Pidigi S.p.A., player globale nell’innovazione e nella fornitura di soluzioni per i settori calzaturiero, pelletteria e abbigliamento tecnico, ha annunciato l’acquisizione degli asset principali di Sympatex Technologies GmbH, un’operazione strategica che rafforza ulteriormente il posizionamento internazionale dell’azienda nel settore dei tessuti ad alte prestazioni e sostenibili. L’acquisizione si basa su una collaborazione di lunga data tra le due aziende. Pidigi collabora infatti con Sympatex da decenni, in particolare nel segmento footwear e nelle tecnologie di produzione dei nastri, integrando laminati e membrane Sympatex nelle proprie soluzioni di prodotto. Attraverso l’acquisizione, Pidigi proseguirà le attività di Sympatex, preservandone il marchio riconosciuto a livello internazionale, il know-how tecnologico e le principali strutture operative.
Fondata nel 1953 e con sede a Verona, Pidigi è un’azienda familiare specializzata nello sviluppo e nella produzione di componenti tecnici, nastri, laminati e soluzioni performanti per i settori footwear, apparel e applicazioni industriali. L’azienda opera a livello globale attraverso partnership consolidate con i principali brand internazionali.
Oltre alle sue otto filiali internazionali, Pidigi integra la propria struttura organizzativa globale, principalmente basata nell’UE e nell’area mediterranea, con quella di Sympatex, presente sia in Asia sia nell’UE.
Dal canto suo, Sympatex, con sede a Unterföhring vicino a Monaco di Baviera, è riconosciuta a livello internazionale dal 1986 per la propria esperienza nelle tecnologie a membrana ad alte prestazioni per calzature, abbigliamento, workwear, dispositivi di protezione e applicazioni tecniche. Le sue tecnologie a membrana in poliestere, prive di PFAS, sono note per combinare impermeabilità, protezione dal vento, traspirabilità e riciclabilità.
“L’acquisizione di Sympatex rappresenta la naturale evoluzione di una partnership costruita negli anni sulla fiducia, su valori condivisi e su competenze complementari – ha commentato Giorgio De Gara, proprietario e AD di Pidigi -. Abbiamo sempre ammirato le capacità tecnologiche di Sympatex, la forte identità del brand e l’impegno verso la sostenibilità. Siamo orgogliosi di accogliere Sympatex nella famiglia Pidigi e di supportare la prossima fase del suo sviluppo.”
“Combinando le tecnologie a membrana e la reputazione internazionale di Sympatex con le capacità industriali di Pidigi, la nostra flessibilità operativa e la presenza globale sul mercato, stiamo creando una piattaforma solida per la crescita futura. Vediamo importanti opportunità nei settori footwear, apparel, workwear e applicazioni tecniche, dove performance, sostenibilità e innovazione stanno assumendo un ruolo sempre più centrale.”
Come parte dell’operazione, Pidigi manterrà la struttura operativa principale di Sympatex, inclusa la sede di Unterföhring vicino a Monaco di Baviera, gli uffici internazionali strategici e una parte significativa della forza lavoro. Le sedi internazionali in Francia, Cina e Hong Kong, così come l’ufficio commerciale coreano, continueranno a operare sotto la nuova struttura proprietaria.
L’integrazione mira a garantire continuità a clienti, partner e fornitori, creando al contempo sinergie operative e commerciali lungo l’intera catena del valore. Pidigi intende sviluppare ulteriormente il business internazionale di Sympatex e rafforzare gli investimenti nelle tecnologie dei materiali sostenibili e nelle applicazioni funzionali avanzate.
“Oltre i campanili: quando la filiera fa rete”. Un titolo che racchiude già il messaggio del Convegno Annuale AICC Area Toscana, svoltosi il 9 luglio scorso a Villa Sonnino, San Miniato. A rafforzarlo, un sottotitolo altrettanto significativo: “L’obiettivo è giusto: il percorso si costruisce insieme”. Un invito chiaro a fare squadra per affrontare le grandi sfide che attendono la filiera della pelle, dalle normative alla compliance, dalla sostenibilità alle nuove prospettive per l’industria conciaria.
