ArsTannery Magazine

Rino Mastrotto quest’anno risparmierà 7,5 milioni di litri d’acqua

Rino Mastrotto annuncia che nel 2026 risparmierà 7,5 milioni di litri d’acqua, l’equivalente di tre piscine olimpioniche o della portata di 250 grandi autobotti industriali. È l’effetto della linea sostenibile “Hearth”, processo innovativo di conciatura creato dal gruppo di Trissino che riesce a ridurre del 91% il consumo d’acqua e del 23% anche quello di sostanze chimiche, oltre a una riduzione del 22% delle emissioni di CO2.

Il dato sul risparmio di acqua è stato reso noto in occasione di Lineapelle, la più importante fiera internazionale del settore che si è tenuta presso la Fiera Milano Rho dall’11 al 13 febbraio scorso.

La nuova collezione

A Lineapelle Rino Mastrotto ha presentato per la prima volta la nuova collezione primavera/estate 2027, “Origini”. Nata dall’esigenza di riscoprire la bellezza del quotidiano in un presente sempre più incerto e instabile, “Origini” celebra il ritorno al tangibile. Le ispirazioni di questa stagione si allontanano dalle visioni artificiali e digitali per riscoprire il calore e l’emozione del tocco, il respiro della materia tramite texture leggere che giocano con la luce e creano un’eleganza senza tempo. Con questa nuova collezione Rino Mastrotto invita a riscoprire la propria realtà fatta di emozioni sincere e connessioni autentiche.

Con “Origini” il colore cessa di essere soltanto estetica per farsi linguaggio: un uso sapiente delle sfumature traduce le emozioni in una narrazione visiva profonda e vibrante. Partendo da bianchi e toni sbiancati che evocano serenità e luce, si passa ai blu, agli azzurri e ai verdi che invece racchiudono l’essenza fresca e rigenerante dell’acqua. Beige, rosa terrosi e kaki creano un ponte tra la purezza della natura e il dinamismo metropolitano, avvolgendo lo spazio in un’atmosfera di calma ed eleganza. I marroni, tradizionalmente invernali, acquisiscono una nuova morbidezza e sensualità grazie alla luce estiva, mentre i gialli e gli arancioni infondono alla stagione una carica vitale, vibrante come il sole.

Chi è Rino Mastrotto

Partner strategico dei principali brand del lusso, Rino Mastrotto ha sede a Trissino, in provincia di Vicenza. Il Gruppo, partecipato da Prada Group, impiega oltre 1.500 persone in cinque continenti e ha registrato nel 2024 un fatturato di 327,8 milioni di euro.

All’interno di Rino Mastrotto convivono numerose aziende e brand specializzati nel segmento lusso. In Italia, per il settore dell’alta moda, Basmar e Pomari, Nuova Osba, Conceria Superior, Tannerie Limoges, Tessitura Oreste Mariani e Mapel spiccano nel panorama internazionale come punti di riferimento nella filiera della pelletteria, della calzatura e dell’abbigliamento di lusso. Si tratta di realtà di eccellenza, ricercate sia per l’unicità dei prodotti sia per l’attenzione alle pratiche ESG richieste dai brand più prestigiosi.

Rino Mastrotto è attiva anche nel settore automotive con l’italiana Brusarosco e la svedese Elmo Leather; nell’interior design con la divisione italiana di Rino Mastrotto, la svedese Elmo Leather, la filiale distributiva nordamericana Carroll Leather e, in ambito tessile, con Jacqart, la nuova realtà nata a luglio 2025 dall’accordo tra Rino Mastrotto e il Gruppo Marzotto. Inoltre, l’azienda toscana Morelab si distingue come fornitore specializzato di servizi su misura, arricchendo ulteriormente l’offerta del Gruppo nel settore luxury.

Fashion Link Milano, dal 21 febbraio Fiera Milano diventa il centro del mondo della moda

C’è un momento in cui il coordinamento smette di essere una buona idea e diventa una necessità. Fashion Link Milano sembra essere nato esattamente in quell’istante.

Dal 21 febbraio, Fiera Milano Rho diventa il cuore pulsante del fashion internazionale: un ecosistema integrato che riunisce cinque manifestazioni di primo piano — MICAM Milano e MIPEL, Milano Fashion & Jewels, Sì Sposaitalia Collezioni, The One Milano — per un totale di 1.777 brand, il 45% dei quali provenienti dall’estero. Buyer da Germania, Giappone, USA, India, Emirati Arabi e oltre: non una fiera, ma una geography of business.

