Arsutoria Magazine

Mec Europa pensa al futuro puntando su qualità e formazione

Fondata nel 1973, Mec Europa è un’azienda italiana leader nella produzione di calzature di lusso. Situata a Verolanuova (Brescia), l’azienda conta una capacità produttiva di 4.000 paia di scarpe al giorno, realizzate nei cinque stabilimenti produttivi che coprono una superficie di 20.000 metri quadrati, i quali si appoggiano a un magazzino di oltre 5.000 metri quadrati dedicato allo stoccaggio dei materiali.

Mec Europa collabora con i marchi di moda più prestigiosi del mondo, offrendo un servizio completo che va dal design alla realizzazione del prodotto finito. “Grazie al lavoro degli oltre 300 dipendenti e una meticolosa attenzione alla qualità e all’innovazione, rappresentiamo con orgoglio il vero Made in Italy nel settore calzaturiero”, sottolinea il Direttore Generale di Mec Europa, Paolo Baiguera.

Il successo del calzaturificio lombardo è caratterizzato da un notevole percorso di crescita. Mec Europa, infatti, ha recentemente aperto una nuova sede a Verolanuova andando a completare un investimento di 2 milioni di euro in 2 anni.

 

A Baiguera chiediamo qual è la motivazione dietro questo importante progetto, soprattutto in un periodo così complesso per il settore moda?

“La nostra decisione di investire nasce da una convinzione profonda: nei momenti di crisi, come quello che stiamo vivendo, è fondamentale saper cogliere le opportunità. La nostra azienda ha già affrontato sfide difficili in passato, come la crisi del 2008-2012, e ne siamo usciti più forti. Abbiamo imparato che investire in qualità, artigianalità e controllo del processo produttivo ci distingue sul mercato. L’internalizzazione completa della filiera, che oggi riusciamo a gestire direttamente, è un esempio concreto di come intendiamo garantire eccellenza e innovazione, anche in tempi complessi. Quando alla fine degli anni ’90 e all’inizio del millennio molti delocalizzavano, Mec Europa ha sempre creduto nell’importanza di poter gestire in prima persona ogni processo produttivo. Sapevamo che prima o poi la scelta avrebbe pagato. Ora i clienti del lusso apprezzano la nostra visione.”

 

Investire in un momento complesso come l’attuale, in cui anche le firme sembrano bloccate, potrebbe rivelarsi un azzardo?

“La nostra realtà procede in controtendenza, infatti continuiamo a crescere. I numeri parlano chiaro: negli ultimi tre anni è cresciuto il fatturato e sono cresciuti i nostri margini.  Abbiamo chiuso il 2023 con un fatturato di 27,5 milioni di euro e punta a chiudere il 2024 con un incremento del 40% sull’anno precedente, proprio grazie agli investimenti effettuati. Siamo entrati tardi rispetto ad altri nella champions league delle firme, ma ci siamo preparati in modo maniacale per fornire un servizio completo e accurato. Oggi questo investimento ci viene riconosciuto.”

 

 

Avete portato a 7 le linee di montaggio e assunto oltre 155 persone nell’ultimo biennio. Avete riscontrato un beneficio che non vi aspettavate da questa espansione?

“Non parlerei di sorprese, quanto di conferme. Sapevamo che la nostra scelta di internalizzare avrebbe portato numerosi vantaggi. Oggi, grazie al controllo diretto di tutta la filiera – dal design al prodotto finito – possiamo assicurare la massima qualità in ogni fase della produzione. La nostra capacità di mantenere standard elevati, sia in termini di efficienza che di impatto sociale, deriva proprio da questa decisione strategica. Ogni giorno vediamo i frutti di questa scelta e il mercato, in particolare i brand del lusso, apprezza sempre più il fatto che possiamo garantire qualità, tracciabilità e sostenibilità.”

 

Avendo il controllo su tutti i processi produttivi a quali innovazioni guardate con maggior interesse per evolvervi ulteriormente?

