ArsTannery Magazine

Assomac: accordo strategico in Kenya

Assomac, associazione nazionale dei costruttori italiani di tecnologie per calzature, pelletteria e conceria, annuncia di aver siglato accordi strategici con Kenya Association of Manufacturers (KAM), a nome della filiera italiana rappresentata anche da UNIC (conceria) e UNPAC (chimica conciaria), e con Equity Bank Kenya Limited per favorire, attraverso la fornitura di tecnologie e macchinari italiani, lo sviluppo della catena del valore della pelle in Kenya.
 
La tecnologia italiana per la filiera della pelle-calzatura-pelletteria rappresenta un asset strategico industriale, in grado di trasformare le materie prime in prodotti ad alto valore aggiunto, altamente competitivi sui mercati globali. In quest’ottica, l’intesa – formalizzata il 26 marzo scorso a margine del Leather Side Event di Nairobi, nell’ambito della Kenya International Investment Conference, promossa dal Ministry of Investments, Trade and Industry in partnership con Kenya Leather Development Council e Kenya Investment Authority – consolida la collaborazione con KAM e con i centri tecnici locali, puntando a creare un ecosistema competitivo e sostenibile, capace di integrare le imprese keniane nelle catene produttive globali del settore. La partnership con Equity Bank Kenya Limited favorirà invece l’accesso dei buyer locali a strumenti finanziari per l’acquisto di macchinari e tecnologie italiane, consentendo loro l’opportunità di sviluppare in futuro prodotti allineati agli standard di qualità internazionale e rafforzare la loro presenza sui mercati esteri.
Mauro Bergozza, Presidente di Assomac, spiega: “Questo progetto promuove lo sviluppo di un sistema manifatturiero strutturato, in cui la tecnologia e i macchinari italiani sono protagonisti, rappresentando un vero e proprio asset strategico per l’industria globale della pelle. Made in Italy non significa solo eccellenza e qualità, ma anche capacità di trasformare materie prime in prodotti ad alto valore aggiunto. Con il nostro patrimonio di competenze e i modelli di filiera integrata, vogliamo contribuire concretamente allo sviluppo di ecosistemi produttivi sostenibili e competitivi in tutto il mondo, rafforzando le potenzialità di presenza delle imprese keniane nei mercati internazionali”.
 
L’iniziativa si colloca in un quadro coerente con le priorità del Piano Mattei, rappresentando un contributo del sistema industriale italiano alle dinamiche di sviluppo e alla cooperazione economica con i Paesi africani, e in una logica di Sistema Italia, con un impegno coordinato di imprese, associazioni e istituzioni: dalla cooperazione allo sviluppo, attraverso l’Agenzia AICS, fino all’internazionalizzazione e alla promozione delle imprese italiane tramite il supporto di Agenzia ICE. Tutto strettamente coordinato con l’Ambasciata d’Italia a Nairobi e organi governativi locali, per garantire la realizzazione concreta dei piani di investimento nel Paese.
Il progetto si inserisce altresì in un quadro più ampio di attività continuative di Assomac in Africa, con iniziative già attive in Egitto, Niger, Senegal e Tunisia, e con prospettive future per Etiopia, Mali, Marocco e Namibia.
 
L’incontro della scorsa settimana fa seguito a una prima missione esplorativa, dello scorso giugno, durante la quale Assomac, insieme alle associazioni italiane UNIC e UNPAC, aveva analizzato il potenziale del Kenya in termini di materie prime, competenze e prospettive industriali, condividendo con istituzioni locali e imprenditori un documento strategico che ha contribuito a rafforzare il dialogo tra i due Paesi e gettato le basi per l’avvio dell’iniziativa.
 
