Portare tecnologia italiana all’estero significa tornare in qualche modo esploratori: richiede equilibrio e strategia, ma i risultati possono essere straordinari. ‘Assomac Around the World 2025’ ha visto e vede l’associazione impegnata in missioni mirate per espandere la presenza delle tecnologie italiane per i settori conciario, della pelletteria e delle calzature nei mercati mondiali più promettenti.
PRIMA TAPPA: India International Leather Fair di Chennai
La prima tappa di questo ambizioso viaggio è stata la India International Leather Fair (IILF) tenutasi a Chennai dal 1 al 3 febbraio. L’evento ha rappresentato una piattaforma strategica per le aziende italiane, pronte a presentare innovazioni e tecnologie all’avanguardia in un mercato, quello indiano, che sta vivendo una rapida espansione. Nel 2025 il PIL indiano è previsto in crescita del 6,5%, con un’industria della pelletteria che punta a raggiungere i 45 miliardi di euro entro il 2030.
L’India, non solo secondo produttore mondiale di calzature e articoli in pelle e quinto esportatore di articoli in pelle, ma anche terzo esportatore di articoli di selleria, rappresenta un mercato cruciale per l’export italiano. Nel periodo gennaio-ottobre 2024, l’Italia si è infatti consolidata come secondo fornitore di macchinari per la lavorazione della pelle, subito dopo la Cina, con esportazioni pari a 14,62 milioni di euro (+42,15% rispetto all’anno precedente).
SECONDA TAPPA: Lineapelle Milano e APLF Hong Kong
A febbraio, il viaggio è proseguito in Italia con Lineapelle Milano, evento imperdibile per le aziende desiderose di mostrare innovazioni tecnologiche e competenze artigianali al mercato globale. La manifestazione milanese è stata immediatamente seguita dalla fiera APLF di Hong Kong dal 12 al 14 marzo, consolidando così il posizionamento italiano in un punto strategico che collega Oriente e Occidente.
TERZA TAPPA: Mega Leather Show, Pakistan
Il tour internazionale è, quindi, approdato in Pakistan con la partecipazione al Mega Leather Show, tenutosi dall’11 al 13 aprile. Il Pakistan, con esportazioni annuali nel settore della pelle di 874 milioni di dollari, rappresenta il secondo settore di esportazione nazionale dopo il tessile. Il paese possiede una filiera ben sviluppata nei settori degli indumenti, scarpe e guanti in pelle.
Con circa 800 imprese del mondo cuoio e 213 membri aziendali della Associazione Conciaria della Pelle, l’industria della pelle rappresenta il 4% del PIL nazionale. La partecipazione di Assomac a questa fiera ha offerto opportunità strategiche per le aziende italiane, aprendo nuove possibilità di collaborazione e contribuendo alla crescita di un settore fondamentale per l’economia pakistana.
INNOVAZIONE E COMPETITIVITÀ: OBIETTIVI CENTRALI
Queste prime tappe del 2025 confermano l’efficacia del programma ‘Assomac Around the World’ nell’aprire nuove rotte commerciali e rafforzare le relazioni internazionali del comparto italiano della pelle. La strategia punta decisamente su innovazione reale, collaborazione concreta e competitività globale, dimostrando che per il Made in Italy non ci sono confini invalicabili, solo opportunità da cogliere.
Con queste premesse, il secondo semestre si prospetta altrettanto dinamico e sfidante. Perché, come insegna Assomac, il successo internazionale non si improvvisa: si costruisce passo dopo passo, viaggio dopo viaggio.
A cominciare dalle tappe in Vietnam e a Shanghai. Assomac Around the World, infatti, continuerà a supportare le aziende associate nell’espansione internazionale anche nel secondo semestre del 2025. Il programma prevede due importanti tappe fieristiche: dal 9 all’11 luglio le imprese saranno in Vietnam, a Ho Chi Minh City, per partecipare alla Shoes and Leather. Successivamente, dal 3 al 5 settembre, l’iniziativa si sposterà a Shanghai per la fiera ACLE.
Confindustria Accessori Moda, la Federazione che rappresenta circa 10.000 imprese dei settori calzaturiero, pelletteria, concia, pellicceria e abbigliamento in pelle, presenta i risultati della 1ª Indagine Congiunturale, che fotografa l’andamento del comparto nel primo bimestre dell’anno. I dati confermano il perdurare delle criticità che hanno caratterizzato tutto il 2024, anno chiuso con un fatturato complessivo di filiera pari a circa 30 miliardi di euro. Il trend negativo si estende anche all’inizio del 2025, con una flessione del -6,4% del fatturato nel primo trimestre rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, a conferma di un rallentamento trasversale in tutti i comparti produttivi. A preoccupare ulteriormente è l’indice della produzione industriale, che – secondo i dati Istat riferiti ai primi quattro mesi del 2025 – segna un calo marcato delle attività: -16,4% rispetto allo stesso periodo del 2024.
Occupazione: aumento del ricorso alla CIG
Le difficoltà produttive si riflettono anche sull’occupazione: nei primi tre mesi dell’anno sono state autorizzate quasi 13 milioni di ore di CIG nel comparto, in crescita del 66% rispetto allo stesso periodo del 2024.
Export e Import
L’export nei primi due mesi del 2025 arretra del -6,5% su base annua, attestandosi a 4,2 miliardi di euro. Il dato, di per sé negativo, va però valutato in rapporto all’export (totale anno) del 2024 sul 2019, anno pre-covid: in questo caso si evidenzia una crescita del 3% (25,1 mld € nel 2024, 24,3 mld € nel 2019) che conferma l’apprezzamento che i consumatori di tutto il mondo hanno per il Made in Italy. Resistere è quindi un must.
I flussi in ingresso, trainati dall’import dal Far East, hanno ripreso a crescere (+7,5%). Per effetto di tali dinamiche, il saldo commerciale del comparto – sebbene in attivo per 2,2 miliardi di euro – ha registrato una flessione a doppia cifra (-16,7%) rispetto al 2024: questo induce a una riflessione legata al prezzo dei prodotti Made in Italy sul mercato, troppo costosi per il potere d’acquisto attuale delle famiglie italiane.