 

Da settembre 2026, al progetto si uniranno anche Lineapelle e Simac Tanning Tech, portando a sette le manifestazioni coinvolte. Un segnale chiaro: Fashion Link Milano non vuole solo connettere i prodotti finiti, ma l’intera filiera — dalle pelli alle macchine, dalla tecnologia conciaria alla scarpa sullo scaffale e la borsa in vetrina.

 

Tra le tante novità anche il nuovo layout del padiglione 5: “Abbiamo lavorato, e continueremo a farlo anche nelle prossime edizioni, per aiutare i compratori a scoprire le novità e calibrare la loro futura offerta commerciale attraverso percorsi fluidi, intuitivi e immersivi”, raccontano Giovanna Ceolini e Claudia Sequi, riferendosi a MICAM e MIPEL.

 

All’interno di questo grandissimo evento, anche le aree di Mipel Factory e Micam Academy, organizzate da Arsutoria, dove visitatori e studenti, per la prima volta, faranno esperienza di un vero e proprio ambiente produttivo.

 

Grazie a Fashion Link Milano, si rafforza, così, il ruolo strategico di manifestazioni fieristiche già affermate e apprezzate, offrendo alla community degli operatori e dei buyer internazionali un hub capace di massimizzare le opportunità e generare nuove storie di stile, una vera e propria piattaforma di connessioni significative destinata a evolvere insieme al settore.

 

Una filiera intera, di nuovo insieme. Sempre più insieme. Questo è il valore aggiunto che nessuno slogan potrebbe sintetizzare meglio dei fatti. E i fatti si vedranno (per calzatura e pelletteria) dal 22 al 24 febbraio 2026.

ICF e Pro Well insieme per nuovi prodotti e per presidiare il mercato

Industrie Chimiche Forestali S.p.A. (“ICF”), società tra gli operatori di riferimento a livello nazionale e internazionale nella progettazione, produzione e commercializzazione di adesivi e tessuti ad alto contenuto tecnologico, quotata sul mercato Euronext Growth Milan di Borsa Italiana e Pro Well Limited / Asia annunciano di aver avviato un confronto finalizzato allo sviluppo di nuovi materiali e alla definizione di un supporto tecnico e organizzativo su scala globale per il settore calzaturiero.

Le due società stanno valutando come valorizzare le rispettive competenze tecniche, le capacità produttive e le conoscenze dei mercati locali in Europa e Asia, con l’obiettivo di servire al meglio i Brand calzaturieri a livello internazionale, pur mantenendo la propria autonomia operativa nei rispettivi ambiti geografici. La possibile collaborazione sarà orientata al rafforzamento del presidio regionale e all’integrazione dei reciproci punti di forza, così da proporre nuovi materiali in linea con le specifiche esigenze dei produttori locali.

Guido Cami, Presidente e CEO di Industrie Chimiche Forestali S.p.A., ha dichiarato: “Nel settore calzaturiero sempre più globalizzato, il dialogo e la cooperazione tra organizzazioni leader attive in diverse aree del mondo possono generare importanti opportunità in termini di innovazione e qualità del servizio. L’Asia rappresenta un mercato chiave e siamo lieti di esplorare potenziali sinergie con Prowell, la cui competenza e conoscenza del contesto locale sono ampiamente riconosciute”.

Al via la campagna Utility Diadora Vortex

A pochi mesi dal lancio ufficiale, Utility Diadora dà il via alla maxi-campagna di comunicazione dedicata a Vortex. Lo spot video mette in scena un dialogo tra due mondi paralleli che Utility, grazie al proprio know-how, rende vicini: lo sport e il lavoro. Uniti dalla stessa logica di preparazione e performance, questi universi si fondono nei gesti di Larissa Iapichino e Ducati Corse con Marc Marquez: I due campioni diventano il volto di una determinazione che si riflette nella calzatura da lavoro Vortex.

