Arsutoria Studio

Calzaturiero italiano: “da settore vulnerabile a settore strategico”

Il comparto nazionale, secondo quanto emerge dallo studio, ha attraversato fasi alterne: dopo una crescita del +0,4% nel periodo 2019-2023, ha registrato una significativa contrazione del -9,4% nel 2023-2024. Tuttavia, l’analisi storica degli ultimi 160 anni (1861-2022) mostra la straordinaria capacità di resilienza del Made in Italy, che ha saputo superare crisi mondiali e trasformazioni economiche epocali.

L’indagine evidenzia un cambio di paradigma fondamentale: l’incertezza non deve essere vista come un limite, ma come un vantaggio competitivo. Secondo l’analisi, infatti, diventa un limite quando l’azienda è troppo dipendente da un solo mercato, mancano piani di rischio o supply chain diversificate o Il capitale umano non è capace di cogliere i segnali del cambiamento

Mentre diventa un vantaggio quando l’impresa investe in resilienza attraverso mercati diversificati e scorte intelligenti, si sfrutta la flessibilità e creatività, caratteristiche distintive del modello italiano e si utilizza l’incertezza per valorizzare l’affidabilità del Made in Italy rispetto a fornitori più esposti a rischi geopolitici.

Nell’analisi si è evidenziato inoltre l’importanza del Piano Italia 2030, un progetto strategico fondato su una trasformazione culturale che passa “Da Resistenza a Visione, Da Resilienza ad Ambizione”, che si struttura su quattro pilastri: Visione, sfide, game changer e priorità.  In particolare la strategia si articola in 6 azioni concrete, definite “ragioni per il successo futuro”: agire e pianificare in ottica di sistema, non da soli; fare leva sulle nuove tecnologie; ripensare i modelli organizzativi; crescere esportando valore; valorizzare il Made in Italy; innovare il modello di business.

Azioni che vanno inserite in un contesto dove l’Italia è il terzo paese esportatore mondiale di calzature, con particolare forza nei segmenti ad alto valore aggiunto. La diversificazione geografica degli export verso paesi UE4 sottolinea la solidità delle relazioni commerciali europee, mentre la crescita in mercati emergenti apre nuove opportunità.

Lo studio si conclude con un messaggio chiave: “Far vivere meglio chi sceglie il Made in Italy”. Un approccio centrato sul valore e sulla qualità della vita del consumatore rappresenta dunque la chiave per trasformare l’attuale momento di difficoltà in una piattaforma di lancio verso il futuro.

Ottimo debutto per BAREFooT European Shoe Fair

La prima piattaforma in Europa dedicata esclusivamente al segmento delle calzature barefoot, in costante crescita, ha visto la partecipazione a Offenbach di 71 espositori con 79 marchi, presenti in due padiglioni per una superficie espositiva di circa 1.000 metri quadrati, oltre all’area esterna e il palco, la “BAREFooT European Shoe Fair”, per un totale di più di 3.000 metri quadrati.

“Questo significa che abbiamo quasi raddoppiato il nostro obiettivo iniziale” – ha affermato  il direttore della fiera Arnd Hinrich Kappe, entusiasta dell’enorme interesse suscitato dall’evento. Circa due terzi delle aziende provenivano dall’estero, in particolare da Brasile, Spagna, Portogallo, Austria, Italia, Paesi Bassi, Hong Kong, Inghilterra e Repubblica Ceca.

La fiera europea della calzatura BAREFooT è organizzata dalla Messe Offenbach in collaborazione con l’Associazione federale tedesca dell’industria calzaturiera e della pelletteria (HDS/L). “Insieme alla comunità in crescita, non vogliamo solo mostrare le ultime collezioni, ma anche stabilire nuovi standard per una camminata sana e naturale. Ecco perché ci rivolgiamo al consumatore finale oltre che al commercio specializzato”, spiega Torben Schütz, vicedirettore generale di HDS/L.

