Specialty chemicals company TFL announced that it will introduce temporary surcharges on freight and product costs with immediate effect. “The measure addresses the sustained disruptions and increased expenses in global logistics and raw material supply chains resulting from the ongoing conflict in the Gulf region”.
And furthermore: “The surcharge levels depend on product group, manufacturing site, and shipping route. They will remain in place until the market situation stabilizes and will be reviewed regularly”. TFL is working closely with its partners to ensure supply reliability and to minimize the impact of these exceptional external factors on customers.
Più tecnologia aggiungiamo sotto il piede, più rischiamo di dimenticare come il piede funziona davvero. Vibram lo sa bene — ottant’anni di suole ad alte prestazioni sono un osservatorio privilegiato sul modo in cui camminiamo, corriamo, abitiamo il mondo. Ed è proprio da questa consapevolezza profonda che nasce Vibram Essential, la nuova collezione SS27 presentata durante la Milan Fashion Week in uno spazio espositivo immersivo in Corso Garibaldi.
Meno è meglio. Ma solo se sai esattamente cosa stai togliendo. Il nome Essential, infatti, non è un esercizio di marketing minimalista, è una dichiarazione di metodo. La filosofia alla base della collezione parte da un’idea radicale: il minimalismo non è semplicemente ridurre lo spessore della suola, ma avviare un processo progressivo di diminuzione dell’intervento strutturale, restituendo al piede la sua biomeccanica naturale. Eliminare il superfluo, migliorare la percezione del terreno, ripristinare la libertà di movimento.
Radicata nell’esperienza pluridecennale di Vibram FiveFingers, la linea Essential si articola su tre livelli evolutivi coerenti tra loro. Il primo è il Low-Drop, con un leggero dislivello tra tallone e avampiede: pensato come porta d’ingresso al minimalismo, combina supporto strutturale e naturalezza del passo. Il secondo livello, Minimal Soles, interpreta il quotidiano urbano con una calzata slanciata e aderente, contemporanea nello stile senza tradire i principi funzionali. Il terzo e più puro è il Barefoot-Inspired Constructions/Comfort: forma anatomica ampia, costruzioni zero-drop, libertà totale per mesopiede e avampiede. L’espressione più onesta del barefoot living.
A dare spessore — quello culturale, non quello della suola — alla collezione, ci pensano le collaborazioni: Buttero, Lemaire, Fabiana Filippi, Harmont&Blaine, Primigi e altri brand hanno reinterpretato i concetti di FF CUP e Minimal Fashion secondo i propri codici. Un dialogo tra mondi che conferma quanto la tecnologia Vibram sia trasversale: dalla montagna alla passerella, dalla performance all’estetica urbana.
Il passo che conta è quello verso una calzatura che smette di compensare e inizia ad ascoltare. Con 40 milioni di suole prodotte ogni anno e una presenza in 120 paesi, Vibram dimostra che innovare, a volte, significa avere il coraggio di fare un passo indietro, per camminare molto meglio.
Un clima di profonda incertezza ha caratterizzato l’ultima edizione di APLF a Hong Kong, inaugurata lo scorso 12 marzo, a soli dieci giorni dall’attacco israelo-americano all’Iran. In questo scenario, con il Medio Oriente colpito dai missili dei pasdaran, numerosi voli con scalo negli Emirati sono stati cancellati, costringendo molti operatori a riprogrammare i propri viaggi all’ultimo minuto. A dispetto di un contesto geopolitico così critico, la fiera ha però registrato risultati discreti, decisamente migliori delle attese, confermandosi come il principale punto di incontro per l’industria conciaria globale. Gli espositori internazionali hanno partecipato all’evento con compattezza e anche i visitatori, prevalentemente asiatici, hanno risposto positivamente, pur con qualche inevitabile defezione, soprattutto da oltreoceano. Con 500 espositori provenienti da 36 Paesi e regioni, APLF 