgere gli utilizzatori nel processo di sviluppo, soprattutto in un settore così sfidante sia dal punto di vista tecnico sia normativo – sottolinea Annalaura Gatto, marketing manager dell’azienda –. Fin dai primi incontri tra i rocciatori Gheller e i progettisti Vibram è emersa una forte sintonia, che ha già generato importanti input tecnici e nuovi spunti, sempre con l’obiettivo di coniugare sicurezza e comfort».
Obiettivo finale della collaborazione è lo sviluppo di suole ad hoc per i rocciatori impegnati in questo tipo di attività. Parallelamente, si sta lavorando al coinvolgimento di alcuni brand della calzatura per arrivare alla realizzazione del prodotto finito.

Un intervento di Gheller per Autostrade per l’Italia a Rioveggio, in Emilia Romagna
La visita dei rocciatori Gheller al laboratorio Vibram
Il cantiere della Via dell’Amore a Riomaggiore nelle Cinque Terre
Il cantiere della Via dell’Amore a Riomaggiore nelle Cinque Terre


GSC GROUP: la nostra Academy cresce con noi

La formazione e il dialogo con le scuole sono sempre stati parte del modo di fare impresa di GSC GROUP. Da oltre 50 anni, l’azienda chimico conciaria veneta collabora con istituti scolastici e comunità locali per condividere competenze e supportare la crescita delle nuove generazioni. “Nel tempo – spiegano da GSC – abbiamo portato le nostre lezioni direttamente nelle aule e promosso iniziative di orientamento, offrendo agli studenti opportunità concrete di scoprire il settore conciario e il suo potenziale. I nostri tecnici e specialisti contribuiscono attivamente alla formazione su temi come rifinizione e colorimetria, condividendo il know-how costruito all’interno dell’azienda. La GSC Academy è l’evoluzione naturale di questo percorso, un punto di incontro tra scuola e industria, tra competenza e futuro”.

LA SFIDA
Trovare giovani professionisti qualificati, soprattutto per i ruoli operativi nella chimica della pelle, è sempre più difficile. La crescente domanda di competenze specialistiche e un numero sempre minore di nuovi talenti stanno alzando l’età media del settore anno dopo anno.

LA RISPOSTA GSC GROUP
Il nuovo Centro di Innovazione, oltre 6.500 m², è un hub dedicato alla R&S per il settore conciario. Qui GSC sviluppa soluzioni innovative per le concerie, all’incrocio tra nuove tecnologie, tendenze emergenti e responsabilità ambientale.

GSC GROUP ringrazia il Distretto Veneto della Pelle, AICC e tutte le scuole con cui lavora ogni giorno, partner che rendono possibile questo percorso condiviso.

MOMENTI DALL’ ACADEMY


GUARDA I VIDEO
Egidio Cortivo
Scopri cosa racconta Egidio sull’insegnamento della rifinizione della pelle automotive agli studenti di ITS COSMO

Elena Schiavo
Scopri cosa pensa Elena sulla formazione della prossima generazione di professionisti della pelle

Ajmal Armaan
Scopri cosa pensa Ajmal sul collegamento tra scuola e industria conciaria

L’ AICC si rinnova

L’Associazione Italiana Chimici del Cuoio comunica che il 2 Aprile 2026 sono state confermate le nomine relative al Consiglio Direttivo, ai Responsabili di Area e ai Referenti AICC. Nella stessa occasione il nuovo Consiglio Direttivo ha rinnovato le Commissioni Comunicazione, Formazione e Tecnica. Di seguito i nominativi dei nuovi responsabili.

Consiglio Direttivo
Presidente – Tomaso Pellegrini
Vicepresidente – Daniela Caracciolo
Tesoriere – Riccardo Girolami
Segretario – Gianni Carradore

Responsabili di Area
Campania – Alfredo Guerra
Piemonte/Lombardia – Gabriella Marchioni Bocca
Toscana – Tiziana Gambicorti
Veneto – Cristina Satolli

Referenti e Ruoli Specifici
Delegato AICC presso il Distretto Veneto della Pelle – Stefano Baggio
Referenti Biblioteca AICC – Renato Bertoli, Annamaria Marangon
Direttore Scientifico ITS Cosmo Green Leather Manager (Arzignano) – Renato Bertoli

Commissione Comunicazione
Responsabile: Alberto Cattazzo.
Componenti: Massimo De Santis, Laura Iannone, Bruno Pirolo, Andrea Meneghini, Gabriella Marchioni Bocca, Giancarlo Lovato, Valerio Nori, Francesca Petrilli.