A livello geografico, l’export verso l’Unione Europea resta stabile (-0,3%). Resiste al momento anche il mercato statunitense (-1,2%), pur segnalando difficoltà legate all’introduzione dei nuovi dazi della seconda amministrazione Trump. Più netta la frenata in Cina (-30,5%) e Hong Kong (-20,4%); segnali positivi arrivano invece da Emirati Arabi (+11,4%), Turchia (+23,5%), Kazakistan (+10,4%) e Ucraina (+0,5%).
Previsioni per l’anno in corso, stabili ma insoddisfacenti
L’analisi previsionale sul secondo trimestre del 2025 non lascia intravedere segnali di ripresa. Il sentiment delle imprese resta improntato alla cautela:
Il 52% degli intervistati prevede condizioni stabili ma insoddisfacenti, mentre un’impresa su due teme un’ulteriore riduzione dei ricavi;
Sul fronte occupazionale, 7 aziende su 10 stimano una tenuta dell’organico, il 28% prevede una contrazione, mentre solo il 10% ipotizza un incremento;
Il 39% delle imprese prevede di ricorrere alla CIG anche nel secondo trimestre.
Alla base del perdurare delle difficoltà vi è, in primo luogo, la debolezza generalizzata della domanda interna ed estera, indicata da 8 imprese su 10. Seguono gli effetti dei conflitti geopolitici: Russia-Ucraina e Medio Oriente, citati complessivamente dal 28% delle aziende. Non meno rilevante la preoccupazione legata alla crisi dei grandi marchi del lusso e ai nuovi dazi USA, indicata dal 40% del campione.
Giovanna Ceolini, Presidente di Confindustria Accessori Moda, ha commentato: «Il quadro che emerge è indubbiamente complesso, ma le imprese della filiera stanno dimostrando una grande capacità di resilienza e volontà di adattamento. Accanto alle difficoltà legate al calo della domanda, alle tensioni geopolitiche e al rallentamento dell’export, le aziende devono confrontarsi anche con sfide strategiche di lungo periodo, a partire dalla sostenibilità. I consumatori sono sempre più attenti a questo aspetto nelle loro scelte d’acquisto e, se per il 56% delle imprese del settore la sostenibilità rappresenta una priorità assoluta, il 38% prevede che l’attenzione su questi temi crescerà ulteriormente nei prossimi mesi. Tuttavia, per trasformare questo impegno in azioni concrete servono investimenti significativi, risorse che oggi molte PMI faticano a reperire. La situazione è difficile: si rischia il collasso di un intero comparto, composto da migliaia di piccole e medie imprese, artigiani, professionisti e centinaia di migliaia di lavoratori”. E aggiunge: “Pur apprezzando l’attenzione dimostrata dall’attuale Governo nei mesi scorsi, chiediamo l’apertura urgente di un Tavolo congiunto tra aziende produttive e Brand, per costruire insieme un futuro sostenibile per la filiera produttiva del Made in Italy, visto che sono le nostre aziende che in molti casi producono gli accessori apprezzati dai consumatori di tutto il mondo e firmati da Marchi internazionali. È fondamentale agire con tempestività e adottare misure concrete, quali il credito d’imposta per i campionari 2015–2019, il sostegno all’internazionalizzazione e all’accesso al credito, la proroga degli strumenti anticrisi, inclusa la CIG, e l’implementazione di una nuova politica industriale capace di accompagnare le imprese verso innovazione e sostenibilità. Il tempo è una variabile decisiva: ogni mese che passa senza risposte rappresenta un passo indietro per l’intero sistema moda italiano».
Il progetto LIFE I’M TAN volge alla conclusione. Avviato a settembre 2021 e finanziato dalla UE tramite il programma Life (LIFE20 ENV/IT/000759), questa iniziativa è nata con l’obiettivo di migliorare i metodi tradizionali di concia e riconcia al vegetale attraverso lo sviluppo di una nuova generazione di tannini naturali altamente performanti, sottoposti a innovativi processi di purificazione e modifica chimico-fisica. La produzione di questi tannini modificati è attualmente in fase pilota, con ulteriori analisi di mercato, fattibilità e costi in corso, finalizzate alla successiva scalabilità verso capacità industriali.
Il progetto ha coinvolto cinque aziende partner italiane, direttamente o indirettamente collegate all’industria conciaria, e coordinato da Silvateam. Queste aziende sono Crossing, il Centro Ricerca per la Chimica Fine (CRCF), la Conceria Incas e il Consorzio Aquarno.
OBIETTIVI E CONCEPT DEL PROGETTO
L’obiettivo principale di LIFE I’M TAN è stato quello di creare e validare tannini naturali innovativi, purificati e chimicamente modificati che mirano non solo a migliorare i processi di concia esistenti, ma anche a creare soluzioni completamente nuove, sempre con un forte impegno verso la sostenibilità ambientale, economica e sociale e in ottica dei nuovi regolamenti Europei del Digital Product Passport e Deforestation Free Products.
I quattro anni di ricerca applicata hanno portato allo sviluppo di nuovi tannini naturali estratti da fonti botaniche quali il legno di castagno e quebracho. Tali agenti concianti si presentano come soluzioni eco-sostenibili che favoriscono una minore dipendenza da sostanze chimiche pericolose, una diminuzione del consumo di acqua e una migliore qualità delle acque reflue. Inoltre, il progetto ha studiato la fattibilità di valorizzare sia i sottoprodotti della produzione di questi nuovi tannini sia i rifili e ritagli della lavorazione dei pellami in soluzioni ad alto valore aggiunto, promuovendo un esempio concreto di economia circolare scalabile a livello industriale.