2026 ha mantenuto una forte vocazione internazionale, pur presentandosi in una forma più compatta rispetto al passato. Una scelta che riflette un anno particolarmente complesso per il settore a livello globale, segnato da rallentamenti e aggiustamenti economici, ma che ha anche consentito di riunire tutti gli espositori su un unico livello del centro fieristico. L’edizione 2026 ha inoltre introdotto un layout espositivo rinnovato e più funzionale: tutte le sezioni – pelle, materiali e accessori moda – sono state accorpate nel padiglione del livello 1. «Una scelta che favorisce l’integrazione tra le diverse fasi della filiera, migliorando l’esperienza dei visitatori e incentivando opportunità di business più concrete», spiegano gli organizzatori. Sul fronte delle partecipazioni nazionali, dopo la Cina, presente con 113 aziende, spiccava l’Italia con 104 imprese, seguita da Francia (38), Brasile (33) e Turchia (26). Due le collettive italiane nella sezione principale Leather: quella dei conciatori riuniti sotto l’egida di UNIC, con 44 partecipanti, e quella dei costruttori di macchine per conceria e produttori di ausiliari chimici coordinati da ASSOMAC e ITA, con 33 aziende, a cui si aggiungono diversi espositori individuali. I commenti raccolti a caldo evidenziano una soddisfazione maggiore tra le concerie, che hanno registrato un rinnovato interesse da parte dei visitatori alla ricerca di novità. Più tiepide, invece, le impressioni dei produttori di macchinari e dei fornitori di prodotti chimici, penalizzati dall’incertezza del mercato internazionale, che frena gli investimenti. Nonostante un calo del 10,5% delle esportazioni nel 2025 – pari a 75 miliardi di dollari nei comparti pelle, calzature e accessori – la Cina si conferma del resto il principale protagonista mondiale del settore. Il Paese mantiene una leadership indiscussa sia per volume sia per valore della produzione, continuando a richiedere ingenti importazioni di materie prime per sostenere la propria capacità industriale. In questo contesto, Hong Kong rafforza ulteriormente la propria centralità. Come sottolineato dalla direttrice di APLF, Janice Lee, la città si distingue per stabilità operativa, apertura commerciale e infrastrutture efficienti: elementi che la rendono un hub ideale per le aziende interessate ad accedere non solo al mercato cinese, ma anche alle economie emergenti del Sud-Est asiatico. Proprio in questa regione si registrano alcune delle dinamiche più interessanti. Vietnam e Indonesia emergono come mercati in forte espansione. Il Vietnam, sostenuto da investimenti esteri e accordi commerciali internazionali, si è affermato come polo produttivo per calzature e pelletteria. L’Indonesia, grazie a un ampio mercato interno e a una filiera già sviluppata, si posiziona invece tra i principali consumatori regionali. Non a caso, qui si terrà la prossima edizione di APLF ASEAN, in programma a Jakarta nel novembre 2026. Oltre alla dimensione commerciale, APLF 2026 si è confermata come piattaforma di confronto e innovazione, grazie a un ricco programma di conferenze, seminari e workshop dedicati alle sfide future del comparto: sostenibilità, efficienza produttiva e nuove strategie di mercato. Tra gli eventi più seguiti, la presentazione del progetto italiano “The Leather Leaders”, incentrato sulla collaborazione tra concerie italiane e brand internazionale e finalizzato alla misurazione scientifica dell’impatto ambientale delle pelli. L’incontro, introdotto dal presidente Fabrizio Nuti, ha incluso una mini-tavola rotonda con le testimonianze di tre conciatori coinvolti nel progetto. In un contesto internazionale ancora in evoluzione, il messaggio che emerge da APLF 2026 è chiaro: la filiera della pelle guarda avanti, puntando su collaborazione, innovazione e una presenza sempre più integrata nei mercati asiatici. La prossima edizione è già in calendario e si terrà dal 31 marzo al 2 aprile 2027.
