Manca ormai solo un giorno al World Leather Day 2026, che si celebra domani mercoledì 29 aprile. Lanciata nel 2022 grazie alla collaborazione tra Leather Naturally e Leather Working Group, la Giornata Mondiale della Pelle rappresenta un’importante occasione per ribadire che la pelle è un materiale resistente, versatile e durevole.
Il tema scelto per l’edizione di quest’anno, “Make It Leather”, rappresenta un vero e proprio invito all’azione rivolto a tutta la filiera. Un messaggio che vuole sottolineare un cambio di paradigma, ovvero il passaggio da una logica basata sui volumi a una fondata sul valore, dalla cultura dell’usa e getta a quella della durata, fino a un consumo meno influenzato dalle tendenze e più orientato alla qualità e alla tradizione artigianale.
Leather Naturally chiede agli operatori della filiera del cuoio di fare la propria parte nel diffondere il messaggio attraverso i propri canali social. Per agevolare la comunicazione ha predisposto un kit di strumenti che possono aiutare ad amplificare la notizia.
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Alla ricerca di stabilità in un mondo instabile
In questa intervista Samer Al Jabi, CEO ad interim di TFL, spiega la complessità della situazione e il reale impatto del conflitto nel Golfo sulle forniture globali.
In che modo il conflitto in corso nella regione del Golfo sta attualmente influenzando la catena di approvvigionamento e le operazioni di TFL a livello globale?
“Operiamo in un contesto globale sempre più complesso. Il conflitto in corso nella regione del Golfo sta causando interruzioni significative e durature lungo le rotte logistiche, nella disponibilità energetica e nelle catene di fornitura delle materie prime a livello mondiale. Come accade per molti settori, l’industria conciaria dipende fortemente da catene del lavoro globali interconnesse, dall’approvvigionamento delle materie prime fino alla consegna dei prodotti finiti ai mercati finali. Di conseguenza, le condizioni di acquisto, i flussi di trasporto e la pianificazione della produzione sono diventati molto più complessi e meno prevedibili”.
Questi sviluppi sono limitati a determinate regioni?
“Alcune regioni sono interessate prima o in modo più marcato, ma l’impatto è globale. Di recente abbiamo osservato un aumento particolarmente forte della pressione sui costi in regioni chiave di approvvigionamento e produzione come l’India. I vincoli energetici e le limitazioni della produzione basata sul gas hanno amplificato la situazione. Tuttavia, in una catena di fornitura interconnessa, vediamo che l’impatto coinvolge i nostri impianti produttivi in tutte le regioni”.
Alcuni osservatori indicano un allentamento dei prezzi del petrolio greggio. Questo non migliorerebbe immediatamente la situazione?
“È un luogo comune. Anche se i prezzi dell’energia si allentano temporaneamente, ciò non significa che le catene di approvvigionamento si normalizzino dall’oggi al domani. Questa situazione va ben oltre le fluttuazioni dei prezzi del petrolio greggio e del gas. Il Medio Oriente rappresenta circa il 25% delle esportazioni globali di prodotti chimici di base, con la maggior parte di questi flussi che attraversa lo Stretto di Hormuz, un collo di bottiglia critico. Ciò che stiamo osservando è un’interruzione lungo l’intera catena del valore, dalle materie prime e dagli intermedi alla produzione, al trasporto e alla disponibilità complessiva. Ricostruire le scorte, ripristinare i flussi logistici e stabilizzare i tempi di consegna richiederà mesi, non settimane”.
Ha anche menzionato la disponibilità delle materie prime. Quanto è serio questo problema?
“È una preoccupazione molto seria. L’industria della pelle dipende da un’ampia gamma di prodotti chimici, molti dei quali sono stati direttamente colpiti da questa crisi. Ad esempio, zolfo, urea e ammoniaca sono essenziali per i processi di riviera; fenolo e altri ingredienti organici sono fondamentali per il wet end; mentre acrilici, poliuretani e reticolanti sono componenti chiave nelle fasi di rifinizione. In parole semplici, non è possibile produrre un articolo in pelle finito senza un accesso costante a questi fattori produttivi.
In TFL siamo relativamente ben posizionati grazie a una struttura produttiva globale diversificata e a molteplici opzioni di approvvigionamento delle materie prime, che finora ci hanno permesso di mantenere le operazioni. Tuttavia, la situazione sta diventando sempre più complessa nel tempo e garantire un accesso affidabile a questi materiali è sempre più critico per poter continuare a servire efficacemente i nostri clienti”.
