ArsTannery Magazine

Sold-out per il Salone del Mobile

Conto alla rovescia per la 64ª edizione del Salone del Mobile.Milano (21-26 aprile, Fiera Milano, Rho): più di 1.900 espositori (36,6% dall’estero), 227 brand tra debutti e ritorni, oltre 169.000mq di superficie espositiva netta completamente sold out. Al centro, l’atteso ritorno delle Biennali: EuroCucina con FTK – Technology For the Kitchen, con 106 brand da 17 Paesi, e il Salone Internazionale del Bagno che raccoglierà 163 brand da 14 Paesi. A completare il quadro, SaloneSatellite con 700 designer under 35 e 23 Scuole e Università internazionali. Da non dimenticare  l’elenco infinito di eventi previsti per il Fuorisalone che coinvolgerà una miriade di location sparse per tutta la città che si appresta ad accogliere più di 300.000 visitatori. 

“Nel pieno di una fase geopolitica ed economica segnata da profonde discontinuità e da nuove polarità – ha commentato la presidente Maria Porro alla conferenza stampa di presentazione – il Salone del Mobile riafferma il suo ruolo di piattaforma strategica globale e risponde con visione e continuità ai mercati, proponendosi come un punto fermo in un tempo instabile: un luogo dove l’industria si incontra, il pensiero si articola e il futuro si progetta. Il raggiungimento del sold-out della superficie espositiva e il significativo incremento della presenza estera sono il risultato concreto di una strategia integrata e lungimirante, costruita nel tempo.

Contro ogni previsione, la filiera legno-arredo italiana ha chiuso il 2025 con il segno positivo, registrando una crescita dell’1,3% sul 2024 con un fatturato a 52,2 miliardi di euro. Questa la fotografia scattata dai preconsuntivi elaborati dal Centro Studi di FederlegnoArredo e presentati in occasione della conferenza stampa di lancio del Salone del Mobile di Milano 2026. A contribuire a un risultato parzialmente inaspettato – data la complessa situazione macroeconomica mondiale – spicca l’andamento del mercato interno che cresce dell’1,8%, raggiungendo i 32,9 miliardi di euro. Stabili le esportazioni (+0,4%) che si attestano a 19,3 miliardi di euro (37% del totale) pur mostrando segnali di debolezza in alcuni mercati strategici come Francia e Stati Uniti. Di contro qualche segnale di miglioramento e ripresa arriva dalla Germania.

“Dati che – commenta il presidente di FederlegnoArredo, Claudio Feltrin – certificano come la nostra filiera abbia saputo mettere in campo strategie e azioni di adattamento e sviluppo che si sono tradotte in una sostanziale tenuta. Non possiamo certo dire che ci troviamo di fronte a una ripresa strutturale e che possiamo sentirci al riparo dalle turbolenze che anche il 2026 ci sta già riservando, ma voglio intravederci dei segnali incoraggianti su cui, anche come Federazione, abbiamo il dovere di concentrarci, a supporto delle nostre aziende”.

Il macrosistema arredamento raggiunge nel 2025 un fatturato alla produzione di 27,7 miliardi di euro, in sostanziale stabilità (+0,6%) sul 2024. La crescita della produzione destinata al mercato interno (13,5 miliardi, +2,1%) compensa la lieve flessione delle esportazioni (14,2 miliardi, -0,8%), che continuano a rappresentare oltre la metà del valore complessivo. Il macrosistema legno (compreso il commercio legno) cresce invece del 2%, raggiungendo un fatturato di 24,5 miliardi di euro. Il dato però è determinato in parte dall’andamento dei prezzi e da una ripresa delle esportazioni (5,2 miliardi, +3,8%). Il mercato interno (19,3 miliardi) registra un +1,5%.

