Arsutoria Magazine

Making of: Arsutoria School

Un nuovo indirizzo per il futuro della formazione

Arsutoria School ed Istituto Secoli annunciano un nuovo campus nel Certosa District di Milano, dalla seconda metà del 2026. Le due eccellenze italiane con più di 90 anni di storia annunciano l’apertura del nuovo campus di Milano in via Barrella nel cuore del progetto “Certosa District” sviluppato da RealStep. A partire dalla metà del 2026, gli istituti condivideranno un campus moderno, progettato per ospitare laboratori, aree di ricerca e spazi dedicati alla vita degli studenti.

Intelligenza artificiale nel corso Design di Arsutoria School: strumenti, metodo e l’esperienza degli studenti

Velocizzare, amplificare e rendere più leggibile il progetto finale. Valentino Parlato, coordinatore dei corsi di Design di Arsutoria School commenta: “L’AI accorcia i tempi, ma la creatività e la tecnica restano la parte umana del lavoro”. Questa è la visione che guida i corsi di design di scarpe e borse della scuola: integrare strumenti avanzati mantenendo solide basi di disegno, conoscenza tecnica e digitalizzazione. È a partire da questo punto fermo che l’IA diventa un vero alleato.

Arsutoria School e Newlast insieme per la formazione sulla progettazione delle forme

Dopo l’esperienza maturata durante il 2025 presso l’ITS di Fermo, che ha visto la nascita del primo corso di formazione sulle forme organizzato da Arsutoria in collaborazione con Newlast, la scuola milanese ha deciso di investire ulteriori risorse sullo straordinario mondo della progettazione delle forme. L’arrivo di uno scanner 3D di ultima generazione segna un nuovo passo avanti nei percorsi formativi dedicati a forme e suole.

Speciale Tecnologia

La 51ª edizione si conferma una piattaforma di business strategica, con oltre 7.000 accessi, circa 49% di visitatori internazionali e il 25% di espositori esteri.

L’evento di riferimento per tecnologie e macchinari delle industrie calzaturiera, pellettiera e conciaria, ha chiuso la sua 51ª edizione lo scorso 25 settembre a Fiera Milano Rho confermandosi la piattaforma strategica di riferimento del settore, capace di generare nuove connessioni e opportunità di business a livello internazionale: oltre 7.000 accessi, circa il 49% di visitatori internazionali e un 25% di espositori esteri provenienti da circa 20 Paesi, risultati resi possibili anche con il prezioso supporto di Agenzia ICE e alla stretta sinergia con Lineapelle, che ha portato oltre 9.000 passaggi in osmosi tra le due fiere.

“In un anno particolarmente difficile, con una flessione del -12,8% nelle esportazioni dei primi cinque mesi del 2025, il nostro comparto mostra una solida capacità di resilienza. Simac Tanning Tech è il luogo in cui l’eccellenza italiana viene presentata, promuovendo il trasferimento tecnologico e la collaborazione a livello globale. È qui che mostriamo al mondo come la nostra innovazione possa contribuire a costruire un sistema produttivo più competitivo e resiliente.” ha commentato Mauro Bergozza, Presidente di Assomac.

La manifestazione è anche espressione di una filiera italiana delle macchine per calzature, pelletteria e conceria che conferma la propria leadership e propensione all’innovazione e che ha mantenuto il numero di imprese e di occupati sostanzialmente stabile negli ultimi anni. Il comparto, che conta 225 aziende attive e un export che vale ben 385 milioni, è un esempio unico in Europa, nato e sviluppatosi grazie alla stretta collaborazione tra produttori di macchinari e imprese manifatturiere.

Un risultato tanto più rilevante se considerato in un quadro generale difficile, con l’industria italiana delle macchine per calzature, pelletteria e conciaria che dal 2024 si trova ad affrontare una fase critica.

Innovation Outlook 2025: AI, robotica e sostenibilità

Tra gli stand si è rivelato un settore che abbraccia la transizione digitale con una concretezza inedita, puntando su macchinari capaci di trasformare la produzione in un ecosistema fluido e connesso.