TFL ha introdotto sovrapprezzi temporanei. Perché questo passo è stato necessario?
“Abbiamo introdotto sovrapprezzi temporanei per garantire la continuità della fornitura. Nell’attuale contesto, l’approvvigionamento di materie prime critiche comporta spesso costi significativamente più elevati, e questo passo è stato necessario per mantenere operazioni affidabili. Fin dall’inizio abbiamo adottato un approccio trasparente con i nostri clienti e partner, comunicando chiaramente che questi sovrapprezzi sono strettamente collegati a specifici fattori di costo, come gruppi di prodotto, sedi produttive e rotte logistiche. Abbiamo inoltre sottolineato che si tratta di una misura temporanea, che sarà ridotta o rimossa non appena le condizioni si stabilizzeranno. Comprendiamo pienamente che i sovrapprezzi non sono graditi e possono mettere sotto pressione le relazioni con i clienti. Tuttavia, agire in modo tempestivo e trasparente è stata la decisione responsabile per tutelare l’affidabilità della fornitura. Continuiamo a monitorare attentamente la situazione e lavoriamo ogni giorno con i nostri fornitori e clienti per garantire una catena di approvvigionamento fluida. Come tutti, auspichiamo una rapida risoluzione delle attuali sfide”.
Tendenze materiali e suole P/E 2027
Il sistema moda, lusso, design e la filiera della manifattura creativa si sono dati appuntamento dall’11 al 13 febbraio a Fiera Milano Rho per la presentazione della stagione estiva 2027.
Si è respirata un’aria di rassicurante energia e vitalità alla scorsa edizione di LINEAPELLE, la numero 107, nonostante il forzato anticipo delle date, dovuto alla presenza negli spazi di Fiera Milano Rho di alcune location dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, abbia causato una riduzione dell’affluenza degli operatori professionali (circa 16.000) accorsi da 99 Paesi. Sul fronte espositori, sono state 848 le aziende partecipanti (436 concerie, 290 accessoristi, 95 sintetici, 27 altri) provenienti da 33 Paesi, che hanno presentato le nuove collezioni di pellami, materiali e accessori per la stagione estiva 2027.

Leggi gratuitamente lo speciale materiali
a partire da pagina 18 di Arsutoria #506

Leggi gratuitamente lo speciale suole
a partire da pagina 122 di Arsutoria #506
Il fronte dell’innovazione e della ricerca di materiali e soluzioni capaci di esprimere un altissimo grado di naturalità e alta ingegneria artigianale di filiera rappresentano i fattori su cui si è concentrato l’interesse di buyer e visitatori e dei progetti di LINEAPELLE. È il caso delle 22 installazioni dell’area INTERIORS, piattaforma creativa giunta alla terza edizione, che attiva link tra aziende di design e produttori di pelli e materiali.
Grande interesse anche per i talk in programma presso il Fashion & Science Theatre: da quelli settoriali (per esempio, gli approfondimenti di tematiche normative e tecniche relativi alla filiera della pelle) a quelli più fashion, come la conversazione tra la giornalista Mariella Milani e lo stilista Antonio Marras.
Importante è stato il debutto di una nuova sinergia fieristica come quella con con FILO – salone leader per il settore dei filati e delle fibre – che ha dato modo ai visitatori di avere un quadro ancora più ampio dell’offerta merceologica.
L’appuntamento con la prossima edizione di LINEAPELLE è dal 15 al 17 settembre 2026, sempre negli spazi di Fiera Milano Rho.
Giornata Mondiale per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro: Vibram rinnova il suo impegno nel Work&Safety
In occasione della Giornata Mondiale per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro che si celebra oggi 28 aprile, Vibram – leader mondiale nella produzione di suole in gomma ad alte prestazioni – racconta come l’ottagono giallo sia diventato un simbolo globale di protezione e innovazione. Con oltre 80 anni di esperienza, l’azienda continua a trasformare l’eccellenza maturata nel mondo outdoor in standard di sicurezza imprescindibili per il settore professionale.