L’intero percorso di ricerca e sviluppo è stato condotto adottando una metodologia analitica rigorosa definita da specifici Key Performance Indicators (KPI), quali l’analisi del Life Cycle Assessment (LCA) dei pellami, e su valutazioni tecniche in linea con gli standard del settore conciario e con quelli più stringenti dell’industria automotive e della moda.
Aquarno: il respirometro per i test sulla biodegradabilità
Crossing: preparazione del reattore
Crossing: il reattore
EVOLUZIONE DEL PROGETTO E RISULTATI CHIAVE
Le principali fasi del progetto hanno previsto le seguenti attività:
– Benchmarking e analisi ambientale: sono state condotte valutazioni complete delle tecnologie di concia tradizionali presenti sul mercato, stabilendo gli impatti ambientali di riferimento. Questo benchmarking ha permesso di valutare i miglioramenti ottenuti tramite l’utilizzo dei nuovi tannini modificati.
– Sviluppo dei nuovi tannini purificati: il team di ricerca dedicato alle attività di green chemistry, composto da Silvateam, Crossing e CRCF, ha messo a punto i processi di purificazione e modifica chimica all’avanguardia che hanno permesso di sviluppare i nuovi tannini naturali. Questi estratti hanno da subito dimostrato proprietà chimico-fisiche migliorative rispetto agli standard di riferimento. Alcuni di essi non solo offrono prestazioni superiori ma anche, grazie alla loro maggiore concentrazione di sostanze attive, permettono di ridurre il dosaggio rispetto ai tannini tradizionali, a parità di applicazione. Altri, caratterizzati da un colore molto più chiaro rispetto ai tannini standard, presentano caratteristiche chimiche ideali per stabilizzare le pelli in pickel, contribuendo così a ridurre l’utilizzo di composti di derivazione fossile durante la fase di preconcia.
– Applicazione nella produzione di pellami: i nuovi tannini sono stati sottoposti a rigorosi test applicativi sia in ambito sperimentale che industriale. La Conceria Incas ha prodotto lotti di pellami su scala industriale per la produzione di articoli per calzatura e pelletteria, confermando l’applicabilità e i benefici in termini di performance di concia. Tali pellami, trattati con i nuovi estratti LIFE I’M TAN, permettono di ottenere una vasta gamma di colori, rendendoli ideali anche per lo sviluppo di articoli con tonalità pastello. Questo è un notevole passo in avanti rispetto all’impiego dei tannini tradizionali. Un altro aspetto particolarmente promettente, che merita ulteriori approfondimenti, riguarda l’applicabilità di questi nuovi estratti in formulazioni destinate a produrre pellami waterproof.
– Impronta ambientale del nuovo processo di concia: la comparazione con i benchmark si è estesa anche a diversi parametri di impatto ambientale. Il Consorzio Aquarno ha analizzato tali parametri chimico-fisici, collaborando con la conceria Incas e CRCF per ottimizzare i processi di trattamento delle acque reflue, ottenendo dei significativi vantaggi: — Riduzione del consumo idrico nelle fasi di concia che varia dal 5 al 25% a seconda degli articoli sviluppati. Una ottimizzazione che sfrutta le ottime performance e la modulabilità delle caratteristiche dei nuovi tannini modificati per l’ottenimento di diversi articoli comparabili con i benchmark. — L’analisi dei bagni di concia ha evidenziato una riduzione fino al 40% di sostanza organica nelle acque di scarico, domanda chimica di ossigeno (COD), rispetto ai benchmark di riferimento. — Anche le sostanze potenzialmente inquinanti, tra cui fenolo, bisfenoli e formaldeide, sono state ridotte fino a oltre l’80%, risultato direttamente attribuibile a una significativa diminuzione nell’uso di agenti concianti di origine sintetica. — Sono in corso test sulla biodegradabilità delle acque di scarico per verificare se, oltre alla riduzione del carico inquinante, si registri anche un incremento della biodegradabilità. Tuttavia, queste valutazioni saranno condotte solo al termine del progetto.
Tali dati sono parte integrante dell’analisi del ciclo di vita dei prodotti finiti (LCA) e del relativo costo (Life Cycle Costing – LCC).
– Upcycling dei vari sottoprodotti LIFE I’M TAN: un ulteriore vantaggio significativo dell’utilizzo dei nuovi tannini naturali è la riduzione degli scarti di produzione, sia a livello chimico che conciario. La purificazione dei nuovi tannini modificati ha permesso di valorizzare alcuni sottoprodotti di processo, tramite l’utilizzo come ingredienti preziosi in altri settori quali la zootecnia e la produzione di resine a basso impatto ambientale.
Al contempo, i rifili e ritagli della produzione dei pellami possono essere riciclati, tramite un processo di idrolisi, in fertilizzanti destinati all’agricoltura biologica, contribuendo così a chiudere efficacemente il ciclo virtuoso della valorizzazione della pelle.
Silvateam: l’impianto pilota
Silvateam: il primo lotto di tannini modificati
SOSTENIBILITÀ E PROSPETTIVE FUTURE
I risultati ottenuti fino ad oggi, seppur ancora in attesa di una validazione su una base dati più ampia e a livello industriale, indicano che i nuovi tannini naturali modificati rappresentano una soluzione promettente per lo sviluppo di una tecnologia di concia innovativa, eco-sostenibile, performante e di grande interesse per il mercato.
Da un punto di vista di sostenibilità economica, un processo di concia e riconcia al vegetale basato su questi nuovi tannini modificati permette di minimizzare l’impiego di agenti concianti (e quindi di materia prima), nonché di ottenere pellami altamente performanti, morbidi e con un’ampia gamma di colori, tramite l’implementazione di ricette semplici ad alto contenuto bio-based.
Con la conclusione del progetto LIFE I’M TAN, l’attenzione si sposta sulla diffusione di queste innovazioni all’interno dell’industria conciaria. I risultati del progetto forniscono un modello scalabile per pratiche di concia sostenibile, con il potenziale di essere replicato nelle concerie di tutta Italia e dell’UE. Integrando i nuovi tannini naturali modificati, il settore della pelle può raggiungere una maggiore sostenibilità, migliorare la qualità del prodotto e allinearsi maggiormente alle normative ambientali, sempre più stringenti. Al tempo stesso, alcuni di questi nuovi tannini naturali possono essere apprezzati e trasferiti in altri settori quali la zootecnia e la produzione di resine e polimeri.
