ArsTannery Magazine

GSC Group, Missione Futuro

“Mission to the Future” è il titolo del Bilancio di Sostenibilità 2025 di GSC Group. Un anno di risultati e di investimenti importanti, di responsabilità e di innovazione. “Un percorso che abbiamo scelto di intraprendere prima che fosse obbligatorio, perché crediamo che la sostenibilità non aspetti le scadenze” spiegano dalla sede dell’azienda chimico conciaria vicentina.
“Il Bilancio 2025 è la mappa del cammino che stiamo costruendo. Entro fine 2026 presenteremo il nostro Piano Strategico per la Sostenibilità, con obiettivi misurabili su emissioni, risorse, persone e supply chain. Il cammino è appena iniziato”.

Il 2025 in sintesi
INVESTIRE PER INNOVARE
Un nuovo laboratorio applicativo, più grande, più innovativo
Il nostro nuovo Leather Innovation Hub è un’infrastruttura all’avanguardia che rafforza ricerca, controllo qualità, sviluppo applicativo e assistenza tecnica. Un investimento concreto per offrire soluzioni sempre più efficaci e responsabili.

LA SOSTENIBILITÀ PARTE DAL PRODOTTO
Innovazione responsabile, valore lungo tutta la filiera
Lavoriamo ogni giorno per sviluppare soluzioni orientate alla sostenibilità e generando valore per clienti, partner e territorio.

PERSONE, SICUREZZA E GOVERNANCE
Cultura, competenze, sicurezza
Abbiamo aggiornato il Modello 231, rafforzando la cultura della compliance e della governance responsabile. Continuiamo a investire nelle persone, nella formazione e nella sicurezza, prima di tutto.

INSIEME A CLIENTI E PARTNER
Costruiamo valore, insieme
La sostenibilità non si costruisce da soli. Si costruisce insieme, condividendo obiettivi, strumenti e responsabilità lungo tutta la supply chain. Questo Bilancio parla alla nostra filiera, non solo al mercato.

Nel video qui sotto il Bilancio, redatto secondo standard europei riconosciuti e i principali investimenti del 2025, raccontato dal Dott. Francesco Serafini.

LAPI ENSEMBLE 75|60: UNA STORIA CHE CONTINUA A SCRIVERSI INSIEME

Il 17 luglio Lapi Group ha celebrato un importante triplice anniversario con Lapi Ensemble, l’evento organizzato a Santa Croce sull’Arno (Pisa) per festeggiare i 75 anni di Lapi Group e della capostipite Figli di Guido Lapi e i 60 anni di Lapi Gelatine. Il titolo dell’iniziativa richiama il concetto di ensemble musicale, simbolo della capacità di persone, aziende e competenze di lavorare in armonia verso una visione condivisa del futuro.
Alla giornata hanno partecipato dipendenti, soci, collaboratori storici e rappresentanti delle istituzioni, in un momento dedicato non solo alla celebrazione della storia del Gruppo, ma anche al rafforzamento del legame con il territorio e alla definizione delle prospettive future.
Le origini dell’azienda risalgono al 1951, quando Francesco, Mario e Dino Lapi fondarono la Figli di Guido Lapi, sviluppando l’attività di commercio di prodotti chimici avviata dal padre negli anni Trenta. Nel corso dei decenni la famiglia ha contribuito in modo significativo allo sviluppo del distretto conciario toscano, promuovendo innovazioni tecnologiche, processi orientati all’economia circolare e una crescente apertura ai mercati internazionali. Tra gli episodi più significativi figurano la sperimentazione dell’estratto di mimosa per la concia vegetale nel 1962 e il sostegno alle concerie del Comprensorio del Cuoio dopo l’alluvione del 1966, grazie alle scorte di tannini disponibili nei magazzini aziendali.
Oggi Lapi Group è una realtà industriale internazionale con un fatturato consolidato di 152 milioni di euro nel 2025, circa 350 dipendenti e attività nei settori della chimica industriale, della moda e della produzione di gelatina e collagene per applicazioni alimentari, farmaceutiche e nutraceutiche.
La celebrazione si è svolta in due momenti: al Teatro Verdi di Santa Croce sull’Arno, con gli interventi del management e delle autorità regionali e locali, e successivamente nella storica Villa Lapi, sede del Gruppo, dove gli ospiti hanno partecipato a visite guidate, aperitivo e cena accompagnati dalla musica dell’Associazione Empoli Jazz.
Come ha sottolineato il presidente Francesco Lapi, l’iniziativa ha voluto rendere omaggio alla storia imprenditoriale della famiglia, valorizzando soprattutto le persone che ne hanno reso possibile la crescita. Lapi Ensemble si è così trasformato in una dichiarazione d’intenti: continuare a costruire il futuro facendo leva su collaborazione, innovazione e forte radicamento nel territorio. Tra gli ospiti intervenuti alla festa Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, Antonio Mazzeo, vicepresidente del Consiglio Regionale, e i sindaci di Santa Croce sull’Arno, Castelfranco di Sotto e San Miniato.