WORK & SAFETY
Il segmento Work & Safety di Vibram non nasce come una visione isolata, ma come naturale evoluzione di una missione avviata nel 1937, quando la necessità di garantire trazione e affidabilità su terreni impervi portò alla creazione della prima suola in gomma per l’alpinismo. Con lo stesso obiettivo di sicurezza e stabilità, Vibram è entrata nel settore antinfortunistico oltre sessant’anni fa, nel 1964, quando Red Wing, prestigioso brand statunitense di calzature, riconoscendo l’eccellenza dell’azienda nel segmento outdoor ha avviato una collaborazione per lo sviluppo di suole ad alte prestazioni anche per calzature da lavoro. Questo segnò il debutto di Vibram nel settore industriale, con un focus iniziale sul mercato statunitense. In Europa, l’espansione è avvenuta più recentemente, trainata dalla crescente esigenza di elevare gli standard di sicurezza e introdurre tecnologie sempre più avanzate soprattutto in quei contesti lavorativi più complessi, dove l’equipaggiamento non rappresenta un semplice accessorio, ma un’estensione naturale dell’operatore settore calzaturiero.
LE NOVITA’ DI PRODOTTO
A supporto di questo impegno nell’introdurre nuovi standard di sicurezza nel mondo della calzatura antinfortunistica, Vibram ha recentemente sviluppato e introdotto la mescola Megagrip Pro. Questa soluzione di ultima generazione è progettata per offrire livelli di aderenza ancora più elevati, in particolare per i lavoratori che operano in ambienti outdoor e su superfici sconnesse o imprevedibili.
Megagrip Pro rappresenta l’evoluzione, in chiave professionale, della consolidata tecnologia Megagrip, da anni considerata un punto di riferimento nel mondo delle calzature sportive per le sue prestazioni in termini di grip. Applicata al segmento Work & Safety, questa innovazione consente di trasferire gli stessi standard di eccellenza in contesti lavorativi dove stabilità e controllo sono elementi essenziali per la sicurezza quotidiana.
LA SICUREZZA PER VIBRAM
Per Vibram, la sicurezza contemporanea si sviluppa lungo due direttrici: la ricerca sui materiali e l’ascolto costante dell’utilizzatore finale, che smette di essere un semplice destinatario per diventare parte integrante del processo di sviluppo e innovazione.
“In Vibram tutto parte dalle persone. Essere davvero al fianco del lavoratore significa ascoltarlo, comprenderne i bisogni e interpretare le sfide che affronta ogni giorno, per trasformare tutto questo nel prodotto giusto. La nostra innovazione non nasce solo in laboratorio, ma dal dialogo costante con chi mette alla prova i nostri prodotti ogni giorno: l’utilizzatore, che in questo caso viene coinvolto fin dalle prime fasi di sviluppo” – afferma Annalaura Gatto, Marketing Manager EMEA per il settore Work & Safety di Vibram – “Questo approccio ci permette di trasformare i feedback reali in soluzioni tecniche capaci di offrire un vantaggio tangibile in termini di sicurezza e stabilità.”
LE COLLABORAZIONI
A conferma di questo impegno, Vibram ha recentemente avviato una partnership con l’azienda di costruzioni Gheller. Questa collaborazione, nata per supportare la fase di sviluppo e testing in condizioni operative reali, permette di ottimizzare suole di ultima generazione, assicurando che ogni design risponda alle criticità riscontrate sul campo dai professionisti.
Vibram collabora strettamente con i brand di calzature che si affidano alle sue suole, fornendo un supporto completo: dallo sviluppo del concept iniziale alle proposte di R&D, fino alla realizzazione del design finale. I lavoratori che utilizzano calzature antinfortunistiche con suola Vibram possono così contare su un prodotto tecnologicamente avanzato, testato in ogni dettaglio per rispondere a qualsiasi tipo di esigenza.
In questa giornata simbolica, la storia di Vibram nel settore antinfortunistico si conferma come un percorso di evoluzione continua, in cui innovazione e responsabilità si intrecciano per contribuire a un obiettivo condiviso: proteggere ogni lavoratore, ogni giorno.
MICAM Milano 102: alla scoperta del nuovo layout
Conto alla rovescia per la prossima edizione di Micam, l’evento leader globale della calzatura di qualità e contenuto moda, che con l’edizione di settembre prosegue il percorso di evoluzione di configurazione degli spazi, presentando un nuovo layout pensato per rendere il percorso di visita degli addetti ai lavori ancora più fluido, intuitivo e funzionale e valorizzare al meglio ogni area espositiva. Un layout più chiaro e immediato, che vedrà l’inversione degli spazi espositivi del padiglione 1 con quelli del padiglione 4.
