Arsutoria Magazine

Nuova collezione Nastrotex-Cufra AW27/28

L’azienda di Covo (BG), specializzata nella produzione di elastici per il settore moda e tecnico sportivo, ha fatto il suo ritorno a LINEAPELLE  dal 15 al 17 settembre 2026 con la TREND Collection AW27/28. Si è trattato di una selezione di nastri elastici che ha interpretato alcuni dei codici più riconoscibili della stagione — dal pied de poule al Principe di Galles fino all’animalier — attraverso l’introduzione di nuove texture, lavorazioni e ampie possibilità di personalizzazione. Per l’azienda, la trend collection ha ancora una volta  rappresentato non tanto una semplice immagine da riprodurre, bensì un’indicazione da trasformare concretamente in materia, funzione e applicazione, con l’obiettivo di mettere a disposizione di designer, uffici stile e produttori un repertorio di soluzioni elastiche capace di dialogare sia con i linguaggi della stagione, sia con le esigenze pratiche del progetto e della produzione.

I pattern classici come il pied de poule, il Principe di Galles e l’animalier sono entrati nella collezione come veri e propri punti di partenza per combinazioni e sviluppi differenti. Le texture e le lavorazioni hanno ampliato le possibilità espressive del nastro elastico, mentre la personalizzazione ha consentito di adattare ogni soluzione all’identità del brand e alla specifica applicazione nella calzatura.

A LINEAPELLE ha così vissuto una nuova tappa VERSATILITY 2026, il concept con cui Nastrotex-Cufra ha raccontato la capacità dei propri articoli di adattarsi a stili, funzioni e progetti differenti. Dopo il lancio avvenuto a febbraio e le evoluzioni tecniche presentate a PERFORMANCE DAYS, l’appuntamento di settembre ha messo in primo piano il dialogo tra ricerca estetica, personalizzazione e realizzabilità industriale. Anche lo stand ha interpretato questa visione, presentandosi come uno spazio bianco, essenziale e aperto, concepito come una tela neutra nella quale materiali, idee e richieste hanno potuto prendere forma attraverso il confronto diretto con il team.

Cristalli bidimensionali e pelle: nasce Dermasoft Climaflex BDM

La deep-tech BeDimensional S.p.A. e la toscana Dermacolor S.r.l., specialista della chimica conciaria, hanno unito le loro forze per lanciare Dermasoft Climaflex BDM. Questo innovativo ausiliario conciario introduce i cristalli bidimensionali direttamente nei processi di lavorazione del pellame, offrendo una risposta concreta alle richieste di mercati esigenti e ad alto valore come l’automotive, la calzatura, l’abbigliamento e la pelletteria tecnica.

Il cuore di questa tecnologia sta nell’integrazione perfetta dei materiali avanzati di BeDimensional all’interno delle formule chimiche sviluppate da Dermacolor. I test di laboratorio hanno evidenziato miglioramenti straordinari: l’applicazione di questi cristalli permette di aumentare la resistenza allo scoppio e allo strappo, con picchi che superano l’80% su alcune tipologie di pellame. Oltre alla robustezza, il prodotto garantisce un comfort termico eccezionale, ottimizzando la dissipazione del calore e abbassando la temperatura della superficie fino a 5 °C. Un grande vantaggio per le concerie risiede nella praticità dell’innovazione, che si inserisce perfettamente nei flussi di lavoro tradizionali senza richiedere alcuna modifica ai macchinari o ai processi produttivi esistenti.

Questo progetto non è solo un traguardo tecnologico, ma si radica in un territorio strategico e in forte espansione. Se Dermacolor opera da sempre a Castelfranco di Sotto, nel cuore pulsante del distretto conciario toscano, BeDimensional sta portando avanti un importante piano di scaling-up industriale che vedrà presto la nascita di un nuovo hub produttivo a Collesalvetti, nell’area di Livorno. La vicinanza geografica all’interno dell’Interporto Toscano Amerigo Vespucci permetterà di connettere direttamente i materiali del futuro con la manifattura d’eccellenza, valorizzando competenze uniche e complementari per accelerare l’evoluzione tecnologica di uno dei distretti simbolo del Made in Italy.