Francesco e Tommaso Lapi, rispettivamente presidente e vicepresidente di Lapi Group
Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha partecipato alla festa
Roberto Lapi, past president di Lapi Group
 I sindaci del comprensorio del cuoio toscano
Un momento della festa

Tutti a Parigi per Expoprotection 2026

Quest’anno nel calendario fieristico internazionale delle fiere dedicate alla sicurezza sul lavoro spicca la fiera di Parigi. Expoprotection è in programma dal 3 al 5 novembre 2026 a Porte de Versailles con circa 660 espositori (di cui più della metà stranieri) che permetteranno di conoscere le più recenti novità in ambito prevenzione, protezione, DPI, indumenti da lavoro, pronto soccorso, componenti, rischi ambientali e sicurezza antincendio. Sono attesi oltre 17mila professionisti interessati a scoprire dal vivo le tendenze e le innovazioni del mercato, incontrare i migliori esperti e scegliere le migliori soluzioni per proteggere i dipendenti e le organizzazioni da tutti i rischi e le minacce a cui sono esposti.
Ogni due anni, a Parigi, Expoprotection riunisce un’offerta di soluzioni a 360° unica in Francia, che consente ai responsabili della gestione del rischio di scoprire le tendenze e le innovazioni del mercato, di incontrare esperti di alto livello e di reclutare i fornitori di soluzioni per proteggere i propri dipendenti e la propria organizzazione da tutte le minacce a cui sono esposti. Le più recenti soluzioni in ambito professionale, industriale e antincendio saranno al centro dell’attenzione con la possibilità di incontrare nuovi fornitori e testare le più recenti innovazioni. Tra gli espositori annunciati, sono numerosi i produttori di calzature tra cui marchi come Cofra, Reebok, PIP Global Safety, U-Power e Sparco.

Oltre ai prodotti esposti, la manifestazione parigina offre come sempre un articolato programma di conferenze, workshop pratici e dimostrazioni dal vivo. Esperti di fama condivideranno le loro conoscenze sulle problematiche attuali e future della sicurezza e della gestione del rischio.

KAVKI: la cultura giapponese cammina nel futuro

Al centro della filosofia del brand non c’è la semplice riproduzione nostalgica di modelli del passato, bensì una reinterpretazione audace e cosmopolita, capace di dialogare con la sensibilità estetica internazionale senza mai tradire le proprie radici. Il nome stesso del brand svela l’anima del progetto, evocando i Kabukimono, le figure anticonformiste ed eccentriche dei periodi Momoyama ed Edo, celebri per la costante sfida alle convenzioni sociali dell’epoca. Anche il logo del marchio riprende il Kumadori, il celebre trucco utilizzato dagli attori del teatro Kabuki. Questa stessa intensità espressiva si ritrova nella suola delle scarpe, caratterizzata da un motivo originale che reinterpreta la bellezza geometrica e raffinata degli stemmi di famiglia giapponesi, nello specifico quello della famiglia Maeda. La ricca narrazione culturale giapponese convive in KAVKI con la sostenibilità ecologica e la funzionalità tecnologica. L’artigianato tradizionale giapponese ha sempre custodito un legame intrinseco e rispettoso con la natura, un valore che il brand proietta verso il futuro. Esempio di questa sinergia è l’uso della carta washi, proveniente esclusivamente da risorse forestali gestite in modo sostenibile, nel pieno rispetto dell’ambiente. Oltre a essere ecologico, questo materiale offre prestazioni tecniche straordinarie, come un’eccellente traspirabilità naturale, una proprietà ideale per il clima caldo e umido del Giappone e che oggi offre un comfort senza pari nei contesti urbani.


