Otto a uno
L'Assemblea Assomac fotografa un 2025 a -11% e una quota mondiale scesa dal 42% al 27% in vent'anni. Ma sotto i flussi in calo c'è una struttura ancora solida: la partita si gioca sulla filiera.
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Maggio 2025
Il 3 giugno a Bruxelles si terrà un workshop organizzato da COTANCE e UNIC
Il prossimo 3 giugno al Parlamento Europeo si parlerà di pelle e deforestazione. Cotance e UNIC – Concerie Italiane hanno organizzato un workshop dal titolo “EUDR: La pelle è un fattore di deforestazione? – Portiamo i fatti al Parlamento Europeo”. Un’occasione importante per ribadire ancora una volta che l’industria conciaria non è un driver della deforestazione e che l’inclusione della pelle nella lista dei prodotti soggetti al Regolamento anti Deforestazione rappresenta un macroscopico errore.
L’iniziativa, come segnala UNIC, si svolgerà dalle 16 alle 17.30 ed è “promossa dall’eurodeputato Salvatore De Meo (PPE, Italia) in collaborazione con i rappresentanti dell’industria europea della pelle”. Sul tavolo ci saranno “i risultati dello studio condotto dalla Scuola Superiore Sant’Anna (Università di Pisa), sull’impatto dell’EUDR sulla filiera pelli europea da un punto di vista economico, sociale ed ambientale”.
Al workshop interverranno Manuel Rios (presidente Cotance), Fulvia Bacchi (direttore UNIC) e Gustavo Gonzalez-Quijano (segretario generale Cotance).
Come più volte ricordato, il settore conciario ha molte buone ragioni per sostenere l’esclusione della sua materia prima dal regolamento anti Deforestazione perché, essendo la pelle un sottoprodotto dell’industria della carne, essa non rappresenta affatto un driver dell’allevamento animale e di conseguenza nemmeno della deforestazione.
L'Assemblea Assomac fotografa un 2025 a -11% e una quota mondiale scesa dal 42% al 27% in vent'anni. Ma sotto i flussi in calo c'è una struttura ancora solida: la partita si gioca sulla filiera.
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