“Abbiamo sviluppato un software creato su misura delle nostre esigenze, e lo abbiamo costruito coinvolgendo direttamente tutti i nostri collaboratori. L’obiettivo è tracciare la qualità in tempo reale, in ogni fase del processo produttivo. Questo strumento non serve solo all’azienda per monitorare, ma anche agli operatori per migliorare il proprio lavoro e sentirsi parte del progetto. Tracciare la qualità in modo così dettagliato ci permette di anticipare i problemi e affinare i dettagli, mantenendo l’eccellenza artigianale che ci contraddistingue. Ai nostri clienti non diciamo solo a parole di offrire loro un prodotto di qualità, ma lo possiamo dimostrare, oltre ad assicurare loro che interpretiamo la qualità come un costante perfezionamento.”

 

Quali i prossimi obiettivi in termini di sostenibilità?

“La sostenibilità è un aspetto centrale della nostra strategia. Abbiamo investito molto per garantire il rispetto dei più alti standard ambientali, abbiamo fornito tutti gli stabilimenti di biciclette per muoversi al loro interno, abbiamo elettrificato il parco auto e inserito una risorsa in azienda dedicata allo sviluppo di un programma di welfare con l’unico obbiettivo di migliorare il benessere di tutti i dipendenti. A breve partiremo anche con l’installazione di pannelli solari su tutti i nostri stabilimenti.”

 

Avete posto grande enfasi sulla formazione dei giovani. Come state affrontando questo tema e qual è la vostra visione per il futuro?

“Crediamo che il futuro del nostro settore dipenda dalla capacità di formare, coinvolgere, appassionare e motivare le nuove generazioni. Investire sui giovani è forse l’innovazione più importante su cui puntare. Per questo abbiamo creato un programma di formazione continua, che coinvolge i nostri operai più esperti nel trasferimento del loro know-how ai giovani. Lavorare nel nostro settore richiede competenze artigianali profonde, e non ci limitiamo a insegnare una singola mansione, ma vogliamo trasmettere una cultura della calzatura. Desideriamo crescere maestri, non operai. Perciò è essenziale coinvolgere i giovani, renderli partecipi del nostro progetto e fargli sentire che sono parte di qualcosa di più grande. Solo così potremo garantire la continuità e il successo di Mec Europa negli anni a venire. In quest’ottica, a breve, lanceremo un progetto formativo particolare che mira proprio a coinvolgere i nostri giovani collaboratori e far crescere in loro la passione per questo mestiere.”

Fervono i preparativi per il 22° Congresso UITIC

L’Unione Internazionale dei Tecnici dell’Industria Calzaturiera (UITIC) ha annunciato la sede e i temi del suo atteso 22° Congresso, in programma a Shanghai, dal 31 agosto al 3 settembre 2025. I primi due giorni (31 agosto e 1 settembre) saranno dedicati alla visita dei calzaturifici locali, centri di ricerca e istituzioni educative locali, con una serata di gala il primo giorno, offerta da CLIA. Questo evento speciale sarà l’occasione per i membri di CLIA di entrare in contatto con i professionisti del settore provenienti da concerie, brand calzaturieri, aziende di pelletteria e fornitori di tecnologia della comunità UITIC.

Entrando poi nel vivo della conferenza vera e propria, questa si svolgerà il terzo e il quarto giorno (2 e 3 settembre), con incontri di alta professionalità dedicati ad un’ampia gamma di argomenti relativi alle tecnologie per l’industria calzaturiera. I partecipanti potranno assistere a dibattiti, presentazioni e opportunità di networking. Il programma completo presenterà una combinazione di discorsi programmatici, sessioni tematiche e panel. In particolare, quest’anno i temi e gli argomenti saranno legati alla competitività e alla sostenibilità dell’industria calzaturiera nell’era dell’intelligenza artificiale.

L’appuntamento conviviale e di incontro sarà la Cena di gala, che si terrà la sera del secondo giorno su un battello in crociera sul fiume Huangpu, con una vista mozzafiato su Shanghai.

Il programma prevede, infine, un Tour dell’industria il terzo giorno, con una visita ad ACLE e Moda China, le importanti fiere cinesi che presentano le ultime tendenze e le innovazioni dell’industria della pelle e della calzatura.