BAREFooT, infatti, è stata aperta nei primi due giorni esclusivamente ai visitatori professionali, mentre il weekend la fiera ha aperto le proprie porte anche ai consumatori finali interessati,  con un ricco programma di contorno, tra cui conferenze, workshop e tavole rotonde relativi al tema delle calzature barefoot.


Giovanna Ceolini sulle tariffe USA al 15% per l’UE: “è il “male minore”

“La decisione dell’amministrazione statunitense di fissare al 15% i dazi sulle importazioni provenienti dall’Unione Europea, tra cui rientrano anche i prodotti delle aziende che rappresentiamo, è il “male minore” che possiamo affrontare. Questa scelta, sebbene meno penalizzante rispetto alle ipotesi iniziali di dazi ancora più elevati, rappresenta una misura che comunque avrà effetti complessivamente negativi per il settore degli accessori moda: ricordiamo infatti che l’indebolimento del dollaro è già da solo un fattore di aggravio. Il rischio è quello di rallentare investimenti, occupazione e capacità di crescita in un momento già reso fragile da uno scenario economico e geopolitico complesso.” – ha affermato Giovanna Ceolini, Presidente di Confindustria Accessori Moda.

 I dazi sulle importazioni provenienti dall’Unione Europea, infatti, costituiscono un aggravio significativo per il comparto, incidendo in maniera rilevante sui margini aziendali e sulla competitività delle imprese italiane negli Stati Uniti, uno dei mercati di riferimento per l’export del Made in Italy.

 Il settore degli accessori moda – che comprende calzature, pelletteria, conceria e pellicceria – ha esportato negli Stati Uniti, nel 2024, quasi 3 miliardi di euro in valore. Una performance che, nonostante una lieve flessione del 3,5% rispetto al 2023, dimostra la solidità dell’export italiano.

OrthoLite Vietnam: tra i migliori luoghi di lavoro in Asia

Organizzato e presentato da HR Asia, il premio Best Companies to Work for in Asia Awards valuta e premia le organizzazioni che si distinguono per le migliori pratiche in materia di risorse umane, elevati livelli di coinvolgimento dei dipendenti ed eccellenti culture aziendali. OrthoLite Vietnam (OVN) ha superato con successo una serie di rigorose valutazioni condotte a tutti i livelli della leadership aziendale, superando i criteri complessivi richiesti per ottenere il massimo riconoscimento: il primo posto.

 “Non potremmo essere più orgogliosi del nostro eccezionale team e della nostra leadership in Vietnam” – ha dichiarato Glenn Barrett, fondatore e CEO di OrthoLite.

Il team OVN è composto da oltre 1.000 dipendenti che lavorano nello stabilimento all’avanguardia di OrthoLite a Ho Chi Minh City, in Vietnam. L’automazione di OVN, le linee snelle in crescita e l’attenzione alla produzione ottimale dell’azienda per una produzione a basso impatto ambientale, si combinano per renderlo uno stabilimento di produzione leader per OrthoLite.


GROW: il futuro della pelletteria

Curata da Melina Bucher, torna all’ILM di Offenbach la mostra GROW – The Future of Leather Goods, l’appuntamento che riunisce gli innovatori globali nel campo dei materiali vegani e bio-based, mettendo in mostra il loro potenziale di trasformazione dell’industria della pelletteria. Oltre alla partecipazione dei principali innovatori nel campo dei materiali già presenti nella precedente edizione, tra cui MIRUM® di NFW, Hyphalite di ISA TanTec ed Elevate di UNCAGED Innovations, si uniranno a loro per la prima volta AltLeather dall’Australia, che presenterà un materiale 100% biobased ricavato dai residui dell’uva, e GOZEN dalla Turchia, che introdurrà Lunaform®, un materiale di alta qualità derivato dalla nanocellulosa batterica, nonché INNOVERA di Modern Meadow, un materiale simile alla pelle scamosciata ricavato da pneumatici riciclati.

Per questa edizione, GROW non presenterà solo materie prime, ma anche prodotti finiti realizzati da marchi di design famosi come New Balance e Calvin Klein e dal partner di produzione Veshin Factory, che dimostrano le prestazioni dei materiali di nuova generazione nelle applicazioni reali.