“Per quanto riguarda i mercati esteri – aggiunge il presidente Feltrin – il nostro Centro Studi sui dati aggiornati ad ottobre ’25 evidenzia nel complesso un andamento di sostanziale tenuta, con un valore stimato pari a 19,3 miliardi di euro (+0,4%), confermando il peso strategico dell’export sui risultati del settore. Di particolare interesse nella top 10  la Germania che nei primi dieci mesi 2025  torna con un segno positivo  (1,7 miliardi; +1%) mentre si registra ancora la debolezza della Francia (2,5 miliardi; -1,3%) che dopo il biennio ’21-’22 di forte espansione, rallenta nonostante un lieve recupero negli ultimi mesi. Gli Stati Uniti segnano un -2,5% (1,7 miliardi), dopo il rimbalzo del 2024, con un andamento mensile influenzato dall’anticipazione degli acquisti nei mesi primaverili in vista dei dazi; riassorbito a luglio (quando la variazione percentuale cumulata era ancora positiva +0,3%), mentre nei mesi successivi le esportazioni sono fortemente rallentate, particolarmente ad agosto e in ottobre”.

Di contro, emergono tendenze positive verso alcuni mercati europei ed extraeuropei, che contribuiscono a compensare parzialmente la flessione delle destinazioni tradizionali. Tra i Paesi con le migliori performance in termini di incremento in valore delle esportazioni figurano Regno Unito (+4,2%) Paesi Bassi (+8,5%) e Spagna (+2,3%) che raggiunge il quinto posto della Top 10 tra i mercati di destinazione, superando la Svizzera. In crescita anche mercati come Emirati Arabi Uniti (+3,9%) a conferma di una progressiva diversificazione geografica delle vendite all’estero.

E intanto prosegue l’avanzata della Cina, che sta guadagnando quote di mercato sia in Italia che in Europa. “Basti pensare – evidenzia Feltrin – che per quanto riguarda il macrosistema arredamento, dopo un secondo semestre 2024 in forte crescita, anche i primi dieci mesi del 2025 confermano il trend: +3,7% in Europa, -0,3% in Italia. Di contro, l’import totale flette del 7,7%, a vantaggio della quota dalla Cina, che rafforza progressivamente la propria posizione competitiva nel mercato europeo, in un contesto di crescente pressione sulle esportazioni italiane”.

Un momento della conferenza stampa di presentazione del Salone del Mobile 2026

2025: un anno di svolta per il commercio digitale italiano

Il Consorzio del Commercio Digitale Italiano, che riunisce oltre 480 aziende ed è punto di riferimento dal 2005 per l’e-commerce e il retail digitale in Italia, ha fatto il punto con la chiusura dell’anno appena trascorso e su quelli che sono stati i grandi cambiamenti intervenuti nel commercio online e sulle prospettive per il 2026.

Il 2025 segna, infatti, una svolta per il commercio digitale italiano, con l’eCommerce che diventa un’infrastruttura nazionale e raggiunge 150 miliardi di euro di valore condiviso, pari al 7 per cento del PIL, e con 1,8 milioni di addetti, confermando il digitale come il grande motore economico del nostro paese.

La distinzione tra fisico e digitale svanisce grazie a modelli omnicanale, guidati dall’intelligenza artificiale, dai nuovi touchpoint e da customer journey più maturi, interessando in particolare i settori del Food&Grocery, Fashion&Beauty e Haelth&Pharma. Quattro acquisti in negozio su dieci sono influenzati da touchpoint online. Oltre 35,2 milioni di italiani comprano online.

Al centro di questo cambiamento vi sono senza dubbio una maggiore regolazione degli acquisti online e una fiducia crescente da parte del consumatore. L’Euro digitale, la trasparenza dei pagamenti e una maggiore tutela delle recensioni hanno portato ad un’accelerazione di un processo in atto e ad un maggior dialogo tra imprese, istituzioni e consumatori.

Il 76,5% degli acquisti di prodotto passa per l’eRetailer e il 60% avviene ormai da smartphone.

GUARDANDO AL 2026: L’INGRESSO NELL’ERA DEL VALUE COMMERCE

A partire dal 2026, possiamo affermare che il digitale evolve in Value Commerce grazie a dati condivisi lungo tutta la fillera, ‘omnicanalità intesa come standard competitivo, Al e automazione che vanno a supporto di operation e customer Joumey, senza dimenticare la sostenibilità, che diventa una concreta leva di mercato. Le nuove regole europee — dall’Euro Digitale al passaporti di prodotto — ridefiniranno il contesto competitivo. Per le Imprese l’obiettivo non sarà più solo “vendere online”, ma generare valore economico, esperienziale, ambientale e sociale.