Per ulteriori informazioni, visitare il sito web dell’UITIC; il sito web della conferenza con la piattaforma di registrazione sarà aperto a breve.

Oltre 23mila operatori a Lineapelle 2024

Con la partecipazione di 23.800 operatori professionali – tra cui 17.573 buyer (57% italiani, 43% stranieri, provenienti da 112 Paesi), Lineapelle si conferma come un investimento sul futuro per la filiera della moda, del lusso e del design, nel contesto di una congiuntura caratterizzata da una complessa incertezza. Sotto il profilo delle provenienze, da segnalare la minor brillantezza dei visitatori italiani, compensata da una maggior vitalità di quelli stranieri, a conferma della vocazione internazionale del Salone della pelle e del suo ruolo essenziale nel connettere i top player top della filiera: dai grandi gruppi e brand della fashion & luxury industry, ai talenti emergenti e alle start up più innovative. In particolare, risultano significative le performance degli operatori in arrivo da Stati Uniti, Cina, India, Polonia, Brasile, Messico. In flessione Francia, Spagna, Germania. Grande attenzione da parte degli espositori (1.261 tra concerie, produttori di accessori, componenti, tessuti e materiali sintetici, provenienti da 43 Paesi) allo sviluppo di proposte orientate a una evidente valorizzazione della naturalità e di una costante elevazione qualitativa. In termini di destinazioni, nel contesto di un panorama manifatturiero vittima di un consistente rallentamento, la previsione è che il primo mercato a ripartire sarà quello della pelletteria di fascia alta.

Ancora una volta si è confermato il binomio di successo con Simac Tanning Tech, il salone internazionale della tecnologia per i settori della conceria, della calzatura e della pelletteria, che a Fiera Milano Rho ha celebrato il traguardo dell’edizione numero 50.

Prossimo appuntamento con Lineapelle: dal 25 al 27 febbraio 2025 con la preview della stagione moda estiva 2026.

Calzaturiero italiano in frenata

Questa la fotografia del comparto scattata dall’ultimo report realizzato dal Centro Studi Confindustria Accessori Moda per Assocalzaturifici, che rileva inoltre un decremento degli acquisti delle famiglie italiane (-2,1% sia in volume che in spesa).

Per Giovanna Ceolini, Presidente di Assocalzaturifici: “La fase di debolezza della domanda, frenata da una minor propensione all’acquisto da parte dei consumatori, dal rallentamento di diverse economie (non solo quella cinese) e dall’incertezza legata alle turbolenze geopolitiche in diverse aree del pianeta, ha fortemente penalizzato gli ordinativi, non risparmiando neppure il lusso. La congiuntura negativa sta avendo forti ripercussioni sui ritmi produttivi delle aziende, che hanno amplificato il ricorso alla cassa integrazione. Crescono inoltre i saldi negativi nel numero di addetti ed imprese attive rispetto allo scorso dicembre”.

Gli effetti più significativi si sono avuti nell’interscambio con l’estero. “A soffrire, in primis, – continua Ceolini – sono state le esportazioni, da sempre il traino del comparto, visto che viene venduto fuori dai confini nazionali l’85% delle paia prodotte in Italia. A seguito della contrazione delle vendite estere (-8,5%), il saldo commerciale settoriale, pur in attivo per 2,34 miliardi di euro, denota un calo del -4,7%, malgrado il ridimensionamento delle importazioni (-11,6%)”.

Esaminando nel dettaglio i dati di export, le lievi flessioni delle vendite nei partner comunitari (-1,6% in valore e -2,4% in quantità, favorite dalla tenuta dei flussi verso la Francia, +2,6% in valore e +1,5% in volume, confermatasi prima destinazione) sono accompagnate da arretramenti nell’ordine del -15% negli sbocchi extra-UE. Tra questi, gli unici segni positivi si registrano per Medio Oriente (+10,7% in valore) e Far East (+2,9%, con Cina +12,6% e Hong Kong +22,6%), ma sono da leggere soprattutto alla luce dei cambiamenti nelle strategie distributive delle griffe del lusso, particolarmente radicate in queste aree, che ora spediscono direttamente ai mercati di destinazione finali beni che prima transitavano dagli hub in Svizzera (che non a caso segna un -54,7% in valore). Gli USA cedono il -3,5% in valore (ma con un decisamente più marcato -14,7% in volume), mentre la Russia, dopo il crollo del 2022 all’inizio del conflitto e il rimbalzo del 2023, mostra un calo del -21,7% in valore su gennaio-maggio 2023.

