Arsutoria Magazine

Nasce ACBC Innovation Hub

Lo scorso maggio la società di consulenza specializzata – che integra competenze industriali, accademiche e consulenziali per guidare percorsi di trasformazione e innovazione – ha inaugurato a Milano, in Via Signorelli 10, uno spazio di 400 mq progettato per cambiare il modo in cui l’innovazione viene anticipata e portata sul mercato nei settori della moda, del lusso e dello stile di vita. Questo hub serve come una piattaforma operativa che implementa un modello di innovazione completo, integrando ricerca sui materiali, sviluppo prodotto, strategia e messa in commercio. L’Innovation Hub è il cuore tecnologico di ACBC e gestisce l’intero ciclo di vita del prodotto, dal design alla circolarità. L’Hub offre accesso a un ecosistema di soluzioni innovative e promuove la collaborazione con settori come l’automotive e l’interior design. Il team di otto persone, guidato dal Chief Innovation Officer Edoardo Iannuzzi, con esperti nel campo tessile, mondo pelle e polimeri ed un database di più di 3800 materiali e circa 200 realtà collegate divise tra start-up e innovatori del mondo dei materiali e leader multi-nazionali, con copertura di diverse supply chain dall’Asia, EU e USA. 

L’Hub segue due strategie di innovazione: la prima riguarda l’area “Available”, dove si presentano materiali pronti per il mercato, e la seconda è l’area “New Frontiers”, in cui vengono sviluppati nuovi brevetti con un budget del 5% in ricerca e sviluppo.
ACBC offre anche altri servizi complementari. La Strategy Consulting aiuta le aziende a definire strategie di crescita e a migliorare l’efficienza operativa, integrando la sostenibilità nel business. Il Supply Chain Managed Services supporta lo sviluppo e l’industrializzazione del prodotto con un approccio flessibile. L’area Marketing & Communication si occupa di tradurre l’innovazione in strategie di mercato. L’approccio T2T, che integra tecnologia e tracciabilità, assicura trasparenza lungo tutta la filiera.
“L’Hub nasce per mettere l’innovazione, spesso poco valorizzata nel fashion, al servizio del settore. ACBC seleziona e traduce soluzioni su materiali, prodotto e circolarità in KPI economici e ambientali chiari e misurabili, permettendo ai brand di valutarle e adottarle su basi oggettive e scientifiche, comprendendone i benefici concreti.” – ha dichiarato Edoardo Iannuzzi, ACBC Co-Founder & Chief of Innovation.

“Con l’Innovation Hub rafforziamo la nostra visione: costruire un’infrastruttura capace di connettere competenze, tecnologie e filiere su scala globale, mettendo a sistema know-how e capacità esecutiva. Vogliamo consolidare il nostro ruolo di partner di riferimento nell’evoluzione del settore contribuendo a guidare la trasformazione verso modelli più avanzati, integrati e competitivi” – ha aggiunto Gio Giacobbe, Co-Founder & CEO di ACBC.

L’apertura dell’Innovation Hub si inserisce in una fase di consolidamento per ACBC, sostenuta anche dall’ingresso del fondo Gyrus Capital, con l’obiettivo di accelerarne lo sviluppo e rafforzarne il posizionamento a livello internazionale. Certificata B Corp e riconosciuta come punto di riferimento nella consulenza per il settore fashion, luxury e lifestyle, ACBC è oggi partner di riferimento per brand globali che vogliono sviluppare nuovi prodotti e modelli di business, facendo dell’innovazione – tecnologica, progettuale e industriale – il principale motore di competitività.

