The Art Of Comfort è la filosofia che accompagna le nuove collezioni Zebzag – Laceless e Rigger – e che sottolinea come il comfort non sia solo una questione di morbidezza e necessità, ma un modo di vivere quotidianamente con stile e personalità.
Il primo, laceless, è lo stivale senza lacci Zebzag. Ispirato al boot 1460 , che ha segnato la storia di Dr. Martens, con alcune modifiche nel design per creare una silhouette molto morbida. Come suggerisce il nome, lo stivale Zebzag laceless è un prodotto facile da indossare mantenendo l’estetica di una scarpa stringata. Lo stivale è avvolto in pelle morbida Wyoming per un look che sembra vissuto anche appena indossato. A sugellare l’iconicita’ di Dr. Martens ci pensa il passante posteriore con logo del brand in nero e giallo.
Lo stivale Zebzag Rigger ha invece una calzata leggermente più bassa che arriva all’altezza della caviglia. Ispirato alle silhouette industriali, ripensato per aderire ad un’idea di comfort ancora più morbido per sentirsi a casa. Anche in questo caso la calzata è senza lacci, lo stivale è dotato di doppie linguette e contrassegnato da impunture sulla tomaia. Lo stivale Rigger è disponibile in pelle morbida Wyoming nera o in nabuk fresato resistente all’acqua.
Nato dalla visione di Shalf Group, start up fondata da Franco Salvatelli, il brand porta avanti valori di Positività, Naturalezza, Movimento ed Evoluzione Pura. Valori incarnati anche dal nuovo modello Balancing shoes BB0524, presentato durante la Settimana della Moda a Milano con una cocktail experience animata dall’ambassador di campagna Bruno Vanzan, che ha intrattenuto gli ospiti con i suoi flair e drink personalizzati, oltre a raccontare la sua esperienza diretta con la sneaker, frutto della collabo tra BBACK e la sua accademia di mixology.
Il nuovo modello BB0524 spinge ancora oltre i confini dell’innovazione BBACK integrando caratteristiche estetiche e tecnologiche come la suola Critical Balance® dal grande ritorno elastico, la tomaia in Ripstop Fabric leggera e resistente e il nuovo Heel Shank. Il design è minimalista ma di forte impatto, con tratti distintivi che ne sottolineano l’identità come il graffio (“Grit”) sulla suola, icona visiva del brand, e il colore verde fluo, firma della tecnologia ProDynamic®.
“L’arrivo della collezione femminile ci permette di espandere ancora di più la nostra offerta nel settore, incarnando al massimo lo stile iconico di Ambitious ”, afferma Pedro Lopes, Brand Manager di Ambitious “Beyond è la nostra visione di un’estate fatta di leggerezza, movimento e carattere. Uniamo riferimenti nostalgici a soluzioni tecniche contemporanee per creare modelli versatili, pensati per la vita quotidiana di oggi senza rinunciare all’eleganza”.
La nuova collezione Beyond consolida l’espansione della linea femminile con uno styling dedicato che spazia dai loafer minimalisti a sneaker performanti – come i modelli dotati di suola Michelin® , preservando la firma e il design del brand. Il comfort è garantito dai componenti realizzati in EVA e dettagli e rifiniture tecniche che garantiscono stabilità e flessibilità nel tempo, mentre i materiali premium, attentamente selezionati di pelli certificate, tessuti ad alte prestazioni e finiture artigianali, esprimono l’alto standard qualitativo di Ambitious.
Mancano pochi giorni alla A+A 2025, il più grande e importante appuntamento fieristico al mondo per quanto riguarda la sicurezza, la protezione e la salute sul lavoro che si aprirà a Düsseldorf, in Germania, martedì 4 novembre per concludersi venerdì 7. Imponenti le dimensioni: quest’anno la fiera biennale tedesca si annuncia la più grande di sempre con un numero di espositori, provenienti da 69 Paesi diversi, superiore a 2.200 ed una superficie di circa 87mila metri quadri.