Un momento della cerimonia di apertura di APLF2026Da sinistra, il presidente di Alliance France Cuir (AFC)Christophe Dehard, la direttrice di APLF Ltd. Janice Lee e il vicepresidente esecutivo dello sviluppo commerciale di Informa Markets Michael DuckUn corridoio della collettiva delle concerie italiane coordinate da UNICUno scorcio della collettiva italiana coordinata da ITA ASSOMACUn momento della presentazione del progetto UNIC “Leather Leaders”
A poco più di sei settimane dal prossimo appuntamento con il World Leather Day 2026, in programma il 29 aprile, il settore conciario internazionale si prepara a lanciare un messaggio forte e unitario. Il tema scelto per l’edizione di quest’anno, “Make It Leather”, rappresenta molto più di uno slogan: è un vero e proprio invito all’azione rivolto a tutta la filiera. L’iniziativa, promossa da Leather Naturally, punta a riunire aziende, partner, designer, studenti e consumatori attorno a un principio chiave: compiere scelte consapevoli e responsabili in materia di materiali. Un cambio di paradigma che segna il passaggio da una logica basata sui volumi a una fondata sul valore, dalla cultura dell’usa e getta a quella della durata, fino a un consumo meno influenzato dalle tendenze e più orientato alla qualità e alla tradizione artigianale. Il messaggio è chiaro: non basta più sensibilizzare, è il momento di agire. “Make It Leather” si propone come una call to action per ribadire il valore della pelle come materiale durevole e responsabile. In vista del 29 aprile, l’organizzazione invita l’intero comparto a partecipare attivamente, sfruttando le opportunità offerte dalle settimane che precedono l’evento. I membri di Leather Naturally avranno inoltre accesso a un ampio toolkit di risorse visive pensate per supportare la campagna e amplificarne l’impatto. Con “Make It Leather”, il World Leather Day 2026 si candida così a diventare non solo una celebrazione del settore, ma anche un momento di svolta per ridefinire le priorità dell’industria in chiave più sostenibile e duratura. Per ulteriori informazioni https://www.leathernaturally.org/worldleatherday/
Si terrà l’1 e 2 luglio 2026, presso il Mövenpick Hotel di Münster, la 14ª edizione dei Freiberg Leather Days, uno degli appuntamenti più attesi per gli operatori dell’industria conciaria tedesca ed europea. L’evento, come sempre organizzato dall’associazione dei chimici conciari tedeschi VGCT e dall’istituto di ricerca Filk Institute, si preannuncia come un’occasione di confronto e aggiornamento su innovazioni tecnologiche, sostenibilità e prospettive future del settore della pelle. Tra i momenti centrali del programma spicca l’intervento del professor Thomas Scholten dell’Università di Tübingen, che terrà una relazione dedicata ai cicli globali e regionali dell’azoto e al loro impatto sull’allevamento. Esperto riconosciuto in scienze del suolo e sistemi di uso sostenibile del territorio, Scholten offrirà una prospettiva scientifica su una tematica sempre più rilevante per l’intera filiera produttiva. Nel frattempo, gli organizzatori hanno annunciato la proroga di 14 giorni per l’invio delle proposte di intervento: ricercatori, aziende e professionisti avranno tempo fino al 31 marzo 2026 per presentare i propri contributi. Tra gli ambiti di maggiore interesse figurano le nuove tecnologie per la produzione conciaria, i progressi nelle tecniche di analisi e caratterizzazione, l’impiego di materie prime sostenibili, nonché l’automazione e la digitalizzazione dei processi industriali. Spazio anche alle trasformazioni della filiera e alle applicazioni innovative, con particolare attenzione al ruolo dell’artigianato nell’era dell’Industria 4.0. L’obiettivo è favorire un dialogo aperto tra ricerca e industria, in un momento di profonda evoluzione per il comparto. Oltre al programma scientifico, l’evento offrirà anche momenti di networking informale, tra cui una pedal boat rally sul lago Aasee e diverse attività sociali pensate per facilitare lo scambio tra i partecipanti in un contesto rilassato. Per ulteriori informazioni https://www.eventclass.it/ledertage2026/welcome/index
FRAU SIGNATURE nasce per completare l’identità del negozio uomo con una risposta concreta a un vuoto reale nel retail abbigliamento premium. Oggi, infatti, il negozio uomo costruisce stile, consulenza, coerenza. Ma spesso, al momento della scarpa, l’offerta si interrompe: troppo classica, troppo lusso o troppo economica. FRAU SIGNATURE si posiziona come formale contemporaneo di primo prezzo qualificato, per un uomo che non cerca loghi evidenti ma valore nel dettaglio, qualità reale e packaging dedicato. Un professionista, imprenditore, manager, che magari compra meno, ma meglio. La gamma prodotti è razionale, senza sovrapposizioni: derby, mocassino, stringata pulita e una palette colori studiata per dialogare con blu, grigi, sabbia, verde oliva. Una selezione mirata che completa l’identità del punto vendita.
La pelle di qualità superiore con fiore naturale, selezionata in pezzature più piccole per preservarne autenticità e carattere. Quando è ancora sulla forma, viene lavorata ad aerografo con gesti lenti e sapienti. Nessun paio è identico all’altro, perché ogni passaggio è fatto a mano. Il comfort è assicurato, oltre che dalla forma, dal sottopiede estraibile iconico per un comfort evoluto. Dettagli distintivi: bordi rifiniti con piping, aspetto curato da calzatura di lusso, logo FRAU in rilievo, cuciture a distanza, vaschetta sovrapposta, applicata con impuntura ornamentale a punto lungo, suole personalizzate FRAU.
La strategia di framas è sempre stata quella di aumentare la propria capacità produttiva nei paesi in cui i suoi clienti, principalmente grandi marchi sportivi, hanno localizzato gli impianti di produzione.