From left:  Gio Giacobbe Ceo and CoFounder ACBC Edoardo Iannuzzi Chief Innovation Officer and CoFounder


Da Leather Naturally un nuovo rapporto sull’acqua

Leather Naturally ha pubblicato una nuova risorsa educativa dedicata alla gestione sostenibile dell’acqua nell’industria della pelle. Il documento – cofirmato dai membri del Consiglio Kim Sena, Aukje Berden e Camille Mori – spiega quanto l’acqua sia fondamentale nella produzione della pelle, dalla lavorazione delle pelli grezze fino alla rifinizione. Ci ricorda come l’acqua sia una risorsa limitata e sempre più sotto osservazione dal punto di vista ambientale e normativo. Per questo motivo, il settore conciario deve migliorare il modo in cui l’acqua viene misurata, gestita e conservata. Un utilizzo più sostenibile consente infatti di ridurre l’impatto ambientale, rispettare le normative future, aumentare la fiducia di clienti e stakeholder e favorire l’innovazione tecnologica lungo tutta la filiera.
Intitolato Sustainable Water Management in the Leather Industry il rapporto si pone l’obiettivo di fornire strumenti e conoscenze utili a tutti gli attori della filiera per collaborare su pratiche di gestione sostenibile dell’acqua.
Il documento è stato sviluppato grazie a una consultazione pubblica svolta alla fine del 2025 e si basa anche su uno studio di valutazione del ciclo di vita (LCA) realizzato da Leather Naturally con il supporto tecnico di SPIN360.
Questi gli argomenti chiave trattati:

– Perché l’acqua rimane una priorità strategica per l’industria della pelle
– La base di una gestione sostenibile dell’acqua
– Come viene implementata una gestione sostenibile dell’acqua
– Limitazioni e sfide nella gestione delle acque
– Case study e storie di successo

La pubblicazione è rivolta a professionisti del settore, responsabili della sostenibilità, fornitori, marchi e decisori politici, con l’obiettivo di promuovere miglioramenti concreti e duraturi e si può scaricare gratuitamente dal sito di Leather Naturally (https://www.leathernaturally.org/news-events/news/new-resource-sustainable-water-management-in-the-leather-industry/).

ll calzaturiero spagnolo fa fronte comune

Una collaborazione stabile pubblico-privata, un tavolo tecnico permanente e un programma pilota di modernizzazione su misura per le PMI, volto ad accelerare la digitalizzazione, la sostenibilità e a garantire il ricambio generazionale: sono questi i punti chiave della proposta congiunta presentata lo scorso 12 maggio dalle associazioni nazionali dei produttori di calzature e di componenti per calzature al ministro dell’Industria e del Turismo, Jordi Hereu Boher. Obiettivo? Rafforzare la competitività, la modernizzazione e la continuità industriale del settore calzaturiero spagnolo e della sua industria ausiliaria.

Durante l’incontro, entrambe le organizzazioni hanno sostenuto la necessità di avanzare verso una collaborazione pubblico-privata stabile che consenta di rispondere alle sfide strutturali che questa catena del valore industriale deve affrontare: crescente pressione sui prezzi, trasformazione dei canali commerciali, progressiva perdita della base manifatturiera, difficoltà nel ricambio generazionale, mancanza di scala imprenditoriale e nuove esigenze normative in materia di sostenibilità, tracciabilità e prodotto.

La FICE e l’AEC hanno sottoposto al Ministero l’opportunità di riconoscere il settore calzaturiero e i suoi componenti come ambito prioritario nell’ambito della politica industriale spagnola, data la sua rilevanza in termini di occupazione, esportazioni, innovazione, coesione territoriale, capacità produttiva e prestigio internazionale del marchio «Made in Spain».

Come asse centrale della proposta, entrambe le entità hanno presentato la possibilità di promuovere un programma pilota di modernizzazione industriale settoriale, supportato da aziende dimostrative, centri tecnologici e struttura settoriale.

È stata inoltre sollevata la necessità di affrontare una delle principali sfide del settore – la continuità aziendale-, oltre ad azioni  volte a rafforzare la competitività internazionale del settore, sostenere la diversificazione dei mercati, migliorare la vigilanza di mercato e favorire condizioni di concorrenza equilibrate per l’industria spagnola ed europea.
Entrambe le organizzazioni hanno richiesto l’istituzione di un gruppo di lavoro tecnico con il Ministero, con l’obiettivo di definire nel breve periodo possibili linee di collaborazione, strumenti di sostegno e progetti di modernizzazione applicabili al settore.