“Il focus principale della fiera sarà l’innovazione – spiegano gli organizzatori – saranno presentati prodotti, soluzioni e tecnologie mirati a promuovere la salute, la sicurezza e l’efficienza nel mondo del lavoro”. In mostra si potrà trovare tutto ciò che serve a garantire la protezione dei lavoratori alleggerendone la fatica, dai DPI più comuni come caschi e guanti fino agli avveniristici esoscheletri per sostenere la schiena. Il settore della calzatura sarà come sempre molto ben rappresentato (circa 340 espositori) grazie alla partecipazione dei maggiori brand internazionali che approfittano di questo appuntamento per lanciare sul mercato le ultime novità di prodotto. In questo comparto spicca la presenza italiana che a questa edizione può contare su 138 espositori articolati su un’area di settemila metri quadri. Al fianco dei produttori di calzature, distribuiti principalmente nei padiglioni 9, 11, 13 e 14 saranno presenti i maggiori fornitori di materiali, suole, componenti e tecnologia per la fabbricazione di scarpe di sicurezza (pad. 16 e 17).
Dal punto di vista logistico la fiera tedesca conferma il felice layout sperimentato due anni fa che ha visto la segmentazione dell’offerta articolata per raggruppamenti merceologici nei tredici padiglioni utilizzati. Il padiglione 7 ospiterà il Trend forum e la sezione dedicata alle start up del settore, giovani e dinamiche aziende con una forte vocazione all’innovazione, che avranno l’occasione di presentarsi al mercato. Al padiglione 15 si svolgeranno invece quattro sfilate quotidiane che accenderanno i riflettori sull’innovazione nel design dei DPI e in generale sulla moda dell’abbigliamento da lavoro e di sicurezza.
Tra gli eventi collaterali di A+A, va ricordato Il Congresso internazionale che come sempre si svolge parallelamente alla fiera. Organizzato da Basi, l’Associazione federale tedesca per la sicurezza e la salute sul lavoro, il congresso promette un format rinfrescato per affrontare i temi della digitalizzazione e della sostenibilità (gli stessi argomenti chiave della fiera). Tra questi, le strategie di prevenzione come la “Vision Zero”, iniziativa globale mirata alla riduzione degli incidenti sul lavoro. In questa occasione vengono anche presentati e discussi i risultati della scienza del lavoro derivanti dalla ricerca orientata all’applicazione.
Grande festa lo scorso 26 settembre per l’inaugurazione del Centro Innovazione di GSC Group. Circa 700 ospiti fra clienti, istituzioni, media, partner e collaboratori hanno partecipato all’opening ufficiale di un nuovo, immenso spazio di 6.500 metri quadri situato a Zermeghedo (Vicenza) che si pone l’obiettivo di favorire la crescita del settore conciario. Un progetto che guarda al futuro e che unisce innovazione, tecnologia e tradizione, valorizzando il cuore produttivo del distretto conciario veneto ma non solo.
”Questo Hub rappresenta il simbolo di un impegno che ci guida ogni giorno: combattere per ciò in cui crediamo e a cui teniamo — la pelle e il suo futuro — con passione, innovazione e sostenibilità” ha dichiarato il presidente di GSC, Adriano Serafini.
Gli invitati al party hanno avuto l’occasione di visitare le impressionanti strutture del Centro, attrezzato con i macchinari più avanzati per effettuare ogni fase di lavorazione della pelle, in cui è compreso anche un reparto di analisi chimiche e fisiche. “Questo centro – hanno spiegato i vertici di GSC – è un polo sinergico pensato per accompagnare la crescita del settore conciario, offrendo nuove opportunità di sviluppo e innovazione. Qui, le esigenze dei clienti incontrano le tecnologie di ultima generazione e la competenza del nostro team, trasformando le sfide di mercato in occasioni di crescita condivisa”.
In questo spazio i clienti “potranno ricevere assistenza tecnica personalizzata, scoprire tecnologie di ultima generazione per ottimizzare i processi produttivi, valutare soluzioni concrete per migliorare efficienza, qualità e sostenibilità, nonché confrontarsi con i nostri esperti di ricerca e sviluppo per avviare nuove collaborazioni”.
Il nuovo centro dispone inoltre di un capiente auditorium dove si terranno corsi di formazione e di uno showroom di oltre 500mq: un ambiente concepito per ispirare e affascinare dove materiali e pelli non sono semplicemente esposti, ma valorizzati come autentiche espressioni di arte e innovazione.
L’inaugurazione di questa sede segna evidentemente un momento fondamentale nella storia aziendale di GSC Group, già punto di riferimento del settore, che con questo importante investimento apre nuove prospettive di sviluppo anche per l’intero settore.