Il primo grande filone riguarda l’Intelligenza Artificiale applicata alla visione. Non parliamo più di semplici sensori, ma di macchine che “imparano”. Sistemi avanzati capaci di riconoscere i difetti della pelle in pochi secondi, classificandoli e suggerendo il piazzamento ottimale per ridurre drasticamente gli sprechi. Sono stati presentati tavoli di taglio dotati di “superpoteri”: a breve l’operatore potrà interagire con il software persino tramite comandi vocali, unendo l’insostituibile esperienza artigiana alla precisione dell’algoritmo.

La robotica ha fatto un ulteriore passo avanti verso la flessibilità totale. Gli impianti per l’incollaggio automatico e la cardatura ora si adattano in autonomia senza bisogno di fermi macchina o riprogrammazioni costose. È un’automazione interconnessa: sono nate piattaforme che mettono in rete dati e operatori, assicurando una tracciabilità totale tramite sistemi RFID e controlli qualità integrati ai raggi X.

La sostenibilità è l’altro pilastro fondamentale. Si manifesta sia nei materiali – con nuovi polimeri riciclati e bio-based – sia nei processi. Tecnologie di espansione chimico-fisica del poliuretano permettono di ottenere leggerezza estrema con performance inalterate, mentre il passaggio a macchinari totalmente elettrici garantisce, in alcuni casi, risparmio energetico e l’abbandono degli idrocarburi, in piena filosofia Industry 5.0.

Infine, l’attenzione all’uomo chiude il cerchio. Dai nuovi sistemi di aspirazione a ciclone per un’aria più pulita alle macchine progettate per permettere il lavoro da seduti, Simac 2025 ci dice che la tecnologia è oggi il miglior alleato per un lavoro più sano, preciso e rispettoso del pianeta.

Cresce Ecomondo, l’hub della transizione ecologica

L’evento internazionale di riferimento in Europa e nel bacino del Mediterraneo per la green, blue and circular economy, organizzato da Italian Exhibition Group (IEG), si è concluso il 7 novembre scorso alla Fiera di Rimini, riaffermandosi quale hub globale per la transizione ecologica e segnando indici in crescita sotto tutti i profili.

Sono stati, infatti, oltre 800 gli hosted buyer e delegazioni da 65 Paesi e le presenze totali sono cresciute del 7%, con un +10% di quelle estere. Tra i mercati più rappresentati troviamo Spagna, Turchia, Polonia, Romania, Serbia, Croazia, Bulgaria, Tunisia, Marocco ed Egitto. A completare il quadro, circa 90 associazioni internazionali coinvolte. Un network che, durante la manifestazione, ha generato 3.800 business matching, favorendo la cooperazione e la diffusione delle best practices per la transizione ecologica. Oltre 1.700 i brand espositori, di cui il 18% dall’estero, presenti sui 166.000 mq di superficie del quartiere fieristico.

A rimarcare la centralità di Ecomondo è stata anche la visita del ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, che ha sottolineato: “Possiamo dirci tra i primi Paesi al mondo nella capacità di riciclo. Si parla tanto di terre rare e materie prime critiche, ma il più grande giacimento che abbiamo sono i nostri rifiuti… E la capacità di riciclo si manifesta pienamente proprio in questa fiera, simbolo di innovazione e sostenibilità”.

Ecomondo 2025 si è confermato luogo privilegiato di scambio tra aziende, ricerca e professionisti del settore di tutto il mondo, anche grazie alla collaborazione con Agenzia ICE e con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI).

Oltre 200 appuntamenti nelle quattro giornate, di cui circa 70 curati dal Comitato Tecnico Scientifico di Ecomondo, presieduto dal professor Fabio Fava, hanno composto un programma denso di iniziative, offrendo una lettura aggiornata della transizione green in modo trasversale. Tra i temi principali: i RAEE e le materie prime critiche, il tessile che diventa circolare, la finanza sostenibile a supporto della transizione ecologica, la gestione dell’acqua e la blue economy, bioenergie, economia circolare, AI applicata alla valorizzazione delle risorse e al monitoraggio dei dati, l’osservazione della Terra e il ruolo della comunicazione per superare i falsi dilemmi della transizione ecologica.