Comunicate anche le date delle future edizioni: 21-23 febbraio 2027; 12-14 settembre 2027; 20-22 febbraio 2028; 17-19 settembre 2028.
Scoprite il cambiamento che prende forma nel video:
MITA e Assopellettieri – Alliance: dal Kenya all’Italia per formare gli artigiani di domani
È entrato nella sua fase conclusiva il primo progetto internazionale di partnership strategica tra Assopellettieri e MITA Academy, nato per promuovere l’eccellenza artigiana e la formazione specialistica nel settore della pelletteria. Dopo la formazione a Nairobi, che ha coinvolto 38 giovani aspiranti artigiani, i tre studenti più meritevoli sono arrivati in Italia per svolgere uno stage di tre settimane, fino alla fine di aprile, nel distretto pellettiero toscano.
Ideato da Assopellettieri e gestito sul piano tecnico e didattico da MITA, il percorso si è svolto tra agosto e dicembre 2025 presso l’Istituto Tecnico Salesiano” Don Bosco Boys Town” a Nairobi, coinvolgendo 38 partecipanti in 13 moduli formativi coprendo tutte le fasi del processo di sviluppo e produzione della pelletteria: dal disegno al taglio, dalla scarnitura alla colorazione fino al controllo qualità. Fondamentale per la buona riuscita del progetto è stato il contributo di Vivienne Westwood, che dal 2010 collabora con Ethical Fashion Initiative in Kenya per la costruzione e sviluppo di una filiera etica per la produzione di accessori, coinvolgendo oltre 2.600 artigiani.Come previsto fin dal lancio dell’iniziativa, il percorso non si ferma alla formazione in loco, ma approfìda in Toscana, dove i tre studenti più meritevoli hanno svolto uno stage formativo presso due realtà associate ad Assopellettieri caratterizzate da un approccio altamente artigianale e da un processo produttivo completo: Tamerice e Sapaf. “Con questa iniziativa vogliamo ribadire che la formazione è il cuore pulsante del futuro della pelletteria italiana – afferma Claudia Sequi, Presidente di Assopellettieri. Trasmettere competenze significa garantire continuità, ma anche innovazione e inclusione. L’esperienza in Kenya dimostra come il know-how italiano possa dialogare con nuovi contesti, arricchendosi e generando opportunità concrete di sviluppo sostenibile”.
“L’esperienza in Kenya rappresenta un modello innovativo e di grande valore”, commenta Riccardo Braccialini, Consigliere e Past President di Assopellettieri. “Abbiamo trasferito competenze a giovani fortemente motivati e ora siamo pronti per il passo successivo. Questi stage sono un vero ponte tra culture e un investimento sul futuro della pelletteria come motore di sviluppo sostenibile”.
Ecco i delegati AICC nel Comitato Esecutivo IULTCS
In occasione del Consiglio Direttivo AICC dello scorso 2 Aprile sono state effettuate anche le nomine dei Delegati AICC nel Comitato Esecutivo IULTCS e dei rappresentanti nelle Commissioni IULTCS.
Di seguito i nominativi delle cariche assegnate.