Valentino Garavani/Vans: collezione Cruise 2026

Questa nuova collezione presenta sei modelli che fondono perfettamente gli inconfondibili codici stilistici di Valentino con la leggendaria silhouette Slip-On di Vans, uno tra i modelli più riconoscibili nella storia delle calzature. Presentato nel 1977 e progettato pensando alla semplicità, al comfort e allo spirito skate, nel corso degli anni ha visto innumerevoli varianti di colore, collaborazioni ed edizioni limitate. Nella  collezione Cruise 2026 è presentato in sei varianti unisex, proposte in diversi motivi e rifinite con solette co-brandizzate. Oltre al VLogo Checkerboard nero/rosso e nero/rosa, la linea comprende anche il VLogo Checkerboard a pois e il motivo Tropical Leaves. Torna anche l’edizione che ripropone il giocoso motivo Valentino Le Chat de la Maison, mentre una novità della collaborazione è il design con il motivo Cherryfic. Ogni paio è contenuto in una confezione speciale che mette in risalto il motivo checker di Vans, rivisitato con il VLogo Signature di Valentino.


Sperry: l’intramontabile icona del velista 

Una storia che inizia lontano, quella di Sperry, quando Paul eredita dalla famiglia la passione per il mare e la tradizione marinara. Un giorno, nel 1935, guardando il suo cane correre senza problemi sul ghiaccio in Connecticut, nasce in Paul l’dea che rivoluzionerà le scarpe da barca e la sua vita: intagliare delle scanalature, come quelle dei polpastrelli del cane, sul fondo della suola in gomma per creare attrito. Nasce così la prima scarpa da barca al mondo con suola antiscivolo, la Canvas Circular Vamp Oxford e un brand che diventerà iconico per gli appassionati di vela, e non solo: Sperry Top Sider. Gli anni a seguire sono un susseguirsi di successi e conferme. Dal ’39, la Sperry diventa fornitore ufficiale dell’esercito americano e la Canvas, prodotta in numerose versioni, anche di cuoio, diventa un accessorio di tendenza negli anni ’60, indossato anche dal presidente degli Stati Uniti, John Fitzgerald Kennedy. Negli anni ’80 e ’90, Sperry è fornitore di squadre di vela e di regate come la Withebread Round the World. Una calzatura che è un classico senza tempo, espressione di libertà e comfort chic.

SUN68: identità urban

Le borse donna reinterpretano gli stili iconici SUN68 in chiave sofisticata, con tessuti come ciniglia, velluto, maglia cozy e micro strass, declinati in fantasie british e pattern ironici come la stampa cow print. Ogni borsa è arricchita da charm porta-logo in arancio fluo, segno distintivo del brand. Le nuove proposte footwear, invece, confermano il percorso di SUN68 verso modelli iconici dal gusto retrò, reinterpretati in chiave contemporanea. In questa continua ricerca di stile si inseriscono una nuova linea, Urban Street (uomo e donna), e la rivisitazione del modello Niki, entrambe pensate per un pubblico che desidera coniugare comfort e stile.


SCHARLAU: qualità in movimento

Il marchio vuole proporsi come uno stile di vita che si riflette in ciascuno dei suoi prodotti. Progettati e realizzati con meticolosa cura e attenzione, gli accessori SCHARLAU comprendono zaini, borse e accessori concepiti per rendere la vita più facile, per durare nel tempo e rispecchiare una personalità di gusto. La qualità si riflette anche nella scelta dei materiali, come la pura pelle anilina, totalmente trasparente e morbida al tatto con grana naturale, oppure la nappa liscia o goffrata, con uno strato finissimo di pigmento. Gli articoli SCHARLAU sono progettati per durare nel tempo ed essere apprezzati per diverse generazioni, grazie all’attenta selezione dei materiali e alla meticolosa attenzione ai dettagli nella loro costruzione. Così, ad esempio, le parti del prodotto che sono maggiormente esposte all’usura, come i bordi, i bordi e la base, sono rinforzate con un materiale high-tech dall’aspetto in fibra di carbonio e resistente a olio, acqua, grasso e abrasione. Senza mai dimenticare l’importanza di un trasporto confortevole, con prodotti progettati pensando all’ergonomia, con cinghie imbottite regolabili e con adeguati sistemi di distribuzione del peso. 