Tomaso Pellegrini, presidente AICC
Ad aprire i lavori è stato il neopresidente di AICC, Tomaso Pellegrini, che, dopo aver ringraziato i suoi predecessori, ha ribadito un concetto destinato a fare da filo conduttore dell’intera giornata: «Insieme, sostenendoci a vicenda, possiamo costruire il futuro. Cerchiamo anche di affrontare i problemi da prospettive diverse». Tra gli interventi più attesi quello dell’europarlamentare Dario Nardella, da tempo vicino alle istanze del comparto e noto per il suo impegno a favore dell’esclusione della pelle dal regolamento EUDR. «Il campanilismo è antistorico e dannoso», ha affermato, richiamando ancora una volta il valore della collaborazione tra gli attori della filiera. Nardella ha poi aggiornato i presenti sul dibattito in corso a Bruxelles riguardo ad alcuni dei dossier più delicati per il settore, tra cui le restrizioni su polimeri, PFAS e bisfenoli. «Stiamo lavorando affinché le decisioni su queste materie si basino su dati scientifici solidi e corretti», ha spiegato.
L’europarlamentare Dario Nardella
L’europarlamentare è tornato anche sul tema dell’EUDR, sottolineando come «quando il settore si presenta unito, i risultati arrivano», e ha infine annunciato l’avvio di un tavolo trasversale al Parlamento europeo dedicato al rilancio del comparto moda-tessile. Gli interventi “Guidare il cambiamento: l’approccio proattivo del settore conciario” a cura di Giulia Martin e Marta Montanari di UNIC – Concerie Italiane hanno approfondito, da una parte, gli ultimi aggiornamenti tecnici in tema di EUDR e, dall’altra, le sfide legate alle normative ambientali poste dai regolamenti come l’Ecodesign e il Digital Product Passport. Tiziana Gambicorti, responsabile AICC Toscana e presidente del CEN/TC 289 e IUC, ha presentato una relazione incentrata su “Nuovi metodi analitici per la concia: il caso del fluoro e non solo” e ha riferito del lavoro in corso presso i tavoli tecnici per sviluppare e validare metodi analitici che ancora mancano, come appunto quello del fluoro totale. Nel suo intervento Federico Brugnoli, CEO di Spin360, ha spiegato l’importanza delle nuove “Linee Guida” per misurare l’impronta ambientale della pelle appena pubblicate dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale (UNIDO) che sanciscono un principio fondamentale, ovvero che la pelle è un sottoprodotto animale “non-determinante” per il cambiamento ambientale. Sviluppate proprio con il supporto tecnico di SPIN 360, le raccomandazioni UNIDO rappresentano un grande passo avanti per il giusto riconoscimento della pelle come materiale circolare. Il microfono è poi passato ad Alberto De Conti, Sector Lead – Formulators di ZDHC, che ha illustrato le ultime novità del percorso Chemicals to Zero (CTZ) che quest’anno ha visto l’aggiunta di un ulteriore livello di conformità chimica (successivo al Progressive che era il più alto finora) che si chiama Aspirational. “Rappresenta un’occasione – ha spiegato De Conti – per differenziarsi ulteriormente sul mercato trasformando lo sforzo tecnico in reputazione”. Sabrina Frontini, direttore di ICEC, ha illustrato i cambiamenti introdotti dalle nuove direttive europee e le sfide che il comparto è chiamato ad affrontare per conciliare le esigenze della filiera della pelle. Ha definito l’attuale contesto «una tempesta perfetta» per le aziende del settore, invitandole a considerare l’Istituto di certificazione italiano «un faro e uno scudo» in questa fase di trasformazione. A concludere il ciclo degli interventi Cecilia Polizzi, docente dell’Università di Firenze, che ha parlato di come “Fare rete sulla depurazione” e illustrato l’importanza del progetto Meta, purtroppo penalizzato dai mancati finanziamenti. A chiudere i lavori una tavola rotonda sull’argomento centrale dell’evento, “Oltre i campanili: quando la filiera fa rete”, coordinata dalla giornalista e founder di Solo Moda Sostenibile, Silvia Gambi. Nel corso del dibattito e delle domande del pubblico sono emerse le preoccupazioni dei chimici del cuoio per la crescente proliferazione delle richieste di conformità avanzate dai brand, l’eccessivo numero di certificazioni oggi presenti sul mercato e il continuo irrigidimento dei requisiti richiesti.
