La pelle esce dal perimetro dell’EUDR
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Il Convegno toscano dei Chimici del Cuoio fa il punto sulle sfide del settore e ribadisce l’importanza della collaborazione e del gioco di squadra all’interno della filiera
Luglio 2026
“Oltre i campanili: quando la filiera fa rete”. Un titolo che racchiude già il messaggio del Convegno Annuale AICC Area Toscana, svoltosi il 9 luglio scorso a Villa Sonnino, San Miniato. A rafforzarlo, un sottotitolo altrettanto significativo: “L’obiettivo è giusto: il percorso si costruisce insieme”. Un invito chiaro a fare squadra per affrontare le grandi sfide che attendono la filiera della pelle, dalle normative alla compliance, dalla sostenibilità alle nuove prospettive per l’industria conciaria.
Ad aprire i lavori è stato il neopresidente di AICC, Tomaso Pellegrini, che, dopo aver ringraziato i suoi predecessori, ha ribadito un concetto destinato a fare da filo conduttore dell’intera giornata: «Insieme, sostenendoci a vicenda, possiamo costruire il futuro. Cerchiamo anche di affrontare i problemi da prospettive diverse».
Tra gli interventi più attesi quello dell’europarlamentare Dario Nardella, da tempo vicino alle istanze del comparto e noto per il suo impegno a favore dell’esclusione della pelle dal regolamento EUDR. «Il campanilismo è antistorico e dannoso», ha affermato, richiamando ancora una volta il valore della collaborazione tra gli attori della filiera. Nardella ha poi aggiornato i presenti sul dibattito in corso a Bruxelles riguardo ad alcuni dei dossier più delicati per il settore, tra cui le restrizioni su polimeri, PFAS e bisfenoli. «Stiamo lavorando affinché le decisioni su queste materie si basino su dati scientifici solidi e corretti», ha spiegato.
L’europarlamentare è tornato anche sul tema dell’EUDR, sottolineando come «quando il settore si presenta unito, i risultati arrivano», e ha infine annunciato l’avvio di un tavolo trasversale al Parlamento europeo dedicato al rilancio del comparto moda-tessile.
Gli interventi “Guidare il cambiamento: l’approccio proattivo del settore conciario” a cura di Giulia Martin e Marta Montanari di UNIC – Concerie Italiane hanno approfondito, da una parte, gli ultimi aggiornamenti tecnici in tema di EUDR e, dall’altra, le sfide legate alle normative ambientali poste dai regolamenti come l’Ecodesign e il Digital Product Passport.
Tiziana Gambicorti, responsabile AICC Toscana e presidente del CEN/TC 289 e IUC, ha presentato una relazione incentrata su “Nuovi metodi analitici per la concia: il caso del fluoro e non solo” e ha riferito del lavoro in corso presso i tavoli tecnici per sviluppare e validare metodi analitici che ancora mancano, come appunto quello del fluoro totale.
Nel suo intervento Federico Brugnoli, CEO di Spin360, ha spiegato l’importanza delle nuove “Linee Guida” per misurare l’impronta ambientale della pelle appena pubblicate dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale (UNIDO) che sanciscono un principio fondamentale, ovvero che la pelle è un sottoprodotto animale “non-determinante” per il cambiamento ambientale. Sviluppate proprio con il supporto tecnico di SPIN 360, le raccomandazioni UNIDO rappresentano un grande passo avanti per il giusto riconoscimento della pelle come materiale circolare.
Il microfono è poi passato ad Alberto De Conti, Sector Lead – Formulators di ZDHC, che ha illustrato le ultime novità del percorso Chemicals to Zero (CTZ) che quest’anno ha visto l’aggiunta di un ulteriore livello di conformità chimica (successivo al Progressive che era il più alto finora) che si chiama Aspirational. “Rappresenta un’occasione – ha spiegato De Conti – per differenziarsi ulteriormente sul mercato trasformando lo sforzo tecnico in reputazione”.
Sabrina Frontini, direttore di ICEC, ha illustrato i cambiamenti introdotti dalle nuove direttive europee e le sfide che il comparto è chiamato ad affrontare per conciliare le esigenze della filiera della pelle. Ha definito l’attuale contesto «una tempesta perfetta» per le aziende del settore, invitandole a considerare l’Istituto di certificazione italiano «un faro e uno scudo» in questa fase di trasformazione.
A concludere il ciclo degli interventi Cecilia Polizzi, docente dell’Università di Firenze, che ha parlato di come “Fare rete sulla depurazione” e illustrato l’importanza del progetto Meta, purtroppo penalizzato dai mancati finanziamenti.
A chiudere i lavori una tavola rotonda sull’argomento centrale dell’evento, “Oltre i campanili: quando la filiera fa rete”, coordinata dalla giornalista e founder di Solo Moda Sostenibile, Silvia Gambi. Nel corso del dibattito e delle domande del pubblico sono emerse le preoccupazioni dei chimici del cuoio per la crescente proliferazione delle richieste di conformità avanzate dai brand, l’eccessivo numero di certificazioni oggi presenti sul mercato e il continuo irrigidimento dei requisiti richiesti.
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L'appuntamento è in programma giovedì 9 luglio a Villa Sonnino, San Miniato. Al centro dell'incontro EUDR, sostenibilità, compliance, certificazioni, innovazione e nuovi strumenti per la filiera, con interventi di esperti del settore e una tavola rotonda dedicata al valore della collaborazione.
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