Il menswear di alta gamma dà appuntamento a PITTI UOMO 110

Stili e tendenze del menswear di alta gamma per la PE 2027 si svelano nell’atteso appuntamento a Firenze con la 110° edizione di Pitti Immagine Uomo, con oltre 720 marchi che esporranno in Fortezza da Basso (di cui il 44% in arrivo da più di 30 paesi), suddivisi in cinque sezioni: Fantastic Classic, Futuro Maschile, Superstyling, Dynamic Attitude e I Go Out.

The Pool è il tema ispiratore e visivo dell’edizione estiva 2026 del Salone, con l’installazione centrale curata da Philéo Landowski e firmata da Pascal Hachem.

Per quanto riguarda invece gli eventi speciali, lo Guest Designer dell’edizione è Simone Rocha, founder & creative director dell’omonimo brand, che per l’occasione terrà a Firenze la sua prima sfilata indipendente di moda maschile, in scena il 18 giugno al Teatro della Pergola. Guest Designer è DSM Kei Ninomiya, lo stilista giapponese apprezzato per il suo approccio concettuale e già alla guida di noir kei ninomiya, la sua label cresciuta sotto l’egida di Comme des Garçons. A Firenze andrà in scena la collezione menswear PE 2027, con una sfilata evento il 17 giugno alle ore 22.00 al Complesso di Sant’Orsola.
Special Guest è, invece,  JiyongKim, brand del designer sudcoreano tra i migliori talenti all’edizione 2024 del LVMH Prize, con un progetto-evento appositamente concepito per Firenze negli spazi del Magazzino 07 in Fortezza. Last but not least, il brand danese Sunflower realizzerà una speciale sfilata evento a il 17 giugno alle ore 19.00 al Teatro del Maggio Musicale – come CPHFW Special Project, presentando così il marchio al pubblico internazionale di Pitti Immagine Uomo.
 “Energia, coraggio e visione trasformatrice caratterizzano da sempre il nostro lavoro, sono gli elementi che ci hanno consentito di ridisegnare a ogni frangente decisivo lo stesso concetto di fiera, trasformando Pitti Uomo in un evento non solo commerciale, ma anche un promotore culturale, un luogo di confronto, generativo di nuove idee, tendenze e connessioni” – ha affermato Antonio De Matteis, presidente di Pitti Immagine –.
“Navigare nel futuro: è questo il messaggio e l’obiettivo con cui stiamo costruendo il prossimo ciclo di saloni moda – ha dichiarato Ivano Cauli, neo amministratore delegato di Pitti Immagine – a cominciare proprio da Pitti Uomo”.

26th Shoes and Leather Vietnam: porta d’accesso al mercato asiatico

Top Repute Co. Ltd. – affermata società organizzatrice di fiere dal 1989 – dà appuntamento agli operatori del settore dall’8 al 10 luglio 2026  in Vietnam con la 26ª edizione della Fiera Internazionale dell’Industria Calzaturiera e della Pelletteria, che comprende la Fiera Internazionale dei Prodotti Calzaturieri e della Pelletteria . La location è  il Saigon Exhibition & Convention Center (SECC) di Ho Chi Minh City, il dinamico polo economico del sud del Vietnam e centro tradizionale della produzione e dell’esportazione di calzature del Paese. Rispecchiando il formato di IFLE – Guangzhou, il primo evento dedicato al settore che fa capo a Top Repute Co. Ltd. , anche  Shoes and Leather Vietnam vedrà la partecipazione di oltre 800 espositori provenienti da 30 paesi e regioni e attirerà più di 15.000 visitatori professionali da 70 paesi e regioni, il tutto in un’area espositiva di 20.000 metri quadrati. L’evento offre una piattaforma eccellente per acquirenti e fornitori dell’ASEAN e internazionali per interagire con il settore della pelle e delle calzature in rapida espansione del Vietnam, esplorare l’intera catena di approvvigionamento, dai materiali ai prodotti finiti, e trarre vantaggio dalla forte industria orientata all’esportazione concentrata nel sud del Paese.