LIFE I’M TAN ha dimostrato con successo che, attraverso l’innovazione collaborativa e un impegno verso la sostenibilità, è possibile modernizzare l’industria, ottenendo benefici che vanno oltre l’impatto ambientale, includendo anche dimensioni economiche e sociali.
Anche il trattamento delle acque reflue può giovarsi dell’intelligenza artificiale. Il 18 giugno scorso è stato presentato il progetto curato da Consorzio Aquarno, in collaborazione con Data Brain Services, che mira a prevenire gli infortuni sul lavoro e ad evitare la dispersione di sostanze inquinanti nell’ambiente attraverso l’impiego di sistemi predittivi basati sull’AI.
Il progetto avviato dal Consorzio Aquarno di Santa Croce sull’Arno (Pisa), nel cuore del distretto conciario, mira anche a ridurre i consumi elettrici (fino al 25%) e l’impatto ambientale grazie ad un maggiore controllo del processo biologico di depurazione e degli eventi estremi come le alluvioni.
L’intero sistema, primo nel suo genere, dovrebbe diventare pienamente operativo entro luglio 2025. L’impianto gestito da Aquarno tratta acque reflue urbane e industriali per oltre due milioni di abitanti provenienti da quattro comuni e da centinaia di imprese conciarie: riceve reflui con alta concentrazione di solfuri, sali e sostanze recalcitranti. Il sistema adottato integra le letture di oltre 60 sensori (portata, pH, salinità, ossigeno disciolto, temperatura, carico organico), unitamente ad oltre 250 parametri analitici che quotidianamente vengono analizzati presso il laboratorio, e li elabora con modelli di machine learning in grado di prevedere scenari, segnalare anomalie, supportare le decisioni degli operatori in scelte che vanno dall’uso dei compressori per l’ossigenazione alla regolazione dei reagenti chimici, fino alla gestione delle acque meteoriche.
Royal Smit & Zoon, leader riconosciuto nel settore della sostenibilità, ha appena presentato “Drops of Difference”, la sua nuova strategia di sostenibilità per il 2030. Con l’obiettivo di garantire trasparenza, responsabilità e un impatto significativo, la strategia di sostenibilità per il 2030 definisce un piano chiaro e strutturato per guidare l’azienda nell’adempimento della sua missione di “creare una catena del valore sostenibile per la pelle, insieme”.
Guidare gli sforzi ESG verso il 2030
“Drops of Difference” si basa sulle solide fondamenta della Roadmap ESG 2025 dell’azienda, rafforzando l’impegno di Royal Smit & Zoon nel porre la sostenibilità al centro della propria attività. Strutturata intorno a quattro pilastri chiave, ovvero Società, Soluzioni, Operazioni e Persone, la strategia delinea punto per punto il programma dell’azienda per accelerare la trasformazione positiva dell’industria della pelle.
La strategia è stata sviluppata sulla base di un approfondito coinvolgimento degli stakeholder ed è allineata agli standard internazionali. Inoltre, contribuisce a cornici normative globali come gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite. Con 14 obiettivi chiaramente definiti per il 2030, il programma si concentra sulla trasformazione del settore, sulla fornitura di soluzioni sostenibili e sulla valorizzazione del ruolo di Royal Smit & Zoon come produttore di livello mondiale, partner commerciale responsabile e datore di lavoro di prima scelta.
“Questa strategia – spiega il CEO Marc Smit – non si limita a raggiungere gli obiettivi, ma si propone di tradurre la nostra eredità di responsabilità e lungimiranza in un’azione di trasformazione dell’intero settore della pelle. Drops of Difference fornisce un piano mirato e attuabile, che ci aiuta a realizzare la nostra missione di creare una catena del valore della pelle sostenibile, insieme. La nostra Strategia di Sostenibilità 2030 risponde all’urgenza di sfide globali come il cambiamento climatico, concentra i nostri sforzi dove possiamo avere il maggiore impatto e trasforma le ambizioni in progressi significativi”.
Marc Smit (CEO) and Aukje Berden (Global ESG Director)
«Il Kilometro Rosso non è semplicemente un luogo, è una metafora di innovazione». Cristiano Paccagnella, vicepresidente di Assomac, apre così la riflessione sul futuro della manifattura italiana nel settore delle tecnologie per calzature, pelletteria e concerie. L’assemblea generale di Assomac, in programma per il 20 giugno 2025(guarda il programma) dal titolo “Crescita, collaborazione e innovazione per l’industria europea della moda”, si terrà in una location altamente simbolica per parlare di crescita, collaborazione e innovazione.
In uno scenario internazionale complesso e competitivo, la capacità di anticipare i cambiamenti e di interpretare le dinamiche di mercato diventa fondamentale. «Noi produttori di tecnologia siamo da sempre partecipi dell’innovazione», afferma Paccagnella, sottolineando come il Kilometro Rosso rappresenti simbolicamente questa vocazione alla ricerca e al progresso tecnologico.
La manifattura italiana, riconosciuta globalmente per la sua capacità di innovare, oggi deve però affrontare nuove sfide: il contesto economico internazionale richiede più che mai una strategia condivisa e strutturata. Internazionalizzazione, innovazione e alleanze strategiche diventano parole chiave imprescindibili. «È il momento di guardare oltre gli interessi personali delle singole aziende. Serve una rete forte e integrata tra imprese», sostiene ancora Paccagnella, evidenziando come la collaborazione non sia solo auspicabile, ma necessaria.
La dimensione media delle imprese italiane, pur eccellenti nella produzione e nell’innovazione, rimane piccola a livello globale. Questa condizione, spiega il Vicepresidente, «non ci permette di affrontare tutte le sfide che ci si pongono davanti in maniera efficace». Da qui l’importanza della collaborazione e della co-innovazione, temi centrali dell’assemblea Assomac.
