Arsutoria Studio

“Serve un piano industriale” è l’appello risuonato durante gli Stati Generali della pelletteria italiana 2025

Il nostro primato nel mondo non può essere dato per scontato”, ha dichiarato Claudia Sequi, Presidente di Assopellettieri. “Servono interventi strutturali e una reale politica industriale condivisa, per assicurarci tale primato anche nel futuro”. È questo il messaggio, l’appello forte e deciso che ha chiuso la mattinata di lavoro della quinta edizione de “Gli Stati Generali della Pelletteria Italiana”, organizzata da Assopellettieri – l’Associazione che rappresenta le imprese italiane di pelletteria, aderente a Confindustria e a Confindustria Accessori Moda  – in partnership con The European House – Ambrosetti e in co-promozione con il Comune di Firenze.

Claudia Sequi, Presidente di Assopellettieri

Il solenne Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze ha ospitato i tanti operatori italiani del settore pelletteria che insieme, nel 2024, hanno realizzato oltre 12 miliardi di euro di fatturato e un saldo commerciale tra i più attivi d’Europa (seppur in decrescita rispetto all’anno precedente, -9%). Con questi numeri la pelletteria italiana si conferma un pilastro strategico del Made in Italy. L’Italia, infatti, è oggi il secondo esportatore mondiale dopo la Cina, grazie a un modello produttivo diffuso, competitivo e fortemente identitario. Ma per mantenere saldo questo ruolo centrale nel mercato, l’eccellenza non basta. Serve lavorare, e serve farlo in fretta, a un piano industriale serio e lungimirante che sostenga la pelletteria italiana in un mondo che produce di continuo cambiamenti epocali destabilizzanti, come ha spiegato Dario Fabbri, Direttore del mensile Domino. La sua accurata lettura dello scenario-geopolitico ha chiarito come l’attuale conflitto tariffario in atto sia dovuto al tentativo di conquistare l’egemonia sui commerci marittimi che veicolano il 96% delle merci in transito nel mondo. Una guerra di dazi di cui non è facile immaginare le ricadute a livello economico sulla manifattura italiana.


In un videomessaggio Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy, ha ribadito l’importanza del comparto pelletteria per l’economia nazionale, sottolineando la necessità di fare sistema tra tutti gli attori della filiera. Ha anche introdotto alcuni dei temi importanti trattati nella mattinata: formazione, adeguamento delle filiere, il protezionismo la concorrenza sleale di alcuni Paesi, l’adozione di tecnologie abilitanti. Ha ricordato come “il Ministero abbia definito misure per circa 250 milioni di euro a favore di micro, piccole e medie imprese del settore moda. Di questi, 100 milioni sono dedicati al sostegno dello sviluppo di aggregazioni fra le imprese, tanto importanti per potersi confrontare con le sfide del mercato globale.” Urso ha ricordato anche l’impegno del Governo nella valorizzazione di professionalità specializzate sempre più difficili da reperire, attraverso nuovi percorsi formativi e promuovendo l’attrattività dei posti di lavoro della manifattura: “Solo il 20% della forza lavoro del settore è composta da giovani sotto i 30 anni. Questo trend va contrastato. Ci stiamo muovendo anche per favorire il passaggio di know-how fra le generazioni incentivando l’assunzione di giovani sotto i 35 anni.”

Numero di aziende di pelletteria in Europa
Top 10 esportatori di pelletteria a livello globale per valore nel 2023


Cuore pulsante dell’edizione 2025 è stata la presentazione ufficiale del nuovo Studio Strategico sul settore della pelletteria italiana frutto del lavoro condiviso tra TEHA, Assopellettieri e uno Steering Commitee di sei persone, rappresentanti delle tre anime del settore pellettiero italiano: brand, grandi produttori e PMI a marchio proprio.

La prima parte dello studio, restituisce una panoramica dettagliata del settore da cui sicuramente emerge la conferma della leadership italiana nella pelletteria di alta gamma: con 4.532 imprese attive, circa 49.000 addetti e un fatturato di 12 miliardi di euro nel 2024, l’Italia si attesta come il primo produttore europeo, rappresentando da sola il 47% del giro d’affari continentale. Un primato ottenuto nel tempo grazie a un tessuto imprenditoriale coeso e performante, strutturato in distretti industriali che favoriscono qualità, flessibilità e un elevato grado di integrazione tra le fasi della filiera; primato che però va difeso e sostenuto.