“La collaborazione con BeDimensional ci permette di esplorare nuove frontiere per la chimica conciaria, integrando materiali avanzati in soluzioni pensate per rispondere alle esigenze future del settore”, ha commentato Andrea Meucci, titolare di Dermacolor. “È un progetto che nasce dall’incontro tra ricerca, esperienza applicativa e attenzione alle performance della pelle, con l’obiettivo di accompagnare l’evoluzione della filiera verso prodotti sempre più innovativi e funzionali”.

 Cuoio di Toscana vince l’Artisanal Excellence

Il Consorzio, che riunisce le principali realtà italiane specializzate nella produzione di cuoio da suola e che vanta un patrimonio manifatturiero riconosciuto a livello internazionale, ha ricevuto il premio all’eccellenza della filiera italiana nell’ambito degli MF Value Chain Awards 2026, in occasione del Milano Fashion Global Summit, lo scorso 21 settembre.

 “Questo riconoscimento conferma il valore di una filiera che unisce qualità, competenza e capacità di innovare. Per Cuoio di Toscana è uno stimolo a continuare a valorizzare il know-how italiano e a creare nuove connessioni con la moda internazionale” ha commentato il board di Cuoio di Toscana.

Ed è proprio in quest’ottica di creazione di nuove connessioni con il mondo della moda, del design e della creatività contemporanea che ha avuto seguito anche la collaborazione con Paul Andrew, che durante la Milano Fashion Week ha presentato la nuova capsule collection donna firmata Paul Andrew x Cuoio di Toscana dal titolo  He(ART). Sviluppata attraverso il dialogo tra il know-how del Consorzio e la visione creativa dello stilista internazionale, la collezione pone al centro The Fettuccine, un omaggio ironico, sofisticato e profondamente italiano all’Italian style.

L’idea nasce dalla lavorazione delle fettuccine e dalla possibilità di applicare alla materia una tecnologia simile a quella utilizzata per la pasta, intervenendo con precisione su spessore e lunghezza. Nel progetto di Paul Andrew, sottili fasce di Cuoio di Toscana diventano elementi costruttivi della calzatura, intrecciandosi e dando forma a una silhouette inedita.

The Fettuccine,

Alta qualità e circolarità: la formula sostenibile di İskefe Leather

Anche nell’ultima edizione di Lineapelle, il Gruppo – forte di una tradizione conciaria nata nel 1957 – ha confermato la sua presenza internazionale presentando le novità delle proprie collezioni. Oggi guidata dalla terza generazione della famiglia fondatrice, İskefe Leather vanta la prestigiosa certificazione Leather Working Group Gold e controlla un network globale: sette stabilimenti in Turchia, uno in Egitto, oltre a una filiale commerciale e un polo logistico in Vietnam.

Dal 2011 l’azienda ha integrato la filiera affiancando alla concia, la produzione di collagene e gelatina all’interno dello stesso gruppo. Questa integrazione consente una selezione estremamente rigorosa, per cui soltanto le parti più pregiate di ogni pelle vengono destinate ai pellami di alta gamma, mentre il resto viene trasformato in collagene e gelatina per l’industria alimentare e farmaceutica. Il risultato è una selezione accurata della materia prima, una qualità costante e un modello produttivo circolare.

Il cuore dell’attività sono i pellami bovini per calzature e pelletteria: dalla morbidezza della nappa e della nappa bottalata allo scamosciato, al nabuk e al floater. Grazie alla collaborazione con designer italiani della calzatura e della pelletteria, İskefe mantiene le proprie collezioni in sintonia con le direzioni delle maison internazionali.

Per il brand, l’arte della pelle si traduce da sempre nella capacità di selezionare l’eccellenza. www.iskefe.com.tr


 