Equipement De Vie: spirito del mare e del vento

Una scarpa da barca senza tempo, nata dall’amore per l’oceano e da una vita trascorsa in mare.  Particolare attenzione è dedicata in ogni modello alla funzionalità tanto a terra, quanto in barca, con l’impiego di materiali di qualità e prestazioni ineguagliabili. Le suole sono realizzate con un composto brevettato ad alta presa, antiscivolo e antimarcatura per sicurezza e stabilità.


2AM: tecnologia 3D d’avanguardia, nel rispetto del pianeta

Forte di oltre 30 anni di esperienza nel settore calzaturiero, 2AM nasce con l’ambizione di rompere gli schemi e reinventare le sneaker per la generazione moderna, che vuole distinguersi ma che desidera proteggere il pianeta in cui vive. La visione era chiara: unire la sensibilità dell’alta moda con la tecnologia 3D all’avanguardia per creare qualcosa che il mondo non aveva mai visto, o sentito prima. Ogni paio di scarpe è realizzato con materiali eco-compatibili, progettati per essere lavabili, resistenti e traspiranti, e seguendo una produzione consapevole. Mentre la produzione tradizionale di calzature si basa su processi di taglio, incollaggio e assemblaggio su scala industriale, molti dei quali comportano adesivi tossici e notevoli sprechi di materiale, la tecnologia avanzata di stampa 3D di 2AM stampa ogni paio per intero, riducendo gli sprechi causati dal taglio e dalla rifinitura. Inoltre utilizza materiali non tossici, eliminando l’esposizione ad adesivi nocivi nella linea di produzione. Consente di scomporre il materiale in eccesso e riutilizzarlo per stampe future, riducendo al minimo l’impatto ambientale.


Vibram presenta EXTREME WORKS

Vibram, il marchio iconico nel settore dell’outdoor rinomato per le sue suole in gomma tecnicamente avanzate, è presente ovunque siano richieste prestazioni elevate. In occasione della Paris Fashion Week, Vibram presenta Extreme Works, un’installazione pop-up che esplora l’intersezione tra ingegneria industriale e prestazioni estreme. Questa volta il marchio mette in mostra la sua esperienza nel settore del lavoro e della sicurezza, dove le prestazioni e le tecnologie sono più essenziali che mai.

Dal 1967, quando il fondatore di Vibram, Vitale Bramani, ha introdotto sul mercato la prima suola Vibram per il lavoro e la sicurezza, come evoluzione della prima iconica suola Vibram Carrarmato, il marchio ha studiato le esigenze dei lavoratori in tutti i settori della calzatura industriale, espandendosi progressivamente nei lavori più impegnativi ed estremi.

Questa vetrina si concentra su una selezione di calzature altamente tecnologiche per il settore industriale lavorativo, caratterizzate da design audaci, estetica avanzata e tecnologie all’avanguardia Vibram create per i lavoratori che operano in ambienti difficili.

Ci sono lavori che non sono solo difficili: sfidano la natura, spingono la resistenza umana al limite e trasformano ogni azione in un atto di precisione. Le categorie classificate come lavori pesanti non sono semplicemente “lavori pesanti”, ma vere e proprie missioni in ambienti estremi dove il freddo, il vento, la pressione e l’isolamento non lasciano spazio all’errore. In tali ambienti, le calzature giuste non sono facoltative, ma uno strumento fondamentale.

Le categorie classificate come “heavy duty” non sono semplicemente “lavori pesanti”, ma vere e proprie missioni in ambienti estremi dove freddo, vento, pressione e isolamento non lasciano margine di errore. In tali ambienti, la calzatura giusta non è un optional: è uno strumento vitale.

Cantieri e impianti industriali pesanti sono i lavori industriali più estremi: acciaierie, raffinerie, impianti chimici, cementifici e centrali elettriche. Qui, i lavoratori affrontano alte temperature, materiali fusi o caldi, sostanze tossiche, polvere, rumore intenso e visibilità limitata, spesso tutto contemporaneamente. La calzatura è un componente di sicurezza critico: gli stivali devono essere durevoli, affidabili e resistenti al calore e agli agenti chimici, con suole resistenti allo scivolamento e all’abrasione.