Da alcuni anni, ormai, il Vietnam e l’Indonesia sono le destinazioni preferite dai più importanti gruppi produttori di calzature sportive per l’insediamento dei propri impianti di produzione su larga scala. Non è un segreto che anche le aziende della filiera, come quelle che producono tomaie per scarpe sportive e quelle come framas che producono suole, abbiano scelto di aprire stabilimenti in questi Paesi.
Framas gestisce già tre stabilimenti in Vietnam specializzati nella produzione di componenti in materiali avanzati utilizzando la tecnologia dello stampaggio a iniezione. L’ultimo sviluppo è l’installazione di due nuove macchine Gusbi, ciascuna con 80 stazioni, in uno degli stabilimenti, dedicate alla produzione di intersuole utilizzando la tecnologia a colata di schiuma.
L’obiettivo è consolidare la propria posizione come fornitore diretto delle fabbriche di primo livello – il primo punto di contatto per i marchi, ovvero coloro che producono la scarpa finita, ricevendo componenti dal livello inferiore, noto come secondo livello. Non più fornitori di una parte della suola, ma piuttosto dell’intera struttura, che può essere un assemblaggio di molti componenti diversi: non solo suole e intersuole, ma anche piastre in carbonio, gambetti in TPU e rinforzi, ecc.
Un primo progetto di suola monoblocco completa è stato presentato alla fiera di Portland lo scorso agosto, insieme al partner Synergy in Motion, un’azienda vietnamita specializzata nella produzione di intersuole con tecnologia SCF & SEM.
La nuova tecnologia Gusbi che consente la colata è stata sviluppata per lo stampaggio del PU ed è particolarmente adatta alla produzione di intersuole utilizzando materiali innovativi, tra cui la tecnologia Liquid TPU (Smartlite-O) di Huntsmann
Una caratteristica tipica della tecnologia di stampaggio a colata è la riduzione del tempo di ciclo, che può arrivare a soli 5/6 secondi, consentendo una produttività di 500/600 paia di suole all’ora in un impianto configurato come quello di framas. L’aspettativa è di aumentare la capacità produttiva a circa 2 milioni di paia di suole finite all’anno.
La tecnologia di colata è inoltre particolarmente adatta al co-stampaggio, ovvero allo stampaggio dell’intersuola direttamente sulla suola, precedentemente inserita nello stampo. Lavorando con materiali che presentano un’affinità chimica tra loro, è possibile ottenere l’adesione tra le due parti, durante il processo di stampaggio, senza l’uso di adesivi. Ciò riduce ovviamente i tempi di produzione perché evita la successiva fase di incollaggio tra intersuola e suola, nonché tutte le fasi precedenti di preparazione dei materiali, per cui per la gran parte si utilizzano ancora sostanze chimiche a base solvente.
«Lavoriamo su queste tecnologie da più di tre anni. Inizialmente sono state installate presso la sede centrale di Pirmasens, in Germania, per mettere a punto processi e materiali», afferma Yannik Bauer, tecnico esperto di PU del Gruppo framas.
Alberto Buffonini, Direttore Vendite e Marketing Internazionale di Gusbi, aggiunge: «La macchina è stata realizzata su misura in collaborazione con il team di tecnici di framas. Abbiamo ottimizzato al massimo la tecnologia per il tipo di materiali che l’azienda intende utilizzare in questo nuovo sviluppo.»
Con questo investimento, il Gruppo framas consolida la propria leadership nel segmento delle calzature sportive, in particolare per l’uso agonistico, ma apre anche la strada alla produzione di componenti per calzature di uso quotidiano, sempre più influenzate dalle migliori pratiche del mondo dell’atletica.
Atmosfera molto positiva e ottimista alla 39ª edizione dell’India International Leather Fair (IILF), che si è svolta dall’1 al 3 febbraio 2026 nei padiglioni espositivi di nuova costruzione del Chennai Trade Centre, in uno spazio più ampio che ha permesso di mostrare con maggiore respiro il meglio dell’industria indiana della pelle e della calzatura, dei componenti per calzature, materiali sintetici, macchinari, prodotti chimici, attrezzature e tecnologia. Su oltre 20mila mq totali erano presenti 362 aziende indiane e 66 straniere, con Italia e Germania con propri Country Pavilion.
IILF rappresenta, infatti, l’evento di punta dell’industria indiana della pelle, un mercato in crescita e che tradizionalmente rappresenta un importante acquirente di macchine e tecnologie italiane. Oltre alla sua spiccata dimensione commerciale, l’IILF offre anche un’eccellente piattaforma per dimostrare il potenziale di esportazione e di investimento dell’India nei settori della pelle e affini.