Delegati AICC nel Comitato Esecutivo IULTCS
Franca Nuti
Alberto Cattazzo
Damiano Cracco
Riccardo Girolami
Commissioni AICC presso IULTCS
Responsabile – Riccardo Girolami
Delegati AICC alle Commissioni Internazionali IULTCS
Commissione Normazione Prove Chimiche IUC-ISO
Tiziana Gambicorti, Massimo De Santis, Gustavo Adrian Defeo, Riccardo Girolami, Francesco Troisi, Riccardo Pasquale, Leonardo Brandolini, Angelo Cascino
Commissione Normazione Prove Fisiche IUP-ISO
Gustavo Adrian Defeo, Cristina Satolli, Massimo De Santis, Riccardo Girolami, Francesco Troisi, Angelo Cascino
Commissione Normazione Prove Solidità IUF-ISO
Gustavo Adrian Defeo, Cristina Satolli, Massimo De Santis, Riccardo Girolami, Francesco Troisi, Angelo Cascino
Commissione Ambiente IUE
Daniele Bacchi, Franca Nuti, Daniela Caracciolo, Alberto Cattazzo, Gualtiero Mori, Leonardo Brandolini, Tiziana Gambicorti, Alfredo Guerra, Sara Casalini
Commissione Comunicazione IUL
Giancarlo Lovato
Commissione Formazione IUT
Damiano Cracco
Commissione Ricerca IUR
Gaetano Maffei, Leonardo Brandolini, Riccardo Pasquale
Commissione Ricerca IUS
Daniele Bacchi, Tiziana Gambicorti, Franca Nuti, Leonardo Brandolini, Alfredo Guerra, Sara Casalini
Si ricorda inoltre che, per il loro ruolo, fanno parte di diritto del Comitato Esecutivo IULTCS anche i seguenti soci AICC:
Giancarlo Lovato, in qualità di vicePresidente IULTCS e ISO IULTCS IUN Committee Manager
Tiziana Gambicorti, in qualità di ISO IULTCS IUC Chairman
Gustavo Defeo, in qualità di ISO IULTCS IUP/IUF Chairman
Daniele Bacchi, in qualità di IULTCS IUE Chairman
MinervaHub, la forza di una filiera integrata al servizio dell’alto di gamma
15 giugno 2023. La holding San Quirico S.p.A. della famiglia Garrone di Genova chiude l’acquisizione del 75% di MinervaHub S.p.A. per circa 550 milioni di euro. I Garrone li conosce chi lavora nell’energia: sono quelli di ERG, il gruppo che possiede parchi eolici da Crotone fino all’Estonia, che trasforma il vento in megawatt. Adesso, oltre al vento, possiedono catene in ottone per borse di lusso, macchinari a iniezione per suole tecniche, e una conceria di pelli di coccodrillo a Pisa. Il salto sembra brusco. In realtà, non così tanto.
Le famiglie industriali di lungo corso sanno che i buoni investimenti sono quelli in qualità autentica che abita nelle competenze difficili da replicare, costruite in decenni di successi, errori e aggiustamenti. È esattamente quello che ha convinto San Quirico a scommettere su MinervaHub — non l’appeal del lusso in senso astratto, ma la concretezza delle specializzazioni che il gruppo stava aggregando. MinervaHub già nel 2023 era qualcosa di raro. Quello che è a febbraio 2026, visitandone lo stand a Lineapelle, è difficilmente classificabile, è oltre il peculiare.
UN ECOSISTEMA
Rho Fiera, febbraio 2026. Collettiva MinervaHub, Lineapelle edizione 107. Lo stand non assomiglia a quello di un gruppo industriale. Ricorda un laboratorio aperto, dove ogni angolo racconta una tecnologia diversa. Qualcuno tiene in mano un campione di tomaia e lo flette come se fosse pelle. «Questo è poliuretano compatto colato su stampo e, ecco la novità, bicolore. Si riescono a produrre spessori molto bassi, sotto il millimetro, conservando flessibilità. Sull’iniezione standard questi risultati non si possono ottenere.»
È la Business Unit Non Metal Accessories in azione. Il campione circola tra le mani mentre spiegano che è prodotto con la tecnica CTT da Interlinea2 — unica realtà in Italia, ad applicare questa lavorazione. Il processo è semplice da descrivere, complicato da replicare: si cola il materiale in uno stampo aperto su macchina rotativa, si racla l’eccesso, si applica il tessuto e si pressa. Tutto automatizzato tranne il caricamento del tessuto. Il risultato: geometrie incredibili (il richiamo a un ricamo in pizzo, per esempio), morbidezza, effetti bicolore, spessori che la concorrenza cinese — che fa cose simili con manodopera manuale — non riesce a garantire con la stessa ripetibilità.
Questo è il primo insight che Lineapelle consegna sul gruppo: MinervaHub non compete sull’artigianalità. Compete sull’organizzazione dell’artigianalità.
21 AZIENDE, 5 BUSINESS UNIT, UNA FILIERA COPERTA
Nato nel 2022 dalla fusione tra Ambria Holding — la piattaforma costruita da Matteo Marzotto, ex presidente di Valentino — e XPP Seven (Xenon Private Equity), il gruppo MinervaHub conta oggi 21 aziende distribuite nei principali distretti manifatturieri italiani, con un paio di filiali all’estero, oltre 1.400 dipendenti e ricavi superiori a 227 milioni di euro. I clienti superano le 1.500 aziende, con una lista che include Dior, Gucci, Valentino, Tod’s, Dolce & Gabbana. Guidato dal presidente Marzotto e dall’AD Alessandro Corsi — ex CFO di Salvatore Ferragamo — il gruppo è organizzato in cinque Business Unit.
