UNPAC si associa a COTANCE
L’associazione italiana dei chimici conciari si unisce alla confederazione dei conciatori europei
Continua a leggere...
Dalla lotta al greenwashing alla valorizzazione degli scarti, passando per nuove tecnologie e processi a ridotto impatto ambientale. Il 54° Convegno Nazionale AICC ha messo a confronto competenze ed esperienze per affrontare le sfide della transizione del settore conciario
Ottobre 2026
Il settore chimico conciario si è dato appuntamento venerdì 9 ottobre nella suggestiva cornice dell’Hotel Lloyd’s Baia di Vietri sul Mare, in provincia di Salerno, per il 54° Convegno Nazionale AICC. Al centro dell’incontro, il tema “Sinergia Circolare: Normative, Chimica e Processi Industriali – L’alleanza delle competenze per una competitività sostenibile”.
L’evento, che a dispetto del maltempo ha visto un’elevata partecipazione di pubblico, si è rivelato un importante momento di approfondimento dedicato alle sfide che stanno ridefinendo il settore: dalla crescente pressione normativa europea alla necessità di rendere misurabili le performance ambientali, fino alle nuove tecnologie capaci di coniugare qualità, innovazione e circolarità.
Ad aprire i lavori è stato il presidente AICC, Tomaso Pellegrini, che ha ricordato la capacità del settore chimico conciario di innovare costantemente, sottolineando al contempo l’importanza della collaborazione lungo la filiera. Solo attraverso l’integrazione delle diverse competenze, infatti, è possibile costruire un modello di competitività realmente sostenibile.
Il programma è entrato nel vivo con l’intervento di Luca Marrucci, ricercatore della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che ha illustrato i principali contenuti della direttiva europea EmpCo, recepita in Italia ed entrata in vigore lo scorso settembre, volta a contrastare il greenwashing. Marrucci ha approfondito le ricadute della nuova normativa sulla comunicazione ambientale, che impone alle aziende di rivedere le proprie dichiarazioni di sostenibilità, richiedendo che siano supportate da prove concrete e verificabili.
La credibilità delle strategie ESG è stata al centro dell’intervento di Serena Portella, Sustainability Manager di Muno, che ha approfondito il ruolo dell’analisi di materialità, della valutazione degli impatti e della qualità del dato nella costruzione di percorsi di sostenibilità realmente verificabili. Particolare attenzione è stata dedicata alla metodologia LCA, strumento fondamentale per individuare le criticità del processo conciario e orientare gli interventi di miglioramento.
L’innovazione nei processi produttivi ha fatto da sfondo all’intervento di Marco Cazzolla, R&D Finishing Specialist di GSC Group, che ha presentato uno studio comparativo sull’impatto ambientale e sulle prestazioni di nuovi reticolanti impiegati nei finissaggi per il settore automotive, evidenziandone in particolare l’efficacia in abbinamento alla tecnologia a raggi ultravioletti.
Degli sforzi del settore verso una chimica più responsabile senza compromettere qualità e prestazioni tecniche della pelle finita ha invece parlato Dario Manolo, Technical Manager di Icap Leather Chem, che ha illustrato il ruolo di organizzazione e strumenti come ZDHC, LCA e Digital Product Passport nel misurare e comunicare il valore dell’innovazione sostenibile.
Nella seconda parte del Convegno il focus si è spostato sulle applicazioni concrete dell’economia circolare. Alberto Colella, Responsabile Ambientale di Russo di Casandrino, ha riferito i risultati del progetto RESCUE (realizzato in ambito MICS) dedicato al recupero del collagene dagli scarti conciari per nuove applicazioni produttive, sottolineando come da un’idea di laboratorio si sia passati ad una realtà a scala industriale.
La Chemical & Sustainability Manager di Vignola Nobile, Daniela Caracciolo (peraltro responsabile dell’ottima organizzazione del Convegno in qualità di vicepresidente AICC), ha presentato il progetto europeo H2OxyTan, sviluppato dalla conceria campana nel quadro dei bandi MICS con lo sviluppo di un processo di concia sostenibile che utilizza complessi metallici biodegradabili al 90% e un trattamento innovativo dei reflui con perossido di idrogeno e raggi UV.
Si è nuovamente parlato del comparto automotive con l’intervento di Luca Frighetto, R&D Manager di Pasubio, che ha esposto una ricerca sulla riduzione e il monitoraggio delle aldeidi svolta all’interno della conceria veneta, utilizzando approcci analitici alternativi agli standard oggi più diffusi, che ha portato all’ottimizzazione delle ricette e alla produzione di pelli finite più sostenibili.
Il ruolo della ricerca scientifica nella transizione sostenibile del settore conciario è stato al centro dell’intervento di Claudia Florio, Responsabile della Ricerca e Sviluppo della Stazione Pelli, che ha ricordato il fondamentale contributo svolto da SSIP in ambito Fondazione MICS con la promozione di progetti capaci di generare risultati di elevato valore scientifico e che soprattutto rispondono concretamente alle esigenze delle imprese, proprio come dimostrano i due progetti presentati durante il Convegno di Vietri. Un percorso reso possibile dalla collaborazione tra partner pubblici e privati con il coinvolgimento di università e centri di ricerca.
Il microfono è quindi passato a Antonio Medici, tecnologo di SSIP, che ha parlato del progetto Smart Leather Quality, dedicato all’impiego di spettroscopia e sistemi di visione intelligente per migliorare il controllo qualità e la sostenibilità dei processi conciari.
L’ultima relazione della giornata è stata dedicata alla depurazione. Luca Pucci, Responsabile depurazione aree nolana e alto Sarnio di Gori Spa, società che gestisce il servizio idrico in 75 comuni tra le province di Napoli e Salerno, ha riferito le strategie e le innovazioni messe a punto in vista della nuova Direttiva europea sulle acque reflue urbane, destinata ad avere un impatto significativo sia sulla depurazione civile sia su quella industriale.
In conclusione, il Convegno AICC di Vietri ha confermato come la transizione sostenibile del settore conciario richieda un approccio integrato, capace di mettere in rete ricerca scientifica, competenze tecniche e realtà industriali. La sfida è trasformare conoscenze e innovazioni in soluzioni concrete, misurabili e applicabili ai processi produttivi. Perché è proprio dalla collaborazione lungo tutta la filiera che può nascere una competitività solida, responsabile e orientata al futuro.
L’associazione italiana dei chimici conciari si unisce alla confederazione dei conciatori europei
Continua a leggere...
Il gruppo chimico conciario presenta Positivity Cabin: quando la fiera si trasforma in un'esperienza
Continua a leggere...
L’appuntamento è per venerdì 9 ottobre a Vietri sul Mare
Continua a leggere...Devi effettuare l'accesso per leggere questo contenuto gratuito
Questo contenuto richiede un'abbonamento per essere consultato. Sei già abbonato? Accedi