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Dopo Pinocchio, le scarpe…

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Gennaio 2026

Dopo Pinocchio, le scarpe…

La nuova frontiera della calzatura sostenibile unisce innovazione tecnologica e rispetto per l'ambiente, trasformando gli scarti di carta e legno in accessori di lusso e sneaker circolari.

Negli ultimi anni, l’importanza della sostenibilità ha smesso di essere una semplice tendenza per trasformarsi in un imperativo categorico per l’industria del fashion. La necessità di ridurre l’impronta carbonica e di limitare l’uso di derivati del petrolio ha spinto i designer e ingegneri dei materiali a esplorare frontiere inaspettate, cercando soluzioni che coniughino estetica, comfort e rispetto per l’ambiente. Così, dopo Pinocchio, le scarpe tornano a nascere dal legno, una risorsa naturale che, se gestita correttamente, offre incredibili proprietà di resistenza e – a sorpresa –di  flessibilità. Un esempio è rappresentato dal marchio Woowe, che ha saputo coniugare l’artigianalità italiana con un approccio totalmente vegano. Questo brand produce calzature di lusso utilizzando una sottilissima lamina di legno flessibile. Il risultato è una scarpa etica, sorprendentemente morbida, ma anche unica perché porta con sé le venature del tronco e la storia dell’albero da cui proviene, dimostrando come la sostenibilità può coniugarsi con l’estetica e l’eleganza per competere ai massimi livelli del fashion internazionale. Un altro esempio di eccellenza ‘green’ che crea moda da scarti del legno è DotZero, un brand di sneaker artigianali fatte in Italia, a Firenze, realizzate con un materiale di scarti di lavorazione del legno e dell’industria della carta. Legno e carta rappresentano il 94% dei componenti di DotZero. Tali prodotti vengono processati in modo da dare al materiale finale le proprietà meccaniche e fisiche comuni ai materiali plastici usati oggi ampiamente. La soletta, invece, deriva da un materiale composto da fibre naturali derivante dallo scarto della lavorazione alimentare della noce di cocco. Questo materiale diventa un agglomerato con l’aggiunta del lattice naturale realizzando un vero e proprio impasto che poi viene steso e pressato.

Non solo: entrambi questi brand si occupano del “fine vita” del prodotto. Spesso, infatti, anche le scarpe definite sostenibili finiscono in discarica una volta usurate, poiché i diversi materiali di cui sono composte (colle, plastiche, tessuti) sono difficili da separare. In Woowe,  ogni parte può essere riciclata e riutilizzata, per un’economia circolare, così come per DotZero, dove le scarpe che hanno terminato il loro ciclo d’uso possono essere rese al team del brand che le processa per dare vita a nuovi prodotti, chiudendo perfettamente il cerchio.

DotZero
DotZero
Woowe
Woowe


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