Un momento della tavola rotonda finale che ha coinvolto tutti i relatori del Convegno
M&M Academy Hub organizzato da Arsutoria School per le fiere MICAM Milano e MIPEL
Oltre 40 aziende della filiera scarpe e borse hanno partecipato al progetto che ha trasformato il Padiglione 5 di Rho Fiera in una fabbrica dimostrativa. Più di 500 studenti hanno osservato la produzione dal vivo: MICAM Academy (scarpa barefoot personalizzabile) e MIPEL Factory (charm in pelle a forma di stella). Il risultato: oltre 50 scarpe e 300 charm personalizzati. L’area tornerà per l’edizione di settembre 2026.
#INNOVATION
Arsutoria School e Volumental insieme per portare il “fitting scientifico” in aula
Annuncio della collaborazione con Volumental: da settembre uno scanner 3D del piede permetterà agli studenti di progettare calzature basate su dati scientifici sulla morfologia del piede, grazie al contributo di Ales Jurca (VP Footwear Research di Volumental).
#PROJECTS
Arsutoria School verso i 100 anni
Intervista al direttore Matteo Pasca in occasione del 99° anniversario della scuola (15 aprile 2026). Si parla del trasferimento nel Certosa District con l’Istituto Secoli, dell’obiettivo di creare un ecosistema della formazione tecnica sulla moda a Milano, e delle sfide future tra AI e competenze tecniche. Include un ricordo di Paolo Marenghi su Adriano Lunati, storico maestro della modelleria.
#PROJECTS
Infinite Shoe by Arsutoria School: Golden Goose, Brustia Alfameccanica e Puntozero3D i partner del progetto
Progetto di ricerca approvato da Regione Lombardia (bando “Next Fashion”) per la circolarità delle sneaker Made in Italy. Arsutoria è capofila per le metriche di circolarità, Golden Goose partner industriale, Brustia Alfameccanica per il disassemblaggio, Puntozero3D per soluzioni di manifattura additiva. Obiettivo: ridefinire il fine vita della calzatura.
#COURSES
Progettare forme in 3D. Il nuovo corso Arsutoria in collaborazione con NewLast
Approfondimento sul modulo dedicato alle forme calzaturiere, con interviste a Paolo Marenghi (Arsutoria) e Andrea Galbiati (NewLast). Si racconta la rivoluzione digitale portata da NewLast nel settore (scanner, software di modifica) e i suoi limiti rispetto alla creatività umana. Include un box sulla storia trentennale di NewLast Group.
#COURSES
3D Bag Design: il corso che unisce Rhinoceros e CLO3D nel workflow del Digital Bag Designer
Presentazione del nuovo corso intensivo di 5 settimane tenuto da Laura La Marca: due settimane su componentistica metallica con Rhinoceros, tre settimane su CLO3D per il prototipo virtuale della borsa, in risposta alla crescente domanda di “digital twin” nel settore pelletteria.
Dal 1° luglio 2026, GSC Group è diventata distributore ufficiale per il Veneto dei prodotti a marchio Biodermol Ambiente per il settore concia. Questa collaborazione nasce dall’incontro di due realtà italiane accomunate dalla stessa visione: offrire all’industria conciaria soluzioni sempre più innovative, affidabili e sostenibili.
L’eccellenza formulativa e biotecnologica di Biodermol si unisce all’esperienza di GSC Group, alla sua struttura commerciale, logistica e al supporto tecnico-applicativo, per garantire un servizio ancora più completo e vicino alle esigenze delle concerie del territorio.
“Con questa partnership -spiegano da GSC – rafforziamo il nostro impegno nel mettere a disposizione dei clienti: un servizio commerciale e logistico ancora più efficiente, un’assistenza tecnica qualificata e integrata, un portafoglio di soluzioni sempre più ampio e orientato all’innovazione. Siamo convinti che la collaborazione tra aziende che condividono valori, competenze e visione sia il modo migliore per creare valore e accompagnare il futuro del settore conciario”.
Per maggiori informazioni contattare il team commerciale: [email protected]
Dal 1° luglio 2026, GSC Group è diventata distributore ufficiale per il Veneto dei prodotti a marchio Biodermol Ambiente per il settore concia. Questa collaborazione nasce dall’incontro di due realtà italiane accomunate dalla stessa visione: offrire all’industria conciaria soluzioni sempre più innovative, affidabili e sostenibili.