A presentare la ricerca è stato Flavio Sciuccati, Senior Partner di The European House – Ambrosetti. Il suo intervento ha inquadrato con lucidità le fragilità e le potenzialità del comparto. Guardando al futuro ha lanciato un monito chiaro: “abbiamo un sistema unico al mondo, ma non siamo abbastanza bravi a raccontarlo. Se non rafforziamo leadership e attrattività, rischiamo di perderlo”. Le sue parole hanno accompagnato i numeri del report, stimolando la riflessione corale sull’urgenza di fare sistema e sottolineando la necessità di rafforzare la competitività e l’attrattività del sistema nel suo complesso, promuovendo un modello di cooperazione lungo tutta la filiera, in grado di valorizzare la complementarità tra grandi gruppi, PMI e fornitori.

Raccomandazioni

Ma è nella seconda parte del report che si delinea con chiarezza la proposta strategica per il futuro da parte dell’Associazione. Un vademecum articolato in sei raccomandazioni operative per il settore e allo stesso tempo un appello alle Istituzioni per affrontare le sfide attuali con strumenti efficaci e per rafforzare e consolidare la leadership internazionale del Made in Italy.

La prima raccomandazione invita a promuovere la sostenibilità economica lungo tutta la filiera, attraverso misure fiscali dedicate, incentivi alla crescita e alla stabilità, e una più equa distribuzione del valore. Segue l’indicazione a costruire un patto di legalità e trasparenza, rafforzando gli strumenti di tracciabilità, ma anche la compliance normativa e contrattuale, per generare fiducia e ridurre le distorsioni. Puntare alla sostenibilità ambientale e sociale come tratto distintivo del Made in Italy, per rafforzare l’immagine del comparto sui mercati internazionali, è la terza raccomandazione.

Emerge poi la necessità di attrarre e formare nuovi talenti, costruendo uno storytelling condiviso che valorizzi i mestieri tecnici e artigianali, promuovendo collaborazioni con istituti formativi e incentivando l’integrazione della forza lavoro straniera.

Altrettanto centrale è il tema dell’innovazione artigianale: non si tratta di sostituire il sapere manuale, ma di affiancarlo con tecnologie avanzate, digitalizzazione e interazione uomo-macchina per migliorare qualità, tracciabilità e attrattività del lavoro.

Infine, l’associazione focalizza l’attenzione sul potenziamento dell’internazionalizzazione, chiedendo supporto per le aziende nell’intercettare nuovi mercati, semplificando l’accesso agli strumenti di finanziamento per l’export e consolidando il ruolo strategico delle fiere come piattaforme di visibilità.

Tra i momenti significativi della mattinata anche la tavola rotonda sul futuro del settore che ha affrontato grandi temi quali sostenibilità, innovazione tecnologica, internazionalizzazione e formazione, attrazione. A parlare, Yoann Regent di Bottega Veneta, Massimo Giardiello (MADE Competence Center), Enrica Baccini di Fondazione Fiera Milano e Antonella Vitiello (MITA Academy).

In chiusura, la Presidente di Assopelletieri, Claudia Sequi, ha ribadito: “La politica industriale non può essere più rimandata e va costruita tutti insieme, noi siamo pronti e disponibili”, e ha concluso con un appello: “Serve un patto chiaro tra associazioni di categoria e Governo per garantire un futuro solido a un settore che è già simbolo del Made in Italy nel mondo”.

Arriva SAMAB, Fashion Technologies Event

Sviluppato con il patrocinio di Confindustria Moda – Federazione Tessile e Moda, oltre che quello delle associazioni di settore ANTIA e Club IACDE Italia, SAMAB è una tre giorni (27-29 maggio 2025) rivolta ai professionisti del settore che potranno scoprire nuovi prodotti, tecnologie all’avanguardia e soluzioni innovative per ottimizzare i processi produttivi. In un momento in cui la filiera della moda è chiamata a fronteggiare sfide sempre più complesse, SAMAB si propone di riunire aziende, stakeholder e associazioni di settore per favorire sinergie e affrontare le trasformazioni del mercato.