Il settore italiano delle tecnologie per calzatura, pelletteria e conceria, insieme al comparto conciario e ai prodotti chimici collegati, vanta una presenza consolidata nei principali poli produttivi mondiali e svolge un ruolo attivo nello sviluppo delle filiere industriali della pelle. Oltre il 70% della produzione del settore è destinata ai mercati internazionali, con esportazioni significative verso Europa, Cina, Vietnam, India, Turchia, Brasile, Messico, Indonesia, Pakistan, Sudafrica e diversi Paesi africani in fase di industrializzazione. In questo contesto, le tecnologie italiane supportano concretamente la nascita e la crescita di nuove filiere, offrendo know-how, strutture distrettuali consolidate e un apporto tecnologico qualificato a livello globale.

Nella foto sopra Tobias Alando, Ceo KAM (al centro), e Mauro Bergozza, Presidente Assomac (a destra)

Mauro Bergozza, Presidente Assomac, con Moses Nyabanda, Managing Director Equity Bank Kenya Ltd

VIDEO: Analisi tendenze sfilate donna A/I ’26-27

Quattro Sfilate, Tre Trend

La nostra Trend Analyst Maria Cristina Rossi ci guida alla scoperta delle principali tendenze viste sulle passerelle:

Quattro maison hanno dato il tono all’autunno/inverno con una coerenza sorprendente. Prada ha trasformato il layering in filosofia, con look svelati a ogni passaggio in passerella per rivelare outfit completamente nuovi. Dolce & Gabbana ha riaffermato i propri codici fondanti — Sicilia, nero, pizzo, sartoria — senza alcuna nostalgia. Etro ha intrecciato tartan, paisley e riferimenti medievali in un ricco collage culturale. E da Marni, la nuova designer Merel Rogge ha fatto un debutto di potenza silenziosa, tornando allo spirito delle origini con un guardaroba vissuto fatto di stampe pittoriche e toni terrosi.

Filtrata attraverso borse e scarpe, la stagione si racconta in tre trend. La pelliccia rimane senza scuse, avvolgendo décolleté e ammorbidendo le forme delle borse con una sensualità che non accenna a svanire. L’oro si è fatto democratico, comparendo su tutto — dai sandali piatti agli stivali al ginocchio — meno ornamento, più attitudine. E il ricamo emerge come il gesto artigianale per eccellenza della stagione: perline intricate, punto croce e applicazioni floreali che trasformano gli accessori in oggetti d’autore. La moda, questa stagione, sceglie di rallentare.

Appello della filiera all’Europa: escludete la pelle dall’EUDR

La filiera pelle si è mobilitata per chiedere una revisione dell’EUDR, il regolamento europeo contro la deforestazione, la cui entrata in vigore è prevista nel 2027. Diverse organizzazioni rappresentative, coordinate a livello globale, hanno presentato una richiesta congiunta alle istituzioni europee affinché venga eliminata la pelle bovina dall’ambito di applicazione della legge. L’ International Council of Tanners (ICT), supportato dall’International Meat Secretariat e da ICHSLTA, ha inviato alla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen una lettera formale per chiedere l’esclusione della pelle bovina dal regolamento anti-Deforestazione.
Nella richiesta si ribadisce che non esistono prove scientifiche che colleghino la pelle alla deforestazione. Al contrario, evidenze indipendenti, come lo studio della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, indicano che si tratta di un sottoprodotto dell’allevamento, privo di un ruolo determinante nelle dinamiche economiche che potrebbero causare la distruzione delle foreste. Per questo motivo, l’esclusione viene ritenuta una misura coerente e utile a rendere la normativa più equilibrata e concreta.
Le preoccupazioni riguardano anche le possibili conseguenze economiche: secondo COTANCE l’attuale impostazione della regolamentazione potrebbe limitare significativamente l’approvvigionamento di pelli grezze per le aziende europee del settore, con effetti negativi sulla competitività, sui costi e sull’intera filiera produttiva.