La pianificazione prevede una copertura cross-mediale: il cuore della campagna sarà la TV, con un presidio importante sulle reti Mediaset in Prime Time, con l’utilizzo del formato simultaneo ‘All 21’ e il posizionamento in programmi di punta come La Ruota della Fortuna, nei principali TG e nei notiziari sportivi, oltre che a inizio partita nei quarti di finale di Coppa Italia. La pianificazione si estende alla TV in streaming su DAZN e integra una forte presenza sulle radio nazionali, sulla stampa quotidiana e attraverso una capillare strategia digital.  

Sold-out per il Salone del Mobile

Conto alla rovescia per la 64ª edizione del Salone del Mobile.Milano (21-26 aprile, Fiera Milano, Rho): più di 1.900 espositori (36,6% dall’estero), 227 brand tra debutti e ritorni, oltre 169.000mq di superficie espositiva netta completamente sold out. Al centro, l’atteso ritorno delle Biennali: EuroCucina con FTK – Technology For the Kitchen, con 106 brand da 17 Paesi, e il Salone Internazionale del Bagno che raccoglierà 163 brand da 14 Paesi. A completare il quadro, SaloneSatellite con 700 designer under 35 e 23 Scuole e Università internazionali. Da non dimenticare  l’elenco infinito di eventi previsti per il Fuorisalone che coinvolgerà una miriade di location sparse per tutta la città che si appresta ad accogliere più di 300.000 visitatori. 

“Nel pieno di una fase geopolitica ed economica segnata da profonde discontinuità e da nuove polarità – ha commentato la presidente Maria Porro alla conferenza stampa di presentazione – il Salone del Mobile riafferma il suo ruolo di piattaforma strategica globale e risponde con visione e continuità ai mercati, proponendosi come un punto fermo in un tempo instabile: un luogo dove l’industria si incontra, il pensiero si articola e il futuro si progetta. Il raggiungimento del sold-out della superficie espositiva e il significativo incremento della presenza estera sono il risultato concreto di una strategia integrata e lungimirante, costruita nel tempo.

Contro ogni previsione, la filiera legno-arredo italiana ha chiuso il 2025 con il segno positivo, registrando una crescita dell’1,3% sul 2024 con un fatturato a 52,2 miliardi di euro. Questa la fotografia scattata dai preconsuntivi elaborati dal Centro Studi di FederlegnoArredo e presentati in occasione della conferenza stampa di lancio del Salone del Mobile di Milano 2026. A contribuire a un risultato parzialmente inaspettato – data la complessa situazione macroeconomica mondiale – spicca l’andamento del mercato interno che cresce dell’1,8%, raggiungendo i 32,9 miliardi di euro. Stabili le esportazioni (+0,4%) che si attestano a 19,3 miliardi di euro (37% del totale) pur mostrando segnali di debolezza in alcuni mercati strategici come Francia e Stati Uniti. Di contro qualche segnale di miglioramento e ripresa arriva dalla Germania.

“Dati che – commenta il presidente di FederlegnoArredo, Claudio Feltrin – certificano come la nostra filiera abbia saputo mettere in campo strategie e azioni di adattamento e sviluppo che si sono tradotte in una sostanziale tenuta. Non possiamo certo dire che ci troviamo di fronte a una ripresa strutturale e che possiamo sentirci al riparo dalle turbolenze che anche il 2026 ci sta già riservando, ma voglio intravederci dei segnali incoraggianti su cui, anche come Federazione, abbiamo il dovere di concentrarci, a supporto delle nostre aziende”.

Il macrosistema arredamento raggiunge nel 2025 un fatturato alla produzione di 27,7 miliardi di euro, in sostanziale stabilità (+0,6%) sul 2024. La crescita della produzione destinata al mercato interno (13,5 miliardi, +2,1%) compensa la lieve flessione delle esportazioni (14,2 miliardi, -0,8%), che continuano a rappresentare oltre la metà del valore complessivo. Il macrosistema legno (compreso il commercio legno) cresce invece del 2%, raggiungendo un fatturato di 24,5 miliardi di euro. Il dato però è determinato in parte dall’andamento dei prezzi e da una ripresa delle esportazioni (5,2 miliardi, +3,8%). Il mercato interno (19,3 miliardi) registra un +1,5%.

