Arsutoria Magazine

Brevetto Modulas di Manfredini: la forma si smonta per non strappare la tomaia

Fondato nel 1957 da Francesco Manfredini come piccolo laboratorio artigianale a Casandrino, nel cuore del distretto calzaturiero campano, il Formificio Tacchificio Manfredini è oggi alla terza generazione. Francesco e Luca Manfredini guidano un’azienda strutturata: due stabilimenti industriali per oltre 10.000 mq, macchine CNC a 3 e 5 assi, una filiale a Civitanova Marche e collaborazioni consolidate con i grandi brand del lusso. Forme, tacchi e accessori per calzature: un’identità costruita in quasi settant’anni, nel percorso che ha trasformato un laboratorio artigianale in un’industria automatizzata capace di lavorare in prototipazione rapida.

È da questo background che arriva il brevetto Modulas, presentato in anteprima assoluta a Lineapelle nel febbraio 2026.

Qual è il problema? C’è un limite fisico che nel montaggio delle scarpe non si può aggirare: arrivati a un certo punto di trazione, la tomaia cede. Si strappa o si deforma. Con le piante molto aperte, quel punto critico spesso viene raggiunto. Una forma normale, infatti, non esce da un modello a pianta larga senza forzare — e forzare significa compromettere il prodotto.

Il sistema Modulas, sviluppato da Manfredini, integra nella forma dei binari su cui corrono delle parti sganciabili. Nel momento dell’estrazione della forma, le parti più esterne della forma stessa, montate su binari, si sganciano, rimangono all’interno della scarpa, e consentono l’estrazione della forma senza sforzo. La trazione che causava strappi e deformazioni non si genera più.

Il sistema è flessibile per quanto concerne i materiali a cui può essere applicato: alluminio, polietilene o stampa 3D, a seconda dell’articolo, dello spessore della forma e delle sollecitazioni previste in fase di premonta. Il brevetto è stato depositato da pochi mesi, al termine di uno studio di fattibilità avviato da esigenze concrete segnalate dai clienti.


Gianluigi Calvanese alla guida di PoTeCo

Gianluigi Calvanese è il nuovo direttore del PoTeCo, il Polo Tecnologico Conciario di Santa Croce sull’Arno. Laureato in chimica industriale, ha maturato una lunga esperienza nella ricerca e innovazione, anche all’interno della SSIP, dove ha ricoperto diversi incarichi fino alla direzione della Divisione Innovazione e Tecnologia Conciaria.


“La nostra attività proseguirà nel segno della continuità con i risultati raggiunti, rafforzando il dialogo tra ricerca e industria e favorendo i processi di innovazione”, ha dichiarato Calvanese, sottolineando l’obiettivo di consolidare il ruolo del PoTeCo come hub di competenze e trasferimento tecnologico.
La nomina si inserisce nel percorso di collaborazione tra PoTeCo e SSIP, volto a integrare ricerca e trasferimento tecnologico per l’intera filiera conciaria nazionale. L’amministratore delegato Luca Tempesti ha evidenziato l’importanza di questa sinergia, mentre il direttore generale SSIP Edoardo Imperiale ha ribadito il ruolo del PoTeCo come punto di riferimento per ricerca applicata, formazione e innovazione nel settore.
Nell’accettare l’incarico Calvanese ha ringraziato i predecessori Valerio Talarico e Domenico Castiello per il lavoro svolto.

ICF chiude il 2025 con ricavi pari a 72,6 mln di euro

Il Consiglio di Amministrazione della società – tra gli operatori di riferimento a livello nazionale e internazionale nella progettazione, produzione e commercializzazione di adesivi e tessuti ad alto contenuto tecnologico, quotata sul mercato Euronext Growth Milan di Borsa Italiana – riunitosi sotto la Presidenza dell’Ing. Guido Cami, ha approvato lo scorso 26 marzo il progetto di bilancio d’esercizio e preso visione del bilancio consolidato al 31 dicembre 2025, entrambi redatti secondo i Principi Contabili Internazionali IAS/IFRS.

L’esercizio 2025 si è concluso con un fatturato pari a 72,6 milioni di euro, con ebitda pari a 9,7 milioni di euro ( ebitda margin pari al 13,3 % ) e con generazione di cassa per 6,2 milioni di euro.

Come sottolineato dal Presidente Guido Cami: “Si tratta di risultati di gran valore in relazione alle circostanze esterne. Le attività legate ai settori della calzatura e della pelletteria hanno continuato a soffrire per il rallentamento delle vendite dei nostri clienti in tutto il mondo, ma le attività legate al settore auto ed ai settori industriali hanno ben compensato in termini di volume.

