Pelletteria italiana, primo semestre 2026 ancora in calo
Nel primo semestre 2026 fatturato a -2,5% e produzione a -4,6%. Regge l'Europa, crolla il Medio Oriente. In sei mesi persi 1.884 addetti, più che in tutto il 2025.
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Ottobre 2026
Nel 2025 la produzione mondiale resta a 24,6 miliardi di paia (+0,1%), mentre il valore dell'export sale dell'1,6% a 172 miliardi di dollari. L'Asia produce l'88,7% delle scarpe e la quota della Cina sull'export scende al 61,2%.
Zero virgola uno. È lo scarto che separa il 2025 dall’anno precedente nella produzione mondiale di calzature: 24,6 miliardi di paia, un passo avanti così corto da somigliare all’immobilità. La fotografia arriva dal World Footwear Yearbook 2026, sedicesima edizione dell’annuario dell’associazione portoghese delle calzature (APICCAPS), lanciato nel 2011. Il dato segue una stima rivista per il 2024, che ora indica per quell’anno una crescita vicina al 10%.
Fermo, però, non significa uguale. I volumi esportati scendono dello 0,1%, mentre il valore degli scambi sale dell’1,6% e tocca 172 miliardi di dollari. Meno paia esportate, più dollari incassati. A spingere il valore è la ripresa del prezzo medio all’export, risalito a 11,65 dollari al paio dopo il calo del 2024: era di 8,87 dollari nel 2016 e resta sotto il record di 11,96 dollari del 2023. Tra un’area e l’altra la differenza è netta: 34,76 dollari al paio in Europa, 8,02 in Asia, segno di strutture di mercato, profili produttivi e posizionamenti molto diversi.
L’Asia resta il baricentro, da qualunque lato la si guardi: produce l’88,7% delle calzature del pianeta e ne consuma il 56%. La Cina realizza 13,7 miliardi di paia, il 55,6% del totale, seguita dall’India con 3 miliardi (12,2%) e dal Vietnam con 1,7 miliardi (6,7%). Fuori dall’Asia, solo Brasile (3,4%) e Messico (0,9%) entrano tra i primi dieci produttori.
Chi immagina un dominio cinese immutabile deve rifare i conti. La Cina spedisce 9 miliardi di paia, ma la sua quota sull’export mondiale è scesa al 61,2%, dal 69,1% di dieci anni fa. A beneficiarne è soprattutto il Vietnam, salito all’11,2%. In Europa, Germania, Belgio e Paesi Bassi funzionano da piattaforme logistiche e di riesportazione, e la Germania è quarta al mondo per volumi esportati.
Sul fronte dei consumi le disparità tra aree sono profonde. In Nord America si acquistano in media 4,6 paia a persona, in Europa 4,1, in Africa 1,6. La Cina è il primo mercato con 4,8 miliardi di paia, davanti a India (2,8 miliardi) e Stati Uniti (1,95 miliardi).
Il 2025 consegna, dunque, un mercato che non cresce in quantità ma in valore, con un centro di gravità sempre più definito dai consumatori asiatici.
Per maggiori informazioni: www.worldfootwear.com
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