Adidas entra nel Board di Leather Working Group

Il Leather Working Group annuncia l’ingresso di Catherine Lee, rappresentante del brand Adidas, nel suo Consiglio di Amministrazione. “Vorremmo inoltre esprimere i nostri sinceri ringraziamenti a Jon Hopper, Senior Director, Global Materials Supply presso VF Corporation, per il suo servizio dedicato in qualità di membro uscente del Consiglio e per i suoi preziosi contributi al lavoro del LWG negli ultimi otto anni – commentano dall’organizzazione -. Il suo impegno e il suo sostegno hanno svolto un ruolo importante e siamo davvero grati per il tempo, la competenza e la passione che ha dedicato al progresso della nostra missione”.
Vale forse la pena ricordare che il Leather Working Group è un’organizzazione internazionale che valuta e certifica le concerie in base alle loro prestazioni ambientali. Il suo obiettivo è promuovere pratiche sostenibili e responsabili nella produzione della pelle.
Quanto al nuovo membro del board di LWG, Catherine Lee è Senior Director, Product Development presso Adidas e vanta una vasta esperienza nelle operazioni di approvvigionamento e nello sviluppo dei materiali, con una solida competenza nell’allineamento degli obiettivi strategici di sostenibilità, dei requisiti normativi e della prontezza operativa.
La sua nomina avrà effetto dal 1° aprile 2026.

Rino Mastrotto: la rivoluzione green di Hearth e la collezione Origini

Il futuro della pelle passa per un risparmio di 7,5 milioni di litri d’acqua, una quantità impressionante pari a tre piscine olimpioniche o al carico di 250 grandi autobotti industriali. È questo il biglietto da visita di “Hearth”, la nuova linea produttiva sostenibile lanciata da Rino Mastrotto con un processo innovativo di conciatura capace di ridurre del 91% il consumo d’acqua, del 23% l’impiego di sostanze chimiche e del 22% le emissioni di CO₂.

“Origini”: la collezione PE 2027

Accanto all’innovazione tecnica, Rino Mastrotto ha presentato a Lineapelle la collezione “Origini”. In un’epoca dominata dall’artificiale e dal digitale, Origini nasce dal bisogno di riscoprire la bellezza del quotidiano e la concretezza del tatto. Le texture sono leggere, studiate per giocare con la luce e offrire un’eleganza senza tempo che invita a connessioni umane autentiche.

Il colore, in “Origini”, diventa un vero e proprio linguaggio emotivo: si parte da bianchi e toni sbiancati per arrivare a blu, azzurri e verdi che rappresentano l’acqua. Beige, rosa e kaki uniscono natura e dinamismo metropolitano. I marroni, tradizionalmente invernali, acquisiscono una nuova morbidezza e sensualità grazie alla luce estiva, mentre i gialli e gli arancioni infondono alla stagione una carica vitale.

 

LINEAPELLE 107: sinergie, ricerca e innovazione

Si è respirata un’aria di rassicurante energia e vitalità alla scorsa edizione di  LINEAPELLE, la numero 107, nonostante il forzato anticipo delle date, dovuto alla presenza negli spazi di Fiera Milano Rho di alcune location dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, abbia causato una riduzione dell’affluenza degli operatori professionali (circa 16.000) accorsi da 99 Paesi. Sul fronte espositori, sono state 848 le aziende partecipanti (436 concerie, 290 accessoristi, 95 sintetici, 27 altri) provenienti da 33 Paesi, che hanno presentato le nuove collezioni di pellami, materiali e accessori per la stagione estiva 2027.

Il fronte dell’innovazione e della ricerca di materiali e soluzioni capaci di esprimere un altissimo grado di naturalità e alta ingegneria artigianale di filiera rappresentano i fattori su cui si è concentrato l’interesse di buyer e visitatori e dei progetti di LINEAPELLE. È il caso delle 22 installazioni dell’area  INTERIORS, piattaforma creativa giunta alla terza edizione, che attiva link tra aziende di design e produttori di pelli e materiali. Grande interesse anche per i talk in programma presso il Fashion & Science Theatre: da quelli settoriali (per esempio, gli approfondimenti di tematiche normative e tecniche relativi alla filiera della pelle) a quelli più fashion, come la conversazione tra la giornalista Mariella Milani e lo stilista Antonio Marras.