Quando ci si trova in ambienti freddi ed esposti al vento, il lavoro pesante diventa ancora più estremo perché le condizioni possono cambiare rapidamente e in modo imprevedibile. I lavoratori operano su superfici ghiacciate e innevate, spesso durante tempeste o con scarsa visibilità, maneggiando strumenti e macchinari. La calzatura è essenziale in queste condizioni: gli stivali devono fornire isolamento termico, protezione impermeabile e una suola antiscivolo capace di mantenere aderenza su ghiaccio e neve, perché un singolo passo falso può diventare rapidamente pericoloso.

Il lavoro pesante sulle reti ferroviarie e le riparazioni di emergenza vengono eseguiti in ambienti altamente impegnativi, spesso in aree remote o confinate lungo linee attive. I tecnici lavorano frequentemente di notte o con visibilità ridotta, circondati da macchinari pesanti, vibrazioni, polvere e rumore. La calzatura deve offrire massima affidabilità, eccellente aderenza su terreni irregolari o scivolosi e forte protezione contro impatti e perforazioni. Isolamento, durata e comfort durante lunghi turni sono essenziali, perché nelle operazioni ferroviarie non c’è margine di errore.

Il lavoro minerario si svolge in alcuni degli ambienti più ostili, dove sia la resistenza fisica che quella mentale sono continuamente messe alla prova. Le operazioni sono spesso condotte in luoghi remoti, sottoterra o a cielo aperto, con temperature estreme, polvere, rumore, vibrazioni e illuminazione limitata. La calzatura non è solo un dispositivo di protezione, ma uno strumento di lavoro fondamentale, e la sua affidabilità nel tempo è essenziale. Le suole devono mantenere aderenza, protezione e comfort anche dopo lunghe ore, uso ripetuto ed esposizione a condizioni difficili. I vigili del fuoco operano in ambienti imprevedibili e immediatamente pericolosi, come edifici in fiamme, incidenti industriali e incidenti con materiali pericolosi. La calzatura è fondamentale: gli stivali devono proteggere dal calore, dagli impatti, dallo schiacciamento, dalle perforazioni e dalle superfici scivolose, fornendo al contempo supporto e ammortizzazione per ridurre l’affaticamento e consentire ai vigili del fuoco di rimanere efficaci quando ogni secondo conta.

La pesca è una disciplina estrema che combina condizioni ambientali ostili, sforzo fisico continuo e alto rischio, spesso in isolamento. I lavoratori sono esposti ad acqua gelida, vento, superfici instabili e in costante movimento, e compiti pesanti e ripetitivi. L’equilibrio è critico e l’equipaggiamento deve funzionare come una vera estensione del corpo. La sicurezza dipende dalla perfetta integrazione di abilità, tecnologia e attrezzatura protettiva. La calzatura gioca un ruolo chiave nell’aderenza, nella protezione impermeabile e nel comfort a lungo termine.

Il lavoro forestale richiede forza, precisione e controllo assoluto in luoghi dove il terreno è ripido, remoto e implacabile e dove il tempo può cambiare senza preavviso. I compiti più estremi includono l’abbattimento di alberi massicci su pendii scoscesi e lo spostamento di tronchi pesanti su terreni fangosi e rocciosi dove ogni passo conta. La calzatura offre un supporto alla caviglia senza compromessi, una trazione impareggiabile anche sui lati laterali, protezione da impatti e perforazioni e prestazioni impermeabili durevoli. La suola è il fondamento della sicurezza, fornendo un’aderenza inesorabile su terreni bagnati, in pendenza e instabili.

I lavoratori del settore Oil & Gas operano al limite, gestendo sistemi ad alta pressione, macchinari pesanti e sostanze pericolose in ambienti dove la precisione è critica. I compiti di manutenzione sono spesso svolti su superfici scivolose e contaminate, richiedendo coordinazione e concentrazione costanti. Una calzatura adeguata è essenziale: gli stivali devono fornire stabilità, resistenza al calore e agli idrocarburi e un’aderenza affidabile.

