Da figli minori a estensori di norma: il bilancio del Physis Annual Summit 2026
News brevi
Giugno 2026
La terza edizione del summit del Consorzio Physis, andata in scena il 28 maggio 2026 a Firenze, fotografa una filiera che in dodici mesi è passata dal subire le norme allo scriverle: tavoli ISO, MRSL ZDHC, Common Water Framework, 4s ETHIC e molto altro.
A casa nostra arrivano. Sono pacchetti piccoli, leggeri, con mittenti dai nomi impronunciabili. Costano meno di cento euro, non pagano dazi, e per il solo comparto moda ne entrano in Italia tra i 120 e i 150 milioni l’anno. Una scala industriale travestita da spedizione personale. Da luglio 2026 le regole cambieranno: i nuovi dazi sui pacchi extra-UE sotto la soglia dei cento euro entreranno in vigore. Tardi, secondo molti.
Quei pacchi sono il volto dell’ultra-fashion, il negativo perfetto di un’altra storia. Quella di laboratori, galvaniche, impiantistiche e finitori italiani che producono accessori metallici di lusso e che in quei pacchi non finirebbero mai. È la filiera che, in dodici mesi, ha smesso di chiedere il permesso. E ha iniziato a scrivere le proprie norme.
La terza edizione del Physis Annual Summit, tenutasi a Firenze il 28 maggio 2026 ha dato conto di un incredibile lavoro sviluppato in 3 anni di partecipazione a vari tavoli di lavoro.
Il Consorzio Physis — società benefit e start-up innovativa fondata nel 2023 — è arrivato a oltre quaranta consorziate distribuite su quattro aree: materie di processo, impianti industriali, produzione di accessori, trattamenti di finitura. Erano otto, all’inizio.
Un anno fa, in sede ISO, la richiesta italiana di un tavolo dedicato ai test di resistenza per gli accessori metallici era stata accolta come l’istanza di una filiera con esigenze troppo specifiche per un tavolo globale. Figli minori dell’alta gioielleria e dell’orologeria, insomma. Oggi quel tavolo conta più di dieci Paesi, perché anche l’alta gioielleria ha riconosciuto che quelle esigenze erano anche le sue. La ISO/CD 25392-1 sulla resistenza al calore umido passerà a settembre 2026 in fase DIS, dopo la consultazione finale di maggio. È una norma piccola, ma è italiana, ed esce da una filiera che per decenni aveva testato i propri accessori con metodi nati per l’elettronica e l’automotive. Nel frattempo, sono state pubblicate la ISO 19376-1:2025 su termini e definizioni e la ISO 9202:2026 sui metodi per determinare la purezza dei metalli preziosi, mentre un altro gruppo di lavoro (WG 6) si occupa di dimensioni e funzionalità degli articoli di gioielleria, dalle misure dei braccialetti alle specifiche dei moschettoni. Sul metallo riciclato, la definizione di “oro riciclato” partorita in sede ISO è già stata recepita da RJC e LBMA. Il passo successivo arriva dall’Italia: nelle prossime settimane verrà presentata l’istanza per aprire un tavolo CEN europeo dedicato alla due diligence di filiera e al riciclo di tutti i metalli preziosi.
CHIMICA
Lo stesso schema si ripete sulle sostanze. Tessile, pelle e calzatura hanno una MRSL — la lista delle sostanze ristrette in fase di produzione — da anni. L’accessorio metallico, no. Da una conversazione fra Ester Falletta – direttrice tecnica di Physis – ed Elisa Monica Gavazza – Sector Lead and Quality Assurance Director di ZDHC Roadmap to Zero – è nato un progetto che oggi vede il Consorzio come capofila tecnico, con il patrocinio di ZDHC e il supporto di Kering e LVMH — al summit con Maria Cristina Ligi, Gaia di Tommaso ed Enrico Fatarella. La prima bozza è stata inviata; il council tecnico è in costituzione; kick-off a giugno 2026; pubblicazione attesa per fine anno. L’estensione futura ai formulatori di vernici è già nel mirino. Il messaggio dei due gruppi del lusso è stato esplicito: nessuno chiederà di smettere di fare galvanica, l’obiettivo è valorizzare un settore che già lavora bene e renderne misurabile l’impegno.
ACQUE
Nei bagni di bronzo e rame alcalino i cianuri sono una presenza tecnica, non un capriccio: sono entrati in produzione proprio quando, per ragioni normative, si è dovuto rinunciare al nichel. Per anni l’unica strada per smaltirli passava dal trattamento chimico con ipoclorito — un processo che raddoppiava il volume delle acque da gestire e che, ai test LCA, faceva impennare gli indicatori d’impatto. La risposta sviluppata dentro al Consorzio si chiama elettroclorinazione. È partita in laboratorio, è passata per le linee pilota, è oggi in produzione. Funziona in continuo a basso voltaggio, abbatte cianuri fino a 40 grammi per litro senza aumento di volume, è scalabile dalle poche centinaia di litri in su. E — dettaglio non secondario — recupera contestualmente i metalli non preziosi, che fino a ieri finivano allo smaltimento. Integrata con evaporatori, apre la strada a un ciclo praticamente chiuso.