L’aggregazione tra imprese consente, infatti, l’accesso a nuove competenze, tecnologie avanzate e mercati emergenti. È d’obbligo ribadire l’urgenza di creare gruppi strutturati: «Oltre ai prodotti innovativi e di qualità, oggi i nostri clienti si aspettano servizi più tempestivi, più precisi e capaci di cogliere i nuovi trend, dalla intelligenza artificiale ai big data». Tutto questo, aggiunge Paccagnella, «è realizzabile solo con una vera collaborazione, una rete di impresa tra associati».
Assomac, che rappresenta più di 130 aziende operanti in oltre 130 Paesi, si fa portavoce attiva di queste istanze, impegnandosi a promuovere e valorizzare l’eccellenza tecnologica Made in Italy sui tavoli decisionali europei. «Il nostro ruolo», conclude Paccagnella, «è quello di portare avanti il concetto di aggregazione e innovazione come leve strategiche per garantire resilienza e crescita sostenibile».
L’assemblea del 20 giugno rappresenta dunque un momento atteso e cruciale per definire nuove strategie e rafforzare il dialogo tra imprese, istituzioni, stakeholder e mondo accademico. Al centro della discussione, la volontà chiara e determinata di affrontare le sfide globali con una voce unita e autorevole, garantendo così il futuro della manifattura italiana nel panorama competitivo mondiale.
È stata presentata lo scorso marzo nell’ambito della prestigiosa cornice dei Performance Days, fiera-evento di Monaco di Baviera dedicata alla presentazione delle ultime innovazioni nel campo delle calzature e dell’abbigliamento sportivo e outdoor. Parliamo della tecnologia brevettata NexX4™, lanciata da JV International, azienda made in Italy che dal 2013 concepisce soluzioni, tecnologie e mescole per gli appassionati di sport, outdoor, fashion e work&safety. Un’innovazione che si presenta come la soluzione a tanti problemi diversi.
4 in 1: la formula vincente senza compromessi
“Immaginate un materiale dove performance, comfort, resistenza ed estetica creano sinergie ineguagliabili – spiegano da JV Internationational -. In NexX4™, leggerezza, durabilità e infinte possibilità di personalizzazione sono le caratteristiche principali che rendono questa tecnologia traslucida a base di polimeri liquidi davvero impareggiabile”.
Più in dettaglio, la capacità di mantenere le performance sempre al massimo su un amplissimo intervallo di temperature, da -40° a +40°, rendono questo prodotto versatile e adatto ad ogni contesto di utilizzo, a partire dalle calzature ai guanti, ma non solo. Il fatto di nascere come trasparente, inoltre, rende NexX4™ il materiale perfetto per i brand partner che possono vedere soddisfatte tutte le loro esigenze in termini di estetica, colori, trama e design.
NexX4™ cambia le regole del gioco
Dallo snowboard agli sport indoor al work&uniform. I benefici di NexX4™ sfidano confini e categorie. Questa tecnologia versatile cattura l’attenzione dei brand partner, che cercano costantemente il meglio per spingere le prestazioni al livello successivo. Kanso, Prabos e Level hanno presentato la tecnologia NexX4™ ai Performance Days.
Ambrogio Merlo, CEO di JV International e Managing director NexX4™, ha commentato: “Essere ai Performance Days per presentare NexX4™ insieme a dei brand partner d’eccezione è un grande motivo di orgoglio per me e per tutto il team JV International. Un’eccellente occasione per mostrare al pubblico e agli operatori di settore le infinite potenzialità di NexX4™. Sono anche molto contento che durante i due giorni dell’evento, Mark Wallem, Business Development Manager di NexX4™, ha guidato il lancio sul mercato B2B. Il suo contributo allo sviluppo di questa tecnologia è fondamentale.”
“Sono molto contento e motivato di tenere alta la bandiera di NexX4™ qui ai Performance Days. Ringrazio Ambrogio Merlo per l’opportunità di far parte del team di JV International. La tecnologia dei prodotti NexX4™ fornisce soluzioni convincenti per opportunità di business non sfruttate da partner leader di mercato nei settori delle calzature, dei guanti e di altre categorie di prodotti” ha sottolineato Mark Wallem, NexX4™ Business Development Manager.
Un modello Kanso con suola NexX4Suola NexX4 anche per lo scarponcino PrabosAnche Level ha scelto la tecnologia NexX4
GSC Group ha ottenuto il certificato di partnership al marchio registrato Arzignano Capitale della Pelle®, un riconoscimento ufficiale che attesta l’adesione ai più alti standard di qualità, legalità, sostenibilità e innovazione del distretto conciario vicentino. La cerimonia di consegna si è svolta mercoledì 28 maggio 2025 presso la Sala Consiliare Achille Beltrame di Arzignano, alla presenza delle autorità locali e dei rappresentanti del Comitato promotore del progetto.
A ritirare il riconoscimento per GSC Group è stata la Dott.ssa Caterina Serafini, Direttore Amministrativo, Finanziario e di Controllo (CFO) dell’azienda, che ha partecipato alla cerimonia insieme alle altre imprese selezionate. L’attestato è stato consegnato dal sindaco di Arzignano, Alessia Bevilacqua, e dall’assessore ai Progetti Strategici Enrico Marcigaglia, presidente del Comitato “Arzignano Capitale della Pelle”, promotore dell’iniziativa.
“Questo riconoscimento rappresenta per noi un motivo di orgoglio,” ha dichiarato la Dott.ssa Caterina Serafini, CFO di GSC Group. “Operare in un territorio come Arzignano, da sempre sinonimo di eccellenza industriale, significa essere parte attiva di un ecosistema di valore. La sostenibilità, per noi, non è solo un obiettivo strategico, ma un principio guida che integra innovazione, responsabilità sociale e rispetto per l’ambiente. Ricevere il diritto di utilizzare questo prestigioso marchio “Arzignano capitale della pelle” ci motiva a proseguire con ancora più determinazione lungo un percorso di crescita condivisa con il nostro territorio.”