Ricordiamo a questo proposito la firma il 27 gennaio corso di uno storico Accordo di Libero Scambio (FTA) tra India e UE, il più vasto mai siglato da entrambe le parti.
«L’accordo – ha dichiarato Shri R. Selvam, direttore esecutivo di CLE – rappresenta un grande vantaggio per l’industria indiana delle calzature e della pelle, poiché l’UE è il nostro principale mercato, con il 43% delle esportazioni. Con dazi all’importazione pari allo 0% nell’UE per il settore delle calzature e della pelle, si apriranno nuove opportunità per i nostri esportatori, contribuendo al raggiungimento dell’obiettivo di export di 14 miliardi di dollari entro il 2030. L’accordo rafforzerà la cooperazione tra i due blocchi, non solo nell’ambito dell’approvvigionamento, ma anche in quello degli investimenti”.
Durante il periodo di fiera è stato anche raggiunto un accordo con gli USA per l’abbassamento dei dazi dal 25-50% al 18%. Continua inoltre il programma Make in India, lanciato nel 2014 con l’obiettivo di rendere il paese un hub manifatturiero globale, promuovendo una crescita significativa delle esportazioni e una rapida espansione economica. L’India mette a disposizione importanti incentivi fiscali per attrarre investimenti esteri, in particolare verso le regioni più povere, e già oggi alcuni Gruppi taiwanesi hanno pianificato di aprire nuove fabbriche nel Tamil Nandu.
TFL annuncia che il CEO André Lanning ha deciso di lasciare l’organizzazione per cogliere un’altra opportunità professionale. Insieme al Consiglio di Amministrazione, il sig. Lanning ha concordato un piano di transizione strutturato, progettato per garantire la continuità e mantenere l’attenzione di TFL sulla crescita e sulla creazione di valore. Il suo ultimo giorno di lavoro presso l’organizzazione è stato il 10 marzo 2026. Pur lasciando il suo ruolo di CEO dell’azienda, André Lanning entrerà a far parte del Consiglio di Amministrazione di TFL, contribuendo alla continuità operativa ed apportando conoscenze ed esperienze preziose per TFL. L’azienda comunica che iI Consiglio di Amministrazione è stato attivamente impegnato nella pianificazione della successione e sta procedendo verso la nomina di un nuovo CEO che possa continuare a guidare la direzione strategica a lungo termine di TFL. Nel frattempo, Samer Al Jabi assumerà l’incarico di CEO ad interim in aggiunta al suo attuale ruolo di Chief Commercial Officer. Al Jabi si è unito a TFL nel 2025 e sta contribuendo in modo significativo al piano strategico quinquennale dell’azienda e agli sforzi di eccellenza commerciale globale. In qualità di CEO ad interim, garantirà la continuità della leadership e porterà avanti le priorità strategiche di TFL e gli obiettivi di crescita a lungo termine.
Pitti Uomo detta il ritmo. L’edizione 109, andata in scena alla Fortezza da Basso di Firenze, ha riconfermato numeri solidi — circa 12.500 compratori e quasi 19.000 visitatori totali — in un momento in cui il mercato internazionale cammina su ghiaccio sottile.
«Un Pitti Uomo in cui si è percepita un’atmosfera bella e dinamica, che inietta positività a tutto il sistema», ha dichiarato Raffaello Napoleone, AD di Pitti Immagine. I 5.000 buyer esteri presenti — in crescita sul 2024 — dicono molto dell’atmosfera positiva che si è respirato.
I mercati che crescono disegnano una interessante mappa geografica: bene Regno Unito, Stati Uniti, Giappone, Grecia e Portogallo. Molto bene il blocco nordico — Svezia, Danimarca, Norvegia e Finlandia in deciso aumento. Si confermano le presenze cinesi, con un equilibrio tra Hong Kong e Cina continentale. E tra le sorprese, rientrano in scena Libano, Egitto e Medio Oriente.
I buyer italiani calano leggermente, attestandosi intorno alle 7.500 unità: un segnale che riflette le difficoltà note della distribuzione interna. Nessun dramma, ma un dato da non ignorare.
Tra i 758 espositori — veri protagonisti, secondo Napoleone — ricerca e innovazione hanno dominato la scena. In Fortezza si è ragionato di futuro con i piedi per terra: niente slogan, solo collezioni e confronto diretto con i buyer più importanti del mondo.
Pitti 109 dimostra ancora una volta che, nonostante le tensioni internazionali, chi investe in qualità trova interlocutori.
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