Grande attenzione alla cooperazione internazionale e alla transizione verde nel Mediterraneo, nonché alle iniziative per l’accesso all’energia pulita e sostenibile nel continente africano, nell’ambito del Piano Mattei e del Programma “Mission 300”, con la quinta edizione dell’Africa Green Growth Forum.

La 14ª edizione degli Stati Generali della Green Economy ha aperto ancora una volta Ecomondo, con la presentazione della Relazione sullo stato della green economy 2025, ponendo al centro del dibattito lo stato e le prospettive della transizione ecologica europea nel nuovo contesto globale. La sessione plenaria della seconda giornata, per la prima volta interamente in lingua inglese, ha ampliato ulteriormente la portata internazionale dell’evento.

Laboratorio di innovazione

A Ecomondo 2025 l’innovazione ha fatto da ponte tra scienza e mercato: l’Innovation District ha dato spazio e visibilità a 40 startup italiane e internazionali dall’alto contenuto tecnologico, di cui 20 da Marocco e Tunisia, selezionate nell’ambito del progetto Lab Innova for Africa “Luca Attanasio”, promosso da Agenzia ICE in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Accanto all’esposizione, Ecomondo ha consegnato il Premio “Lorenzo Cagnoni” per l’Innovazione Green alle sette aziende espositrici per le tecnologie più avanzate e promettenti presentate nei settori espositivi della manifestazione.

Il prossimo appuntamento è dal 3 al 6 novembre 2026, sempre alla fiera di Rimini.

Nuovo stabilimento in Vietnam per OrthoLite

Il leader mondiale nella tecnologia delle solette in schiuma a cellule aperte, da ottobre 2025 parte del Gruppo Coats, ha annunciato l’apertura di un nuovo stabilimento nella provincia di Ninh Binh, nel Vietnam settentrionale. Questo importante traguardo segna un significativo passo avanti nella strategia di OrthoLite volta a localizzare l’intero processo di creazione dei prodotti dall’inizio alla fine, rafforzando al contempo le capacità produttive dell’azienda per supportare al meglio i partner regionali e globali del marchio.

L’impegno di OrthoLite in Vietnam settentrionale promuove la strategia aziendale di integrazione verticale globale e gli investimenti negli stabilimenti di sua proprietà e gestiti direttamente.

Guidato dal Country Manager Michael Hsu, il nuovo stabilimento ONV offre una produzione locale che riduce i tempi di consegna e migliora la resilienza della catena di fornitura. Gli standard di qualità globali di OrthoLite garantiscono coerenza ed eccellenza in tutte le formulazioni di schiuma, assicurando i più alti standard mentre si qualificano nuovi programmi, si riducono gli sprechi e si lanciano strumenti di monitoraggio digitale avanzati per garantire trasparenza e affidabilità.

“La regione settentrionale del Vietnam rappresenta parte della strategia produttiva globale di OrthoLite volta ad allineare i nostri stabilimenti e fornire un servizio efficiente ed esemplare direttamente ai nostri partner locali e agli stabilimenti di primo livello”, ha affermato Michael Hsu, country manager di OrthoLite North Vietnam. “Grazie a questa espansione strategica, OrthoLite è in una posizione ottimale per fornire soluzioni di comfort ad alte prestazioni a livello locale per marchi globali”.