L’eccellenza formulativa e biotecnologica di Biodermol si unisce all’esperienza di GSC Group, alla sua struttura commerciale, logistica e al supporto tecnico-applicativo, per garantire un servizio ancora più completo e vicino alle esigenze delle concerie del territorio.
“Con questa partnership -spiegano da GSC – rafforziamo il nostro impegno nel mettere a disposizione dei clienti: un servizio commerciale e logistico ancora più efficiente, un’assistenza tecnica qualificata e integrata, un portafoglio di soluzioni sempre più ampio e orientato all’innovazione. Siamo convinti che la collaborazione tra aziende che condividono valori, competenze e visione sia il modo migliore per creare valore e accompagnare il futuro del settore conciario”.
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Il 13 luglio la Commissione Europea ha pubblicato l’atto delegato che aggiorna e semplifica l’elenco dei prodotti interessati dal Regolamento europeo contro la deforestazione (EUDR). Il testo definitivo conferma quanto già anticipato nella bozza diffusa a maggio: la pelle bovina, in qualunque fase della lavorazione, non rientrerà nel campo di applicazione del regolamento. Si tratta di un traguardo importante per il settore conciario e per le associazioni che lo rappresentano, tra cui UNIC – Concerie Italiane e Cotance, impegnate su questo tema fin dall’avvio del percorso legislativo nel 2021. Un risultato significativo, che rappresenta però un passaggio fondamentale e non ancora il punto conclusivo dell’iter.
Le motivazioni della Commissione Le osservazioni raccolte durante il periodo di consultazione pubblica hanno rafforzato la posizione della Commissione sull’opportunità di escludere la pelle bovina dall’EUDR. Bruxelles riconosce infatti che la pelle è un sottoprodotto della filiera zootecnica e che le concerie non dispongono degli strumenti necessari per reperire tutte le informazioni richieste dal regolamento. La Commissione evidenzia inoltre come l’inclusione della sola pelle bovina, senza estendere gli obblighi ai prodotti finiti in pelle, avrebbe creato una distorsione del mercato. Una scelta che, anziché ridurre i rischi legati alla deforestazione, avrebbe semplicemente spostato tali rischi verso altre aree del mercato globale.
I prossimi passaggi Con la pubblicazione dell’atto delegato e la sua notifica al Consiglio dell’Unione Europea e al Parlamento europeo, prende ora avvio il periodo di scrutinio della durata di due mesi. Sebbene il Parlamento possa richiedere una proroga dell’esame, questa eventualità appare poco probabile. Se entro il 13 settembre non verranno presentate obiezioni, l’atto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea ed entrerà definitivamente in vigore. A quel punto sarà ufficiale anche l’esclusione della pelle bovina dal campo di applicazione dell’EUDR.
In occasione del Convegno AICC dello scorso 9 luglio è stato annunciato che IULTCS (International Union of Leather Technologists and Chemists Societies) ha affidato all’Italia e all’Associazione Italiana dei Chimici del Cuoio (AICC) l’organizzazione del Congresso Mondiale IULTCS 2029, che seguirà l’evento previsto in Messico nell’ottobre 2027. La candidatura italiana è stata presentata da Tomaso Pellegrini, recentemente eletto presidente dell’AICC. Il progetto ha valorizzato il ruolo di primo piano dell’industria conciaria italiana, riconosciuta a livello internazionale per l’eccellenza della sua filiera integrata, proponendo un programma scientifico incentrato sui temi dell’innovazione, della sostenibilità, dell’economia circolare e della trasformazione digitale. La proposta prevede inoltre visite tecniche ai principali distretti conciari italiani e occasioni di confronto e collaborazione tra il mondo della ricerca e quello dell’industria. Il Comitato Esecutivo di IULTCS, costituito da venti membri, ha approvato il progetto all’unanimità. L’edizione 2029 del Congresso assumerà un significato ancora più speciale poiché coinciderà con il 125° anniversario della fondazione dell’AICC, celebrando oltre un secolo di impegno nella promozione della scienza e della tecnologia del cuoio. «Siamo profondamente onorati della fiducia che IULTCS ha riposto nell’AICC e nell’intera comunità italiana del cuoio», commenta il presidente Tomaso Pellegrini. «Non vediamo l’ora di accogliere colleghi provenienti da tutto il mondo e di organizzare un congresso capace di valorizzare l’eccellenza scientifica, promuovere l’innovazione e rafforzare la cooperazione internazionale». Prenderà ora il via la fase organizzativa, che prevede la costituzione del Comitato Organizzatore, la scelta della città che ospiterà il Congresso e la definizione del programma scientifico. I precedenti fanno prevedere un appuntamento di grande rilievo. Basti ricordare il successo dell’EuroCongress organizzato da AICC nel settembre 2022, dal titolo Rinascimento: The Next Leather Generation, che ha richiamato circa 520 partecipanti provenienti da 21 Paesi, confermando la capacità dell’Associazione di promuovere eventi di respiro internazionale.
