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Il framework ZDHC copre tessili, pellame e plastica, ma non il metallo: per anni la filiera dell'accessorio ha risposto a richieste scritte per altri processi. Con il Consorzio Physis capogruppo, a fine 2025 è stata redatta la prima lista di sostanze ristrette per le deposizioni galvaniche.
Agosto 2026
Il 23 settembre 1999 la sonda Mars Climate Orbiter, costata circa 125 milioni di dollari, si disintegrò nell’atmosfera marziana. Nessun guasto, nessun errore di calcolo: un team di ingegneri lavorava in unità metriche, l’altro in unità imperiali. I numeri erano giusti. Era sbagliata la lista di riferimento con cui venivano letti.
Nei reparti galvanici non si perdono sonde spaziali. Ma il meccanismo dell’errore è identico: prendere la grammatica di un processo e applicarla a un processo che parla un’altra lingua. È quello che è successo per anni alla filiera dell’accessorio metallico, alla quale sono state chieste riduzioni ed eliminazioni di sostanze sulla base di elenchi scritti per il tessile, per il pellame, per la plastica. Elenchi seri, costruiti bene. Solo, costruiti per altro.
UNA LISTA CHE NON ESISTEVA
MRSL sta per Manufacturing Restricted Substance List: l’elenco delle sostanze soggette a restrizione nei processi produttivi. La versione oggi pubblicata all’interno del framework ZDHC — il programma Zero Discharge of Hazardous Chemicals, che punta allo scarico zero nell’ambiente di sostanze chimiche pericolose — copre tessili, pellame e materiali plastici. Gli accessori metallici non sono mai stati considerati.
Ester Falletta, direttrice tecnica del Consorzio Physis, usa due parole precise per descrivere quello che è accaduto nel vuoto lasciato da quell’assenza: forzature e storture. Le richieste ai fornitori sono arrivate comunque, perché i brand non potevano permettersi di aspettare una lista che nessuno stava redigendo. E così una fibbia, una cerniera, un morsetto sono finiti sotto un metro pensato per altri.
CHI PUÒ SCRIVERLA DAVVERO
La domanda vera è chi abbia i titoli per redigere una lista del genere. Non un singolo produttore, che conosce bene solo il proprio anello. Non un brand, che vede la filiera dall’esterno e dall’alto.
Physis è il primo consorzio nato per rappresentare l’intera catena di produzione dell’accessorio metallico: dalla raffinazione dei metalli agli impianti, dai software alle soluzioni tecnologiche di supporto, dai materiali base ai semilavorati, fino ai trattamenti superficiali di deposizione galvanica e verniciatura. Questa struttura ha permesso di mettere attorno a un tavolo tecnici che presidiano fasi produttive diverse, con l’aggiunta di una rete internazionale di esperti.
Dal 2025 il progetto di sviluppo dell’MRSL per l’accessorio metallico è partito ufficialmente, con il Consorzio Physis nel ruolo di capofila, in tandem con ZDHC.
GALVANICA, PRIMO CAPITOLO
A fine 2025 il gruppo di lavoro ha definito la prima lista: le sostanze soggette a restrizione nelle deposizioni galvaniche applicate agli accessori metallici.
Dentro ci sono tre macrocategorie: sostanze metalliche, organiche e inorganiche.
Il documento è stato trasmesso all’MRSL Council, che ha istituito un Technical Expert Group (TEG) composto da esperti internazionali di formulazione, impianti e processi industriali, sostenibilità e rappresentanti dei brand. Il TEG, presieduto da Ester Falletta, sta ultimando la revisione del documento, la cui validazione finale da parte dell’MRSL Council, l’organo che ne cura la revisione tecnica indipendente, è prevista per ottobre 2026.
NON UN ELENCO DI DIVIETI
Una lista di sostanze ristrette viene istintivamente letta come un cartello di divieto, e quindi come un costo, una complicazione, un problema. Ma la situazione dovrebbe essere letta in ben altro modo: la pubblicazione dell’MRSL non sarà un punto d’arrivo, sarà un punto di partenza.
La logica è quella dei piani progressivi di riduzione, che accompagnano l’impiego di una sostanza fino al phase-out, cioè fino al suo abbandono. E l’elenco verrà riesaminato periodicamente, a mano a mano che la tecnologia della filiera avanza. Con un criterio che raramente compare nei documenti di sostenibilità: accanto alla tutela ambientale e alla salute e sicurezza, viene messa sul tavolo anche la sostenibilità industriale ed economica di ciò che si chiede di implementare. Tradotto: nessuna riduzione che una filiera reale non sia in grado di sostenere.
Non una lista statica di obblighi, dunque, ma un programma che cammina insieme alla ricerca, e per certi aspetti la stimola.
Per anni all’accessorio metallico è stato chiesto di dimostrarsi pulito usando il termometro di qualcun altro. Adesso sta costruendo il proprio sistema di valutazione. Un gran passo in avanti.
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