Inoltre, saranno messi in mostra alcuni progetti degli studenti di Design di accessori dell’Università di Pforzheim realizzati utilizzando materiali bio-based, esempio tangibile di creatività e sostenibilità.

Recycled Mood: l’eccellenza sostenibile al servizio della calzatura

Immaginiamo un mondo dove gli scarti di produzione non sono un problema, ma una risorsa preziosa. Grazie a RM Suole, questa visione si trasforma in realtà, attraverso un processo di granulazione e devulcanizzazione che permette di recuperare e riutilizzare la gomma, dando vita a nuove suole ecologiche. Disponibili in composizioni con il 5% e il 35% di gomma riciclata, queste suole non solo rispettano l’ambiente, ma offrono anche un’estetica accattivante e prestazioni elevate. L’attenzione all’ambiente di RM Suole è certificata ISO 14021, una garanzia di conformità agli standard internazionali di sostenibilità. Collaborando con enti riconosciuti come Bureau Veritas, l’azienda assicura che ogni prodotto non solo rispetti gli standard di qualità e sicurezza, ma promuova anche una responsabilità sociale d’impresa. L’azienda adotta, inoltre, un approccio olistico alla sostenibilità, utilizzando fonti di energia rinnovabile come i pannelli fotovoltaici, impegnandosi concretamente verso una green economy.

ICF S.p.A.: sostenibilità integrata nel modello di business

Fin dalla sua costituzione, Industrie Chimiche Forestali ha integrato la sostenibilità nel proprio modello di business – basato sull’unione tra ricerca interna (23 addetti in R&D e 4 laboratori), produzione sostenibile e forte orientamento al cliente -, unita ad un approccio ESG bilanciato, estendendo l’impegno oltre la riduzione delle emissioni e l’efficienza energetica, per includere cultura aziendale, trasparenza e responsabilità lungo l’intera filiera.

Tra gli obiettivi green raggiunti negli ultimi anni ricordiamo in particolare: nel 2022, la conversione a UNI EN ISO 45001 e l’installazione dell’impianto fotovoltaico, e l’anno seguente la pubblicazione del Manifesto di Sostenibilità. Quindi, nel 2025, l’ottenimento della  certificazione ISCC PLUS, nonché l’estensione della UNI EN ISO14001, della ISO45001 e dell’ EMAS nell’impianto di Robecchetto.

OBIETTIVI ESG AL 2030

–          Almeno il 50% delle aziende calzaturiere europee clienti di ICF dovrà utilizzare adesivi a base acqua.

–           Il 60% degli adesivi prodotti da ICF dovrà presentare caratteristiche a basso impatto (solvent-free o base acqua).

–          Tutti i tessuti prodotti in Europa dovranno contenere almeno il 50% di materiali riciclati, biobased o biodegradabili.

–          Identificazione e introduzione di materie prime biobased nelle formulazioni per adesivi destinati ai settori automotive e packaging flessibile.

SDGs

ICF ha individuato 3 SDGs chiave per cui ha già effettuato notevoli azioni per il raggiungimento di alcuni dei relativi traguardi:

SDG 8-Lavoro dignitoso e crescita economica: ICF ha investito in tecnologie di Industria 4.0 migliorando produttività ed efficienza energetica. Ha promosso la formazione per ridurre la disoccupazione giovanile e tutelato i diritti dei lavoratori attraverso il Codice Etico e il Modello 231.

SDG 12– Consumo e produzione responsabili: Ha adottato processi sostenibili certificati, ridotto rifiuti (es. recupero solventi, imballaggi riciclati), sviluppato adesivi green e migliorato la trasparenza rendicontando le proprie performance ambientali.

SDG 15– Vita sulla terra: Ha garantito una filiera sostenibile grazie all’uso di materie prime certificate (GRS, GOTS, BCI, OK Bio Based), contribuendo alla conservazione degli ecosistemi.