Importante è stato il debutto di una nuova sinergia fieristica come quella con con FILO – salone leader per il settore dei filati e delle fibre – che ha dato modo ai visitatori di avere un quadro ancora più ampio dell’offerta merceologica.

L’appuntamento con la prossima edizione di LINEAPELLE è dal 15 al 17 settembre 2026, sempre negli spazi di Fiera Milano Rho.

TFL annuncia aumenti di prezzo

L’azienda di specialità chimiche TFL annuncia, oggi 26 marzo, che introdurrà sovrapprezzi temporanei sui costi di trasporto e sui costi dei prodotti, con effetto immediato. “La misura è volta a far fronte alle continue interruzioni e all’aumento delle spese nelle catene logistiche globali e nelle filiere delle materie prime, causate dal conflitto in corso nella regione del Golfo”.

E ancora: “L’entità dei supplementi dipende dal gruppo di prodotti, dallo stabilimento di produzione e dalla rotta di spedizione. Tali supplementi rimarranno in vigore fino a quando la situazione di mercato non si sarà stabilizzata e saranno rivisti periodicamente”.

TFL aggiunge di voler collaborare strettamente con i propri partner per garantire l’affidabilità delle forniture e ridurre al minimo l’impatto di questi fattori esterni eccezionali sui clienti.

Premiati i vincitori del “Design-a-Bag” 2026

Come da tradizione, il concorso Design-A-Bag 2026 si è concluso con la cerimonia di premiazione finale il 12 marzo durante l’APLF 2026 a Hong Kong. La giuria ha incoronato Phan Nguyen Hoai Thuong, proveniente dal Vietnam, vincitrice assoluta per la sua creazione ispiratrice e versatile, “The Unbowed Bag”, simbolo di resistenza nel caos che rappresenta forza, compostezza e uno spirito indomito.
Hoai Thuong è una studentessa di design dell’Università Hoa Sen e che “The Unbowed Bag” è in realtà il suo primo progetto in assoluto, il che rende il suo risultato ancora più incredibile.
Il premio vinto include un corso di 4 settimane in Sviluppo Collezioni presso la Arsutoria School di Milano, del valore di 4.500 euro, insieme a un contributo di 1.000 euro per l’alloggio.
Al secondo posto si è classificata la cinese Zhuo Wei Si per la sua creazione pratica e funzionale, denominata “Berlin Bag”. Zhuo Wei Si riceverà un corso di formazione di 8 giorni presso la L.E.A.T.H.E.R Academy di Simona Tanning a Ninh Binh, in Vietnam.
Terza classificata Nilgun Demirhan, dalla Turchia, con la sua innovativa borsa da yoga, un progetto denomianto “BELONGING”. Dotata di talento e creatività, ha realizzato una borsa che fonde perfettamente lo stile athleisure con il suo stile di vita.
Tutte e tre le finaliste riceveranno un premio in denaro di 500 dollari e un abbonamento di un anno a www.arstrends.com e alla Trends Guide “ARSUTORIASTUDIO” del valore di 550 dollari.
Il concorso di quest’anno ha beneficiato di una giuria accuratamente selezionata che ha riunito diverse prospettive provenienti dal settore della moda e della pelletteria. Ogni giudice ha valutato i progetti attraverso una lente unica, garantendo una valutazione completa, versatile ed equilibrata. Questo approccio multiforme ha elevato lo standard di valutazione e ha fornito spunti preziosi a tutti i partecipanti.
• Olivier Vedrine, architetto-designer e scenografo di OO Agency Paris: ha apportato l’occhio del designer in termini di creatività e visione artistica
• Stefano Migliavacca, responsabile progetti internazionali di Edizioni AF: ha rappresentato la competenza nel settore dei media con un focus sull’innovazione e sulle tendenze del settore
• Alane Becker Marder, Responsabile Marketing e Sostenibilità di Simona Tanning: ha offerto una prospettiva della conceria su praticità, qualità e sostenibilità
• Ard-ong Winyoopradist, Direttore e CMO di Xotique Company Limited: ha fornito approfondimenti dal punto di vista del proprietario del marchio su commerciabilità e redditività
Le iscrizioni al DAB 2027 apriranno a settembre di quest’anno.