Nel corso del 2025 sono stati avviati progetti in settori nuovi per Forestali, prevalentemente orientati a sbocchi su mercati industriali che fanno ben sperare per il futuro.

La diversificazione commerciale è un punto forte che rende la nostra organizzazione resiliente alle “perturbazioni” ed un solido punto di riferimento per le filiere di molti mercati. Abbiamo concluso integralmente il piano degli investimenti previsto a budget e consolidato le certificazioni di prodotto e di sistema per essere sempre all’altezza delle richieste della clientela, in relazione alle complesse disposizioni dalla Comunità Europea in tema di Sostenibilità, Impatto Ambientale e Circolarità. Siamo quindi attrezzati e ben preparati per affrontare il nuovo anno che nei primi due mesi è iniziato sulla falsa riga del secondo semestre 2025”.

Assomac: accordo strategico in Kenya

Assomac, associazione nazionale dei costruttori italiani di tecnologie per calzature, pelletteria e conceria, annuncia di aver siglato accordi strategici con Kenya Association of Manufacturers (KAM), a nome della filiera italiana rappresentata anche da UNIC (conceria) e UNPAC (chimica conciaria), e con Equity Bank Kenya Limited per favorire, attraverso la fornitura di tecnologie e macchinari italiani, lo sviluppo della catena del valore della pelle in Kenya.
 
La tecnologia italiana per la filiera della pelle-calzatura-pelletteria rappresenta un asset strategico industriale, in grado di trasformare le materie prime in prodotti ad alto valore aggiunto, altamente competitivi sui mercati globali. In quest’ottica, l’intesa – formalizzata il 26 marzo scorso a margine del Leather Side Event di Nairobi, nell’ambito della Kenya International Investment Conference, promossa dal Ministry of Investments, Trade and Industry in partnership con Kenya Leather Development Council e Kenya Investment Authority – consolida la collaborazione con KAM e con i centri tecnici locali, puntando a creare un ecosistema competitivo e sostenibile, capace di integrare le imprese keniane nelle catene produttive globali del settore. La partnership con Equity Bank Kenya Limited favorirà invece l’accesso dei buyer locali a strumenti finanziari per l’acquisto di macchinari e tecnologie italiane, consentendo loro l’opportunità di sviluppare in futuro prodotti allineati agli standard di qualità internazionale e rafforzare la loro presenza sui mercati esteri.
Mauro Bergozza, Presidente di Assomac, spiega: “Questo progetto promuove lo sviluppo di un sistema manifatturiero strutturato, in cui la tecnologia e i macchinari italiani sono protagonisti, rappresentando un vero e proprio asset strategico per l’industria globale della pelle. Made in Italy non significa solo eccellenza e qualità, ma anche capacità di trasformare materie prime in prodotti ad alto valore aggiunto. Con il nostro patrimonio di competenze e i modelli di filiera integrata, vogliamo contribuire concretamente allo sviluppo di ecosistemi produttivi sostenibili e competitivi in tutto il mondo, rafforzando le potenzialità di presenza delle imprese keniane nei mercati internazionali”.
 
L’iniziativa si colloca in un quadro coerente con le priorità del Piano Mattei, rappresentando un contributo del sistema industriale italiano alle dinamiche di sviluppo e alla cooperazione economica con i Paesi africani, e in una logica di Sistema Italia, con un impegno coordinato di imprese, associazioni e istituzioni: dalla cooperazione allo sviluppo, attraverso l’Agenzia AICS, fino all’internazionalizzazione e alla promozione delle imprese italiane tramite il supporto di Agenzia ICE. Tutto strettamente coordinato con l’Ambasciata d’Italia a Nairobi e organi governativi locali, per garantire la realizzazione concreta dei piani di investimento nel Paese.
Il progetto si inserisce altresì in un quadro più ampio di attività continuative di Assomac in Africa, con iniziative già attive in Egitto, Niger, Senegal e Tunisia, e con prospettive future per Etiopia, Mali, Marocco e Namibia.
 
L’incontro della scorsa settimana fa seguito a una prima missione esplorativa, dello scorso giugno, durante la quale Assomac, insieme alle associazioni italiane UNIC e UNPAC, aveva analizzato il potenziale del Kenya in termini di materie prime, competenze e prospettive industriali, condividendo con istituzioni locali e imprenditori un documento strategico che ha contribuito a rafforzare il dialogo tra i due Paesi e gettato le basi per l’avvio dell’iniziativa.
 