Anche sul fronte dei consumi interni i dati non sono positivi: nei primi 6 mesi gli acquisti delle famiglie italiane sono scesi del -2,1%, sia in volume che in spesa. I cali più marcati hanno interessato le scarpe da uomo (-5,7% in quantità e -4,6% in spesa), mentre quelle per donna e per bambini/ragazzi evidenziano riduzioni nell’ordine del -3%, sia nelle paia che in valore. Le “sportive e sneakers” mostrano le contrazioni meno pesanti (-1% in volume e -0,6% in valore).

DESMA House Fair: tanti spunti di riflessione

Siamo arrivati alla nona edizione della DESMA House Fair e posso confermare, perché ero presente, che è stata una edizione di grande successo. Arrivederci quindi al 2026 quando la decima edizione di questo importante evento coinciderà con l’ottantesimo anniversario della ditta DESMA, l’azienda tedesca leader mondiale per la produzione di tecnologia per la produzione e per la lavorazione del fondo delle calzature.

 

Un successo prima di tutto nei numeri: circa 800 visitatori e 60 aziende co-espositrici, 20 presentazioni e un calendario di dimostrazioni di tecnologia senza sosta. Insomma, davvero difficile annoiarsi con un ritmo così serrato e così tanti contenuti. Ma quello che colpisce della DESMA House Fair è la qualità delle persone presenti: tutti “decision maker” di aziende leader a livello internazionale. Quindi in ogni angolo del grande spazio allestito nella sede di Achim, le conversazioni sono interessanti e le opportunità di business concrete non solo per DESMA ma per tutti i co-espositori.  Non è un caso che il titolo dell’evento di quest’anno fosse “Pioneering Together” e si respirava forte la consapevolezza che oggi più che mai l’unica strada possibile per implementare l’innovazione è quella di unire le forze.

 

Si parte martedì mattina con l’opening e l’intervento dei due direttori generali dell’azienda, Christian Decker e Klaus Freese. Già le prime dichiarazioni sono chiari segnali della direzione presa dalla azienda: “dobbiamo sfruttare le tecnologie senza paura, traendo vantaggio da tutte le possibilità che queste offrono” e “di fronte a sfide quali la carenza di personale specializzato, la necessità di incorporare la sostenibilità sia nei prodotti sia nei processi e l’urgenza di offrire prodotti con il giusto prezzo, riducendo l’uso delle risorse e in tempi sempre più brevi, l’unica via possibile è quella della automazione”.     

 

Ecco che vengono svelate le progettualità presentate durante questa edizione: la grande novità che ha attirato l’attenzione di tutti è stata senza dubbio la nuova macchina SCF (supercriticalfoaming) per la produzione di intersuole utilizzando i materiali della famiglia dei TPU. Una innovazione proveniente dal settore dell’automotive di cui si parla già da un paio di anni ma di cui solo nell’ultimo anno abbiamo visto arrivare sul mercato le prime macchine, generalmente provenienti da fornitori di tecnologia del Far East. E di SCF si è parlato molto anche durante le presentazioni perché questa tecnologia sembra offrire alternative promettenti all’utilizzo dell’EVA nelle calzature performance e non solo. Ridotti consumi energetici, quantomeno rispetto alla lavorazione in autoclave tipica della analoga tecnologia a base EVA, l’assenza di agenti chimici reticolanti e di conseguenza la possibilità di riciclo del materiale oltre che la compatibilità chimica dell’intersuola con altre parti termplastiche che permettono una adesione tra le parti senza l’impiego di adesivi, sono certamente le caratteristiche che hanno destato l’interesse dei visitatori.