 Prima collaborazione tra BUFF® e VEJA

BUFF®, leader mondiale nel settore headwear e neckwear per gli amanti delle avventure outdoor, annuncia la prima collaborazione con VEJA, marchio di sneakers conosciuto per l’utilizzo di materiali ecologici e per il proprio impegno verso l’ambiente. Il modello BUFF® x VEJA reinventa l’iconica scarpa da trekking Fitz Roy di VEJA, combinando funzionalità e colori vivaci, che celebrano lo spirito di avventura e la bellezza autentica della natura brasiliana.  Il risultato è una scarpa che non solo offre resistenza, comfort e aderenza al terreno, ma che si distingue per il proprio stile audace e l’utilizzo di materiali riciclati, rimanendo fedele ai valori delle due realtà di costruire un futuro più responsabile: la tomaia Trek-Shell è realizzata al 100% in poliestere riciclato e con trattamento idrorepellente a lunga durata privo di PFC, l’intersuola presenta il 52% di canna da zucchero e il 3% di gomma amazzonica, mentre la suola è realizzata con il 31% di gomma amazzonica. A completamento della collaborazione, BUFF® ha creato una collezione di accessori ispirati ai colori vibranti della natura brasiliana composta da scaldacollo, fasce e cappellini.


 KEEN e Hiking Patrol presentano il sandalo Hyperport H2

Il sandalo Hyperport H2 evolve l’iconico Newport H2, rendendolo più leggero e confortevole senza rinunciare alla sostenibilità e al DNA di KEEN. L’ibrido tra sandalo e scarpa combina libertà e protezione, diventando un compagno versatile per esplorare ambienti urbani e outdoor. Nel 2024, l’Hyperport H2 ha ricevuto un ISPO Award, riconoscimento per l’innovazione nel design dei prodotti sportivi, consolidandosi tra le proposte KEEN. Con due varianti colore del sandalo Hyperport H2, questa collezione celebra la diversità della vita marina osservabile durante la bassa e l’alta marea, un concetto che permea anche la campagna creativa.

Come per tutte le calzature KEEN, in linea con la filosofia di Hiking Patrol, l’Hyperport H2 è Consciously Created, ovvero prodotto consapevolmente, senza sostanze chimiche permanenti, inclusi PFAS e antimicrobici. Altre caratteristiche includono: calzata originale con ampio spazio nell’avampiede per una maggiore libertà delle dita, allacciatura elastica con chiusura rapida per indossarle e toglierle facilmente, intersuola in schiuma iniettata per una leggerezza sorprendente , soletta ammortizzante con supporto dell’arco plantare e suola Aquagrip per maggiore aderenza su superfici bagnate. Il trattamento idrorepellente durevole e privo di PFAS protegge dall’acqua come le sostanze chimiche permanenti, senza danneggiare il pianeta e Eco Anti-Odor assicura un controllo naturale e senza pesticidi degli odori.


Da Thermore una nuova frontiera nell’isolamento termico

Thermore, azienda con sede a Milano e leader nel settore delle imbottiture termiche per l’abbigliamento, annuncia il lancio di Ecodown Fibers Sync — una fibra libera rivoluzionaria il cui cuore è costituito da fibre a doppia performance, progettate con cura per offrire una morbidezza impalpabile e una resilienza eccezionale. Il risultato è un’imbottitura di nuova generazione, che previene l’agglomerarsi delle fibre — una combinazione rara che assicura volume e comfort anche dopo numerosi lavaggi, e che si adatta sia a capi tecnici dalle linee essenziali, sia a silhouette più strutturate e voluminose. Fedele alla propria tradizione, Thermore compie però con Ecodown Fibers Sync anche un ulteriore passo verso un futuro più sostenibile. Realizzato interamente con fibre riciclate al 100% provenienti da bottiglie in PET post-consumo, questo innovativo materiale testimonia l’impegno costante del brand verso un design più responsabile. Ecodown Fibers Sync è certificato GRS (Global Recycled Standard), a garanzia dell’autenticità dei materiali riciclati e della tracciabilità lungo l’intera filiera produttiva. Inoltre, vanta le certificazioni Bluesign® e OEKO-TEX® Standard 100, che assicurano l’assenza di sostanze nocive e il rispetto dei più rigorosi criteri di sicurezza ambientale e per la salute umana.