Pidigi rileva Sympatex: nasce un gigante globale nei tessuti tecnici ecosostenibili

Pidigi S.p.A., player globale nell’innovazione e nella fornitura di soluzioni per i settori calzaturiero, pelletteria e abbigliamento tecnico, ha annunciato l’acquisizione degli asset principali di Sympatex Technologies GmbH, un’operazione strategica che rafforza ulteriormente il posizionamento internazionale dell’azienda nel settore dei tessuti ad alte prestazioni e sostenibili. L’acquisizione si basa su una collaborazione di lunga data tra le due aziende. Pidigi collabora infatti con Sympatex da decenni, in particolare nel segmento footwear e nelle tecnologie di produzione dei nastri, integrando laminati e membrane Sympatex nelle proprie soluzioni di prodotto. Attraverso l’acquisizione, Pidigi proseguirà le attività di Sympatex, preservandone il marchio riconosciuto a livello internazionale, il know-how tecnologico e le principali strutture operative.

Fondata nel 1953 e con sede a Verona, Pidigi è un’azienda familiare specializzata nello sviluppo e nella produzione di componenti tecnici, nastri, laminati e soluzioni performanti per i settori footwear, apparel e applicazioni industriali. L’azienda opera a livello globale attraverso partnership consolidate con i principali brand internazionali.

Oltre alle sue otto filiali internazionali, Pidigi integra la propria struttura organizzativa globale, principalmente basata nell’UE e nell’area mediterranea, con quella di Sympatex, presente sia in Asia sia nell’UE.

Dal canto suo, Sympatex, con sede a Unterföhring vicino a Monaco di Baviera, è riconosciuta a livello internazionale dal 1986 per la propria esperienza nelle tecnologie a membrana ad alte prestazioni per calzature, abbigliamento, workwear, dispositivi di protezione e applicazioni tecniche. Le sue tecnologie a membrana in poliestere, prive di PFAS, sono note per combinare impermeabilità, protezione dal vento, traspirabilità e riciclabilità.

“L’acquisizione di Sympatex rappresenta la naturale evoluzione di una partnership costruita negli anni sulla fiducia, su valori condivisi e su competenze complementari – ha commentato Giorgio De Gara, proprietario e AD di Pidigi  -. Abbiamo sempre ammirato le capacità tecnologiche di Sympatex, la forte identità del brand e l’impegno verso la sostenibilità. Siamo orgogliosi di accogliere Sympatex nella famiglia Pidigi e di supportare la prossima fase del suo sviluppo.”

“Combinando le tecnologie a membrana e la reputazione internazionale di Sympatex con le capacità industriali di Pidigi, la nostra flessibilità operativa e la presenza globale sul mercato, stiamo creando una piattaforma solida per la crescita futura. Vediamo importanti opportunità nei settori footwear, apparel, workwear e applicazioni tecniche, dove performance, sostenibilità e innovazione stanno assumendo un ruolo sempre più centrale.”

Come parte dell’operazione, Pidigi manterrà la struttura operativa principale di Sympatex, inclusa la sede di Unterföhring vicino a Monaco di Baviera, gli uffici internazionali strategici e una parte significativa della forza lavoro. Le sedi internazionali in Francia, Cina e Hong Kong, così come l’ufficio commerciale coreano, continueranno a operare sotto la nuova struttura proprietaria.

L’integrazione mira a garantire continuità a clienti, partner e fornitori, creando al contempo sinergie operative e commerciali lungo l’intera catena del valore. Pidigi intende sviluppare ulteriormente il business internazionale di Sympatex e rafforzare gli investimenti nelle tecnologie dei materiali sostenibili e nelle applicazioni funzionali avanzate.

