Appello della filiera all’Europa: escludete la pelle dall’EUDR
Le organizzazioni internazionali hanno inviato una richiesta formale alla Commissione Europea
Continua a leggere...
L’intesa firmata a Nairobi è volta a favorire lo sviluppo della filiera della pelle-calzatura nel paese africano attraverso le tecnologie e i macchinari italiani
Aprile 2026
Assomac, associazione nazionale dei costruttori italiani di tecnologie per calzature, pelletteria e conceria, annuncia di aver siglato accordi strategici con Kenya Association of Manufacturers (KAM), a nome della filiera italiana rappresentata anche da UNIC (conceria) e UNPAC (chimica conciaria), e con Equity Bank Kenya Limited per favorire, attraverso la fornitura di tecnologie e macchinari italiani, lo sviluppo della catena del valore della pelle in Kenya.
La tecnologia italiana per la filiera della pelle-calzatura-pelletteria rappresenta un asset strategico industriale, in grado di trasformare le materie prime in prodotti ad alto valore aggiunto, altamente competitivi sui mercati globali. In quest’ottica, l’intesa – formalizzata il 26 marzo scorso a margine del Leather Side Event di Nairobi, nell’ambito della Kenya International Investment Conference, promossa dal Ministry of Investments, Trade and Industry in partnership con Kenya Leather Development Council e Kenya Investment Authority – consolida la collaborazione con KAM e con i centri tecnici locali, puntando a creare un ecosistema competitivo e sostenibile, capace di integrare le imprese keniane nelle catene produttive globali del settore. La partnership con Equity Bank Kenya Limited favorirà invece l’accesso dei buyer locali a strumenti finanziari per l’acquisto di macchinari e tecnologie italiane, consentendo loro l’opportunità di sviluppare in futuro prodotti allineati agli standard di qualità internazionale e rafforzare la loro presenza sui mercati esteri.
Mauro Bergozza, Presidente di Assomac, spiega: “Questo progetto promuove lo sviluppo di un sistema manifatturiero strutturato, in cui la tecnologia e i macchinari italiani sono protagonisti, rappresentando un vero e proprio asset strategico per l’industria globale della pelle. Made in Italy non significa solo eccellenza e qualità, ma anche capacità di trasformare materie prime in prodotti ad alto valore aggiunto. Con il nostro patrimonio di competenze e i modelli di filiera integrata, vogliamo contribuire concretamente allo sviluppo di ecosistemi produttivi sostenibili e competitivi in tutto il mondo, rafforzando le potenzialità di presenza delle imprese keniane nei mercati internazionali”.
L’iniziativa si colloca in un quadro coerente con le priorità del Piano Mattei, rappresentando un contributo del sistema industriale italiano alle dinamiche di sviluppo e alla cooperazione economica con i Paesi africani, e in una logica di Sistema Italia, con un impegno coordinato di imprese, associazioni e istituzioni: dalla cooperazione allo sviluppo, attraverso l’Agenzia AICS, fino all’internazionalizzazione e alla promozione delle imprese italiane tramite il supporto di Agenzia ICE. Tutto strettamente coordinato con l’Ambasciata d’Italia a Nairobi e organi governativi locali, per garantire la realizzazione concreta dei piani di investimento nel Paese.
Il progetto si inserisce altresì in un quadro più ampio di attività continuative di Assomac in Africa, con iniziative già attive in Egitto, Niger, Senegal e Tunisia, e con prospettive future per Etiopia, Mali, Marocco e Namibia.
L’incontro della scorsa settimana fa seguito a una prima missione esplorativa, dello scorso giugno, durante la quale Assomac, insieme alle associazioni italiane UNIC e UNPAC, aveva analizzato il potenziale del Kenya in termini di materie prime, competenze e prospettive industriali, condividendo con istituzioni locali e imprenditori un documento strategico che ha contribuito a rafforzare il dialogo tra i due Paesi e gettato le basi per l’avvio dell’iniziativa.
Il settore italiano delle tecnologie per calzatura, pelletteria e conceria, insieme al comparto conciario e ai prodotti chimici collegati, vanta una presenza consolidata nei principali poli produttivi mondiali e svolge un ruolo attivo nello sviluppo delle filiere industriali della pelle. Oltre il 70% della produzione del settore è destinata ai mercati internazionali, con esportazioni significative verso Europa, Cina, Vietnam, India, Turchia, Brasile, Messico, Indonesia, Pakistan, Sudafrica e diversi Paesi africani in fase di industrializzazione. In questo contesto, le tecnologie italiane supportano concretamente la nascita e la crescita di nuove filiere, offrendo know-how, strutture distrettuali consolidate e un apporto tecnologico qualificato a livello globale.
Nella foto sopra Tobias Alando, Ceo KAM (al centro), e Mauro Bergozza, Presidente Assomac (a destra)
Le organizzazioni internazionali hanno inviato una richiesta formale alla Commissione Europea
Continua a leggere...
La nomina di Catherine Lee sarà effettiva dal 1° aprile
Continua a leggere...
Misure temporanee in risposta al conflitto in corso nella regione del Golfo
Continua a leggere...Devi effettuare l'accesso per leggere questo contenuto gratuito
Questo contenuto richiede un'abbonamento per essere consultato. Sei già abbonato? Accedi