I lavori di consolidamento roccioso si svolgono in ambienti costantemente instabili come pareti rocciose, tunnel, pendii e fronti di scavo. I lavoratori operano in altezza o in spazi confinati, spesso sospesi a corde o piattaforme, con il rischio reale di crolli e caduta massi. Ogni movimento deve essere controllato, poiché le condizioni del terreno possono cambiare improvvisamente. La calzatura deve offrire massima aderenza, suole resistenti alla perforazione, protezione dagli impatti, forte supporto alla caviglia e resistenza all’acqua, all’abrasione e alle basse temperature.

Pelletteria italiana: “alleggerimento” di uno scenario che però resta negativo

Dopo i risultati decisamente sfavorevoli del 2024, anche il 2025 si chiude con segni negativi nelle principali variabili, seppur con cali meno marcati in virtù dell’attenuazione registrata nel secondo semestre. La consueta indagine campionaria condotta dal Centro Studi di Confindustria Accessori Moda tra le aziende associate ad Assopellettieri evidenzia, infatti, nel terzo trimestre una contrazione media del fatturato attorno al -2,2% sull’analogo periodo del 2024. Un trend senza dubbio meno penalizzante a confronto con quelli delle prime due frazioni dell’anno (-7,7% e -6,0% rispettivamente). Il cumulato dei primi 9 mesi segna un -5,3% nel fatturato, che le primissime previsioni di chiusura annua collocano, con riferimento all’intero settore, attorno agli 11,4 miliardi di euro, con un -4,5% sul 2024 (quasi 540 milioni di euro in meno).

EXPORT

Cominciando l’analisi dalle esportazioni, che anche a consuntivo 2024 hanno garantito oltre l’85% del fatturato settoriale, nei primi 8 mesi dell’anno (cui si fermano i dati disaggregati disponibili al momento della stesura di questa nota) sono stati venduti all’estero beni di pelletteria per 6,34 miliardi di euro (con un -7,6% sullo stesso periodo 2024) per 42,3 milioni KG (-5,2%). Cifre che, come consuetudine, comprendono sia la vendita oltreconfine di quanto realizzato in Italia, che le operazioni di pura commercializzazione di articoli importati in precedenza.  Il prezzo medio al KG delle merci esportate si è attestato a 149,85 euro (-2,5%), proseguendo con l’arretramento già manifestatosi nel 2024 che, indirettamente, testimonia di come a soffrire l’attuale congiuntura siano anche i prodotti delle fasce più elevate.

Le indicazioni preliminari relative all’export di settembre mostrano per la pelletteria un incremento in valore di poco sopra il 3% sullo stesso mese 2024, con un cumulato a 9 mesi che si attesterebbe attorno al -6,5%, migliorando quindi di un punto percentuale rispetto ai primi 8 mesi. L’esame delle destinazioni ribadisce l’andamento meno penalizzante dei mercati dell’Unione (-2,7% in valore e -4,2% in KG) rispetto a quelli extra-UE, che mostrano invece cali attorno al -10% in valore (con un -7,2% nei KG) e che, soprattutto, sono tuttora notevolmente al di sotto (-23,3% in valore) dei livelli 2019.

Tra i partner comunitari si fa notare per dinamismo la Germania (+15,5%), al quinto posto nella graduatoria assoluta in valore, mentre la Francia (primo mercato per importanza e le cui cifre comprendono anche i flussi delle produzioni effettuate nei distretti della pelle italiani per le griffe francesi del lusso), appare in affanno (-3,2% su gennaio-agosto 2024).

Gli altri principali membri UE denotano performance maggiormente negative: se la Spagna limita le perdite in un -5,9%, per Polonia, Paesi Bassi, Austria, Grecia e Romania, ovvero gli altri presenti nella top25, le flessioni superano il -10% in valore.

Anche fuori dall’Unione gli andamenti sono piuttosto eterogenei. Aumenti dell’export a doppia cifra hanno interessato l’area mediorientale (+13,2% nel complesso, grazie ai risultati brillanti conseguiti negli Emirati Arabi, +19,4%, e in Qatar, +35,4%) e la Turchia (+17,5%), nonostante la svalutazione della lira.  Positivo, almeno sinora, il trend negli USA, che nei primi 8 mesi dell’anno registrano un +4% in valore (con un’invarianza nei KG).