“Arzignano Capitale della Pelle” è un progetto strategico promosso dal Comune di Arzignano e coordinato da un apposito Comitato presieduto dall’assessore ai Progetti Strategici Enrico Marcigaglia. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di valorizzare le imprese virtuose del distretto conciario attraverso l’assegnazione di un marchio distintivo, concesso alle aziende che rispettano rigorosi standard in ambito etico, ambientale e produttivo.
La concessione d’uso del marchio è subordinata al rispetto di 10 requisiti fondamentali, tra cui: regolarità fiscale e contributiva, sicurezza sul lavoro, possesso di certificazioni ambientali, legalità e moralità aziendale. La valutazione delle candidature è affidata al Comitato “Arzignano Capitale della Pelle”, che si occupa di verificare che ogni azienda partner rappresenti pienamente i valori del progetto e contribuisca a rafforzare l’immagine e l’identità del distretto a livello nazionale e internazionale.
L’ingresso di GSC Group nel progetto “Arzignano Capitale della Pelle” rappresenta un riconoscimento della coerenza tra la visione aziendale e i principi fondanti dell’iniziativa. L’azienda condivide e promuove attivamente i valori di qualità, innovazione e sostenibilità ambientale, ponendo al centro delle proprie attività una cultura d’impresa responsabile e orientata al futuro.
Essere parte di questo progetto significa rafforzare il legame con il territorio e contribuire allo sviluppo di un modello industriale che unisce eccellenza produttiva, etica e consapevolezza ambientale.
GSC Group ha voluto ringraziare il Comune di Arzignano e il Comitato promotore per l’importante riconoscimento ricevuto, che rappresenta un’ulteriore conferma dell’impegno costante dell’azienda verso l’innovazione responsabile, la qualità dei processi e il rispetto dell’ambiente.
Far parte di “Arzignano Capitale della Pelle” significa per GSC rafforzare il proprio ruolo all’interno del distretto, contribuendo attivamente alla promozione di un modello industriale evoluto, etico e sostenibile, capace di valorizzare il territorio e proiettarlo verso nuove opportunità di crescita.
Nel corso degli anni, GSC Group ha consolidato il proprio impegno verso la qualità, la sostenibilità e la responsabilità aziendale attraverso l’ottenimento di numerose certificazioni riconosciute a livello internazionale, tra cui:
• Certificazione ISO 9001
• Certificazione ISO 14001
• Certificazione OHSAS 18001
• Certificazione dell’inventario dei gas serra ISO 14064-1
• Certificazione ISO 45001
• Certificazione ISO 14067:2018
• ZDHC Livello 3
Questi riconoscimenti testimoniano l’attenzione costante di GSC Group alla qualità, alla trasparenza e alla sostenibilità dei propri processi produttivi, in linea con gli obiettivi del progetto “Arzignano Capitale della Pelle”.
Caterina Serafini, CFO di GSC Group, tra il sindaco di Arzignano, Alessia Bevilacqua, e l’assessore ai Progetti Strategici Enrico Marcigaglia, presidente del Comitato “Arzignano Capitale della Pelle”
“È con commozione che vogliamo ricordare e omaggiare le innumerevoli attività svolte dal collega Mario Pucci, figura di riferimento nello sviluppo delle Relazioni Internazionali di Assomac. Il suo percorso, iniziato negli anni ’80, quando fu tra i primi collaboratori dopo la fondazione dell’Associazione, è proseguito fino al termine della sua carriera professionale”, ha dichiarato il Presidente di Assomac, Mauro Bergozza. “Il giornalista con la valigia”, così si definiva quando cercava di raccogliere in poche parole il suo lungo percorso di lavoro. “Il ricordo va alle tue scelte iniziali e a quella passione per la relazione autentica, la comunicazione costruttiva e lo spirito del messaggero che ti ha sempre contraddistinto. I colleghi di Assomac ti ricordano con profonda commozione. Il tuo spirito sereno nell’affrontare ogni aspetto del lavoro con serietà e capacità pragmatiche, anche nei momenti più difficili e complicati, ha sempre tranquillizzato tutti e insegnato a dare la giusta importanza alle relazioni personali con i nostri interlocutori.”
Instancabile viaggiatore, Mario Pucci ha rappresentato e promosso l’industria meccanica italiana in tutti i principali paesi produttori di calzature e pellami, costruendo ponti di dialogo e collaborazione in ogni angolo del mondo. L’India, in particolare, ha sempre occupato un posto speciale nel suo cuore: un legame profondo, fatto di rispetto, curiosità e affetto.
Nei suoi racconti, fin dal suo arrivo a Vigevano, negli anni ’70, prima a “L’Informatore”, e poi in Assomac, ha sempre riportato l’importanza di credere nel valore delle persone, nella cultura del lavoro e nella bellezza dei luoghi e delle relazioni.
Negli ultimi anni, Pucci si era stabilito a Firenze, dove ha vissuto serenamente insieme a sua moglie Antonella. La sua umanità, la sua dedizione e il suo spirito internazionale resteranno per sempre parte della storia di Assomac.
Silvia Paganini durante la presentazione FHEEL TALK
Quando ti siedi al tavolo di un tacchificio per parlare di sostenibilità e ti ritrovi a confrontarti con i responsabili dell’azienda, certo, ma anche con chi si occupa di comunicazione e con chi ha come unico mandato la gestione e lo sviluppo delle tematiche ESG, ti è subito chiaro che quell’azienda è differente. È qualche metro avanti rispetto alla media del settore.
Del resto, la moda sostenibile non è una semplice tendenza, ma una maratona da correre, in questo caso con tacchi bilanciati tra stile, affidabilità e sostenibilità. E il “passo” fondamentale, oggi più che mai, è quello della concretezza nelle azioni. Un tema al centro di FHEEL TALK, il primo evento di dialogo ESG organizzato da Tacchificio Villa Cortese (TVC) che si è svolto il 15 maggio 2025 a Scandicci (Firenze).
