Brevetto Modulas di Manfredini: la forma si smonta per non strappare la tomaia
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L'azienda espone la carbon footprint,le percentuali di riciclato e le certificazioni per ogni materiale: gomma, TPU, Blowtech.
Aprile 2026
Guardate un’infografica di sostenibilità — qualsiasi settore, qualsiasi azienda. Di solito trovate percentuali tonde, colori rassicuranti, obiettivi proiettati al 2030. Raramente trovate la Carbon Footprint divisa tra upstream e processo produttivo, misurata per paio, dichiarata separatamente per tre materiali diversi. Go!Zero Recycle, invece, lo fa.
È la linea di suole riciclate di Gommus, azienda marchigiana certificata UNI EN ISO 14001 che alimenta la produzione quasi esclusivamente con energia rinnovabile. Tre materiali, tre schede tecniche, tre impronte di carbonio misurate con metodologia LCA cradle-to-gate secondo la PCR 2021:06.
I numeri: nella gomma, 1,45 kg CO₂eq per paio, con il 49,7% di materiale riciclato. Almeno il 25% proviene da scarti di produzione interni, certificato Bureau Veritas secondo UNI EN ISO 14021:2016. Il TPU: 0,67 kg CO₂eq per paio, con il 97% di riciclato — suole in poliuretano termoplastico 100% riciclato, che mantengono elasticità e resistenza all’abrasione del TPU tradizionale. La Blowtech, la mescola superleggera: 2,06 kg CO₂eq per paio, con il 29,8% di riciclato. Disponibile anche in versione Blowtech-GUM, con una quota maggiore di gomma, per chi cerca estetica e prestazioni superiori.
Il paradosso sta proprio nei dati. Il materiale con la percentuale di riciclato più alta — il TPU al 97% — è quello con l’impronta carbonica più bassa. Più si recupera, meno si emette. Non è automatico: richiede che anche la produzione sia alimentata da fonti rinnovabili, altrimenti il guadagno ambientale si perde nel processo.
Vale la pena notare un’altra cosa. Per la gomma, l’upstream — estrazione e trasformazione delle materie prime — pesa il 45% dell’impronta totale, il processo interno il 55%. Per il TPU, la proporzione si inverte: il core (A3) vale l’88,7%, l’upstream solo l’11,2%. Il riciclato abbatte radicalmente il peso della filiera a monte.
«Impronta leggera, qualità Gommus»: il claim della linea non mente, ma va letto in entrambe le direzioni. Leggera sul piede, leggera sul pianeta. L’uno non sacrifica l’altro.
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