La prima è ORNAMENTS: ricamo, trapuntatura, applicazioni decorative. Include Jato 1991, tra le più prestigiose case di ricamo a mano al mondo, con archivio di oltre 6.000 pezzi e un laboratorio da 200 persone in India che combina manualità tradizionale e know-how creativo italiano. Poi Quake, a Rossano Veneto, che si occupa di ricamo e foratura programmata a macchina — stesso principio del ricamo, ma invece del filo usa una punta, generando pattern su pelle e tessuto con una precisione di disegno che il laser fatica a pareggiare. Trapuntatura Belpunto, Treviso, con linee a rotolo e a piazzato, materiali certificati GRS (Global Recycled Standard), il 70% della produzione in India. Infine (anche se ci sarebbero altre aziende da citare per questa business unit), Goretti che rappresenta l’avanguardia nelle applicazioni e accessori per il settore delle applicazioni e degli accessori per pelletteria, calzature e abbigliamento. L’azienda si distingue per un approccio altamente personalizzato, che combina artigianalità e tecnologia evoluta.
La seconda Business Unit è METAL ACCESSORIES. Il pezzo forte è MH Metal — nata dalla fusione di Zeta Catene e Galvanica Formelli, entrambe di Arezzo, entrambe tra i soci fondatori del gruppo — con un catalogo di oltre 2.000 tipologie di catene in ottone e argento. A fianco, Koverlux di Bergamo, l’unica realtà al mondo in grado di applicare finiture multiple su un singolo pezzo metallico. E poi Oroplac, storica galvanica di Scandicci vicina ai brand del gruppo Kering, ed Elettrogalvanica Settimi di Pollenza (Macerata), con oltre quarant’anni di esperienza nei trattamenti di precisione su piccole parti metalliche.
NON METAL ACCESSORIES è la terza, e forse la più ricca a livello tecnologico. SP Plast Creating, a Fermo, vanta quasi cinquanta macchine per lo stampaggio a iniezione, la microiniezione passante, la retroiniezione, la stampa digitale. Leader nella trasformazione di materie in plastica e gomma termoplastica. Gruppo Meccaniche Luciani, a Corridonia, è partita come stampista e oggi integra prototipazione rapida 3D, manifattura additiva, produzione EVA e — tramite una partnership con DAMI — la produzione di DL FOAM, uno dei primi Super Critical Foam europei. Interlinea2, ad Altivole in Treviso, fa stampaggio di materie plastiche, sovrainiezione di termoplastici su pelle e tessuti, microiniezione di etichette, termoformatura. A chiudere New and Best, di Barletta, specializzata nello stampaggio su diverse tipologie di materiali, come tessuto, pelle e materiali sintetici combina competenze, approccio creativo e una costante evoluzione tecnologica per offrire processi avanzati nei settori di pelletteria, calzature (anche safety), abbigliamento e accessori di alta gamma.
Poi c’è PRECIOUS LEATHER di cui fa parte la conceria Zuma Pelli Pregiate, 6.500 metri quadri a Pisa, specializzata in pelli esotiche certificate CITES: alligatore, coccodrillo, pitone, lucertola. Collegata ad Audasit in Texas, che alleva alligatori con certificazione ICFA e standard cruelty-free. Una filiera verticale dalla bestia alla borsa, con tracciabilità totale. Il tipo di garanzia che Kering e LVMH inseguono nei loro fornitori da anni e raramente trovano completa.
IL CAMPIONARIO DI GRUPPO E IL PARADOSSO DELLA SCALA
A Lineapelle, uno degli angoli più istruttivi dell’area coperta da MinervaHub ci è sembrato quello che il gruppo chiama informalmente il ‘campionario‘: scarpe e accessori costruiti mettendo insieme le lavorazioni di sei-sette aziende diverse del perimetro. Suola di Luciani, tomaia di Interlinea, catene di MH Metal, ricamo di Jato 1991, applicazioni di Goretti, tacco con spina LTM — che produce inserti metallici per tacchi alti da donna e che per ora è l’unica a popolare la business unit LADY SHOES COMPONENTS. Non sono prodotti ‘in vendita’. Sono dimostrazioni di coabitazione industriale.