Calzaturiero italiano: segnali di progressiva stabilizzazione

La consueta indagine del Centro Studi di Confindustria Accessori Moda per Assocalzaturifici evidenzia segnali di progressiva stabilizzazione per il settore calzaturiero italiano in un contesto di grave instabilità e incertezza, con i primi nove mesi del 2025 caratterizzati da un comparto che, pur ancora in territorio negativo (-4,1% i ricavi nel campione di Associati su gennaio-settembre 2024), vede un’importante attenuazione della flessione: il terzo trimestre ha registrato, infatti, un calo tendenziale del fatturato del -0,9%, un dato sensibilmente migliore rispetto alle pesanti contrazioni sperimentate nella prima metà dell’anno.”Il quadro generale attuale resta complesso e non risparmia nemmeno le fasce più alte dell’offerta, ma i dati del terzo trimestre indicano una riduzione della caduta e una prima luce in fondo al tunnel recessivo,” dichiara Giovanna Ceolini, Presidente di Assocalzaturifici. “Nonostante l’assenza di miglioramenti significativi negli scenari geopolitici, la capacità delle nostre imprese di presidiare i mercati europei e di intercettare la domanda nelle aree più dinamiche, come il Medio Oriente, è la chiave per affrontare il 2026. Sebbene si rilevino performance aziendali disomogenee, con diverse realtà ancora in sofferenza, la flessione contenuta attesa nel fatturato in chiusura d’anno (stimato a 12,8 miliardi di euro), conferma la resilienza del Made in Italy.”Le proiezioni a consuntivo 2025 indicano un fatturato settoriale inferiore di circa 409 milioni di euro rispetto all’anno precedente, con una contrazione del -3,1%: un risultato decisamente meno pesante rispetto alla chiusura 2024.Sul fronte del commercio estero, nei primi otto mesi del 2025 le esportazioni hanno raggiunto un valore di 7,72 miliardi di euro (-1,3%). Il dato più significativo riguarda le quantità: sono stati venduti all’estero 131,8 milioni di paia, +4,3%. Questo recupero in volume è stato accompagnato da un riposizionamento dei prezzi medi (58,58 euro al paio, -5,3%), segno di un rientro dopo gli aumenti a doppia cifra del biennio 2022/2023.
L’area UE (dove si dirigono 7 calzature su 10 esportate) cresce sia in valore (+2,2%) che in volume (+7,6%). La Germania si distingue con un solido +6% in valore e un +10% in paia, mentre performance positive interessano anche Spagna, Polonia, Belgio e Austria. Fuori dai confini comunitari, il Medio Oriente si conferma l’area più dinamica, con un +13% in valore complessivo, trainata dall’exploit degli Emirati Arabi Uniti (+20%). Bene anche Turchia e Messico. In difficoltà rimane invece il Far East, che soffre una contrazione superiore al -20%, sia in volume che in valore, risentendo del forte rallentamento registrato dalla Cina (-24,6% in valore) ma anche da tutti gli altri principali mercati asiatici (Hong Kong, Giappone e Sud Corea), oltre all’area CSI (-9,2%, con un -17,8% in Russia), sempre penalizzata dal conflitto.

Resta sotto attenta osservazione il mercato statunitense, che chiude gli otto mesi con un aumento in valore del +2,9% a fronte di un calo nelle quantità (-4,2%). Il comparto valuta con cautela l’impatto dei dazi fissati dall’accordo USA-UE: se agosto ha segnato un poco confortante -17,8% in valore, i dati preliminari di settembre mostrano una reattività per certi versi inattesa. Ad oggi, il 55% degli operatori associati che esportano negli USA giudica gli effetti dei dazi non irrilevanti, con punte di forte criticità per un’azienda su cinque.

Parallelamente, le importazioni sono cresciute del +12,8% in quantità (raggiungendo i 271,6 milioni di paia); una dinamica legata non ai consumi interni – rimasti piatti – ma al potenziamento dei flussi logistici per la riesportazione, specialmente nello sportswear.

Sul fronte interno, gli acquisti delle famiglie italiane nei primi 9 mesi hanno recuperato il gap col 2024, pareggiandone i livelli, solo grazie a un terzo trimestre positivo (+2% in quantità); restano però ancora distanti dal pre-Covid (-7,7%).