Sotto i VIDEO dell’inaugurazione e la presentazione dell’Innovation Hub
Immagini dell’inaugurazione del Centro Innovazione di GSC Group del 26 settembre 2025
Una visione barocca del futuro, una estetica decorativa che guarda avanti. Il lusso diventa multisensoriale, stratificato e visionario. I dettagli barocchi ed opulenti si fondono con materiali inaspettati, creando un contrasto tra tradizione ed innovazione. Superfici iper-lucide, broccati iridescenti e denim reinventato trasformano l’idea di eleganza, portandola in una dimensione contemporanea. I materiali esaltano questo equilibrio tra ricchezza e sperimentazione.
Furalier
Il caos morbido del pelo senza tempo. Nessuna regola, solo istinto. Furalier è una ode alla pelliccia e alle sue molteplici identità, che si sovrappongono e si confondono. Vera, finta, stampata, trasformata in montone o evocata da texture improbabili. Un linguaggio animale che sfugge al concetto di “signora pelliccia” per diventare un patchwork visivo e tattile che mescola epoche, sensibilità ed ironia.
Indigo Avant-garde
Il denim si trasforma ed abbraccia il futuro, superando la sua natura tradizionale. Da tessuto iconico a materiale di avanguardia, si declina in infinite sfaccettature: intrecci innovativi, superfici laminate, lavorazioni couture e costruzioni inaspettate. Una evoluzione che lo rende perfetto non solo per l’abbigliamento, ma anche per scarpe e borse.
Interwaves
L’intreccio come codice, la sovrapposizione come linguaggio. La tendenza che trasforma la struttura in decorazione e il caos in armonia visiva. Quadri, scacchi, trame intrecciate, stampate o lavorate a mano si mescolano senza regole su tessuti sintetici e pelli, piatti o tridimensionali, in una continua oscillazione tra tradizione e sperimentazione.
Da un anno a questa parte in Europa si fa un gran parlare di SCF (super critical foam). Sottolineo in Europa perché l’SCF in Far East è una tecnologia utilizzata già da alcuni anni. Ereditata dall’automotive si tratta di un processo manifatturiero che consente di ottenere materiali espansi che mantengano le caratteristiche termoplastiche. A dire il vero non esiste un’unica tipologia di processo produttivo ma il minimo comune denominatore di tutti i processi che vanno sotto il nome SCF è quello di miscelare ad alte temperature (e pressioni) il materiale termoplastico in stato fluido assieme ad un gas nel suo stato “super critico” cioè uno stato fisico particolare nel quale il gas assomiglia ad un fluido senza esserlo. Al diminuire della temperatura e della pressione, il gas, torna nel suo stato gassoso formando delle microbollicine che restano intrappolate all’interno del materiale. La grande differenza tra SCF ed EVA è che le microbolle “contenute” non richiedono che il materiale “contenitore” reticoli (cioè la sua struttura molecolare formi dei legami covalenti che rendono il materiale termoindurente) perchè queste restino imprigionate e quindi il materiale resta a tutti gli effetti un termoplastico che può essere riportato allo stato fluido scaldandolo.
L’azienda Co.Bo., un’eccellenza italiana che da 40 anni realizza suole ad alto contenuto di innovazione, presenta al settore calzaturiero Hypercell, una tecnologia da tenere senza dubbio sott’occhio perché ha le carte in regola per porsi come concorrente verso molti dei materiali attualmente utilizzati sia nel segmento delle calzature performance sia nel segmento della sneaker lusso.
Nei confronti dell’EVA perché raggiunge livelli di densità inferiori allo 0.2 g/cm3 pur mantenendo le caratteristiche di ritorno elastico tipiche dei prodotti delle famiglie dei poliuretani ed offre un controllo dimensionale nel processo di stampaggio superiore a quello tipico delle schiume.
Nei confronti dei TPU perché la leggerezza è quella tipica delle schiume senza compromessi rispetto alla resistenza all’abrasione.
Rispetto ai PU con film TPU sia perché il design può essere molto più netto sia perché supera senza difficoltà 100.000 cicli di flessione.
E anche nei confronti degli SCF che sono recentemente comparsi in Europa perché completamente privo delle tipiche striature marmoree, garantendo inoltre la possibilità di colorazioni omogenee senza compromessi.
Resistenza potenziata: +60% Progettata per durare nel tempo, Hypercell resiste a usura e sollecitazioni, prolungando la vita utile delle calzature ad alte prestazioni.
Estrema leggerezza: -30% Hypercell riduce il peso totale del prodotto del 30% rispetto ai materiali EVA iniettati tradizionali, ottimizzando prestazioni ed efficienza senza comprometterne la struttura.
