I venti di guerra soffiano su APLF, che tuttavia performa meglio delle attese
Nonostante il difficile contesto geopolitico, Hong Kong rafforza il proprio ruolo di hub globale: l’industria della pelle guarda alla ripresa nel 2026
News fiere
Marzo 2026
Un clima di profonda incertezza ha caratterizzato l’ultima edizione di APLF a Hong Kong, inaugurata lo scorso 12 marzo, a soli dieci giorni dall’attacco israelo-americano all’Iran. In questo scenario, con il Medio Oriente colpito dai missili dei pasdaran, numerosi voli con scalo negli Emirati sono stati cancellati, costringendo molti operatori a riprogrammare i propri viaggi all’ultimo minuto. A dispetto di un contesto geopolitico così critico, la fiera ha però registrato risultati discreti, decisamente migliori delle attese, confermandosi come il principale punto di incontro per l’industria conciaria globale. Gli espositori internazionali hanno partecipato all’evento con compattezza e anche i visitatori, prevalentemente asiatici, hanno risposto positivamente, pur con qualche inevitabile defezione, soprattutto da oltreoceano. Con 500 espositori provenienti da 36 Paesi e regioni, APLF 2026 ha mantenuto una forte vocazione internazionale, pur presentandosi in una forma più compatta rispetto al passato. Una scelta che riflette un anno particolarmente complesso per il settore a livello globale, segnato da rallentamenti e aggiustamenti economici, ma che ha anche consentito di riunire tutti gli espositori su un unico livello del centro fieristico. L’edizione 2026 ha inoltre introdotto un layout espositivo rinnovato e più funzionale: tutte le sezioni – pelle, materiali e accessori moda – sono state accorpate nel padiglione del livello 1. «Una scelta che favorisce l’integrazione tra le diverse fasi della filiera, migliorando l’esperienza dei visitatori e incentivando opportunità di business più concrete», spiegano gli organizzatori. Sul fronte delle partecipazioni nazionali, dopo la Cina, presente con 113 aziende, spiccava l’Italia con 104 imprese, seguita da Francia (38), Brasile (33) e Turchia (26). Due le collettive italiane nella sezione principale Leather: quella dei conciatori riuniti sotto l’egida di UNIC, con 44 partecipanti, e quella dei costruttori di macchine per conceria e produttori di ausiliari chimici coordinati da ASSOMAC e ITA, con 33 aziende, a cui si aggiungono diversi espositori individuali. I commenti raccolti a caldo evidenziano una soddisfazione maggiore tra le concerie, che hanno registrato un rinnovato interesse da parte dei visitatori alla ricerca di novità. Più tiepide, invece, le impressioni dei produttori di macchinari e dei fornitori di prodotti chimici, penalizzati dall’incertezza del mercato internazionale, che frena gli investimenti. Nonostante un calo del 10,5% delle esportazioni nel 2025 – pari a 75 miliardi di dollari nei comparti pelle, calzature e accessori – la Cina si conferma del resto il principale protagonista mondiale del settore. Il Paese mantiene una leadership indiscussa sia per volume sia per valore della produzione, continuando a richiedere ingenti importazioni di materie prime per sostenere la propria capacità industriale. In questo contesto, Hong Kong rafforza ulteriormente la propria centralità. Come sottolineato dalla direttrice di APLF, Janice Lee, la città si distingue per stabilità operativa, apertura commerciale e infrastrutture efficienti: elementi che la rendono un hub ideale per le aziende interessate ad accedere non solo al mercato cinese, ma anche alle economie emergenti del Sud-Est asiatico. Proprio in questa regione si registrano alcune delle dinamiche più interessanti. Vietnam e Indonesia emergono come mercati in forte espansione. Il Vietnam, sostenuto da investimenti esteri e accordi commerciali internazionali, si è affermato come polo produttivo per calzature e pelletteria. L’Indonesia, grazie a un ampio mercato interno e a una filiera già sviluppata, si posiziona invece tra i principali consumatori regionali. Non a caso, qui si terrà la prossima edizione di APLF ASEAN, in programma a Jakarta nel novembre 2026. Oltre alla dimensione commerciale, APLF 2026 si è confermata come piattaforma di confronto e innovazione, grazie a un ricco programma di conferenze, seminari e workshop dedicati alle sfide future del comparto: sostenibilità, efficienza produttiva e nuove strategie di mercato. Tra gli eventi più seguiti, la presentazione del progetto italiano “The Leather Leaders”, incentrato sulla collaborazione tra concerie italiane e brand internazionale e finalizzato alla misurazione scientifica dell’impatto ambientale delle pelli. L’incontro, introdotto dal presidente Fabrizio Nuti, ha incluso una mini-tavola rotonda con le testimonianze di tre conciatori coinvolti nel progetto. In un contesto internazionale ancora in evoluzione, il messaggio che emerge da APLF 2026 è chiaro: la filiera della pelle guarda avanti, puntando su collaborazione, innovazione e una presenza sempre più integrata nei mercati asiatici. La prossima edizione è già in calendario e si terrà dal 31 marzo al 2 aprile 2027.
Un momento della cerimonia di apertura di APLF2026Da sinistra, il presidente di Alliance France Cuir (AFC)Christophe Dehard, la direttrice di APLF Ltd. Janice Lee e il vicepresidente esecutivo dello sviluppo commerciale di Informa Markets Michael DuckUn corridoio della collettiva delle concerie italiane coordinate da UNICUno scorcio della collettiva italiana coordinata da ITA ASSOMACUn momento della presentazione del progetto UNIC “Leather Leaders”
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