La produzione industriale sconta ancora le difficoltà della prima parte dell’anno, con un indice ISTAT a -8,5% nei primi 9 mesi.

Il lungo periodo di congiuntura sfavorevole ha lasciato strascichi sulla demografia d’impresa, con un calo a fine settembre del -3,4% nel numero di calzaturifici attivi e del -2,3% negli addetti rispetto al consuntivo 2024, tra industria e artigianato. Tuttavia, segnali di normalizzazione arrivano dalla Cassa Integrazione: dopo l’impennata del primo trimestre (+66%), le ore autorizzate nella filiera pelle sono diminuite del -20% nelle due frazioni successive, per un complessivo +2,5% nel cumulato a 9 mesi. La Toscana si conferma il distretto con il maggior ricorso agli ammortizzatori (9,1 milioni di ore, +56,8%), seguita da Campania (-14,2%) e Marche (+10,8%), in un quadro di gestione prudente della forza lavoro in vista della ripresa.

Giovanna Ceolini, President of Assocalzaturifici

FUTURMODA 2026: Speciale macchinari

Dopo i buoni risultati dell’edizione di ottobre scorso, torna la manifestazione spagnola punto d’incontro imprescindibile per conoscere le novità di prodotto dedicate alla pelle, ai componenti, ai materiali, ai macchinari e alle tecnologie applicate alla calzatura e alla pelletteria, oltre che occasione per analizzare il mercato, individuare le tendenze e generare nuove opportunità commerciali. Per la sua 55esima edizione, FUTURMODA presenta il nuovo logo, che sottolinea una lettura visiva in cui l’innovazione industriale è la fonte della creatività. La figura centrale, avvolta da un’esplosione floreale e colori vivaci, rappresenta infatti il concetto di “fioritura”, con i macchinari come seme di ogni idea e l’estetica come frutto del processo produttivo. La campagna rafforza così il ruolo dei macchinari come elemento strategico nella catena del valore e si collega alla presentazione delle tendenze primavera-estate 2027, che saranno il fulcro di questa edizione.

Con il nuovo logo FUTURMODA invita produttori, marchi, designer, ingegneri e fornitori a partecipare a un incontro professionale che continuerà a promuovere l’innovazione, la sostenibilità e l’internazionalizzazione dell’industria calzaturiera.

Ricordiamo che l’edizione di ottobre ha visto la partecipazione di  323 aziende, tra cui produttori provenienti da Spagna, Italia, Portogallo e altri mercati, e oltre 4.500 visitatori professionali, tra cui designer, produttori, tecnici, responsabili degli acquisti e agenti internazionali. 36 le nuove aziende espositrici, a conferma della capacità della fiera di attrarre sempre talenti industriali e proposte innovative.


RE49 vince il Premio Innovazione 2025 Stampa Estera Milano

“Una filiera della moda costruita sul riuso intelligente dei materiali di scarto. Con la sneaker RE49 Wave, l’azienda dimostra che sostenibilità e stile possono evolvere insieme”: con questa motivazione il marchio di Udine ha vinto il “Premio Innovazione 2025” assegnato dalla Stampa Estera Milano (SEMI), che riunisce più di 100 giornalisti di 118 testate di 25 Paesi diversi. Un riconoscimento che valorizza la visione sostenibile del brand, quella di trasformare materiali autentici in design responsabile, attraverso sostenibilità, creatività e manifattura.

RE49 significa RE-turn to 19–49: un ritorno alle origini e un richiamo al valore del riciclo e dell’economia circolare, oggi fondamentali per il futuro del pianeta. RE significa anche Recicle, Reuse, Reduce. Un viaggio, quello di RE49, che inizia nel 1949, quando Valentino Masolini, calzolaio friulano, iniziò a trasformare vecchie uniformi militari in scarpe resistenti, e che oggi prosegue con le nuove generazioni in azienda.