Il Far East e la Russia sono risultati invece i mercati maggiormente in sofferenza. In terreno negativo anche Regno Unito (-13,6%), Canada (-14%) e Australia (-9,4%). In estrema sintesi, dunque, un quadro in cui prevalgono nettamente, tra i principali mercati di sbocco, i trend sfavorevoli, sia dentro che fuori i confini della UE.

IMPORT

Per quanto riguarda le importazioni, dopo la flessione palesata a consuntivo 2024 (-7,7% in valore sul 2023, secondo i dati recentemente revisionati da ISTAT) nel 2025 i flussi in ingresso hanno ripreso a crescere, segnando nei primi 8 mesi un +4,1% in valore e un +15,2% in KG, con una diminuzione dei prezzi medi al KG pari al -9,6%. Sono entrati in Italia beni per 2,42 miliardi di euro (corrispondenti a 109,3 milioni di KG, 14,4 milioni in più sull’analogo periodo dell’anno precedente, di cui solo il 12% realizzati in pelle).

La Cina (+3,3% in valore e +8% nei KG) si è confermata al primo posto tra i fornitori: in termini di quantità (KG) copre oltre il 55% del totale import.

Il prezzo medio dei beni dalla Cina (11,19 euro al KG) è uno dei più bassi tra quelli dei principali fornitori (battuto solo dalle provenienze dal Vietnam: 7,47 euro).  Analizzando l’elenco per provenienza si nota il proseguimento del trend di forte crescita della Spagna, già manifestatosi nel corso del 2024, che potrebbe trovare spiegazione nelle scelte logistiche di qualche grande distributore o piattaforma di e-commerce.  Per effetto delle dinamiche di export e import, il saldo commerciale settoriale, pur restando nei primi 8 mesi largamente in attivo per 3,92 miliardi di euro, ha subìto un ridimensionamento pari al -13,5% a confronto con gennaio-agosto 2024.

CONSUMI INTERNI

Per quanto concerne i consumi interni, se si eccettua il contributo positivo fornito anche nel 2025 allo shopping dal turismo straniero – che ha registrato nei primi 9 mesi incrementi negli arrivi e nella spesa complessiva attorno al +4% e al +5% rispettivamente, stando alle rilevazioni della Banca d’Italia – poche sono le indicazioni propizie, in uno scenario ormai da parecchio tempo deludente.

Ancora una volta le decisioni di acquisto degli Italiani sono state improntate alla cautela: l’indice cumulato ISTAT relativo al valore delle vendite del commercio al dettaglio in Italia di pelletteria e calzature mostra infatti nei primi 9 mesi un -2,2% sullo stesso periodo 2024, aumentando al -4,5% il divario coi livelli 2019 (già largamente insoddisfacenti). Dopo un primo trimestre sottotono (chiuso con un -4,4%) e una seconda frazione praticamente piatta (-0,3%), la terza ha evidenziato un’ulteriore flessione (-2,4%, con una debolezza accentuata a settembre, -5,8% tendenziale).  Non a caso, interrogati sull’andamento della propria azienda sul mercato nazionale nei primi 9 mesi dell’anno, un non marginale 38% dei pellettieri ha riferito di avervi raccolto risultati peggiori rispetto ai mercati esteri.

OCCUPAZIONE

Il protrarsi della fase sfavorevole ha penalizzato le dinamiche occupazionali: la forza lavoro settoriale presenta nei primi 9 mesi dell’anno un saldo negativo pari a -1.346 addetti, il -2,8% rispetto al consuntivo 2024, con una contemporanea diminuzione del numero di imprese attive, calato di 110 unità (-2,4%). In aumento del +2,5% il numero di ore di cassa integrazione guadagni autorizzate nella filiera pelle: malgrado la frenata del secondo e terzo trimestre, il ricorso resta ancora elevato (26,7 milioni di ore nei 9 mesi, oltre 4 volte e mezzo i corrispondenti livelli 2019); disomogeneo l’andamento tra i distretti (con nuovo picco però in Toscana, +57%).

Claudia Sequi – President of Assopellettieri