TFL presenterà le ultime soluzioni ad ACLE 2025

TFL ha annunciato la sua partecipazione ad ACLE 2025, che si terrà dal 3 al 5 settembre presso il Shanghai New International Expo Centre (Padiglione E2-E03). Con oltre 20 anni di esperienza e presenza in Cina, TFL invita i professionisti del settore e i suoi stimati clienti a scoprire le ultime tendenze, innovazioni e tecnologie nel campo chimico.

Ad ACLE 2025, TFL presenterà una collezione esclusiva di pelli di alta qualità, progettate utilizzando prodotti chimici di prima qualità e la consulenza di esperti. Sono disponibili nei colori di tendenza previsti per la stagione Autunno/Inverno 2026/27. Oltre agli usi tradizionali per scarpe e articoli in pelle, TFL mostrerà anche come questi colori e materiali stagionali possano essere integrati perfettamente negli interni in pelle delle automobili, fondendo stile e funzionalità in questo settore.

“Se siete alla ricerca di autentici tannini sostitutivi con un contenuto di BPS/BPF estremamente basso o pari a zero, ma che mantengano il potere conciante richiesto, non cercate oltre. Con la nostra gamma ampliata TANIGAN®, potrete stare un passo avanti rispetto a qualsiasi restrizione legale o specifica del marchio e produrre pelle con un contenuto di bisfenolo inferiore al limite di rilevabilità di 10 ppm” spiegano dalla compagnia chimica.

“Ci concentriamo anche sulla pelle leggera, molto richiesta perché consente di risparmiare energia nel trasporto e rende più confortevoli i rivestimenti, le tomaie delle scarpe e l’abbigliamento. Venite a trovarci per scoprire come un’attenta selezione dei prodotti TFL e dei metodi di applicazione possa ridurre il peso della pelle di circa il 20%”.

Per la rifinizione della pelle, TFL presenta RODA® Line: una gamma di prodotti speciali sviluppata per la tecnologia di transfer coating all’avanguardia. Si tratta di un’alternativa ecologica alle rifinizioni tradizionali della pelle, dalla moda agli articoli ad alte prestazioni, con un’eccellente riproducibilità.

“Venite a trovarci all’ACLE per scoprire come questi progressi soddisfano i più elevati standard di prestazione, sono conformi alle normative in continua evoluzione e vi aiutano a rimanere all’avanguardia nelle tendenze del settore” concludono da TFL.

JV International conquista la Medaglia Gold EcoVadis

La certificazione EcoVadis premia le aziende che integrano in modo avanzato i principi di sostenibilità e responsabilità sociale d’impresa (CSR) nei propri processi e modelli gestionali. Basata su standard internazionali riconosciuti come la Global Reporting Initiative (GRI), il Global Compact delle Nazioni Unite e la ISO 26000, la metodologia valuta 21 indicatori articolati in quattro aree chiave: ambiente, lavoro e diritti umani, etica e acquisti sostenibili.

 

Fondata nel 2013 da un team di professionisti con lunga esperienza nel settore footwear, JV International ha fatto della ricerca, dell’innovazione e della sostenibilità i pilastri fondamentali del proprio modello di sviluppo. Partner strategico di Michelin per la progettazione, produzione e commercializzazione delle suole MICHELIN, l’azienda si distingue per una visione trasversale e altamente specializzata.

Le attività si articolano in tre business unit: JVI-soles by MICHELIN, NexX4™ e JVI-Engineering, ognuna focalizzata su soluzioni tecniche e progettuali ad alto valore aggiunto in diversi segmenti di mercato.

 

Per JV International la sostenibilità non rappresenta un elemento accessorio, ma una vera e propria cultura operativa che orienta ogni fase della filiera: dalla scelta dei materiali alla progettazione, dalla produzione al supporto post-vendita. Un impegno quotidiano che si traduce in azioni concrete e misurabili.

 

“In JV International lavoriamo per garantire innovazione e sostenibilità nel settore della calzatura. La conformità ai criteri ESG non è per noi un semplice adempimento, ma una scelta strategica che guida ogni decisione aziendale”, dichiara Ambrogio Merlo, CEO di JV International.