Info su www.toprepute.com.hk


JV International potenzia l’expertise tecnico-creativa al fianco dei brand partner

Alla guida della direzione commerciale entra Stefano Madau, manager dal solido background interfunzionale nella consulenza strategica e con un percorso ai vertici di importanti marchi del mondo outdoor e sportivo. Accanto a lui troviamo Giovanni Girardi, che assume il ruolo di Sales Manager, forte di una comprovata esperienza nel settore sportivo e di competenze consolidate in negoziazione, pianificazione strategica e sviluppo del business. L’evoluzione dell’azienda passa anche dal potenziamento dell’area design e sviluppo prodotto. In questo contesto si inserisce Vania Cadamuro, Designer Coordinator e Product & Project Manager con un percorso che abbraccia l’intero ciclo di vita del prodotto, dall’ideazione all’industrializzazione in settori differenti, dallo sport all’arredamento, dalla moda al mondo dell’infanzia. A completare il rafforzamento del team tecnico entra Aramis Ziliotto, Technical Coordinator, con una formazione come Product Designer e una specializzazione nella progettazione tecnica di suole per gli sport outdoor.

Luca Piani, General Director di JV International, alla guida di questo percorso di consolidamento e sviluppo, afferma: “L’ingresso di queste nuove professionalità rappresenta un passaggio strategico nel percorso di sviluppo di JV International, perché ci permette di integrare competenze chiave e consolidare una struttura sempre più solida e orientata all’innovazione. In un mercato internazionale in continua evoluzione, crediamo che investire su persone, organizzazione e know-how sia fondamentale per sostenere la crescita dell’azienda e continuare a creare valore insieme ai brand partner.”

Luca Piani, General Director 

Sostenibilità e nuove logiche di valore nel calzaturiero

Unione Stilisti, in collaborazione con Olians Plast, Re.Nova Plast e Flowability promuove un momento di confronto dedicato alla sostenibilità nel distretto calzaturiero, con l’obiettivo di offrire strumenti concreti per affrontare la transizione verso la circolarità in un contesto economico complesso.


22 maggio 2026
dalle ore 17.00 alle 19.30
Auditorium Quota CS
Via Pozzetto 3, Sant’Elpidio a Mare


L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che molte imprese della filiera incontrano ancora difficoltà nell’integrare la sostenibilità nei propri modelli produttivi, anche a causa delle recenti criticità economiche. In questo scenario, la sostenibilità viene proposta come leva concreta di innovazione, efficientamento e rafforzamento competitivo.


L’incontro, moderato da Sara Di Battista, prevede un programma articolato in quattro focus tematici:

·      Regolamenti e trasformazione della filiera: con Marco Capellini (Matrec), Luca Campadello (Erion Textile) e Giulia Caldon (Ez lab)

·      Tecnologie integrate a supporto delle aziende: con Marco Cappellini (Matrec) e Simone Lastrucci (WTrendy)

·      Conservazione del valore e processi di recupero: con Francesco Cognigni (Gruppo Olians) e Elisabetta Pieragostini (Da.Mi)

·      Governance, organizzazione e strumenti finanziari: con Alessandro Baccani (Aneway) e Rito Straccia (Banco Marchigiano)


L’obiettivo è favorire un confronto concreto tra imprese e operatori della filiera, mostrando come la sostenibilità possa trasformarsi da vincolo a opportunità reale per il distretto.

È possibile registrarsi cliccando qui.

ICF: 2025 e dividendo record

La società, tra gli operatori di riferimento internazionale nella progettazione, produzione e commercializzazione di adesivi e tessuti ad alto contenuto tecnologico, quotata sul mercato Euronext Growth Milan, ha approvato il 28 aprile scorso il bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2025 e preso visione del bilancio consolidato al 31 dicembre 2025. I principali risultati consolidati mostrano ricavi pari a Euro 72,6 milioni, EBITDA pari a Euro 9,7 milioni, in crescita rispetto a Euro 8,9 milioni al 31 dicembre 2024, con una marginalità del 13,3%. EBIT Adjusted pari a Euro 6,8 milioni, + 17% sul 2024.