IULTCS, aperte le candidature per gli Young Leather Scientist Grants 2027

L’International Union of Leather Technologists and Chemists Societies (IULTCS) ha aperto le candidature per gli Young Leather Scientist Grants 2027 (YLSG), il programma internazionale di sovvenzioni dedicato a studenti e giovani ricercatori che desiderano contribuire allo sviluppo scientifico e tecnologico dell’industria conciaria.
L’iniziativa punta a valorizzare le idee innovative delle nuove generazioni, offrendo sostegno economico, visibilità internazionale e l’opportunità di entrare in contatto con esperti e professionisti del settore. I progetti selezionati potranno inoltre essere presentati nell’ambito di un congresso IULTCS.
Il bando prevede tre categorie di finanziamento. La prima, dedicata alla ricerca di base sulla pelle, mette a disposizione fino a 1.500 euro per studi sul collagene, sulla chimica del cuoio, sui metodi analitici, sull’innovazione dei processi e sulla conservazione. La seconda, denominata Prof. Mike Redwood Sustainability and Environmental Research, assegna 1.000 euro a progetti incentrati sulla concia sostenibile, sulle tecnologie ambientali, sulla gestione dei rifiuti, sulla chimica ecologica e sulla riduzione dell’impatto ambientale. La terza categoria, dedicata alle soluzioni per macchinari e digitalizzazione, sostiene con 1.000 euro le proposte relative all’automazione, allo sviluppo di macchinari, all’ottimizzazione dei processi, all’analisi dei dati e alle tecnologie per il controllo qualità.
Possono candidarsi studenti e ricercatori all’inizio della carriera, di età inferiore ai 35 anni, affiliati a un’università o a una scuola di conceria e supportati da un supervisore accademico. I progetti presentati dovranno essere inediti e riguardare ambiti di interesse per la scienza e la tecnologia della pelle.
La scadenza per l’invio delle candidature è fissata al 30 novembre 2026. I vincitori saranno annunciati il 30 gennaio 2027.

Le domande dovranno essere inviate all’indirizzo e-mail [email protected]. Il regolamento completo e le informazioni sulle categorie di ricerca sono disponibili sul sito della IULTCS IUR Research Commission.
Attraverso questo programma, IULTCS invita i giovani talenti di tutto il mondo a condividere le proprie idee con la comunità internazionale della pelle, contribuendo allo sviluppo di soluzioni innovative per una filiera sempre più efficiente e sostenibile.

White: due nuove location e brand a +24%

Dal 24 al 27 settembre WHITE ha animato l’intero Tortona Fashion District confermandosi il cuore pulsante della fashion community durante la settimana della moda milanese grazie a un ricco programma diffuso di talk, workshop, podcast, pop-up e momenti di networking capaci di mantenere vivi gli spazi anche oltre i tradizionali orari espositivi. Questa forte spinta energetica ha consolidato l’identità del distretto come polo contemporaneo e internazionale attirando brand, operatori, buyer, creativi e pubblico finale anche attraverso un innovativo modello di business che unisce le dinamiche B2B alle aperture B2C, con un palinsesto di eventi aperti alla città che ha ulteriormente accresciuto il fascino di Via Tortona.

In questo percorso di forte sviluppo si inserisce la nuova e strategica collaborazione con BolognaFiere-Cosmoprof mirata a sostenere il salone sia nel suo percorso di internazionalizzazione sia nei futuri progetti rivolti al consumatore finale all’interno dell’area.

Il salone ha così registrato una crescita straordinaria raggiungendo quota 450 marchi con un incremento del 24% rispetto all’edizione precedente e questo importante traguardo è stato sostenuto dall’apertura di due nuove location come T31 dedicata a lifestyle, accessori e beauty e T35 focalizzata sul resortwear che si sono affiancate alle storiche sedi di T27 e T54 insieme al debutto delle aree speciali Nuvola per gli accessori e Box per lo streetwear, l’urban e il denim. Questa importante espansione strutturale e di contenuti ha potenziato in modo significativo l’attrattività internazionale del salone portando a un eccellente incremento delle presenze che ha visto i compratori italiani crescere del 10% e i buyer internazionali aumentare del 15%.


TFL, ecco le tendenze colore della Primavera-Estate 2028

TFL ha pubblicato il suo nuovo catalogo Primavera Estate 2028, presentando le ultime tendenze colore 

per abbigliamento in pelle, calzature, accessori e per il settore dell’arredamento.

Le tendenze sono suddivise in “Wearing” e “Living”.

“Wearing” comprende ispirazioni e tendenze colore per abbigliamento, calzature e accessori. Qui la pelle accoglie una palette vivace di gialli e verdi brillanti, tonalità floreali e corallo, oltre a sfumature calde ispirate ai tramonti e alla terracotta. Questi colori espressivi portano nuova energia 

ad abbigliamento, calzature e accessori. Croste, nubuck morbido, pelle d’agnello leggera e pelle di vitello 

incontrano la pelle naturale conciata al vegetale, combinando appeal tattile, prestazioni e versatilità.