Il Neodirettore Generale Luca Piani aggiunge: “È motivo di grande orgoglio entrare in un team che rientra nell’élite del 5% delle aziende valutate da EcoVadis. Questo prestigioso riconoscimento ci incoraggia a proseguire con ancora maggiore determinazione su questo percorso”.

Con le sedi di Tavernerio e Verona, JV International continua a crescere affermandosi come punto di riferimento globale per soluzioni sostenibili, performanti e affidabili nel settore calzaturiero.

Life I’m-Tan, il futuro della pelle passa dai tannini naturali modificati

«L’idea di fondo, originata dalla grande tradizione manifatturiera e ingegneristica Giapponese, è che il prodotto sia la manifestazione più eloquente, l’interfaccia più concreta fra l’ingegneria dei materiali e dei processi industriali e il mondo dei consumi. Il punto in cui tutta la conversazione sulla innovazione sostenibile parte. Dal prodotto, infatti, è sempre partita l’innovazione e dal prodotto partirà la rivoluzione sostenibile.»

Così il professor Alessandro Bruni dell’Università di Pisa sintetizza l’essenza del progetto Life I’m-Tan, presentato il 17 luglio a Vinci (Firenze) dopo quattro anni di ricerca e sviluppo. L’evento è stato molto più di una semplice presentazione di risultati: è stato un manifesto per il futuro della pelle conciata al vegetale. Un futuro in cui sostenibilità, performance e scalabilità industriale non risultano antagonisti.

 

Un castagno centenario e un pezzo di cuoio: ecco due simboli della tradizione conciaria che da secoli si parlano, ma che oggi, grazie alla scienza, possono finalmente capirsi davvero. Il progetto LIFE I’m-Tan – acronimo di “Innovative Modified Tannins” – ha dimostrato che la natura, se supportata da tecnologia e visione industriale, può competere con le soluzioni chimiche più performanti, mantenendo intatta la sua anima green.

Al progetto – finanziato dall’Unione Europea con 1,2 milioni di euro su un budget totale di 2,3 milioni – hanno lavorato diversi partner: Crossing, spin-off dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, ha sviluppato la chimica dei processi; CRCF ha progettato e gestito l’impianto pilota; Conceria INCAS ha testato la produzione industriale; mentre il Consorzio Aquarno ha analizzato l’impatto ambientale delle acque reflue.

Risultato: lo sviluppo di una nuova generazione di tannini naturali modificati chimicamente (CMNT) che promettono di cambiare le regole del gioco nella concia della pelle.

 

TANNINI, MA PIÙ INTELLIGENTI

Il progetto, partito nel settembre 2021 e, come si diceva, finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma LIFE (LIFE20 ENV/IT/000759), ha avuto un obiettivo chiaro: migliorare i processi di concia e riconcia vegetale attraverso una nuova generazione di tannini naturali chimicamente modificati (CMNT), derivati da castagno e quebracho.

Il cuore dell’innovazione è un processo in due fasi, come spiega Andrea Cassani, BU Innovation Manager di Silvateam: «Prima la purificazione degli estratti naturali, poi la modifica chimica secondo i principi della green chemistry. Il risultato? Tannini più reattivi, più stabili, più performanti. In grado di legarsi meglio al collagene della pelle, di ridurre il carico organico nelle acque reflue e di garantire una palette colori molto più ampia rispetto ai tradizionali tannini vegetali.»

Per gli addetti ai lavori, non è poco. Perché i limiti della concia vegetale – l’impatto delle acque reflue, la rigidità dei pellami, la scarsa compatibilità con prodotti come sneakers e interni auto – sono sempre stati il tallone d’Achille di una tecnologia percepita come nobile ma obsoleta.

 

DALLA TEORIA ALLA FABBRICA: I RISULTATI CONCRETI

LIFE I’m-Tan non è rimasto un esercizio di laboratorio. Il progetto ha visto la realizzazione di un impianto pilota capace di produrre centinaia di kg di CMNT a settimana e la prototipazione su scala industriale di cinque articoli in pelle, oggi pronti per esseri utilizzati in collezioni di calzature e pelletteria: Parma, Corvara, Water, Kendo MF e Oxide. Tutti testati su 2500 pelli grezze provenienti dalla Nuova Zelanda e passati attraverso i macchinari della conceria INCAS.