“Per quanto riguarda i mercati esteri – aggiunge il presidente Feltrin – il nostro Centro Studi sui dati aggiornati ad ottobre ’25 evidenzia nel complesso un andamento di sostanziale tenuta, con un valore stimato pari a 19,3 miliardi di euro (+0,4%), confermando il peso strategico dell’export sui risultati del settore. Di particolare interesse nella top 10  la Germania che nei primi dieci mesi 2025  torna con un segno positivo  (1,7 miliardi; +1%) mentre si registra ancora la debolezza della Francia (2,5 miliardi; -1,3%) che dopo il biennio ’21-’22 di forte espansione, rallenta nonostante un lieve recupero negli ultimi mesi. Gli Stati Uniti segnano un -2,5% (1,7 miliardi), dopo il rimbalzo del 2024, con un andamento mensile influenzato dall’anticipazione degli acquisti nei mesi primaverili in vista dei dazi; riassorbito a luglio (quando la variazione percentuale cumulata era ancora positiva +0,3%), mentre nei mesi successivi le esportazioni sono fortemente rallentate, particolarmente ad agosto e in ottobre”.

Di contro, emergono tendenze positive verso alcuni mercati europei ed extraeuropei, che contribuiscono a compensare parzialmente la flessione delle destinazioni tradizionali. Tra i Paesi con le migliori performance in termini di incremento in valore delle esportazioni figurano Regno Unito (+4,2%) Paesi Bassi (+8,5%) e Spagna (+2,3%) che raggiunge il quinto posto della Top 10 tra i mercati di destinazione, superando la Svizzera. In crescita anche mercati come Emirati Arabi Uniti (+3,9%) a conferma di una progressiva diversificazione geografica delle vendite all’estero.

E intanto prosegue l’avanzata della Cina, che sta guadagnando quote di mercato sia in Italia che in Europa. “Basti pensare – evidenzia Feltrin – che per quanto riguarda il macrosistema arredamento, dopo un secondo semestre 2024 in forte crescita, anche i primi dieci mesi del 2025 confermano il trend: +3,7% in Europa, -0,3% in Italia. Di contro, l’import totale flette del 7,7%, a vantaggio della quota dalla Cina, che rafforza progressivamente la propria posizione competitiva nel mercato europeo, in un contesto di crescente pressione sulle esportazioni italiane”.

Un momento della conferenza stampa di presentazione del Salone del Mobile 2026

2025: un anno di svolta per il commercio digitale italiano

Il Consorzio del Commercio Digitale Italiano, che riunisce oltre 480 aziende ed è punto di riferimento dal 2005 per l’e-commerce e il retail digitale in Italia, ha fatto il punto con la chiusura dell’anno appena trascorso e su quelli che sono stati i grandi cambiamenti intervenuti nel commercio online e sulle prospettive per il 2026.

Il 2025 segna, infatti, una svolta per il commercio digitale italiano, con l’eCommerce che diventa un’infrastruttura nazionale e raggiunge 150 miliardi di euro di valore condiviso, pari al 7 per cento del PIL, e con 1,8 milioni di addetti, confermando il digitale come il grande motore economico del nostro paese.

La distinzione tra fisico e digitale svanisce grazie a modelli omnicanale, guidati dall’intelligenza artificiale, dai nuovi touchpoint e da customer journey più maturi, interessando in particolare i settori del Food&Grocery, Fashion&Beauty e Haelth&Pharma. Quattro acquisti in negozio su dieci sono influenzati da touchpoint online. Oltre 35,2 milioni di italiani comprano online.

Al centro di questo cambiamento vi sono senza dubbio una maggiore regolazione degli acquisti online e una fiducia crescente da parte del consumatore. L’Euro digitale, la trasparenza dei pagamenti e una maggiore tutela delle recensioni hanno portato ad un’accelerazione di un processo in atto e ad un maggior dialogo tra imprese, istituzioni e consumatori.

Il 76,5% degli acquisti di prodotto passa per l’eRetailer e il 60% avviene ormai da smartphone.

GUARDANDO AL 2026: L’INGRESSO NELL’ERA DEL VALUE COMMERCE

A partire dal 2026, possiamo affermare che il digitale evolve in Value Commerce grazie a dati condivisi lungo tutta la fillera, ‘omnicanalità intesa come standard competitivo, Al e automazione che vanno a supporto di operation e customer Joumey, senza dimenticare la sostenibilità, che diventa una concreta leva di mercato. Le nuove regole europee — dall’Euro Digitale al passaporti di prodotto — ridefiniranno il contesto competitivo. Per le Imprese l’obiettivo non sarà più solo “vendere online”, ma generare valore economico, esperienziale, ambientale e sociale.