L’Assemblea ha altresì approvato di destinare il risultato d’esercizio e distribuzione di un dividendo pari a Euro 0,30 per azione. E’ seguita la nomina della nuova governance che vede Guido Cami Presidente del Consiglio di Amministrazione e Amministratore Delegato. Marina Balzano, Steven Kenny e Roberto Rettani consiglieri indipendenti. È stato inoltre autorizzato il nuovo programma di acquisto di azioni proprie finalizzato a consentire a ICF di dotarsi di un portafoglio azioni di cui disporre per operazioni di finanza straordinaria e/o di altri impieghi di interesse finanziario-gestionale e strategico.

Una società resiliente in un contesto difficile

In un’intervista a Class CNBC, il presidente Ing. Guido Cami ha commentato questi eccellenti risultati di esercizio sottolineando come, in realtà, i ricavi siano in calo rispetto a Euro 75,2 milioni al 31 dicembre 2024 e questo per effetto prevalentemente della contrazione del settore calzaturiero e pelletteria, cui hanno fatto da contrappeso positivo altri settori in cui ICF opera, come automotive e flexible packaging.

Cami ha anche sottolineato come l’Italia sia sempre più costosa per il mondo: “I prodotti italiani risultano costosi, in senso generale, come compliance, come regolamentazione, come energie, e questo ci fa perdere competitività rispetto al Far East. Guardando in particolare il nostro portafoglio, abbiamo però visto che siamo riusciti a recuperare quote in Europa, perché i nostri clienti che producono e vendono in Europa sottostanno loro stessi a regolamentazioni europee sempre più vincolate e stringenti”.

Oggi, evidenzia Cami, “il mantra non è più di portare a casa ordini e fatturato, ma è necessario essere più selettivi, fare prodotti di nicchia, più tecnici, rispettosi delle normative, con buone caratteristiche di innovazione. Solo così la marginalità sale”. Per fare questo ci vuole un’azienda strutturata da un punto di vista di macchinari, ma ci vuole anche molta fantasia e curiosità in termini commerciali, un buon team di R&D per l’innovazione e, infine, un buon controllo amministrativo-gestionale.

Rispetto alla grave crisi in Medio Oriente e a quanto ne è conseguito, Cami afferma che dal 2 di marzo si è assistito ad un’impennata rilevante del costo di tutte le materie prime e questo non potrà non avere un impatto significativo nel prossimo futuro: “All’interno della nostra composizione le materie prime valgono circa il 60-62% e i solventi, il cui prezzo è triplicato,  pesano all’interno di questo 60-62% , quasi il 70%, quindi si può immaginare l’impatto. La differenza  rispetto al 2021 e al post-Covid, è che – per il momento –  all’impennata dei prezzi delle materie prime non corrisponde ancora una carenza delle stesse, almeno in Europa. La vera domanda è che cosa succederà da qui ai prossimi 3-4 mesi, da qui alle vacanze estive”.

Guido Cami, Presidente del Consiglio di Amministrazione e Amministratore Delegato

Diadora Utility ‘fa rumore’ al concerto del Primo Maggio

Diadora Utility rinnova per il quinto anno consecutivo la storica partnership con il “Concertone” del Primo Maggio, vestendo il personale tecnico del concerto più atteso dell’anno con outfit e calzature di sicurezza. E in questo instancabile dietro le quinte, dove tutto è frenetico, Utility vuole amplificare il messaggio che “La sicurezza fa rumore”. A enfatizzare questo messaggio, ci sarà un fotoreportage dei tecnici che lavorano dietro le quinte ma anche la testimonianza degli stessi artisti che, in un corner dedicato, a margine delle loro esibizioni, avranno la possibilità di porre l’accento sull’importanza di lavorare in sicurezza. 
Un racconto corale, destinato alle pagine social del brand, per sensibilizzare su tematiche fondamentali come la tutela dei lavoratori e delle lavoratrici in ogni ambiente e contesto.
Per l’occasione, la nuova Glove A.Box farà il suo ingresso in anteprima assoluta. Questa calzatura antinfortunistica racchiude la massima avanguardia tecnologica firmata Diadora Utility, progettata per raggiungere nuovi traguardi di performance grazie ad una costruzione inedita e a una selezione di materiali che ne massimizzano la traspirabilità. Da un lato, l’innovativa costruzione A.Box, brevettata da Diadora, presenta un design rivisitato con fori di ventilazione laterali, studiati specificamente per conferire maggiore aerazione del piede e con una posizione dell’antiperforazione che ne migliora l’effetto ammortizzante e reattivo; dall’altro, l’utilizzo di Ariatex, la membrana traspirante di nuova generazione, nata nel Centro Ricerche Diadora, totalmente PFAS-free, impermeabile, traspirante e resistente. Questa combinazione agisce come un vero e proprio “effetto pompa” ad ogni passo: mentre blocca l’ingresso dell’acqua, permette al vapore acqueo in eccesso di transitare molto più facilmente verso l’esterno, mantenendo il piede asciutto in ogni condizione climatica.