Commissione Formazione
Responsabile: Adriano Gemo.
Componenti: Damiano Cracco, Gianni Carradore, Gabriele Tibaldo, Biagio Siani, Renato Bertoli, Franca Nuti, Ignazio Santelia.

Commissione Tecnica
Responsabile: Massimo Galiberti.
Componenti: Giuliano Aucello, Giovanni Dalla Valle, Tiziana Gambicorti, Alfredo Guerra, Gaetano Maffei, Biagio Naviglio, Ignazio Santelia, Giuliano Vallarsa.

Alcuni numeri di Go!Zero Recycle di Gommus

Guardate un’infografica di sostenibilità — qualsiasi settore, qualsiasi azienda. Di solito trovate percentuali tonde, colori rassicuranti, obiettivi proiettati al 2030. Raramente trovate la Carbon Footprint divisa tra upstream e processo produttivo, misurata per paio, dichiarata separatamente per tre materiali diversi. Go!Zero Recycle, invece, lo fa.

È la linea di suole riciclate di Gommus, azienda marchigiana certificata UNI EN ISO 14001 che alimenta la produzione quasi esclusivamente con energia rinnovabile. Tre materiali, tre schede tecniche, tre impronte di carbonio misurate con metodologia LCA cradle-to-gate secondo la PCR 2021:06.

I numeri: nella gomma, 1,45 kg CO₂eq per paio, con il 49,7% di materiale riciclato. Almeno il 25% proviene da scarti di produzione interni, certificato Bureau Veritas secondo UNI EN ISO 14021:2016. Il TPU: 0,67 kg CO₂eq per paio, con il 97% di riciclato — suole in poliuretano termoplastico 100% riciclato, che mantengono elasticità e resistenza all’abrasione del TPU tradizionale. La Blowtech, la mescola superleggera: 2,06 kg CO₂eq per paio, con il 29,8% di riciclato. Disponibile anche in versione Blowtech-GUM, con una quota maggiore di gomma, per chi cerca estetica e prestazioni superiori.


Il paradosso sta proprio nei dati. Il materiale con la percentuale di riciclato più alta — il TPU al 97% — è quello con l’impronta carbonica più bassa. Più si recupera, meno si emette. Non è automatico: richiede che anche la produzione sia alimentata da fonti rinnovabili, altrimenti il guadagno ambientale si perde nel processo.

Vale la pena notare un’altra cosa. Per la gomma, l’upstream — estrazione e trasformazione delle materie prime — pesa il 45% dell’impronta totale, il processo interno il 55%. Per il TPU, la proporzione si inverte: il core (A3) vale l’88,7%, l’upstream solo l’11,2%. Il riciclato abbatte radicalmente il peso della filiera a monte.

«Impronta leggera, qualità Gommus»: il claim della linea non mente, ma va letto in entrambe le direzioni. Leggera sul piede, leggera sul pianeta. L’uno non sacrifica l’altro.

CONCIA: la pelle fuori dall’EUDR


Un confronto strategico al Parlamento europeo per sollecitare la Commissione a escludere la pelle bovina dall’EUDR. L’8 aprile, Italia e UNIC – Concerie Italiane, nell’incontro promosso da Cotance (l’associazione che rappresenta a Bruxelles le realtà nazionali della concia), hanno portato all’attenzione delle istituzioni europee le preoccupazioni della filiera, che considera il regolamento anti-deforestazione un onere ingiustificato, poiché la pelle non è tra le cause del fenomeno.
“Pelli e cuoio devono essere esclusi dall’Allegato I dell’EUDR – ha dichiarato l’eurodeputato Dario Nardella, promotore dell’iniziativa – non perché contrari alla tutela delle foreste, ma perché una normativa efficace deve colpire i reali responsabili della deforestazione, non chi valorizza uno scarto trasformandolo in un materiale circolare e durevole”.
Il confronto arriva in un momento cruciale, mentre la Commissione europea si prepara a definire l’Atto delegato che aggiornerà i prodotti inclusi nel regolamento entro la fine di aprile. I conciatori hanno ribadito ancora una volta che la pelle non è responsabile della deforestazione e la sua inclusione nell’EUDR non prevede un’adeguata valutazione d’impatto.
Tra le principali criticità evidenziate: lo scarso interesse degli allevatori ad applicare il regolamento per un prodotto che rappresenta solo l’1,4% del valore del bovino, il rischio di delocalizzazione dell’industria europea e la possibile produzione di milioni di tonnellate di rifiuti se le pelli non venissero più lavorate.
Della delegazione hanno fatto parte il presidente di Cotance Manuel Ríos, il presidente UNIC Fabrizio Nuti e il vicepresidente Piero Rosati, insieme ai consiglieri Roberto Lupi, Michele Matteoli e Marco Blasio, nonché Francesco Matelli, presidente della Camera Arbitrale delle Pelli.
In una nota finale, Cotance fa notare che l’incontro ha portato una nota di ottimismo per il settore della concia. Luis Planas Herrera, membro del gabinetto della commissaria Jessika Roswall, ha sottolineato che i prossimi adeguamenti dell’ambito di applicazione del regolamento mirano a preservare la competitività industriale dei settori chiave e a garantire che i requisiti e gli investimenti richiesti all’industria rimangano proporzionati, realistici e significativi.