AICC: lavoriamo insieme per costruire il futuro

“Oltre i campanili: quando la filiera fa rete”. Un titolo che racchiude già il messaggio del Convegno Annuale AICC Area Toscana, svoltosi il 9 luglio scorso a Villa Sonnino, San Miniato. A rafforzarlo, un sottotitolo altrettanto significativo: “L’obiettivo è giusto: il percorso si costruisce insieme”. Un invito chiaro a fare squadra per affrontare le grandi sfide che attendono la filiera della pelle, dalle normative alla compliance, dalla sostenibilità alle nuove prospettive per l’industria conciaria.

Tomaso Pellegrini, presidente AICC

Ad aprire i lavori è stato il neopresidente di AICC, Tomaso Pellegrini, che, dopo aver ringraziato i suoi predecessori, ha ribadito un concetto destinato a fare da filo conduttore dell’intera giornata: «Insieme, sostenendoci a vicenda, possiamo costruire il futuro. Cerchiamo anche di affrontare i problemi da prospettive diverse».
Tra gli interventi più attesi quello dell’europarlamentare Dario Nardella, da tempo vicino alle istanze del comparto e noto per il suo impegno a favore dell’esclusione della pelle dal regolamento EUDR. «Il campanilismo è antistorico e dannoso», ha affermato, richiamando ancora una volta il valore della collaborazione tra gli attori della filiera. Nardella ha poi aggiornato i presenti sul dibattito in corso a Bruxelles riguardo ad alcuni dei dossier più delicati per il settore, tra cui le restrizioni su polimeri, PFAS e bisfenoli. «Stiamo lavorando affinché le decisioni su queste materie si basino su dati scientifici solidi e corretti», ha spiegato.

L’europarlamentare Dario Nardella

L’europarlamentare è tornato anche sul tema dell’EUDR, sottolineando come «quando il settore si presenta unito, i risultati arrivano», e ha infine annunciato l’avvio di un tavolo trasversale al Parlamento europeo dedicato al rilancio del comparto moda-tessile.
Gli interventi “Guidare il cambiamento: l’approccio proattivo del settore conciario” a cura di Giulia Martin e Marta Montanari di UNIC – Concerie Italiane hanno approfondito, da una parte, gli ultimi aggiornamenti tecnici in tema di EUDR e, dall’altra, le sfide legate alle normative ambientali poste dai regolamenti come l’Ecodesign e il Digital Product Passport.
Tiziana Gambicorti, responsabile AICC Toscana e presidente del CEN/TC 289 e IUC, ha presentato una relazione incentrata su “Nuovi metodi analitici per la concia: il caso del fluoro e non solo” e ha riferito del lavoro in corso presso i tavoli tecnici per sviluppare e validare metodi analitici che ancora mancano, come appunto quello del fluoro totale.
Nel suo intervento Federico Brugnoli, CEO di Spin360, ha spiegato l’importanza delle nuove “Linee Guida” per misurare l’impronta ambientale della pelle appena pubblicate dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale (UNIDO) che sanciscono un principio fondamentale, ovvero che la pelle è un sottoprodotto animale “non-determinante” per il cambiamento ambientale. Sviluppate proprio con il supporto tecnico di SPIN 360, le raccomandazioni UNIDO rappresentano un grande passo avanti per il giusto riconoscimento della pelle come materiale circolare.
Il microfono è poi passato ad Alberto De Conti, Sector Lead – Formulators di ZDHC, che ha illustrato le ultime novità del percorso Chemicals to Zero (CTZ) che quest’anno ha visto l’aggiunta di un ulteriore livello di conformità chimica (successivo al Progressive che era il più alto finora) che si chiama Aspirational. “Rappresenta un’occasione – ha spiegato De Conti – per differenziarsi ulteriormente sul mercato trasformando lo sforzo tecnico in reputazione”.
Sabrina Frontini, direttore di ICEC, ha illustrato i cambiamenti introdotti dalle nuove direttive europee e le sfide che il comparto è chiamato ad affrontare per conciliare le esigenze della filiera della pelle. Ha definito l’attuale contesto «una tempesta perfetta» per le aziende del settore, invitandole a considerare l’Istituto di certificazione italiano «un faro e uno scudo» in questa fase di trasformazione.
A concludere il ciclo degli interventi Cecilia Polizzi, docente dell’Università di Firenze, che ha parlato di come “Fare rete sulla depurazione” e illustrato l’importanza del progetto Meta, purtroppo penalizzato dai mancati finanziamenti.
A chiudere i lavori una tavola rotonda sull’argomento centrale dell’evento, “Oltre i campanili: quando la filiera fa rete”, coordinata dalla giornalista e founder di Solo Moda Sostenibile, Silvia Gambi. Nel corso del dibattito e delle domande del pubblico sono emerse le preoccupazioni dei chimici del cuoio per la crescente proliferazione delle richieste di conformità avanzate dai brand, l’eccessivo numero di certificazioni oggi presenti sul mercato e il continuo irrigidimento dei requisiti richiesti.

