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Transizione sostenibile della moda: l’evento 4sustainability

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Gennaio 2026

Transizione sostenibile della moda: l’evento 4sustainability

Oltre 500 partecipanti e ospiti– tra brand ed eccellenze della filiera – per la 12ma edizione dell’Evento annuale ospitato il 3 ottobre scorso dallo stabilimento produttivo di Eurojersey.

Si è chiuso con successo la dodicesima edizione dell’Evento annuale 4sustainability, divenuto un appuntamento fisso per gli addetti ai lavori che vogliono confrontarsi sulla transizione sostenibile, tenutosi lo scorso 3 ottobre 2025 nello stabilimento produttivo di Eurojersey a Caronno Pertusella, in provincia di Varese.

Protagonista dell’iniziativa è lo ricordiamo, Ympact, brand del Gruppo italiano YHub che fornisce servizi innovativi e piattaforme IT per la moda responsabile e che – attraverso l’integrazione di competenze, metodo e tecnologia – supporta brand e supply chain nella tracciabilità e nella riduzione degli impatti ambientali e sociali della produzione.

Ympact è la piattaforma che implementa il framework 4sustainability, con cui le aziende possono misurare le proprie performance sulle dimensioni chiave della sostenibilità del settore, e che  riunisce le aziende del gruppo YHub, che ha visto l’ingresso nella compagine societaria di Foro delle Arti (Holding di Brunello Cucinelli SpA), Matteo Marzotto, Federico Marchetti, Giorgio Armani SpA e Fondazione del Tessile Italiano.

I due co-founder di Ympact, Francesca Rulli (ideatrice del framework 4sustainability®) e Massimo Brandellero (founder di The ID Factory), hanno commentato: “Anche quest’Evento, con oltre 500 partecipanti, conferma l’interesse del settore ai percorsi condivisi per la moda responsabile: brand e filiera sono chiamati a collaborare per tracciare processi e prodotti, e monitorare l’impatto ambientale e sociale verso nuovi modelli di produzione sostenibile. Con Ympact, supportiamo i percorsi di brand e filiera in questa direzione attraverso competenze, metodologie e tecnologie a supporto”.

Tracing Fashion to a responsible Future

Dopo i saluti introduttivi di Rulli e Crespi, Valentina Boschetto Doorly (Associate Partner Italy, Copenhagen Institute for Futures Studies) ha illustrato i quattro mega trend che caratterizzano il nostro periodo storico: cambiamento climatico, variazione demografica, tecnologia e intelligenza artificiale, deglobalizzazione. Per rispondere adeguatamente a queste quattro tendenze, è opportuno tracciare dati, processi e filiere – come delineato da Francesca Rulli e Massimo Brandellero – così da permette di gestire una catena di fornitura e un modello produttivo responsabile basato su framework armonizzati e con un’implementazione supportata da esperti e tecnologia.

Passaporto Digitale di Prodotto e Due diligence di filiera

Il sistema Ympact è pensato per facilitare l’adozione del Passaporto Digitale di Prodotto (DPP), reso obbligatorio dal regolamento europeo Ecodesign (ESPR): un tema al centro del dialogo tra Michele Zuccheri (Head of Business Development, Certilogo) e Carolynn Bernier (Coordinator, CIRPASS-2 consurtium). Ma, nel concreto, come far sì che la raccolta sistematica dei dati diventi il punto di partenza per autentici percorsi migliorativi? Da qui è partito il dibattito tra Elisa Gavazza (Southern Europe and Quality Management Director, ZDHC), Daniele Massetti (Regional Lead Italy, Apparel Impact Institute), Alessandro Barrani (Industrial Sustainability Manager, Prada) ed Elisa Santi (Sustainability Manager, Beste), moderato da Ester Falletta (Technical Director, Consorzio Physis | Consultant, Ympact).

Si è poi parlato di due diligence di filiera mettendo a confronto il punto di vista della consulenza, rappresentata da Deloitte con il Partner Franco Amelio, con cui Ympact a appena lanciato un White Papere sulle buone pratiche di monitoraggio e quella di un brand del calibro di Giorgio Armani. Rossella Ravagli, Sustainability Director di Giorgio Armani, ha sottolineato come il sistema di monitoraggio dei fornitori debba partire da un commitment importante da parte dell’azienda. Per consolidare la propria architettura e consolidare le buone pratiche adottate da tempo, il Gruppo Armani ha razionalizzato il parco fornitori, imposto clausole contrattuali chiare ed effettuato controlli non annunciati. A partire da quest’anno, tutto il processo è supportato dalla piattaforma tecnologica Ympact per la raccolta dati e la tracciabilità, volta a digitalizzare e ottimizzare le procedure adottate.  

Perché i sistemi di monitoraggio funzionino, però, devono essere armonizzati tra loro. In caso contrario, i fornitori rischiano di trovarsi sommersi da richieste eterogenee, ripetitive e puramente compilative. L’armonizzazione è il concetto che guida Ympact nella definizione di 4s ETHIC, il nuovo pillar 4sustainability attraverso il quale il fornitore può attestare la propria compliance (ambientale, sociale e reputazionale) in linea con le richieste del mercato, della Due Diligence e del protocollo di legalità. Sul tema si sono confrontati Luca Sburlati (Presidente, Confindustria Moda), Paolo Tondi (Italy Certification Sales Manager, Bureau Veritas), Andrea Sianesi (Professor of Operations and Supply Chain Management, Politecnico di Milano).

Made in Italy e concorrenza sleale

Luca Sburlati, presidente di Confindustria Moda, ha messo in chiaro come il settore – che in Italia dà lavoro a 1,2 milioni di persone e vale il 5% del Pil, secondo CDP – debba fare fronte alla concorrenza dei grandi colossi cinesi, che possono permettersi prezzi stracciati in virtù dei loro bassissimi standard ambientali e sociali e dell’assenza di dazi doganali sulle piccole spedizioni. Il made in Italy, attualmente sotto attacco, può passare dalla reattività alla proattività, lavorando insieme per un grande piano che guardi ai prossimi dieci anni. Tre le misure su cui accelerare – ha spiegato – ci sono il sistema di responsabilità estesa del produttore (EPR), il monitoraggio delle fabbriche (comprese quelle dei fornitori) e un sistema di auditing comune.

Tra le misure più rilevanti intraprese in questi mesi c’è il Protocollo d’intesa per la legalità dei contratti di appalto nelle filiere produttive della moda, sottoscritto alla Prefettura di Milano a fine maggio. Un progetto a cui ha contribuito Andrea Sianesi, professore di Operations and Supply Chain Management presso il Politecnico di Milano. Sianesi ha sottolineato che, grazie alla collaborazione di tutti gli attori, il protocollo di legalità ha il potenziale per trasformare il made in Italy nel campione mondiale della sostenibilità sociale, perché tutela chi opera responsabilmente e isola chi non lo fa. Perché questo meccanismo funzioni anche in termini di mercato, però, servono incentivi a favore delle produzioni sostenibili.

Francesca Rulli


 

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