FHEEL TALK non è stato il solito appuntamento aziendale fatto di tante parole e pochi fatti: ha rappresentato, piuttosto, una tavola rotonda, dove i professionisti del settore e i protagonisti della filiera si sono confrontati con pragmatismo sull’innovazione sostenibile, la transizione ESG e i rischi di una comunicazione poco trasparente.
Come ha dichiarato Silvia Paganini, Chief Marketing Officer dell’azienda: «Sostenibilità per noi significa concretezza, trasparenza e cultura del cambiamento. FHEEL TALK è prima di tutto un invito a costruire insieme una visione di futuro più consapevole».
L’evento non si è limitato alla discussione, ma ha evidenziato le numerose iniziative concrete che Tacchificio Villa Cortese ha già intrapreso sul fronte della sostenibilità e che andiamo a scoprire grazie alla guida di Nayara Maria Carvalho, da più di un anno Sustainability Manager in TVC.
Tutto parte dall’analisi
L’ultima fase del cammino di TVC verso un approccio più sostenibile del proprio business è partita con un’analisi approfondita del contesto ESG interno, esterno e legislativo per individuare il percorso su cui muovere i primi passi.
Concretezza prima di tutto: i progetti sostenibili di Tacchificio Villa Cortese
La concretezza passa prima di tutto dalla ricerca e sviluppo di materiali alternativi e innovativi. Tra i primi sviluppi emerge FHEELGREEN®, un polimero eco-ingegnerizzato, sviluppato internamente, che si propone come alternativa al tradizionale ABS per lo stampaggio di tacchi e accessori moda. I vantaggi sono concreti e misurabili: riduzione del 66% di energia elettrica, dell’80% di energia termica e del 99% delle acque reflue rispetto alla produzione standard di ABS. Meno emissioni, meno sprechi e maggiore sicurezza per i lavoratori.
Accanto a questo materiale, TVC ha introdotto anche FheelBio® BCA, un composto polimerico bio-circolare attribuito certificato ISCC+, che permette una riduzione significativa delle emissioni di gas serra. La rivoluzione, però, non finisce qui: l’azienda ha lanciato RE-FHEEL® (trovate un approfondimento nelle prossime pagine), un materiale derivato dal riciclo chimico di rifiuti plastici post-consumo che garantisce performance equivalenti all’ABS vergine.
Sono molto interessanti anche i materiali in via di sviluppo della linea FHEELHYBRID® che puntano ad utilizzare fibre naturali (come cuoio o legno) e ad alte prestazioni (vetro e carbonio, per esempio) al fine di eliminare i rinforzi metallici nei tacchi ad alte prestazioni.
Misurare l’impatto
Momento cruciale: analizzare e comprendere l’impatto dell’utilizzo di diverse materie prime per la produzione dei tacchi e, come conseguenza, indirizzare gli sforzi in termini di ricerca e sviluppo.
Eco-design e responsabilità ambientale: l’approccio integrato di TVC
L’innovazione in TVC non si limita ai materiali. La sostenibilità attraversa l’intero processo produttivo, grazie a pratiche virtuose. Come il riuso: lo spurgo e la materozza, scarti della produzione, vengono recuperati, macinati e reintegrati nel ciclo produttivo. O come l’eco-design che permette di ridurre gli impatti già nelle prime fasi di progettazione, minimizzando gli sprechi e migliorando la performance del prodotto.
Per evitare dispersioni di granuli plastici, che possono contribuire all’inquinamento delle microplastiche, l’azienda sta implementando le direttive di Operation Clean Sweep, un programma volontario mirato a migliorare la consapevolezza e promuovere pratiche virtuose nella filiera della plastica.
La sostenibilità, inoltre, passa anche attraverso l’energia rinnovabile: l’impianto di produzione TVC utilizza pannelli solari e sistemi geotermici che forniscono circa il 70% del fabbisogno dell’azienda, così da ridurre l’impatto ambientale.
Sostenibilità sociale: sport e riuso creativo
In Tacchificio Villa Cortese, sostenibilità significa anche responsabilità sociale. Una parte dei materiali che non possono essere recuperati nel ciclo produttivo viene infatti destinata a progetti sociali che coinvolgono bambini e persone con esigenze speciali, promuovendo lo sviluppo personale e l’inclusione attraverso attività creative e ricreative. Un’idea di inclusività portata anche nello sport.
Il sostegno ad alcune società sportive del territorio è, infatti, un altro ambito in cui TVC si impegna.
Gestire il rischio
L’adozione di liste unificate di sostanze soggette a restrizioni, in linea con le normative europee, garantisce non solo prodotti più sicuri per i consumatori e i lavoratori, ma anche un controllo e una collaborazione virtuosa di filiera.
Tracciabilità e trasparenza: valori imprescindibili
Infine, TVC ha avviato un percorso finalizzato a migliorare la propria trasparenza (accountability) nei confronti dei propri portatori di interesse di riferimento. In tale ottica, l’azienda ha innovato il proprio processo di rendicontazione, pubblicando il primo Bilancio di Sostenibilità 2024. Il rapporto, redatto in modo volontario e in conformità ai principali standard di riferimento, rappresenta un passo significativo verso una gestione aziendale sempre più responsabile. Questo risultato è frutto di una collaborazione sinergica tra risorse interne e una società di consulenza specializzata, e riflette l’impegno di lunga data di TVC verso la trasparenza e il miglioramento continuo.
Mitigare e migliorare
L’adesione a diversi progetti di rinascita o protezione delle foreste è un’altra iniziativa che TVC ha adottato, non tanto per acquisire crediti di carbonio che non ha mai convertito in punteggi ESG, quanto per avere un impatto virtuoso sull’ambiente e sulla società.