Il tradizionale Convegno Annuale di AICC (Associazione Italiana dei Chimici del Cuoio) Area Toscana si terrà giovedì 9 luglio a San Miniato, nella cornice di Villa Sonnino, con inizio alle ore 16.30. L’appuntamento sarà dedicato al tema “Oltre i campanili: quando la filiera fa rete”, un titolo che richiama l’importanza della collaborazione tra gli attori del comparto. A rafforzare questo messaggio contribuisce anche il sottotitolo, “L’obiettivo è giusto: il percorso si costruisce insieme”, che pone l’accento sulla necessità di un impegno condiviso per affrontare questioni strategiche come normativa, compliance, sostenibilità della filiera e nuove sfide del settore conciario. Ad aprire il programma sarà il focus dedicato all’EUDR e alla filiera conciaria, con l’intervento dell’europarlamentare Dario Nardella. Seguirà una riflessione sull’approccio proattivo adottato dal comparto conciario, affidata a Giulia Martin e Marta Montanari di UNIC – Concerie Italiane. Spazio poi all’innovazione con la relazione di Tiziana Gambicorti (CEN/TC 289 e IUC), che illustrerà i nuovi metodi analitici applicati alla concia, mentre Federico Brugnoli di Spin360 presenterà gli strumenti a supporto della filiera, dall’Environmental Footprint sviluppato con UNIDO al database UNPAC. Nel corso del pomeriggio interverrà anche Alberto De Conti, Sector Lead – Formulators di ZDHC. A seguire prenderanno la parola Sabrina Frontini, direttore di ICEC, con un approfondimento sulla gestione delle certificazioni, e Cecilia Polizzi dell’Università di Firenze, che affronterà il tema della depurazione. A concludere il convegno sarà una tavola rotonda dedicata al filo conduttore dell’evento, “Oltre i campanili: quando la filiera fa rete”, moderata dalla giornalista Silvia Gambi, founder di Solo Moda Sostenibile, che guiderà il confronto tra i relatori sui temi della cooperazione e dello sviluppo sostenibile della filiera conciaria.
Manca più di un anno ma già si comincia a parlare del 39° Congresso IULTCS previsto a León, in Messico, dal 25 al 28 ottobre 2027. L’evento clou dell’Unione Internazionale delle Società di Tecnologi e Chimici del Cuoio (IULTCS), che si svolge ogni due anni in un paese diverso, si annuncia più importante che mai. In primis per l’importanza e l’attrattiva della città ospitante per il settore pelle: León è il cuore di uno dei principali distretti produttivi mondiali della produzione del cuoio, e offrirà ai delegati l’opportunità di conoscere da vicino l’industria del cuoio messicana. A fare gli onori di casa sarà questa volta l’Associazione dei Chimici e Tecnologi del Cuoio di León (AQTCL) che opererà in sinergia con la Camera dell’Industria Conciaria dello Stato di Guanajuato (CICUR). L’obiettivo che li unisce è quello di riunire scienziati, tecnici, ricercatori, produttori, marchi, fornitori di prodotti chimici, esperti di macchinari e leader nel campo della sostenibilità provenienti da tutto il mondo. Come da obiettivi statutari di IULTCS, il congresso fungerà da piattaforma globale per la condivisione degli ultimi progressi nel campo della scienza, della tecnologia e dell’innovazione nel settore del cuoio, incoraggiando al contempo la collaborazione lungo tutta la filiera del cuoio. I partecipanti avranno l’opportunità di entrare in contatto con esperti internazionali, decisori, università, marchi, conciatori e fornitori, scambiando idee e innovazioni che possano contribuire a plasmare la prossima generazione della produzione del cuoio. Per ulteriori dettagli, visitate il sito https://congressiultcsleon2027.mx
Nelle foreste di kelp del Pacifico settentrionale c’è un animale che pesa trenta chili e tiene in piedi un intero ecosistema: la lontra marina. Finché c’è lei, i ricci di mare restano sotto controllo e le alghe crescono in colonne alte come palazzi. Toglietela, e nel giro di pochi anni i ricci divorano tutto. Resta un fondale spoglio, un “deserto di ricci”. Nessuno aveva pianificato il disastro. È bastato far sparire un anello.