Un momento della tavola rotonda finale che ha coinvolto tutti i relatori del Convegno

Making of: Arsutoria School, Giugno 2026

M&M Academy Hub organizzato da Arsutoria School per le fiere MICAM Milano e MIPEL

Oltre 40 aziende della filiera scarpe e borse hanno partecipato al progetto che ha trasformato il Padiglione 5 di Rho Fiera in una fabbrica dimostrativa. Più di 500 studenti hanno osservato la produzione dal vivo: MICAM Academy (scarpa barefoot personalizzabile) e MIPEL Factory (charm in pelle a forma di stella). Il risultato: oltre 50 scarpe e 300 charm personalizzati. L’area tornerà per l’edizione di settembre 2026.

Arsutoria School e Volumental insieme per portare il “fitting scientifico” in aula

Annuncio della collaborazione con Volumental: da settembre uno scanner 3D del piede permetterà agli studenti di progettare calzature basate su dati scientifici sulla morfologia del piede, grazie al contributo di Ales Jurca (VP Footwear Research di Volumental).

Arsutoria School verso i 100 anni

Intervista al direttore Matteo Pasca in occasione del 99° anniversario della scuola (15 aprile 2026). Si parla del trasferimento nel Certosa District con l’Istituto Secoli, dell’obiettivo di creare un ecosistema della formazione tecnica sulla moda a Milano, e delle sfide future tra AI e competenze tecniche. Include un ricordo di Paolo Marenghi su Adriano Lunati, storico maestro della modelleria.

Infinite Shoe by Arsutoria School: Golden Goose, Brustia Alfameccanica e Puntozero3D i partner del progetto

Progetto di ricerca approvato da Regione Lombardia (bando “Next Fashion”) per la circolarità delle sneaker Made in Italy. Arsutoria è capofila per le metriche di circolarità, Golden Goose partner industriale, Brustia Alfameccanica per il disassemblaggio, Puntozero3D per soluzioni di manifattura additiva. Obiettivo: ridefinire il fine vita della calzatura.

Progettare forme in 3D. Il nuovo corso Arsutoria in collaborazione con NewLast

Approfondimento sul modulo dedicato alle forme calzaturiere, con interviste a Paolo Marenghi (Arsutoria) e Andrea Galbiati (NewLast). Si racconta la rivoluzione digitale portata da NewLast nel settore (scanner, software di modifica) e i suoi limiti rispetto alla creatività umana. Include un box sulla storia trentennale di NewLast Group.

3D Bag Design: il corso che unisce Rhinoceros e CLO3D nel workflow del Digital Bag Designer

Presentazione del nuovo corso intensivo di 5 settimane tenuto da Laura La Marca: due settimane su componentistica metallica con Rhinoceros, tre settimane su CLO3D per il prototipo virtuale della borsa, in risposta alla crescente domanda di “digital twin” nel settore pelletteria.

GSC Group e Biodermol insieme in Veneto

Dal 1° luglio 2026, GSC Group è diventata distributore ufficiale per il Veneto dei prodotti a marchio Biodermol Ambiente per il settore concia. Questa collaborazione nasce dall’incontro di due realtà italiane accomunate dalla stessa visione: offrire all’industria conciaria soluzioni sempre più innovative, affidabili e sostenibili.