Un buyer abituato a coordinare sei fornitori separati per arrivare allo stesso risultato li guarda con un’attenzione che non è stupore estetico. È calcolo. Un interlocutore unico per componenti che attraversano tipologie di lavorazione radicalmente diverse — dalla galvanica alla suola espansa, dal ricamo a mano alla plastica iniettata — significa meno email, meno campionature parallele, meno rischio di disallineamento qualitativo tra consegne successive.
Qui emerge il paradosso su cui MinervaHub ha costruito il successo: più diventa grande, più ha senso per chi vuole produrre/comprare piccolo e bene.
Il lusso mondiale sta contraendo la base fornitori. I brand cercano partner che garantiscano tracciabilità, volumi e compliance in un colpo solo. La piccola PMI italiana — bravissima nel proprio campo specifico, spesso unica — fa fatica non per mancanza di competenze, ma per mancanza di struttura. MinervaHub risponde esattamente a questo problema. Lo fa, però, senza assimilare le aziende acquisite. I fondatori reinvestono circa il 20% nel gruppo, restano operativi, restano proprietari di una quota. Non è acquisto e pensione. È acquisto e coinvestimento. Si spiega così la qualità delle persone che animano lo stand: non hanno la postura del dipendente di una multinazionale, ma quella dell’imprenditore che sa di poter fare cose che prima non si poteva permettere.
LA DOMANDA ONESTA
C’è però una domanda che rimane in sospeso, e che merita risposta: tenere insieme 21 realtà con culture aziendali diverse, in otto regioni italiane e due stati esteri, su cinque settori tecnologici distinti, è davvero fattibile senza perdere per strada quello che le rendeva uniche?
La risposta non può che essere articolata. Il modello teorico regge. La governance anche. I numeri reggono. Ma i modelli di aggregazione che funzionano sulla carta si inceppano spesso nei dettagli operativi — nelle priorità di campionatura che si sovrappongono, nei clienti condivisi che creano attrito interno, nella tentazione di standardizzare ciò che dovrebbe restare peculiare. Non è un rischio teorico. È la malattia professionale di tutti i gruppi industriali.
MinervaHub lo sa. Ed è proprio l’area occupata a Lineapelle a ricordarci che il prodotto dell’ecosistema vale più della somma delle parti. L’impressione, visitando con attenzione l’area, è che funzioni, e funzioni molto bene.
IL MILLIMETRO CHE CONTA
Torniamo al campione di tomaia che ci è stato consegnato all’inizio della visita. Sotto il millimetro di spessore. Morbido come pelle, prodotto in un processo automatizzato che altrove non sanno replicare. Non è la tecnologia a fare la differenza, in questo caso. È l’idea che qualcuno ha avuto di costruire intorno a quella tecnologia un sistema capace di portarla al mercato in modo affidabile, scalabile, tracciabile. Questo è MinervaHub, nella sostanza: non un conglomerato che aggrega per dimensione, ma una piattaforma che aggrega per senso. Il lusso non ha bisogno di fornitori più grandi. Ha bisogno di fornitori più attenti e coerenti. I Garrone di Genova — quelli del vento — lo hanno capito fin da subito.
IL CAMPIONARIO DI GRUPPO
MinervaHub è un progetto corale che mette al centro integrazione, sperimentazione e dialogo tra competenze. A Lineapelle di febbraio 2026 si è presentata con un racconto costituito da nuove tecniche, lavorazioni innovative e visioni condivise, capace di valorizzare le diverse business unit e le singole aziende del gruppo. Un racconto che si è snodato attorno a tre temi principali, concepiti come territori di ricerca e contaminazione.
Il primo tema è dedicato al mondo sportivo, con un’ispirazione che guarda alle geometrie del basket: linee decise, volumi netti e superfici strutturate.
Il secondo tema si apre invece al mondo marino e a tutto ciò che è organico. Le forme si fanno più morbide e naturali, traendo ispirazione dalla madreperla, dalle sue irregolarità e dai suoi riflessi.
Il terzo tema guarda agli anni Trenta italiani, evocando l’immaginario dell’estate raccontata da Viviani, artista toscano, e le geometrie di un periodo storico che ha profondamente segnato la Versilia e la tradizione degli artigiani toscani.