La nuova Glove A.Box
Total look femminile
Total look maschile

La pelle bovina esclusa dall’EUDR

L’industria conciaria europea tira un sospiro di sollievo: la pelle bovina è stata esclusa dall’applicazione del Regolamento anti-Deforestazione (EUDR). Oggi, 4 maggio, la Commissione europea ha proposto di escludere pelli grezze, pelli e cuoio dall’ambito di applicazione del Regolamento (UE) 2023/1115 sui prodotti a deforestazione zero (EUDR), attraverso un atto delegato che modificherà l’Allegato I e che dovrebbe entrare in vigore entro l’estate dopo una consultazione pubblica. La decisione rappresenta un passaggio cruciale per l’industria conciaria europea e sancisce il riconoscimento di una posizione sostenuta da tempo da COTANCE, la sigla che riunisce le associazioni europee dei conciatori: la pelle è un sottoprodotto delle filiere della carne e del latte e non costituisce un driver né dell’allevamento bovino né della deforestazione.
Secondo il settore, l’inclusione della pelle nell’EUDR non era supportata da una specifica valutazione d’impatto e la sua esclusione risponde a un principio di proporzionalità normativa. COTANCE ha ribadito di condividere gli obiettivi ambientali del regolamento, ma di aver sempre chiesto regole basate su evidenze scientifiche.
La decisione arriva dopo un’azione coordinata a livello globale da parte dell’industria conciaria, che ha coinvolto associazioni e stakeholder di diversi continenti. Per COTANCE si tratta di un risultato storico, che tutela decine di migliaia di posti di lavoro e riconosce il ruolo della pelle come esempio di economia circolare, capace di valorizzare un sottoprodotto trasformandolo in materiale durevole e ad alto valore aggiunto.
«Oggi la Commissione europea ha salvato oltre 30.000 posti di lavoro nelle concerie europee e ha inviato un segnale chiaro al mondo: l’industria della pelle non è un problema da eliminare con la regolazione — è una soluzione su cui investire. L’industria conciaria europea rappresenta l’avanguardia innovativa di un settore globale, producendo la pelle più sostenibile e tecnologicamente avanzata al mondo. Questo risultato ci consente di mantenere il focus dove deve essere: sul futuro», ha dichiarato Manuel Rios, Presidente di COTANCE.
Edoardo De Paola, Segretario Generale di COTANCE, ha aggiunto: «Si tratta di un momento storico per l’industria conciaria. La Commissione ha corretto un difetto fondamentale presente fin dalla proposta iniziale dell’EUDR, confermando ciò che la logica suggeriva da tempo: trasformare un sottoprodotto dell’allevamento in pelle non provoca deforestazione. Fin dai tempi biblici, la pelle simboleggia la trasformazione di un sottoprodotto naturale in qualcosa di utile e durevole. Oggi, questa eredità continua».
Anche se il risultato sembra  ormai sicuro, bisogna ricordare che l’iter non è affatto concluso. Affinché l’esclusione diventi definitiva bisogna ora attendere 30 giorni per la consultazione pubblica della Commissione. Ulteriori 60 restano a disposizione di Consiglio e Parlamento europeo per approvare l’atto delegato o richiederne la revisione nella sua interezza.