Un momento dell’incontro a Bruxelles promosso da COTANCE con l’appoggio dell’eurodeputato Dario Nardella

FGL International acquisisce la divisione Finishing di RE.PI.CO.

FGL International SpA, azienda toscana di riferimento nel settore chimico conciario e parte della holding Lapi Group SpA, ha recentemente annunciato l’acquisizione del ramo di azienda Finishing di RE.PI.CO.SpA, storica realtà lombarda attiva nel settore della chimica conciaria dal 1948, appartenente alla famiglia Annunziata.
Un’operazione strategica che punta a rafforzare la posizione di FGL International nel mercato della chimica conciaria, andando ad ampliare la sua gamma di prodotti e servizi dedicati al settore. Il reparto rifinizione di RE.PI.CO. andrà ad integrarsi come nuova linea di prodotti, mantenendo l’identificazione commerciale e il portfolio clienti, nell’attuale gamma di FGL International.
Nel 2022, l’azienda toscana aveva già affrontato una simile integrazione andando ad aggiungere alle proprie attività quelle della società Finikem (sempre parte del Gruppo Lapi), specializzata nei prodotti per il finishing dei pellami.
“L’obiettivo principale di questa acquisizione è offrire ai nostri clienti un supporto ancora più completo e innovativo, combinando il know-how di entrambe le realtà e potenziando l’offerta commerciale – spiega Francesco Lapi, CEO di FGL International e presidente di Lapi Group -. RE.PI.CO. è un’azienda familiare con una lunga storia alle spalle, come noi. Entrambi abbiamo un’esperienza di oltre 70 anni nel settore della lavorazione della pelle. Questa operazione permetterà di implementare nuove soluzioni, con un focus sull’innovazione e la sostenibilità, all’interno di un mercato sempre più competitivo”.
Dalla prospettiva di RE.PI.CO., la cessione del ramo Finishing si inserisce in una visione industriale chiara e orientata a consolidare il proprio posizionamento nella gamma prodotto wet-end, ambito nel quale intende concentrare investimenti, sviluppo tecnologico e risorse commerciali, rafforzando ulteriormente la propria competitività e specializzazione.
“La cessione del ramo Finishing rappresenta un passo fondamentale nella nostra evoluzione strategica – dichiara Stefania Annunziata, CEO di RE.PI.CO. – Siamo convinti che questa scelta ci consentirà di focalizzarci rafforzando ulteriormente la nostra presenza nel wet-end diventando ancora più agili e competitivi, garantendo al contempo al ramo ceduto l’opportunità di crescere sotto una guida industriale altamente specializzata nel comparto della rifinizione.”
RE.PI.CO. continuerà a produrre e commercializzare la propria linea di prodotti dedicata alla lavorazione del pellame per il settore conciario, con la linea dei coloranti ausiliari per riviera e riconcia, industrializzati sia presso l’headquarter e sede storica di Cinisello Balsamo (MI) sia nel reparto di produzione di Inveruno oltre agli impianti aperti all’estero negli ultimi anni.
L’operazione conferma evidentemente la volontà di entrambe le aziende di crescere attraverso scelte industriali mirate, rafforzando specializzazione, innovazione e sostenibilità a servizio dell’industria conciaria.