TFL ottiene la ricertificazione ZDHC MRSL V3.1 Livello 3 con il massimo dei voti

Un nuovo importante traguardo per TFL Ledertechnik GmbH che ha ottenuto il rinnovo della certificazione ZDHC MRSL V3.1 Livello 3, a conferma del suo impegno verso l’iniziativa Zero Discharge of Hazardous Chemicals (ZDHC) e la gestione sostenibile delle sostanze chimiche nell’industria della pelle.

Questa certificazione, condotta in collaborazione con Eurofins | BLC Leather Technology Centre Ltd. nell’ambito del programma Chem-MAP, conferma che tutti i prodotti TFL elencati nel portale soddisfano i più elevati standard di sicurezza chimica. Il rigoroso processo biennale comprende test completi sulle materie prime e sui prodotti finiti, oltre a verifiche di più giorni presso gli stabilimenti di produzione di tutto il mondo.

Le verifiche sono iniziate presso le sedi di TFL Quinn India Pvt Ltd. a Hyderabad e Mumbai, seguite da TFL China Ltd. a Changzhou. Tutti i siti hanno ricevuto una valutazione di grado A, facendo guadagnare a TFL lo status di Eurofins | Chem-MAP Leader, che riconosce l’eccellenza in tutte le sue attività globali. “Questo risultato riflette la dedizione del nostro team al miglioramento continuo e alla sostenibilità”, ha dichiarato Arunkumar Patil, direttore di Operations, Manufacturing & EHS presso la TFL Quinn India.

“Abbiamo integrato la conformità in tutte le nostre attività, dalla progettazione alla produzione”, ha aggiunto Hu DongQi, Executive Team di TFL Cina.

TFL guarda ora ai risultati degli audit in Francia, Brasile e Italia, continuando a perseguire l’eccellenza nella responsabilità ambientale e nella sicurezza dei prodotti, in linea con la nostra missione di fornire “Ottimi prodotti chimici. Consigli eccellenti”.

 

Foto di gruppo dello staff  TFL nel sito cinese di Changzhou

Natuura™: la bellezza della ‘pelle’ a base vegetale

Come richiama il nome stesso del brand, Natuura™ ricerca nella natura e nel suo rispetto l’innovazione creativa, per una produzione sostenibile nel campo della moda. Da sempre caratterizzata da un’attenzione particolare all’innovazione, alla sostenibilità e all’impegno per l’ambiente, l’azienda vanta oltre 30 anni di esperienza nella produzione di prodotti in gomma naturale a base vegetale per i principali marchi mondiali e oggi è leader nella produzione e distribuzione integrata verticalmente di pelle naturale a base vegetale, cioè resina di gomma naturale a base vegetale, rigenerativa e sostenibile, certificata FSC™ al 100%.

La mission di Natuura™ è infatti la fornitura di materiali vegetali sostenibili e creativamente flessibili che hanno l’aspetto, il tatto e le prestazioni della pelle, con l’obiettivo di rendere la sostenibilità scalabile e accessibile nei mercati dell’abbigliamento, delle calzature, degli accessori, dei trasporti e dell’arredo di interni.

Tra i migliori prodotti in pelle biobased proposti da Natuura troviamo Terrene Mat™ (91% USDA Biobased Certification), capace di soddisfare i più elevati standard di sostenibilità, offrendo al contempo una texture con una goffratura particolarmente profonda.

Un altro prodotto di punta è Lucida Mat™, che offre elevati livelli di biobased con colori personalizzati, metallizzati, motivi stampati e altro ancora in rotoli continui di 132 cm di larghezza.

Terrene Mat™
Lucida Mat™


YHub annuncia l’ingresso di Giorgio Armani SpA e Fondazione del Tessile Italiano

YHub, primo Gruppo italiano di servizi innovativi e piattaforme tecnologiche per la tracciabilità e la sostenibilità dell’industria della moda e del lusso, annuncia l’ingresso di due nuovi prestigiosi investitori: Giorgio Armani SpA e Fondazione del Tessile Italiano. L’operazione conferma il ruolo del Gruppo nel settore a supporto di brand e filiera produttiva, rafforzando ulteriormente il suo posizionamento come partner strategico per la trasformazione sostenibile e consolidando un’alleanza unica per visione e soluzioni. Il controllo resta saldamente nelle mani dei soci fondatori Francesca Rulli, Massimo Brandellero e Cristian Iobbi. L’operazione vede anche l’ingresso nell’assetto societario di Matteo De Angelis, General Manager del Gruppo.