“Living” presenta tutti i colori che decoreranno gli interni della stagione.
In questa sezione, tonalità burro e neutri caldi creano un’atmosfera morbida e rassicurante, arricchita da blu smeraldo ispirati alle profondità dell’oceano. La palette dona calore, eleganza e 

una sensazione di calma immersiva agli interni contemporanei. Pelle di vitello spazzolata pelle bovina pieno fiore, nubuck bottalato e morbida nappa si combinano con travertino, legni chiari e superfici metalliche per creare spazi raffinati e accoglienti.

TFL Colour Trends Primavera Estate 2028 invita i designer a esplorare una stagione in cui colore, tattilità e prestazioni tecniche si uniscono, bilanciando materiali autentici con stili di vita contemporanei e un rinnovato desiderio di comfort, versatilità ed espressione personale.

Altre info sul sito www.tfl.com

Pelletteria italiana, primo semestre 2026 ancora in calo

Si vende meno in volume, ma ogni pezzo vale di più. Nei primi cinque mesi del 2026 l’export della pelletteria italiana è sceso dell’11,1% in quantità e solo del 3,4% in valore, fermandosi a 3,93 miliardi di euro: il prezzo medio è salito a 161,33 euro al chilo (+8,7%). Un segnale di tenuta del posizionamento? In parte. Ma i conti si fanno con il fatturato, non con il prezzo al chilo.

E il fatturato, secondo la nota del Centro Studi di Confindustria Accessori Moda per Assopellettieri, cala del 2,5% nel primo semestre, mentre l’indice dell’Istituto nazionale di statistica (Istat) sulla produzione segna -4,6%. Per un settore che realizza all’estero l’85% dei ricavi (11,39 miliardi di euro nel 2025), la geografia è un aspetto cruciale. L’Unione Europea tiene (+1,9%, Francia +2,8%), gli Stati Uniti crescono del 3,3% nonostante i dazi, la Svizzera recupera il 10,3%. Fuori dai confini comunitari, però, le vendite perdono il 6,4%: il Medio Oriente crolla del 48%, con gli Emirati Arabi Uniti a -46,5%, e l’area dell’ex blocco sovietico arretra del 15,9%.

Anche dentro il prodotto le traiettorie si separano. Le borse valgono quasi il 72% dell’export e sono le uniche sopra i livelli del 2019 (+7,5%). Gli articoli in materiali alternativi alla pelle crescono del 3,5% in valore, quelli in pelle perdono il 6,2%. Piccola pelletteria e cinture scendono a doppia cifra.

Il conto più pesante arriva dalle fabbriche. A fine giugno gli addetti sono 45.514: in sei mesi se ne sono persi 1.884, più dei 1.316 dell’intero 2025. Le imprese sono 4.189, 108 in meno. Le ore di cassa integrazione nella filiera pelle autorizzate dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) calano del 24,1%, ma nel secondo trimestre tornano a salire (+3%) e restano più che triple rispetto al 2019. Sui costi pesa la guerra: il 38% delle aziende segnala rincari della logistica oltre il 10%.

Le attese non sembrano più rosee delle cifre appena espresse. Solo l’8% dei pellettieri prevede un terzo trimestre migliore, il 58% teme di chiudere l’anno sotto i ricavi del 2025. Il 2026 si avvia dunque verso una nuova flessione, moderata ma reale: il prezzo regge, i volumi no, e a pagare il conto sono soprattutto il lavoro e le aree più esposte ai conflitti.

Intelligenza artificiale, sostenibilità e resilienza: l’UITIC a Giacarta nel 2027

Dal 2 al 4 agosto 2027 Giacarta diventerà il punto d’incontro dei tecnici della calzatura di mezzo mondo. La capitale indonesiana, uno dei principali poli economici del Paese, ospiterà il 23° Congresso Internazionale dell’UITIC (Unione internazionale dei tecnici dell’industria calzaturiera), organizzato in collaborazione con KRISTA Exhibitions e APRISINDO.