In particolare, iI modello Wave è realizzato con materiali riciclati selezionati e studiati per offrire comfort, resistenza e durata nel tempo. Wave è un omaggio all’oceano con la suola che richiama nel disegno le onde del mare e la tomaia realizzata in vela riciclata. I  dettagli in Apple Skin, un materiale innovativo ottenuto dagli scarti della lavorazione delle mele, aggiungono un tocco naturale ed ecosostenibile, mentre l’interno è progettato con tessuti traspiranti e morbidi, derivati da fibre rigenerate. La suola, in gomma naturale e materiali riciclati, assicura un’aderenza ottimale e lunga vita alla calzatura.


La neonata Muno parte da Milano

Erede della divisione wet end di Stahl, Muno avvia ufficialmente la propria attività come nuova società indipendente attiva nella chimica per la concia forte di un solido radicamento nel settore. Con headquarter a Milano, l’azienda si presenta come leader nelle soluzioni innovative per i processi wet-end della produzione della pelle.

“Muno parte da una solida piattaforma industriale internazionale, che comprende oltre 450 collaboratori, 20 laboratori e uffici commerciali nei principali mercati, oltre a stabilimenti produttivi e centri di R&S in Italia e India” si legge in una nota dell’azienda.

Il portafoglio prodotti copre l’intero processo wet-end, dal beamhouse alla concia, dal retanning alla fatliquoring, dalla tintura all’impermeabilizzazione, servendo clienti in più di 60 paesi nei settori calzaturiero, automotive, arredamento e pelletteria.

La scelta di Milano come sede centrale “sottolinea l’importanza strategica dell’Italia per Muno. L’azienda intende investire nella filiera italiana della pelle, puntando sullo sviluppo delle competenze, sulla ricerca applicata e su partnership durature con clienti e partner industriali, a supporto di una crescita sostenibile nel medio-lungo periodo”.

Xavier Rafols

Obiettivi sottolineati dal CEO della società, Xavier Rafols: “Muno nasce da un forte patrimonio industriale e da una chiara strategia di crescita. La nostra sede di Milano riflette l’impegno verso la filiera italiana della pelle, unendo competenze tecniche, disciplina operativa e innovazione per creare valore duraturo per i nostri clienti e per l’intero settore.”

Innovazione e sostenibilità sono al cuore del modello di business di Muno: circa il 70% dei progetti di R&S è dedicato alla sostenibilità ambientale, mentre il 98% del portafoglio prodotti è conforme agli standard ZDHC. Tutti i siti produttivi operano secondo standard certificati di qualità e ambiente, con una forte attenzione alla conformità normativa.

 

Geoff Holmes nuovo Presidente IULTCS per il 2026–2027

L’International Union of Leather Technologists and Chemists Societies (IULTCS) ha nominato Geoff Holmes nuovo Presidente per il biennio 2026–2027. Holmes lavora da oltre vent’anni presso la New Zealand Leather and Shoe Research Association (LASRA), l’associazione per la ricerca nel settore pelle calzature neozelandese di cui attualmente è Direttore.

Geoff Holmes

Nel suo messaggio di insediamento, il nuovo Presidente dell’organismo internazionale che riunisce circa 3.000 chimici e ricercatori della pelle di 25 diverse associazioni nazionali, ha definito l’incarico un onore e una grande responsabilità, ribadendo il ruolo centrale delle associazioni nazionali nel garantire la forza e la credibilità dell’IULTCS a livello globale. Formazione, ricerca scientifica, pubblicazioni, comunicazione e promozione dell’industria conciaria restano, secondo Holmes, i pilastri dell’attività dell’Unione.

Holmes ha ringraziato il Presidente uscente Dr. Joan Carles Castell per il contributo dato, in particolare nell’ambito della standardizzazione ISO e CEN, e ha dato il benvenuto al nuovo Vice Presidente Dr. Giancarlo Lovato. Guardando al futuro, Geoff ha sottolineato l’importanza di un dibattito aperto e scientificamente rigoroso, per mantenere l’IULTCS una voce autorevole e orientata al futuro della scienza della pelle.