Questo passaggio delinea in modo ancora più chiaro il progetto avviato nel 2024 con analoga operazione, che aveva visto l’ingresso nella compagine societaria di Foro delle Arti (Holding di Brunello Cucinelli SpA), dell’imprenditore Matteo Marzotto, di Claudio Rovere (Founder & CEO di Holding Industriale SpA), di venture fund gestiti dalla banca d’affari globale LionTree e dell’innovatore digitale Federico Marchetti (fondatore di YOOX) attraverso Mavis.

YHub, che si presenta sul mercato con il brand unico Ympact, supporta oltre 3.000 aziende del sistema moda nella tracciabilità delle catene di fornitura e nella misurazione degli impatti ambientali e sociali della produzione, collaborando con più di 50 brand globali e mappando oltre 80.000 fornitori in 22 Paesi.

From left: Matteo De Angelis, general manager of YHub, Massimo Brandellero, Francesca Rulli, Cristian Iobbi, founding partners of YHub

Satorisan presenta con orgoglio il Chacrona Amazon Project

Il progetto nasce dal desiderio di Satorisan di salvaguardare uno degli ecosistemi più vitali e fragili del pianeta, sostenendo le comunità indigene locali, custodi di antichi saperi e di un legame spirituale con la foresta, e promuovendo la conservazione della biodiversità unica del territorio amazzonico. Il nome del progetto è ispirato dalla foglia di Chacrona, pianta sacra utilizzata dalle tribù indigene dell’Amazzonia per connettere corpo e spirito. Un simbolo di profonda armonia e spiritualità che incarna l’impegno di Satorisan nel ristabilire l’equilibrio tra l’essere umano e la Terra, filosofia che ha ispirato il nome di uno dei modelli più iconici del brand, che oggi rappresenta un best-seller.

Dal 2021, Satorisan collabora con la ONG Guardianes de Vida e con la popolazione indigena Huni Kuin della regione brasiliana di Tarauacá, tramite un programma che ha già visto la piantagione di oltre 19.500 alberi, tra cui specie da frutto e medicinali. Questo impegno concreto mira a rigenerare la foresta con piante autoctone, a proteggere la cultura e i valori delle comunità locali e a migliorare le condizioni di vita attraverso progetti legati all’acqua, all’educazione ambientale e alla formazione sanitaria.


Save The Duck ottiene la Medaglia d’Argento EcoVadis

EcoVadis è uno dei sistemi di valutazione della responsabilità sociale d’impresa più affidabili e riconosciuti a livello internazionale, che misura le performance ESG (ambientali, sociali e di governance) di oltre 130.000 aziende in tutto il mondo. Il punteggio complessivo ottenuto da Save The Duck è stato 86%, con risultati particolarmente rilevanti nelle aree Ambiente (77), Lavoro e Diritti Umani (74), Etica (62) e Acquisti Sostenibili (61). Il riconoscimento posiziona l’azienda tra il 15% delle realtà con i punteggi più alti a livello globale tra quelle valutate negli ultimi 12 mesi dalla piattaforma internazionale di rating sulla sostenibilità.

“La valutazione di EcoVadis rappresenta un’importante conferma del percorso che Save The Duck ha intrapreso da anni per integrare la sostenibilità all’interno di ogni aspetto del proprio modello di business,” – commenta Silvia Mazzanti, Sustainability Manager del brand. “Questo risultato non solo ci onora, ma ci stimola a continuare a migliorare in termini di trasparenza, tracciabilità e impatto positivo lungo tutta la filiera produttiva.”

Con questa medaglia, l’azienda – conosciuta per il logo della papera che fischietta – consolida il proprio posizionamento come azienda attenta alla sostenibilità, riconfermandosi e impegnata nella costruzione di un futuro più etico e circolare.