Otto a uno
L'Assemblea Assomac fotografa un 2025 a -11% e una quota mondiale scesa dal 42% al 27% in vent'anni. Ma sotto i flussi in calo c'è una struttura ancora solida: la partita si gioca sulla filiera.
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Novembre 2024
“Viviamo in un’epoca di grandi sfide per il settore manifatturiero, in cui fare rete e creare una rappresentanza forte sono necessità imprescindibili”, queste le sue prime parole.
Il 29 novembre 2024, durante l’Assemblea Generale riunita al Mudec – Museo delle Culture di Milano, Assomac, l’associazione confindustriale che rappresenta i costruttori italiani di macchine per conceria, calzature e pelletteria, ha eletto Mauro Bergozza, attuale vicepresidente di Assomac e CEO di Bergi S.p.A., come nuovo Presidente, succedendo a Maria Vittoria Brustia, che ha guidato l’associazione negli ultimi anni. Confermato alla vicepresidenza Cristiano Paccagnella, General Manager di Omac s.r.l., mentre Massimo Angeleri, consigliere delegato di Officina Meccanica Angeleri s.r.l., è stato nominato nuovo vicepresidente.
Nato ad Arzignano (VI) nel 1962, Mauro Bergozza è la seconda generazione alla guida di Bergi S.p.A., azienda di famiglia specializzata nella produzione di macchine per conceria. Bergozza si occupa principalmente della gestione commerciale e finanziaria, guidando con i fratelli una realtà che unisce tradizione e innovazione. Attivo in Assomac dal 1996, ha ricoperto diversi ruoli, fino alla vicepresidenza dell’associazione.
“Viviamo in un’epoca di grandi sfide per il settore manifatturiero, in cui fare rete e creare una rappresentanza forte sono necessità imprescindibili”, ha dichiarato Mauro Bergozza, ringraziando per l’incarico affidato. “È essenziale rafforzare l’identità tecnologica del nostro comparto, investendo in ricerca, innovazione e sostenibilità. Solo così potremo valorizzare appieno il Made in Italy e affrontare con successo la competizione internazionale. Lavoreremo per sviluppare standard comuni che promuovano la qualità e la sicurezza delle nostre tecnologie, mentre continueremo a costruire alleanze strategiche, sia a livello nazionale che europeo. Il nostro obiettivo è un futuro in cui le imprese associate possano distinguersi per eccellenza e capacità di transizione verso modelli produttivi più avanzati.”
L'Assemblea Assomac fotografa un 2025 a -11% e una quota mondiale scesa dal 42% al 27% in vent'anni. Ma sotto i flussi in calo c'è una struttura ancora solida: la partita si gioca sulla filiera.
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