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Germania, mercato fermo e conti in salita

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Ottobre 2026

Germania, mercato fermo e conti in salita

Nel primo semestre 2026 l'industria tedesca di calzature e pelletteria resta stabile, ma su livelli bassi. Tra i rincari legati alla guerra con l'Iran e i nuovi obblighi europei sui rifiuti, l'Italia perde volumi e tiene sul valore.

Quasi una borsa in pelle italiana su cinque, quest’anno, non ha varcato il confine tedesco. Nel primo semestre 2026 la Germania ne ha importate 372.000, contro le 456.000 dell’anno prima (-18,5%). Eppure, il valore è sceso solo del 3,7%, a 112,2 milioni di euro. Meno pezzi, prezzo medio più alto. Buona notizia? Dipende da quale lato del bancone si guarda.

Il quadro lo traccia l’Associazione federale dell’industria tedesca delle calzature e della pelletteria (HDS/L). Dopo il forte calo tra 2024 e 2025, il fatturato dei calzaturifici tedeschi scende ancora del 2,4%, da 1,17 a 1,14 miliardi di euro. Il mercato interno cede il 2,8% (903 milioni), l’estero tiene a 242 milioni. La pelletteria perde l’1,1%. Stabilità, sì, ma al piano terra. Gli addetti delle aziende calzaturiere con almeno 50 dipendenti scendono a 8.943 (-3%). Nella lavorazione della pelle il calo è dell’11,1%.

E l’Italia? Le scarpe tedesche dirette nel nostro Paese diminuiscono del 23,6% (11,9 milioni di paia). Quelle importate dall’Italia calano del 17,5% (10,2 milioni), trascinate giù dalle calzature da città con tomaia in pelle (-16,8%). Nella pelletteria, invece, l’Italia resta il secondo fornitore della Germania e cresce dell’1,7%, a 271,9 milioni di euro. Davanti c’è solo la Cina, che però scivola dal 44,2% al 42% del valore importato. Intanto l’export tedesco di calzature verso gli Stati Uniti sale del 22,6% (ri-esportazioni?).

Le nubi non mancano. La guerra con l’Iran gonfia i costi di trasporto, energia e materie prime, mentre i rincari delle fabbriche asiatiche risalgono la catena del valore. Poi c’è la burocrazia. La futura legge tessile tedesca, che recepisce la direttiva quadro UE sui rifiuti, estenderà alle calzature la responsabilità del produttore, con oneri di raccolta e gestione dei prodotti usati. L’associazione condivide l’obiettivo della circolarità, ma chiede regole armonizzate e senza zavorre burocratiche. Sul tavolo c’è anche l’Accordo di partenariato economico globale UE-Indonesia (CEPA), da ratificare in tempo per l’entrata in vigore nel 2027.

«Le calzature e la pelletteria tedesche godono di un’ottima reputazione all’estero: dobbiamo promuoverla e rafforzare i nostri contatti internazionali», afferma Torben Schütz, direttore generale di HDS/L. La domanda, dunque, non è sparita. Consumatori attenti al prezzo continuano a premiare i prodotti che uniscono funzionalità, qualità, design e durata.

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