Il titolo scelto, “Progettare il futuro dell’industria calzaturiera”, ha il pregio della chiarezza. Il tema portante è più articolato: tecnologie avanzate, produzione sostenibile e resilienza in uno scenario globale che cambia. Tre concetti che verranno indagati con diverse sfaccettature: l’intelligenza artificiale applicata alla progettazione del prodotto, fino alla Physical AI in fabbrica; la sostenibilità intesa come possibile vantaggio competitivo; la capacità delle aziende di diventare più agili in un contesto sempre meno prevedibile.

Ogni giornata avrà un formato diverso. Il 2 agosto è dedicato all’industria, con visite alle aziende calzaturiere dell’area di Giacarta: si osserva da vicino l’ecosistema indonesiano. Il 3 agosto è la volta della conferenza, con keynote, sessioni tecniche e panel di esperti. Il 4 agosto il Congresso si svolge in concomitanza con ILF – Indo Leather & Footwear Expo e IGT – Indo Garment & Textile Expo: cerimonia di apertura delle fiere, programma di panel congiunto e visita espositiva con i delegati.

Torna anche l’Innovation Showcase, il format introdotto nel 2023 che apre ulteriore spazio a contenuti e contributi. Non mancano i momenti di networking della tradizione UITIC: il cocktail di benvenuto e la cena di gala.

Fondata nel 1972, l’associazione ha superato i 50 anni di storia e porta al centro del Congresso tecnologia, innovazione, sostenibilità e capacità di anticipare il cambiamento. A Giacarta, dunque, il futuro della calzatura si progetta partendo dalla fabbrica. Per maggiori informazioni: www.uitic.org

Germania, mercato fermo e conti in salita

Quasi una borsa in pelle italiana su cinque, quest’anno, non ha varcato il confine tedesco. Nel primo semestre 2026 la Germania ne ha importate 372.000, contro le 456.000 dell’anno prima (-18,5%). Eppure, il valore è sceso solo del 3,7%, a 112,2 milioni di euro. Meno pezzi, prezzo medio più alto. Buona notizia? Dipende da quale lato del bancone si guarda.

Il quadro lo traccia l’Associazione federale dell’industria tedesca delle calzature e della pelletteria (HDS/L). Dopo il forte calo tra 2024 e 2025, il fatturato dei calzaturifici tedeschi scende ancora del 2,4%, da 1,17 a 1,14 miliardi di euro. Il mercato interno cede il 2,8% (903 milioni), l’estero tiene a 242 milioni. La pelletteria perde l’1,1%. Stabilità, sì, ma al piano terra. Gli addetti delle aziende calzaturiere con almeno 50 dipendenti scendono a 8.943 (-3%). Nella lavorazione della pelle il calo è dell’11,1%.

E l’Italia? Le scarpe tedesche dirette nel nostro Paese diminuiscono del 23,6% (11,9 milioni di paia). Quelle importate dall’Italia calano del 17,5% (10,2 milioni), trascinate giù dalle calzature da città con tomaia in pelle (-16,8%). Nella pelletteria, invece, l’Italia resta il secondo fornitore della Germania e cresce dell’1,7%, a 271,9 milioni di euro. Davanti c’è solo la Cina, che però scivola dal 44,2% al 42% del valore importato. Intanto l’export tedesco di calzature verso gli Stati Uniti sale del 22,6% (ri-esportazioni?).

Le nubi non mancano. La guerra con l’Iran gonfia i costi di trasporto, energia e materie prime, mentre i rincari delle fabbriche asiatiche risalgono la catena del valore. Poi c’è la burocrazia. La futura legge tessile tedesca, che recepisce la direttiva quadro UE sui rifiuti, estenderà alle calzature la responsabilità del produttore, con oneri di raccolta e gestione dei prodotti usati. L’associazione condivide l’obiettivo della circolarità, ma chiede regole armonizzate e senza zavorre burocratiche. Sul tavolo c’è anche l’Accordo di partenariato economico globale UE-Indonesia (CEPA), da ratificare in tempo per l’entrata in vigore nel 2027.

«Le calzature e la pelletteria tedesche godono di un’ottima reputazione all’estero: dobbiamo promuoverla e rafforzare i nostri contatti internazionali», afferma Torben Schütz, direttore generale di HDS/L. La domanda, dunque, non è sparita. Consumatori attenti al prezzo continuano a premiare i prodotti che uniscono funzionalità, qualità, design e durata.

Top Germany import countries first half 2026 for value