Le tre finaliste e i giudici del Concorso Design a Bag 2026 alla cerimonia di premiazione durante la APLF il 12 marzc
Il progetto che ha vinto il primo premio della vietnamita Phan Nguyen Hoai Thuong
Lo studio della Berlin Bag che si è classificata al secondo posto
Terza classificata Nilgun Demirhan con la sua innovativa borsa da yoga
La Cogon Bag si è aggiudicata il premio Facebook

TFL announces fare increases

Specialty chemicals company TFL announced that it will introduce temporary surcharges on freight and product costs with immediate effect. “The measure addresses the sustained disruptions and increased expenses in global logistics and raw material supply chains resulting from the ongoing conflict in the Gulf region”.

And furthermore: “The surcharge levels depend on product group, manufacturing site, and shipping route. They will remain in place until the market situation stabilizes and will be reviewed regularly”.
TFL is working closely with its partners to ensure supply reliability and to minimize the impact of these exceptional external factors on customers.

Vibram Essential: quando togliere è la forma più alta di innovazione

Più tecnologia aggiungiamo sotto il piede, più rischiamo di dimenticare come il piede funziona davvero. Vibram lo sa bene — ottant’anni di suole ad alte prestazioni sono un osservatorio privilegiato sul modo in cui camminiamo, corriamo, abitiamo il mondo. Ed è proprio da questa consapevolezza profonda che nasce Vibram Essential, la nuova collezione SS27 presentata durante la Milan Fashion Week in uno spazio espositivo immersivo in Corso Garibaldi.

Meno è meglio. Ma solo se sai esattamente cosa stai togliendo. Il nome Essential, infatti, non è un esercizio di marketing minimalista, è una dichiarazione di metodo. La filosofia alla base della collezione parte da un’idea radicale: il minimalismo non è semplicemente ridurre lo spessore della suola, ma avviare un processo progressivo di diminuzione dell’intervento strutturale, restituendo al piede la sua biomeccanica naturale. Eliminare il superfluo, migliorare la percezione del terreno, ripristinare la libertà di movimento.

Radicata nell’esperienza pluridecennale di Vibram FiveFingers, la linea Essential si articola su tre livelli evolutivi coerenti tra loro. Il primo è il Low-Drop, con un leggero dislivello tra tallone e avampiede: pensato come porta d’ingresso al minimalismo, combina supporto strutturale e naturalezza del passo. Il secondo livello, Minimal Soles, interpreta il quotidiano urbano con una calzata slanciata e aderente, contemporanea nello stile senza tradire i principi funzionali. Il terzo e più puro è il Barefoot-Inspired Constructions/Comfort: forma anatomica ampia, costruzioni zero-drop, libertà totale per mesopiede e avampiede. L’espressione più onesta del barefoot living.

A dare spessore — quello culturale, non quello della suola — alla collezione, ci pensano le collaborazioni: Buttero, Lemaire, Fabiana Filippi, Harmont&Blaine, Primigi e altri brand hanno reinterpretato i concetti di FF CUP e Minimal Fashion secondo i propri codici. Un dialogo tra mondi che conferma quanto la tecnologia Vibram sia trasversale: dalla montagna alla passerella, dalla performance all’estetica urbana.

Il passo che conta è quello verso una calzatura che smette di compensare e inizia ad ascoltare. Con 40 milioni di suole prodotte ogni anno e una presenza in 120 paesi, Vibram dimostra che innovare, a volte, significa avere il coraggio di fare un passo indietro, per camminare molto meglio.