Tenete a mente quel fondale spoglio, perché la storia che racconta l’Assemblea Generale di Assomac, riunita il 18 giugno a Milano, è esattamente questa: cosa succede quando un anello si allenta.
OTTO A UNO
Il dato che colpisce di più non è una percentuale, è un rapporto. A Vigevano, distretto storico della meccanica calzaturiera, oggi si contano otto produttori di macchinari per ogni produttore di calzature. Otto a uno. Un ecosistema in cui i predecessori della catena sono rimasti e gli utilizzatori finali se ne sono andati. La filiera, fotografata così, somiglia molto al fondale spoglio: tutto ancora apparentemente al suo posto, ma l’equilibrio è già saltato.
I numeri di sistema confermano la sensazione. Il 2025 si è chiuso a -11%, dopo il -12% del 2024, per una produzione stimata in 512 milioni di euro. Le aziende sono passate da 225 a 220, gli addetti da 3.800 a 3.700, l’export da 385 a 338 milioni. Numeri che segnalano una tendenza decisamente negativa.
LA QUOTA CHE SI SCIOGLIE
Nel 2005 l’Italia pesava per il 42% dell’interscambio mondiale del comparto. Nel 2025 pesa per il 27%. Quindici punti evaporati in vent’anni. Nello stesso periodo la Cina è salita fino al 49%, diventando il primo esportatore mondiale. E qui conviene essere disincantati, perché il sorpasso non nasce solo dalla bravura: Pechino gioca con un sostegno pubblico che arriva a essere fino a otto volte superiore alla media dei Paesi OCSE. Non è una gara sullo stesso campo.
Ma sarebbe troppo comodo fermarsi al declino. La flessione non è uniforme, ed è proprio nelle differenze che si legge il futuro. Le macchine per conceria, che per anni avevano tenuto, hanno ceduto del 24,49%: l’arretramento più marcato. Quelle per pelletteria segnano -9,80%, quelle per calzatura -4,08%, mentre i ricambi e la manutenzione restano in sostanza fermi (-0,64%).
Le evidenze emerse dall’analisi congiunturale mostrano, quindi, come il settore abbia attraversato negli ultimi trent’anni una profonda trasformazione strutturale. Il numero di imprese e di addetti si è progressivamente ridotto, mentre la produzione e le esportazioni hanno mantenuto livelli relativamente elevati grazie a un processo di specializzazione, concentrazione e aumento del valore aggiunto.
Il comparto si conferma fortemente orientato ai mercati internazionali, con esportazioni che rappresentano una componente strutturale e determinante del fatturato. Tuttavia, l’andamento recente evidenzia una crescente volatilità della domanda e una maggiore esposizione ai cicli economici globali.
Parallelamente, i settori utilizzatori italiani – conceria, calzature e pelletteria – hanno seguito traiettorie evolutive differenti. Il settore conciario e quello calzaturiero hanno registrato una significativa riduzione dei volumi produttivi, del numero di imprese e dell’occupazione, accompagnata però da un progressivo spostamento verso produzioni di fascia medio-alta e ad alto valore aggiunto. Il settore pellettiero, invece, ha vissuto una lunga fase di forte crescita, trainata dallo sviluppo del lusso e dalla domanda internazionale dei grandi brand, pur mostrando oggi una crescente vulnerabilità legata al rallentamento del comparto luxury.
L’analisi competitiva internazionale conferma il ruolo centrale dell’Italia nei segmenti a maggiore specializzazione tecnologica, in particolare nelle macchine per conceria, nelle macchine per pelletteria e nelle parti di ricambio. In questi comparti il sistema italiano continua a mantenere un vantaggio competitivo significativo fondato su qualità, know-how, capacità di personalizzazione e integrazione con le filiere produttive.