TUTTE LE AZIENDE MINERVAHUB
Audasit Inc. (USA), Conceria Zuma Pelli Pregiate (Pisa), Deadema (Forlì-Cesena), Elettrogalvanica Settimi (Macerata), Goretti (Ancona), Gruppo Meccaniche Luciani (Macerata), Interlinea2 (Treviso), ITTTAI (Treviso), Jato 1991 (Bologna), Jato Garments (India), Koverlux (Bergamo), MA.GUI. (Arezzo), MH Metal (ex Galvanica Formelli e Zeta Catene (Arezzo), LTM (Forlì-Cesena), New and Best (Barletta), Oroplac (Firenze), Quake (Vicenza), Sagiwa (Treviso), Sp Plast Creating (Fermo), Teknomabel (Bergamo), Trapuntatura Belpunto (Treviso).
Guarda il video che illustra il Campionario di Gruppoproposto da MinervaHub a Lineapelle:
Da TFL i colori dell’Autunno Inverno 2027-28
TFL ha pubblicato il nuovo catalogo Autunno Inverno 2027-28, presentando le ultime tendenze colore per l’abbigliamento in pelle, le calzature, gli accessori e per il settore dell’arredamento.
Le tendenze sono suddivise in “Wearing” e “Living”.
“Wearing” comprende ispirazioni e tendenze colore per capi di abbigliamento, calzature e accessori.
La sezione “Living” presenta tutti i colori che decoreranno i design d’interni della stagione.
Nella sezione “Wearing”, i nubuck e le stampe rettile sono arricchiti da tonalità vibranti, profonde e traslucide, che spaziano dai caldi toni borgogna e vino fino a eleganti blu, preziosi verdi smeraldo e viola futuristici.
Nella sezione “Living”, le pelli nappa e le pelli spesse con microstampe accolgono effetti cromatici saturi, espressi attraverso avvolgenti tonalità caramello, neutri raffinati come il tortora e note più esotiche ispirate ai colori della terra e delle spezie.
Le TFL Colour Trends Autunno Inverno 2027-28 sono un invito a esplorare emozioni tattili e visive attraverso il colore, combinando innovazione, comfort e stile.
Per maggiori dettagli, visitate www.tfl.com.
Vibram e Gheller uniscono le forze per la sicurezza in parete
Nuova partnership strategica per Vibram nel settore Work&Safety. Il leader mondiale delle suole in gomma ha annunciato l’avvio di una collaborazione con Gheller, azienda veneta specializzata nella messa in sicurezza di pareti e pendii rocciosi, attiva su tutto il territorio nazionale.
«Il nostro core business è il consolidamento delle pareti rocciose – ci spiega Davide Gheller, figlio del fondatore Attilio, appassionato di speleologia e alpinismo che ha creato l’attività più di trent’anni fa –. Oggi possiamo contare su oltre 100 rocciatori, provenienti in gran parte dal mondo dello sport e dell’outdoor, tra cui anche guide alpine e geologi, che lavorano quotidianamente sospesi in parete. Si tratta di contesti estremamente impegnativi, dove i dispositivi di protezione, a partire dalle calzature, sono letteralmente vitali per garantire la sicurezza».
Tra gli interventi realizzati nel corso del tempo dagli esperti Gheller figurano luoghi iconici come la Via dell’Amore alle Cinque Terre, alcune aree delle Dolomiti e l’isola di Capri. I cantieri più “normali” riguardano la messa in sicurezza di autostrade, gallerie e pendii rocciosi di tutti i tipi.
Per Vibram, la ricerca di partner nel mondo dell’antinfortunistica rappresenta da sempre una leva strategica, con risultati consolidati. «Per noi è fondamentale coinvolgere gli utilizzatori nel processo di sviluppo, soprattutto in un settore così sfidante sia dal punto di vista tecnico sia normativo – sottolinea Annalaura Gatto, marketing manager dell’azienda –. Fin dai primi incontri tra i rocciatori Gheller e i progettisti Vibram è emersa una forte sintonia, che ha già generato importanti input tecnici e nuovi spunti, sempre con l’obiettivo di coniugare sicurezza e comfort».
Obiettivo finale della collaborazione è lo sviluppo di suole ad hoc per i rocciatori impegnati in questo tipo di attività. Parallelamente, si sta lavorando al coinvolgimento di alcuni brand della calzatura per arrivare alla realizzazione del prodotto finito.