Le prove meccaniche e chimiche parlano chiaro: le pelli trattate con CMNT offrono performance superiori alle alternative vegetali tradizionali e riescono, in certi casi, ad avvicinarsi anche a quelle conciate al cromo. Ma soprattutto riducono sensibilmente l’impatto ambientale. I risultati di impatto ambientale delle pelli LIFE l’m-Tan sono eccellenti, mostrando valori significativamente inferiori rispetto ai benchmark, con riduzioni del Global Warming Potential (GWP) comprese tra il 6% e il 25%. Le operazioni di concia quali la riviera, la concia e il post-concia sono fortemente influenzate dall’uso di agenti chimici. La tipologia e la quantità di sostanze utilizzate giocano un ruolo cruciale nel determinare il profilo ambientale del prodotto finale.

Nel caso dell’articolo in pelle per calzatura su Ibrido sintetico-cromo, tutte le categorie di Impatto del LCA mostrano riduzioni significative, comprese tra il 20% e il 78% rispetto al benchmark di riferimento. L’effetto del consumo dei prodotti chimici, parametro che permette di calcolare il GWP, è stato ridotto del 36%.

Piero Rosati – INCAS

 

ACQUE PIÙ PULITE, PELLE PIÙ PULITA

Uno dei punti critici per ogni conceria è la gestione delle acque reflue. LIFE I’m-Tan ha monitorato i parametri chiave confrontando i bagni conciari tradizionali con quelli a base di CMNT. I risultati sono incoraggianti: i nuovi tannini riducono il COD fino al 19% e migliorano significativamente la biodegradabilità.

Interessante anche la strategia combinata: CMNT1, ad alta concentrazione, è più efficace in termini di fissaggio e riduzione del carico chimico; CMNT2, più chiaro, offre maggiore flessibilità cromatica e superiore biodegradabilità. La sinergia tra i due consente un equilibrio ottimale tra estetica, performance e impatto ambientale.

 

ECONOMIA CIRCOLARE: DAI SOTTOPRODOTTI AL VALORE AGGIUNTO

La solidità scientifica del progetto emerge anche dalle parole di Gustavo Defeo, Direttore Scientifico di CTC ARS Tinctoria: «Il concetto di Good Leather dovrebbe permettere di non lasciare tracce in termini di scarti di produzione, creando articoli in pelle versatili con diverse opzioni di fine vita e favorendo scelte di materiali orientate all’eco-design. I numeri dei tannini I’m-Tan vanno in questa direzione».

Una delle intuizioni più interessanti del progetto è stata la valorizzazione degli scarti: sia quelli generati nella produzione dei tannini, sia quelli derivanti dai ritagli di pelle. Le prove in corso dimostrano che questi materiali possono essere riconvertiti in fertilizzanti biologici o altri prodotti ad alto valore, in un’ottica di circolarità concreta, non solo dichiarata.

A dimostrazione di ciò, il Life Cycle Costing (LCC) ha evidenziato che, a fronte di un piccolo sovrapprezzo (30-40 cent/kg), i CMNT permettono di ridurre i costi generali grazie a minori dosaggi, semplificazioni nei trattamenti e una gestione più efficiente dei reflui.


 

VERSO L’INDUSTRIA: LA FILIERA È PRONTA?

L’evento di Vinci non è stato solo una celebrazione scientifica. È stato soprattutto un confronto tra attori della filiera: dalle imprese chimiche a quelle conciarie, dalle associazioni di settore ai grandi brand della moda e del design.