Alto ritorno energetico: +70% Hypercell garantisce un rimbalzo energetico superiore, migliorando la reattività della calzatura e riducendo l’affaticamento durante l’uso.
APPLICAZIONI
Intersuola Le intersuole Hypercell offrono comfort, ritorno energetico e resistenza ottimali, rendendole ideali per scarpe sportive e da running tecnico. Progettata per prestazioni atletiche, è adatta anche ad applicazioni safety e lifestyle.
Monoblocco L’applicazione monoblocco consente una costruzione senza giunture, migliorando la durata e riducendo i tempi di assemblaggio. Perfetta per sneaker casual, scarpe lifestyle e slip-on dove leggerezza e design essenziale sono fondamentali.
Inserto Progettati per integrarsi con strutture esistenti, gli inserti in Hypercell forniscono comfort localizzato e ritorno energetico mirato. Ideali per calzature tecniche, trail running e scarpe da trekking/sicurezza dove serve supporto aggiuntivo.
Riempitivo I filler Hypercell ottimizzano l’uso del materiale riempiendo i vuoti nella suola, riducendo il peso senza compromettere la resistenza. Spesso utilizzati in calzature performance o sneaker fashion per bilanciare design leggero e struttura.
La pelle non è solo un materiale, ma un vero e proprio paradigma di come l’innovazione possa trasformarsi in esperienza di sostenibilità. È attorno a questo concetto che UNIC – in occasione di Lineapelle di settembre 2025 – organizza una tavola rotonda dal titolo evocativo: “L’innovazione che parte dagli ingredienti: la pelle come modello ed esperienza di sostenibilità”.
L’appuntamento è fissato per mercoledì 24 settembre alle ore 12.00, presso la Sala Conferenze al primo piano della Palazzina E08 (Corso Italia, fronte Padiglione 5). Un’occasione di confronto aperta a tutti i professionisti della filiera, che potranno approfondire le prospettive e i percorsi di innovazione che stanno ridisegnando il settore.
Un caso concreto: Ecotan
Il dibattito non resterà astratto. Durante l’incontro sarà infatti presentato Ecotan, esempio tangibile di innovazione biocircolare nella filiera della pelle. Un progetto che dimostra come la ricerca applicata possa generare soluzioni in grado di coniugare qualità del materiale, efficienza produttiva e responsabilità ambientale.
Relatori d’eccezione
A guidare la riflessione saranno voci autorevoli provenienti da realtà diverse ma unite dall’impegno verso l’innovazione sostenibile:
· Alessandra Taccon, BU Leather Sustainable Technologies Business Director, Silvateam
· Gustavo Adrián Defeo, Scientific Director, CTC ARS Tinctoria
Special Guest
La tavola rotonda ospiterà inoltre Alessandro Bruni, autore del libro “I 4 Pilastri per le aziende BtoB”, di prossima uscita con FrancoAngeli Editore, che offrirà una prospettiva inedita sull’innovazione come leva strategica nel business.
Innovazione come sostenibilità
“Uno degli aspetti dell’innovazione è che essa è contemporaneamente sempre moderna ma chiede tempo per assumere una forma. Questa volta la forma più moderna dell’innovazione è la sostenibilità.” Una citazione che sintetizza lo spirito dell’incontro: guardare avanti senza dimenticare che il tempo e la concretezza sono fattori indispensabili per trasformare le idee in veri cambiamenti.
Un momento di confronto ricco e costruttivo su temi chiave per il futuro della filiera tessile e moda. Intitolato “Innovazione, Legalità e Sostenibilità:certificare il futuro della filiera TAM” il Convegno organizzato da Centrocot il 15 settembre scorso a Busto Arsizio, parte del programma “ZDHC Solutions Roadshow”, ha chiamato a raccolta imprese e istituzioni per approfondire tematiche di grande attualità nel Tessile Abbigliamento Calzature come la trasparenza, la gestione chimica sostenibile e la responsabilità sociale.
Dopo i saluti di Anna Deligios della Camera di Commercio di Varese e Luigi Galdabini, Presidente di Confindustria Varese, si è entrati nel vivo dei lavori. Di legalità si è parlato con l’avvocata Danila Passantino di Confindustria Moda, che ha illustrato i punti chiave del nuovo Protocollo d’intesa che mira a regolare i contratti nella filiera moda con l’obiettivo di contrastare il lavoro irregolare e il dumping contrattuale. «Legalità e sostenibilità non sono più opzioni», ha affermato, «ma condizioni indispensabili per competere sui mercati globali e tutelare il nostro Made in Italy».