Ma gli spunti di riflessione non finiscono qui: in grande evidenza il progetto di un bellissimo stivale realizzato al 100% in poliuretano iniettato il cui design è stato realizzato con l’ausilio degli strumenti di intelligenza artificiale generativa (IA). Una dimostrazione pratica e concreta di come la tecnologia può stimolare la creatività e spingere i team di sviluppo tecnico a sperimentare anche oltre le abituali prassi consolidate. Ed ancora, un importante focus sulla tecnologia di knitting delle tomaie, nella quale DESMA continua a credere molto come partner ideale dell’iniezione delle suole, integrata con una nuova piattaforma software di ausilio al design che senza dubbio presenta caratteristiche promettenti di riduzione dei tempi di sviluppo dei nuovi progetti. Di grande ispirazione anche la presentazione del sistema di automazione per la lavorazione del fondo che ormai da diversi anni è parte integrante dell’offerta della azienda tedesca. E davvero molto altro ancora.

 

Tra gli stand delle aziende co-espositrici si respira aria di soddisfazione, il mercato è complesso a livello internazionale e tutti ne sono consapevoli ma tra i corridoi si parla di nuovi progetti, vengono mostrati ai clienti esempi pratici di articoli dove i materiali più innovativi sono mixati con l’avanguardia dello stampaggio tradizionale e con le tecnologie di stampa 3D sulle tomaie e degli inserti delle suole. Non a caso sono presenti le aziende che a livello internazionale stanno spingendo in alto l’asticella dell’innovazione tecnologica.

 

Insomma, una esperienza davvero entusiasmante che è difficile descrivere in poche parole. L’invito è quello di visitare il sito dell’evento www.DESMA.de/en/news/house-fair e anche di contattare direttamente non solo DESMA ma tutte le aziende che erano presenti per approfondire gli argomenti di interesse.   

 

E per chi ritiene che un evento del genere sia riservato a chi si occupa di iniezione e di calzature di sicurezza vi posso rivelare che una delle chiacchierate più interessanti è stata quella con il responsabile dell’innovazione di uno delle più importanti maison del lusso.

 

Matteo Pasca

Direttore Arsutoria


Elhann-H è ricerca su materiali sostenibili

Elhann-H è un marchio rappresentato da prodotti di qualità, che valuta con attenzione la scelta dei collaboratori, delle materie prime, dei processi di lavorazione e di molti dettagli. Un marchio che presenta un’anima elegante e urbana. Tra le peculiarità del brand quella di utilizzare per le proprie suole un materiale, l’MKX, che include il 15% di residui di lolla di riso: “Così utilizziamo il 15% in meno di plastica e allo stesso tempo ricicliamo uno dei prodotti di scarto della coltivazione del riso”. Altre iniziative sostenibili applicate nella nuova collezione: anche soletta e intersuola sono in MKX EVA, mentre la pelle utilizzata è certificata LWG e parte della fodera è realizzata in cotone non sbiancato. Il design è studiato per ridurre del 98% l’utilizzo di adesivi. Il packaging utilizza scatole di cartone riciclato certificato FSC, assemblate senza collanti, e stampate con inchiostri a base d’acqua, e riciclabili.


Modernità e tradizione si intrecciano in perfetta armonia nella collezione Pitillos

Quella di Pitillos è una collezione che unisce stile, innovazione e autenticità, pronta a conquistare il pubblico con il suo equilibrio tra passato e futuro. Modelli leggeri e confortevoli, ideali per essere indossati tutto il giorno. PITILLOS ha saputo reinterpretare le sue linee iconiche aggiungendo un tocco moderno e contemporaneo: suole innovative, accostamenti cromatici audaci e tacchi in linea con le ultime tendenze.

Tra i modelli più irresistibili della prossima Primavera/Estate spiccano le Mary Jane, icone di stile senza tempo, affiancate dalle ballerine rock&roll, trendy e piene di grinta. Le sneakers, indispensabili in ogni stagione in ogni guardaroba, sono protagoniste con nuovi modelli ispirati al mondo del basket che aggiungono un tocco dinamico e originale all’offerta del brand. Non mancano poi i sandali, proposti sia con tacco che con plateaux, per un mix perfetto di comfort e stile. I materiali sono stati scelti con grande cura per offrire proposte moderne e ricercate: pellami con stampe innovative e finiture laminate aggiungono un tocco di glamour, mentre le pelli scamosciate e i materiali naturali come la rafia creano un equilibrio rustico ma sofisticato. Il bianco, simbolo di freschezza ed eleganza, domina la palette della collezione, affiancato da tonalità vivaci come il corallo, vero protagonista cromatico della stagione, e da altre sfumature che evocano l’estate, con ampio spazio dedicato ai colori oro e argento.