Valentino Garavani/Vans: collezione Cruise 2026

Questa nuova collezione presenta sei modelli che fondono perfettamente gli inconfondibili codici stilistici di Valentino con la leggendaria silhouette Slip-On di Vans, uno tra i modelli più riconoscibili nella storia delle calzature. Presentato nel 1977 e progettato pensando alla semplicità, al comfort e allo spirito skate, nel corso degli anni ha visto innumerevoli varianti di colore, collaborazioni ed edizioni limitate. Nella  collezione Cruise 2026 è presentato in sei varianti unisex, proposte in diversi motivi e rifinite con solette co-brandizzate. Oltre al VLogo Checkerboard nero/rosso e nero/rosa, la linea comprende anche il VLogo Checkerboard a pois e il motivo Tropical Leaves. Torna anche l’edizione che ripropone il giocoso motivo Valentino Le Chat de la Maison, mentre una novità della collaborazione è il design con il motivo Cherryfic. Ogni paio è contenuto in una confezione speciale che mette in risalto il motivo checker di Vans, rivisitato con il VLogo Signature di Valentino.


Sperry: l’intramontabile icona del velista 

Una storia che inizia lontano, quella di Sperry, quando Paul eredita dalla famiglia la passione per il mare e la tradizione marinara. Un giorno, nel 1935, guardando il suo cane correre senza problemi sul ghiaccio in Connecticut, nasce in Paul l’dea che rivoluzionerà le scarpe da barca e la sua vita: intagliare delle scanalature, come quelle dei polpastrelli del cane, sul fondo della suola in gomma per creare attrito. Nasce così la prima scarpa da barca al mondo con suola antiscivolo, la Canvas Circular Vamp Oxford e un brand che diventerà iconico per gli appassionati di vela, e non solo: Sperry Top Sider. Gli anni a seguire sono un susseguirsi di successi e conferme. Dal ’39, la Sperry diventa fornitore ufficiale dell’esercito americano e la Canvas, prodotta in numerose versioni, anche di cuoio, diventa un accessorio di tendenza negli anni ’60, indossato anche dal presidente degli Stati Uniti, John Fitzgerald Kennedy. Negli anni ’80 e ’90, Sperry è fornitore di squadre di vela e di regate come la Withebread Round the World. Una calzatura che è un classico senza tempo, espressione di libertà e comfort chic.

SUN68: identità urban

Le borse donna reinterpretano gli stili iconici SUN68 in chiave sofisticata, con tessuti come ciniglia, velluto, maglia cozy e micro strass, declinati in fantasie british e pattern ironici come la stampa cow print. Ogni borsa è arricchita da charm porta-logo in arancio fluo, segno distintivo del brand. Le nuove proposte footwear, invece, confermano il percorso di SUN68 verso modelli iconici dal gusto retrò, reinterpretati in chiave contemporanea. In questa continua ricerca di stile si inseriscono una nuova linea, Urban Street (uomo e donna), e la rivisitazione del modello Niki, entrambe pensate per un pubblico che desidera coniugare comfort e stile.


SCHARLAU: qualità in movimento

Il marchio vuole proporsi come uno stile di vita che si riflette in ciascuno dei suoi prodotti. Progettati e realizzati con meticolosa cura e attenzione, gli accessori SCHARLAU comprendono zaini, borse e accessori concepiti per rendere la vita più facile, per durare nel tempo e rispecchiare una personalità di gusto. La qualità si riflette anche nella scelta dei materiali, come la pura pelle anilina, totalmente trasparente e morbida al tatto con grana naturale, oppure la nappa liscia o goffrata, con uno strato finissimo di pigmento. Gli articoli SCHARLAU sono progettati per durare nel tempo ed essere apprezzati per diverse generazioni, grazie all’attenta selezione dei materiali e alla meticolosa attenzione ai dettagli nella loro costruzione. Così, ad esempio, le parti del prodotto che sono maggiormente esposte all’usura, come i bordi, i bordi e la base, sono rinforzate con un materiale high-tech dall’aspetto in fibra di carbonio e resistente a olio, acqua, grasso e abrasione. Senza mai dimenticare l’importanza di un trasporto confortevole, con prodotti progettati pensando all’ergonomia, con cinghie imbottite regolabili e con adeguati sistemi di distribuzione del peso.