Degno di nota l’intervento di Grazia Cerini, ad e direttore generale Centrocot, i cui laboratori sono tra i più avanzati in Europa, che ha spiegato come certificazioni e piattaforme digitali come OEKO-TEX® e ZDHC aiutino le aziende a trasformare obblighi normativi in opportunità di innovazione e reputazione. In un mercato globale che chiede sempre più garanzie, le aziende italiane dimostrano di essere un passo avanti. «In questo contesto – ha sottolineato Cerini – le nostre imprese arrivano prima», non solo con protocolli consolidati, ma anche anticipando le normative con le più recenti innovazioni. L’evento ha fornito ad esempio l’occasione per premiare la prima azienda italiana certificata “Responsible Business” (la Tintoria Vago di Busto Arsizio): un nuovo schema di certificazione Oeko-Tex, che verifica il rispetto della due diligence lungo tutta la filiera e in sostanza dice al mondo che l’azienda è pienamente conforme sotto tutti gli aspetti.
Il successivo Panel “Sostenibilità in Azione”, moderato da Aurora Magni, ha permesso di ascoltare le testimonianze concrete di aziende e operatori di primo piano che hanno fatto del percorso verso la sostenibilità il proprio vantaggio competitivo. Sono intervenuti Soledad Zausa e Gaia Zucca (Decathlon), Barbara Cimmino (Yamamay), Chiara Ferraris (Radici Group), Marino Vago (Tintoria Vago), Roberto Grassi (Grassi) e Antonio Massafra in rappresentanza dei lavoratori.
Ultimo intervento quello di Marta Simonetti, Europe Region Manager di ZDHC, che ha illustrato le ultime novità del programma “Roadmap to Zero” per l’azzeramento del rischio chimico lungo la filiera. In dieci anni di lavoro tanta strada è stata fatta – ha detto la responsabile ZDHC – soprattutto nel tessile, ma c’è ancora molto da fare, soprattutto nel settore pelle e calzature.
La giornata si è conclusa con una visita al MultiLab di Centrocot e al suo Textile Recycling Experience, introdotto dal presidente Mario Montonati: un esempio tangibile di come l’innovazione possa trasformare il riciclo tessile in una risorsa per l’economia circolare.
I protagonisti del panel Sostenibilità in azioneLa slide che illustra le caratteristiche della nuova certificazione OEKO-TEX Responsible Business
Nonostante il clima di incertezza che caratterizza il contesto attuale, la prossima edizione di Simac Tanning Tech si avvicina con segnali incoraggianti. Il numero di espositori per la fiera della tecnologia per l’area pelle più importante del mondo è in linea con quello dell’edizione 2024, confermando l’importanza di questo appuntamento per tutto il settore. In mostra si troveranno le ultime novità delle macchine relative alla produzione di pelli, calzature e pelletteria.
Per quanto riguarda l’innovazione tecnologica per il settore conciario nello specifico, l’aspettativa è alta vista la presenza in fiera di tutte le principali aziende del comparto sia italiane che straniere. Le novità attese sono innumerevoli e riguardano tutte le principali fasi di lavorazione delle pelli con una particolare attenzione alla rifinizione, così come all’automazione e al controllo del processo conciario nella sua globalità in un’ottica di sempre maggiore efficienza e rispetto dell’ambiente.
A livello logistico è da segnalare il trasferimento della fiera nei padiglioni 6 e 10 di Fiera Milano Rho, in sostituzione dei tradizionali padiglioni 14 e 18. Il cambiamento è dovuto ai lavori di riqualificazione in corso nel quartiere fieristico in vista dei Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026.
Questa nuova collocazione comporterà anche una modifica nel calendario fieristico: Simac Tanning Tech si terrà dal 23 al 25 settembre, in piena concomitanza con Lineapelle e parzialmente con Milano Fashion&Jewels, mentre Micam e Mipel si svolgeranno dal 7 al 9 settembre. Oltre alla consueta presenza di delegazioni estere selezionate grazie alla collaborazione con ICE Agenzia, verranno allestiti anche degli spazi dedicati a speech e workshop, momenti fondamentali di confronto e approfondimento.
Questa edizione segnerà inoltre il debutto della nuova identità visiva di Simac Tanning Tech: un logo completamente rinnovato, il cui asterisco rappresenta innovazione, connessione globale e spirito internazionale.
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