Lo zaino Mono[PA6] di FREITAG è a prova di economia circolare

Con il lancio di questo prodotto innovativo, l’azienda di Zurigo compie un nuovo importante passo verso la sua visione di economia circolare. Pensare e agire in modo circolare è parte integrante del DNA di FREITAG. La visione dell’azienda è questa: creare borse e accessori che non siano più solo realizzati con materiali usati, ma che siano anche circolari. Dopo tre anni dedicati al suo sviluppo FREITAG lancia un’altra innovazione circolare: lo zaino Mono[PA6] è non solo funzionale, longevo e idrorepellente, ma anche riciclabile nella sua interezza e quindi interamente circolare.

Per semplificare il più possibile l’iter di riciclaggio risparmiando anche risorse si è puntato tutto sul monomateriale. Il materiale scelto è la poliammide 6 o PA6, meglio nota come nylon: versatile, robusto e poliedrico. Ma limitarsi a questo unico materiale è più facile a dirsi che a farsi. È stato necessario reperire un totale di 17 componenti in PA6, tutte con requisiti specifici in quanto a texture e caratteristiche: da un materiale idrorepellente per il corpo principale a zip solide fino a soluzioni per le tracolle, le etichette o il filo per le cuciture.

Insieme a un partner del settore tessile di Taiwan Freitag ha sviluppato un tessuto innovativo che è sia idrorepellente sia monomateriale. Dopo un laborioso periodo di sviluppo, questo tessuto innovativo a tre strati interamente in poliammide 6 ha superato tutti i test.

La Commissione Europea propone il rinvio di un anno dell’EUDR

Finalmente una buona notizia. La Commissione Europea ha proposto il rinvio di un anno del Regolamento anti-Deforestazione (EUDR). La richiesta – si spiega nel comunicato ufficiale – non intende mettere in discussione gli obiettivi della legge, ma permettere agli operatori globali di aderire al regolamento senza problemi operativi. La Commissione ha preso atto del fatto che l’applicazione del regolamento era praticamente inattuabile, soprattutto a causa dei ritardi nell’implementazione del sistema informatico europeo indispensabile per caricare le due diligence richieste alle aziende, provocando gravissimi problemi al commercio internazionale di tutti i settori coinvolti.
L’ultima parola spetta ora a Parlamento e Consiglio europeo che presumibilmente accoglieranno la proposta di rinvio spostando l’entrata in vigore del regolamento al 30 dicembre 2025 per le grandi aziende e al 30 giugno 2026 per le PMI.
Delle difficoltà di applicazione dell’EUDR nel settore conciario si è parlato il 18 settembre scorso a Milano in occasione di un affollato convegno organizzato durante Lineapelle. In quell’occasione è stato presentato uno Studio commissionato da UNIC e COTANCE alla Scuola Superiore Sant’Anna dell’Università di Pisa, che dimostra con prove scientifiche che la pelle nulla ha a che fare con la deforestazione. La pelle deriva da bovini allevati principalmente per la carne e il latte e la sua produzione non incentiva l’allevamento di bovini.
Ora il settore ha dodici mesi in più per far valere le sue ragioni.

Galli S.p.A. invita tutta l’azienda a SIMAC 2024

Galli S.p.A., durante l’edizione numero 50 di Simac Tanning Tech tenutasi a settembre 2024, ha voluto incontrare non solo i clienti, ma anche i propri collaboratori.

Il motivo lo spiega Carlo Galli, Amministratore Delegato di Galli S.p.A.: “Vogliamo che la nostra squadra cresca coesa e consapevole dell’importanza di questi eventi, in particolare i tanti giovani che sono entrati in azienda”.

Guarda l’intervista a Carlo Galli