Il settore italiano delle tecnologie per calzatura, pelletteria e conceria, insieme al comparto conciario e ai prodotti chimici collegati, vanta una presenza consolidata nei principali poli produttivi mondiali e svolge un ruolo attivo nello sviluppo delle filiere industriali della pelle. Oltre il 70% della produzione del settore è destinata ai mercati internazionali, con esportazioni significative verso Europa, Cina, Vietnam, India, Turchia, Brasile, Messico, Indonesia, Pakistan, Sudafrica e diversi Paesi africani in fase di industrializzazione. In questo contesto, le tecnologie italiane supportano concretamente la nascita e la crescita di nuove filiere, offrendo know-how, strutture distrettuali consolidate e un apporto tecnologico qualificato a livello globale.

Nella foto sopra Tobias Alando, Ceo KAM (al centro), e Mauro Bergozza, Presidente Assomac (a destra)

Mauro Bergozza, Presidente Assomac, con Moses Nyabanda, Managing Director Equity Bank Kenya Ltd

VIDEO: Analisi tendenze sfilate donna A/I ’26-27

Quattro Sfilate, Tre Trend

La nostra Trend Analyst Maria Cristina Rossi ci guida alla scoperta delle principali tendenze viste sulle passerelle:

Quattro maison hanno dato il tono all’autunno/inverno con una coerenza sorprendente. Prada ha trasformato il layering in filosofia, con look svelati a ogni passaggio in passerella per rivelare outfit completamente nuovi. Dolce & Gabbana ha riaffermato i propri codici fondanti — Sicilia, nero, pizzo, sartoria — senza alcuna nostalgia. Etro ha intrecciato tartan, paisley e riferimenti medievali in un ricco collage culturale. E da Marni, la nuova designer Merel Rogge ha fatto un debutto di potenza silenziosa, tornando allo spirito delle origini con un guardaroba vissuto fatto di stampe pittoriche e toni terrosi.

Filtrata attraverso borse e scarpe, la stagione si racconta in tre trend. La pelliccia rimane senza scuse, avvolgendo décolleté e ammorbidendo le forme delle borse con una sensualità che non accenna a svanire. L’oro si è fatto democratico, comparendo su tutto — dai sandali piatti agli stivali al ginocchio — meno ornamento, più attitudine. E il ricamo emerge come il gesto artigianale per eccellenza della stagione: perline intricate, punto croce e applicazioni floreali che trasformano gli accessori in oggetti d’autore. La moda, questa stagione, sceglie di rallentare.

Appello della filiera all’Europa: escludete la pelle dall’EUDR

La filiera pelle si è mobilitata per chiedere una revisione dell’EUDR, il regolamento europeo contro la deforestazione, la cui entrata in vigore è prevista nel 2027. Diverse organizzazioni rappresentative, coordinate a livello globale, hanno presentato una richiesta congiunta alle istituzioni europee affinché venga eliminata la pelle bovina dall’ambito di applicazione della legge. L’ International Council of Tanners (ICT), supportato dall’International Meat Secretariat e da ICHSLTA, ha inviato alla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen una lettera formale per chiedere l’esclusione della pelle bovina dal regolamento anti-Deforestazione.
Nella richiesta si ribadisce che non esistono prove scientifiche che colleghino la pelle alla deforestazione. Al contrario, evidenze indipendenti, come lo studio della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, indicano che si tratta di un sottoprodotto dell’allevamento, privo di un ruolo determinante nelle dinamiche economiche che potrebbero causare la distruzione delle foreste. Per questo motivo, l’esclusione viene ritenuta una misura coerente e utile a rendere la normativa più equilibrata e concreta.
Le preoccupazioni riguardano anche le possibili conseguenze economiche: secondo COTANCE l’attuale impostazione della regolamentazione potrebbe limitare significativamente l’approvvigionamento di pelli grezze per le aziende europee del settore, con effetti negativi sulla competitività, sui costi e sull’intera filiera produttiva.

Adidas entra nel Board di Leather Working Group

Il Leather Working Group annuncia l’ingresso di Catherine Lee, rappresentante del brand Adidas, nel suo Consiglio di Amministrazione. “Vorremmo inoltre esprimere i nostri sinceri ringraziamenti a Jon Hopper, Senior Director, Global Materials Supply presso VF Corporation, per il suo servizio dedicato in qualità di membro uscente del Consiglio e per i suoi preziosi contributi al lavoro del LWG negli ultimi otto anni – commentano dall’organizzazione -. Il suo impegno e il suo sostegno hanno svolto un ruolo importante e siamo davvero grati per il tempo, la competenza e la passione che ha dedicato al progresso della nostra missione”.
Vale forse la pena ricordare che il Leather Working Group è un’organizzazione internazionale che valuta e certifica le concerie in base alle loro prestazioni ambientali. Il suo obiettivo è promuovere pratiche sostenibili e responsabili nella produzione della pelle.
Quanto al nuovo membro del board di LWG, Catherine Lee è Senior Director, Product Development presso Adidas e vanta una vasta esperienza nelle operazioni di approvvigionamento e nello sviluppo dei materiali, con una solida competenza nell’allineamento degli obiettivi strategici di sostenibilità, dei requisiti normativi e della prontezza operativa.
La sua nomina avrà effetto dal 1° aprile 2026.