AUDIT E DATI
Quanti audit l’anno riceve un’azienda della filiera? Tra i quindici e i trenta, ha raccontato Francesca Rulli (co-founder di Ympact e 4sustainability), su requisiti che si sovrappongono in larga parte. Per ridurre l’onere e valorizzare le certificazioni di terza parte già acquisite, è nato — con Confindustria Moda — un tavolo che ha consultato più di 20 checklist diverse e prodotto un modello unico: il programma 4s Ethic. Bureau Veritas Italia è il primo ente che da giugno 2026 lo applicherà sul campo, con già altri tre enti pronti ad adottarlo. Obiettivo: ottimizzare i processi di verifica sulla catena di subfornitura e migliorare la trasparenza per i brand e i fornitori.
Una consorziata Physis ha fatto da cavia nel beta test.
L’European Accelerator, con il contributo del Consorzio Physis, ha rilasciato un questionario armonizzato per energia, acqua e rifiuti, già adottato da diversi brand. Anche in questo caso la finalità è chiara: semplificare e armonizzare la raccolta dati ESG e lo scambio di informazioni lungo la filiera
Il Common Water Framework — costruito da Kering, LVMH e altri gruppi del lusso e dello sport con la review di WWF, AWS, ZDHC e dello stesso Consorzio — che mira ad armonizzare la raccolta e la valutazione delle informazioni legate alla gestione delle acque, è in public consultation, ed è pensato modulare perché anche una micro-impresa possa avvicinarvisi senza esserne schiacciata.
Sul fronte rendicontazione, Physis ha portato avanti il proprio contributo agli standard EFRAG VSME, costruendo materiali formativi multilingue e mappature di strumenti gratuiti per le PMI non quotate. Il salto da fare, ha detto Rulli, non è dalla burocrazia dei documenti a una nuova burocrazia: è il passaggio da un ecosistema basato sui documenti a uno basato sui dati.
MERCATO
La terza tavola rotonda — moderata dal Ministro Plenipotenziario Giuseppe Scognamiglio, presidente di Eastwest — ha guardato fuori dai laboratori. Maria Cristina Squarcialupi – Confindustria Federorafi – ha descritto una tempesta perfetta: oro sopra i 5.500 dollari l’oncia a gennaio 2026, dazi statunitensi, mercati mediorientali bloccati, crollo della Turchia, passata da un export +500% nel biennio 2024-25 all’ottavo posto nei primi due mesi del 2026. La corsa al metallo, ha ricordato, è iniziata prima delle crisi geopolitiche: sono state le banche centrali a comprare oro per anni per uscire dalla dipendenza dal dollaro, e quando si è aggiunta la finanza il prezzo è esploso. L’Italia resta primo esportatore mondiale di oggetti orafi e terzo produttore — dopo India e Cina — con un export che vale il 90% della produzione. Carlo Palmieri – Confindustria Moda – ha messo i numeri sul tavolo: il settore che nel 2023 valeva 96 miliardi di euro è sceso a 89 nel 2024, mentre il 2025 dovrebbe chiudere a 70. Per la prima volta l’associazione si è dotata di un piano strategico con orizzonte oltre il 2030, presentato al Senato e alla Camera, che chiede agevolazioni energetiche, EPR, cassa integrazione e armonizzazione degli audit. Mauro Bergozza – Assomac – ha ricordato che l’Italia è l’unico Paese europeo rimasto come fornitore di tecnologie per la lavorazione della pelle: la concorrenza arriva da Cina, Corea, Taiwan, su prezzi inferiori e qualità non comparabile. La direzione verso cui puntare, ha detto, è una sola: intelligenza artificiale e tracciabilità dall’allevamento al prodotto finito.
Su cosa si focalizzerà il Consorzio Physis nei prossimi mesi e quali criticità di filiera tenterà di affrontare e risolvere? Come affrontare la due diligence della filiera di fornitura; come affrontare l’auditing sulla due diligence di filiera e al contempo proteggere il know-how e i dati riservati delle aziende; in che modo continuare sul percorso dell’armonizzazione degli audit e la valorizzazione delle certificazioni di terza parte; pensare alla certificazione dei materiali riciclati; continuare a puntare sulla collaborazione e il dialogo tra brand committenti e filiera per lo sviluppo di soluzioni condivise che, di fatto, rappresentano una soluzione win-win.
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