Francesco Sapienza, Sustainable Materials & Data Manager di Kering, ha confermato l’interesse del gruppo per alternative sostenibili: «Stiamo riprogettando la nostra attività per continuare a stimolare e ad accrescere la sostenibilità nel futuro, contribuendo al tempo stesso alla trasformazione del settore del Lusso e dando il nostro apporto per vincere le importanti sfide sociali e ambientali della nostra generazione». Continua: «Fin dal 2019 lavoriamo per una supply chain sempre più sostenibile e siamo impegnati nel fondamentale lavoro di ricerca rispetto all’evoluzione dei materiali per un impatto sempre più sostenibile.»

Anche Poltrona Frau conferma la sua strategia orientata alla sostenibilità e legata alla pelle. Daniele Gardini, R&D Leather Manager, spiega: «Non abbandoneremo mai la pelle, che da principio è sostenibile e grazie alle sue qualità assicura durata nel tempo dei nostri manufatti (ulteriore aspetto sostenibile). Come azienda abbiamo deciso di ottimizzare sempre di più e meglio i nostri processi produttivi per ridurre il nostro impatto ambientale. Nei prossimi 5 anni sarà questo il nostro focus. In questo percorso la pelle rimarrà sempre il Principe dei nostri materiali.»

Dal mondo delle calzature, Paolo Bruno, Strategic Advisor di Garsport, offre una prospettiva critica ma ottimista: «Oggi il brand che riesce a capire la spinta e l’opportunità di differenziazione che gli può dare un modello di business sostenibile sul mercato, può veramente pensare di educare il consumatore finale. Ed è esattamente quello di cui c’è bisogno. Sono i brand a dover proporre prodotti sostenibili ai propri clienti e, così facendo, condurli verso un consumo più consapevole.»

Provando ad abbozzare una conclusione: il mercato è pronto, ma servono decisioni coraggiose. La sostenibilità – se reale, misurabile e scalabile – non è più un costo, ma un vantaggio competitivo.

Alessandra Taccon (Silvateam), Francesco Sapienza (Kering), Gustavo Defeo (CTC ARS Tinctoria), Alessandro Bruni (University of Pisa), Paolo Bruno (Garsport), Daniele Gardini (Poltrona Frau), Samuele Giovando CRCF)

 

LA PERCEZIONE DEL CONSUMATORE: EDUCARE ALLA SOSTENIBILITÀ

L’analisi Social LCA condotta all’interno del progetto ha rivelato aspetti interessanti sulla percezione dei consumatori. Il 66% dei partecipanti considera la sostenibilità importante o molto importante nelle decisioni d’acquisto, e molti si dichiarano disposti a pagare un prezzo maggiorato fino al 10% per prodotti etici e rispettosi dell’ambiente.

Tuttavia, emerge ancora un divario di conoscenze sui benefici ambientali della pelle, che richiede strategie di comunicazione più efficaci e trasparenti da parte dei brand.

 

E ADESSO?

Terminato il progetto, ecco una possibile roadmap. Il processo CMNT è stato ingegnerizzato per raggiungere una produzione industriale di 1.700 tonnellate l’anno. Le attività si estenderanno ai tre principali distretti conciari italiani (Arzignano, Santa Croce, Solofra) con l’obiettivo di rendere replicabile e trasferibile la tecnologia in altre concerie europee.

Ma non solo: i CMNT stanno già mostrando potenziale applicativo in settori come l’agricoltura, la nutrizione animale, il food & beverage e la produzione di resine. Una rivoluzione silenziosa ma radicale, che parte da un bosco di castagni per arrivare in un’auto di lusso o in un packaging biodegradabile.

 

Fulvia Bacchi – UNIC e Lineapelle

IL FUTURO? È GIÀ QUI.

La sostenibilità vera non è fatta di proclami, ma di dati, processi e scelte industriali. LIFE I’m-Tan ha mostrato che è possibile innovare senza rinunciare all’identità della pelle. Che si può superare la retorica del “naturale” per costruire soluzioni performanti, pulite e replicabili.

Come ha ricordato durante l’evento Fulvia Bacchi di UNIC e Lineapelle: “La conceria è per definizione un settore circolare. Ma oggi non basta più essere riciclatori, bisogna essere pionieri”.

Il rinfresco a fine lavori con le colline toscane come paesaggio