Rino Mastrotto: la rivoluzione green di Hearth e la collezione Origini

Il futuro della pelle passa per un risparmio di 7,5 milioni di litri d’acqua, una quantità impressionante pari a tre piscine olimpioniche o al carico di 250 grandi autobotti industriali. È questo il biglietto da visita di “Hearth”, la nuova linea produttiva sostenibile lanciata da Rino Mastrotto con un processo innovativo di conciatura capace di ridurre del 91% il consumo d’acqua, del 23% l’impiego di sostanze chimiche e del 22% le emissioni di CO₂.

“Origini”: la collezione PE 2027

Accanto all’innovazione tecnica, Rino Mastrotto ha presentato a Lineapelle la collezione “Origini”. In un’epoca dominata dall’artificiale e dal digitale, Origini nasce dal bisogno di riscoprire la bellezza del quotidiano e la concretezza del tatto. Le texture sono leggere, studiate per giocare con la luce e offrire un’eleganza senza tempo che invita a connessioni umane autentiche.

Il colore, in “Origini”, diventa un vero e proprio linguaggio emotivo: si parte da bianchi e toni sbiancati per arrivare a blu, azzurri e verdi che rappresentano l’acqua. Beige, rosa e kaki uniscono natura e dinamismo metropolitano. I marroni, tradizionalmente invernali, acquisiscono una nuova morbidezza e sensualità grazie alla luce estiva, mentre i gialli e gli arancioni infondono alla stagione una carica vitale.

 

LINEAPELLE 107: sinergie, ricerca e innovazione

Si è respirata un’aria di rassicurante energia e vitalità alla scorsa edizione di  LINEAPELLE, la numero 107, nonostante il forzato anticipo delle date, dovuto alla presenza negli spazi di Fiera Milano Rho di alcune location dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, abbia causato una riduzione dell’affluenza degli operatori professionali (circa 16.000) accorsi da 99 Paesi. Sul fronte espositori, sono state 848 le aziende partecipanti (436 concerie, 290 accessoristi, 95 sintetici, 27 altri) provenienti da 33 Paesi, che hanno presentato le nuove collezioni di pellami, materiali e accessori per la stagione estiva 2027.

Il fronte dell’innovazione e della ricerca di materiali e soluzioni capaci di esprimere un altissimo grado di naturalità e alta ingegneria artigianale di filiera rappresentano i fattori su cui si è concentrato l’interesse di buyer e visitatori e dei progetti di LINEAPELLE. È il caso delle 22 installazioni dell’area  INTERIORS, piattaforma creativa giunta alla terza edizione, che attiva link tra aziende di design e produttori di pelli e materiali. Grande interesse anche per i talk in programma presso il Fashion & Science Theatre: da quelli settoriali (per esempio, gli approfondimenti di tematiche normative e tecniche relativi alla filiera della pelle) a quelli più fashion, come la conversazione tra la giornalista Mariella Milani e lo stilista Antonio Marras.

Importante è stato il debutto di una nuova sinergia fieristica come quella con con FILO – salone leader per il settore dei filati e delle fibre – che ha dato modo ai visitatori di avere un quadro ancora più ampio dell’offerta merceologica.

L’appuntamento con la prossima edizione di LINEAPELLE è dal 15 al 17 settembre 2026, sempre negli spazi di Fiera Milano Rho.

TFL annuncia aumenti di prezzo

L’azienda di specialità chimiche TFL annuncia, oggi 26 marzo, che introdurrà sovrapprezzi temporanei sui costi di trasporto e sui costi dei prodotti, con effetto immediato. “La misura è volta a far fronte alle continue interruzioni e all’aumento delle spese nelle catene logistiche globali e nelle filiere delle materie prime, causate dal conflitto in corso nella regione del Golfo”.

E ancora: “L’entità dei supplementi dipende dal gruppo di prodotti, dallo stabilimento di produzione e dalla rotta di spedizione. Tali supplementi rimarranno in vigore fino a quando la situazione di mercato non si sarà stabilizzata e saranno rivisti periodicamente”.

TFL aggiunge di voler collaborare strettamente con i propri partner per garantire l’affidabilità delle forniture e ridurre al minimo l’impatto di questi fattori esterni eccezionali sui clienti.