Di tutto questo e molto altro si è parlato durante l’evento FHEEL TALK. Non è stato solo l’occasione per discussioni teoriche, ma una tappa importante all’interno di un percorso avviato da tempo. Perché TVC punta a un futuro sempre più responsabile, consapevole e condiviso fra gli attori della filiera che hanno più che mai bisogno di momenti di confronto e formazione.
RE-FHEEL®, un futuro più sostenibile delle calzature passa dal riciclo chimico di scarti post-consumo
RE-FHEEL® offre una soluzione concreta e più sostenibile per il settore calzaturiero. Un passo avanti sul percorso intrapreso da Tacchificio Villa Cortese verso l’economia circolare e la riduzione dell’impatto ambientale.
Nel mondo della moda e delle calzature, l’innovazione è una partita che deve giocarsi a passi veloci e sicuri, specie quando il campo da gioco è la sostenibilità. Oggi più che mai, marchi e produttori sono chiamati a coniugare estetica, performance e responsabilità ambientale. In questo scenario, RE-FHEEL® di Tacchificio Villa Cortese rappresenta una soluzione innovativa e concreta per il settore calzaturiero, combinando la tecnologia avanzata del riciclo chimico con le elevate prestazioni richieste da un mercato sempre più esigente.
CHE COS’È RE-FHEEL
RE-FHEEL® è un materiale innovativo sviluppato proprio da Tacchificio Villa Cortese come alternativa più sostenibile all’ABS vergine. Certificato ISCC+, proviene dal riciclo chimico di scarti plastici post-consumo, riducendo l’uso di risorse fossili e l’impatto ambientale, senza compromettere qualità e prestazioni.
RE-FHEEL® è tracciato lungo tutta la catena di custodia tramite il Bilancio di Massa e garantisce la corretta attribuzione del contenuto riciclato. Ogni fornitura è accompagnata da una Dichiarazione di Sostenibilità. Il processo produttivo valorizza gli scarti, riducendo sprechi ed emissioni GHG.
RICICLO CHIMICO: UNA NUOVA VITA ALLA PLASTICA
La plastica è un materiale controverso: indispensabile per le sue qualità tecniche, ma al centro di un dibattito critico per via del suo impatto ambientale. Il riciclo chimico utilizzato per produrre RE-FHEEL® offre un’alternativa più responsabile all’utilizzo di plastica vergine. Questo processo si distingue radicalmente dal tradizionale riciclo meccanico, spesso condizionato da impurità e performance variabili. Grazie al riciclo chimico, infatti, le plastiche di scarto vengono scomposte nei loro monomeri originali per essere trasformate in nuovi polimeri con caratteristiche tecniche e qualitative comparabili al materiale vergine. A differenza del riciclo meccanico, inoltre, quello chimico offre prodotti in colore neutro facilmente colorabile.
IL VANTAGGIO DEL BILANCIO DI MASSA
Uno degli aspetti più innovativi di RE-FHEEL® risiede nell’approccio basato sul bilancio di massa. Immaginiamo di scegliere energia “verde” per la nostra abitazione: non riceveremo direttamente elettricità generata dal sole o dal vento, ma con la nostra scelta sosterremo l’incremento generale di energia pulita nella rete. Analogamente, nel settore della plastica, questo approccio permette di certificare che una determinata quantità di materiale riciclato è stata introdotta nel ciclo produttivo. Non si tratta necessariamente della percentuale esatta contenuta nel singolo prodotto finale, quanto della certezza che l’azienda produttrice ha utilizzato quantità definite e certificate di materie prime riciclate lungo l’intera filiera.
PRESTAZIONI TECNICHE INALTERATE
Quando parliamo di calzature, soprattutto di alta gamma, qualità e performance sono fattori irrinunciabili. RE-FHEEL® non solo risponde a queste esigenze, ma spesso le supera. Questo materiale, derivato da ABS riciclato chimicamente, mantiene caratteristiche di resistenza alla trazione e flessione simili al materiale tradizionale, con il vantaggio aggiuntivo di una maggiore resilienza e capacità di assorbimento degli urti. Nei test di impatto Charpy, RE-FHEEL® si dimostra superiore, garantendo maggiore durata e affidabilità nel tempo, caratteristiche ideali per calzature di alta qualità.
MADE IN ITALY: TRACCIABILITÀ E QUALITÀ CERTIFICATE
RE-FHEEL® si fregia con orgoglio del marchio Made in Italy, sinonimo internazionale di eccellenza, qualità e innovazione. Produrre in Italia significa scegliere una filiera corta, ridurre le emissioni legate ai trasporti e garantire il rispetto rigoroso delle norme europee sulla sicurezza ambientale e lavorativa. Ogni fase della produzione è certificata e tracciabile, grazie alla metodologia ISCC Plus (International Sustainability & Carbon Certification), che impone la certificazione e la verifica indipendente di ogni passaggio produttivo, dalla materia prima al prodotto finale.
RIDUZIONE SIGNIFICATIVA DELL’IMPATTO AMBIENTALE
L’analisi del Ciclo di Vita (LCA) condotta dal Tacchificio Villa Cortese conferma la riduzione significativa di GHG di RE-FHEEL® rispetto all’ABS tradizionale. Lo studio ha valutato gli impatti associati alle diverse fasi del processo produttivo, inclusi la materia prima, il trasporto e la manifattura, e ha evidenziato che la produzione della materia prima rappresenta il principale fattore di impatto ambientale, indicando così l’area con il maggiore potenziale di intervento per la riduzione dell’impatto complessivo.
UN PASSO CONCRETO VERSO UN FUTURO CIRCOLARE
RE-FHEEL® non rappresenta solo un’alternativa certificata, ma è una scelta strategica e lungimirante per il futuro del settore calzaturiero. Ogni scarpa realizzata con RE-FHEEL® contribuisce a sostenere un modello di economia circolare, favorendo la riduzione delle materie prime fossili e promuovendo l’innovazione responsabile.
Da ultimo, merita di essere segnalato come RE-FHEEL® risulti compatibile con le formulazioni, gli impianti o i processi esistenti, eliminando la necessità di qualsiasi adattamento.
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