L’eccellenza formulativa e biotecnologica di Biodermol si unisce all’esperienza di GSC Group, alla sua struttura commerciale, logistica e al supporto tecnico-applicativo, per garantire un servizio ancora più completo e vicino alle esigenze delle concerie del territorio.

“Con questa partnership -spiegano da GSC – rafforziamo il nostro impegno nel mettere a disposizione dei clienti: un servizio commerciale e logistico ancora più efficiente, un’assistenza tecnica qualificata e integrata, un portafoglio di soluzioni sempre più ampio e orientato all’innovazione. Siamo convinti che la collaborazione tra aziende che condividono valori, competenze e visione sia il modo migliore per creare valore e accompagnare il futuro del settore conciario”.

Per maggiori informazioni contattare il team commerciale: [email protected]

GSC Group e Biodermol insieme in Veneto

Dal 1° luglio 2026, GSC Group è diventata distributore ufficiale per il Veneto dei prodotti a marchio Biodermol Ambiente per il settore concia. Questa collaborazione nasce dall’incontro di due realtà italiane accomunate dalla stessa visione: offrire all’industria conciaria soluzioni sempre più innovative, affidabili e sostenibili.

L’eccellenza formulativa e biotecnologica di Biodermol si unisce all’esperienza di GSC Group, alla sua struttura commerciale, logistica e al supporto tecnico-applicativo, per garantire un servizio ancora più completo e vicino alle esigenze delle concerie del territorio.

“Con questa partnership -spiegano da GSC – rafforziamo il nostro impegno nel mettere a disposizione dei clienti: un servizio commerciale e logistico ancora più efficiente, un’assistenza tecnica qualificata e integrata, un portafoglio di soluzioni sempre più ampio e orientato all’innovazione. Siamo convinti che la collaborazione tra aziende che condividono valori, competenze e visione sia il modo migliore per creare valore e accompagnare il futuro del settore conciario”.

Per maggiori informazioni contattare il team commerciale: [email protected]

La pelle esce dal perimetro dell’EUDR

Il 13 luglio la Commissione Europea ha pubblicato l’atto delegato che aggiorna e semplifica l’elenco dei prodotti interessati dal Regolamento europeo contro la deforestazione (EUDR). Il testo definitivo conferma quanto già anticipato nella bozza diffusa a maggio: la pelle bovina, in qualunque fase della lavorazione, non rientrerà nel campo di applicazione del regolamento.
Si tratta di un traguardo importante per il settore conciario e per le associazioni che lo rappresentano, tra cui UNIC – Concerie Italiane e Cotance, impegnate su questo tema fin dall’avvio del percorso legislativo nel 2021. Un risultato significativo, che rappresenta però un passaggio fondamentale e non ancora il punto conclusivo dell’iter.


Le motivazioni della Commissione

Le osservazioni raccolte durante il periodo di consultazione pubblica hanno rafforzato la posizione della Commissione sull’opportunità di escludere la pelle bovina dall’EUDR. Bruxelles riconosce infatti che la pelle è un sottoprodotto della filiera zootecnica e che le concerie non dispongono degli strumenti necessari per reperire tutte le informazioni richieste dal regolamento.
La Commissione evidenzia inoltre come l’inclusione della sola pelle bovina, senza estendere gli obblighi ai prodotti finiti in pelle, avrebbe creato una distorsione del mercato. Una scelta che, anziché ridurre i rischi legati alla deforestazione, avrebbe semplicemente spostato tali rischi verso altre aree del mercato globale.


I prossimi passaggi
Con la pubblicazione dell’atto delegato e la sua notifica al Consiglio dell’Unione Europea e al Parlamento europeo, prende ora avvio il periodo di scrutinio della durata di due mesi. Sebbene il Parlamento possa richiedere una proroga dell’esame, questa eventualità appare poco probabile.
Se entro il 13 settembre non verranno presentate obiezioni, l’atto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea ed entrerà definitivamente in vigore. A quel punto sarà ufficiale anche l’esclusione della pelle bovina dal campo di applicazione dell’EUDR.