Il quadro competitivo risulta invece profondamente diverso nel comparto delle macchine per calzature, dove la Cina ha consolidato una posizione dominante grazie alla capacità di presidiare mercati ad alta intensità produttiva e segmenti più standardizzati.
Il confronto con la Cina rappresenta uno degli elementi centrali. Le analisi mostrano come i due Paesi esprimano modelli industriali profondamente differenti. L’Italia mantiene una forte presenza nei mercati più sofisticati e nei segmenti premium, mentre la Cina concentra la propria crescita nei Paesi emergenti e nelle produzioni a maggiore volume. Tuttavia, il progressivo avanzamento tecnologico cinese e la crescente capacità di penetrazione internazionale rendono sempre più necessario, per le imprese italiane, rafforzare gli elementi distintivi della propria offerta e accelerare i processi di innovazione.
Particolarmente rilevante risulta anche l’evoluzione dei modelli industriali e tecnologici del settore. La macchina non rappresenta più soltanto un bene fisico, ma tende a trasformarsi sempre più in una piattaforma tecnologica integrata, connessa e orientata ai servizi. Digitalizzazione, automazione, software, intelligenza artificiale, manutenzione predittiva, assistenza tecnica da remoto e gestione dei dati stanno assumendo un ruolo crescente nella costruzione del vantaggio competitivo.
Si evidenzia inoltre alcune grandi sfide strategiche che il settore sarà chiamato ad affrontare nei prossimi anni. Tra queste assumono particolare rilievo:
• il rafforzamento dimensionale e patrimoniale delle imprese;
• il passaggio generazionale e l’evoluzione dei modelli di governance;
• la necessità di investimenti crescenti in innovazione tecnologica;
• la costruzione di reti commerciali e di assistenza internazionale più strut-
turate;
• la capacità di presidiare i nuovi mercati emergenti, in particolare Africa,
India e Sud-Est asiatico;
• l’evoluzione delle fiere internazionali verso piattaforme permanenti di rela-
zione e integrazione industriale.
L’analisi dei bilanci conferma che il settore, pur attraversando una fase di crescente pressione competitiva e riduzione della redditività, mantiene nel complesso una struttura patrimoniale e finanziaria solida.
Le imprese mostrano livelli generalmente elevati di patrimonializzazione, buona autonomia finanziaria, adeguata liquidità e una progressiva riduzione della leva finanziaria. Tale solidità rappresenta oggi uno dei principali punti di forza del comparto e costituisce la base necessaria per sostenere investimenti, processi di trasformazione e strategie di crescita internazionale.
Permangono tuttavia elementi di criticità. Gli ultimi anni evidenziano infatti una progressiva compressione dei margini operativi, una maggiore volatilità della redditività, un rallentamento della produttività e un peggioramento nella gestione del capitale circolante, soprattutto nel comparto delle macchine per calzature e pelletteria, che appare maggiormente esposto alle oscillazioni della domanda internazionale.
Il comparto delle macchine per conceria mostra invece una maggiore resilienza e una migliore capacità di assorbire gli shock congiunturali, grazie a una struttura operativa più equilibrata e a una minore volatilità dei risultati economici.
Nel complesso, si ha l’immagine di un settore che conserva ancora importanti punti di forza – competenze tecnologiche, patrimonio industriale, reputazione internazionale e solidità finanziaria – ma che si trova oggi di fronte a una fase decisiva della propria evoluzione.
La sfida dei prossimi anni non riguarderà soltanto la capacità di difendere le quote di mercato esistenti, ma soprattutto la possibilità di ridefinire il modello competitivo del settore in un contesto globale profondamente cambiato. Innovazione, integrazione tecnologica, internazionalizzazione evoluta, collaborazione tra imprese, rafforzamento dimensionale e valorizzazione delle competenze rappresenteranno fattori sempre più determinanti.
Le evidenze emerse suggeriscono infine che il mantenimento della leadership italiana richiederà una crescente capacità di sviluppare strategie condivise e visioni industriali di lungo periodo. Solo attraverso investimenti, aggregazione di competenze e rafforzamento della presenza internazionale il settore potrà continuare a rappresentare un punto di riferimento mondiale per le tecnologie dedicate alle filiere della conceria, della calzatura e della pelletteria.
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